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	<title>Poetesse Latine &#8211; Poetesse: Donne Da Ricordare</title>
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	<title>Poetesse Latine &#8211; Poetesse: Donne Da Ricordare</title>
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		<title>Leoba, la più antica poetessa inglese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Poetesse]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 14:35:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poetesse Latine]]></category>
		<category><![CDATA[Poetesse Medievali]]></category>
		<category><![CDATA[Vita e opere]]></category>
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					<description><![CDATA[I più antichi versi noti scritti da una donna inglese giunti fino a noi sono quelli di Leoba, missionaria benedettina vissuta nell&#8217;VIII secolo. Nata nel Wessex, uno dei sette regni in cui allora era suddivisa l&#8217;Inghilterra, Leoba fu tra le protagoniste della storia europea alto medievale. Trasformò l&#8217;abbazia di Tauberbischofsheim in un importante centro culturale, [&#8230;]]]></description>
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<p class="has-normal-font-size">I più antichi versi noti scritti da una donna inglese giunti fino a noi sono quelli di Leoba, missionaria benedettina vissuta nell&#8217;VIII secolo. Nata nel Wessex, uno dei sette regni in cui allora era suddivisa l&#8217;Inghilterra, Leoba fu tra le protagoniste della storia europea alto medievale.<strong> Trasformò l&#8217;abbazia di Tauberbischofsheim in un importante centro culturale</strong>, ebbe un ruolo fondamentale nella cristianizzazione della Germania ed era frequentemente consultata dai principali ecclesiastici di Fulda. Una sua biografia, scritta da Rodolfo di Fulda cinquanta anni dopo la sua morte, ne consolidò la fama di donna erudita e santa. Purtroppo i suoi componimenti sono andati quasi completamente perduti. Di lei resta solo una breve poesia in latino. Poco ma sufficiente a farci intravedere la sua istruzione e il suo ingegno.</p>



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<div class="rank-math-question "><strong>Chi era Leoba, in sintesi</strong></div>
<div class="rank-math-answer ">

<p>Leoba (o Lioba, VIII secolo) fu una monaca, badessa e missionaria anglosassone attiva nella Germania carolingia. Considerata una delle figure femminili più influenti dell&#8217;Alto Medioevo, guidò il monastero di Tauberbischofsheim, collaborò con San Bonifacio e godette della stima della corte di Carlo Magno. Di tutta la sua produzione letteraria sopravvive una breve poesia latina contenuta in una lettera indirizzata a Bonifacio intorno al 732, considerata la più antica testimonianza poetica conservata di una donna inglese. I suoi versi rivelano una solida formazione classica e testimoniano il ruolo dei monasteri femminili come centri di istruzione e cultura nell&#8217;Europa dell&#8217;VIII secolo.</p>

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<h2 class="wp-block-heading has-huge-font-size">Vita</h2>



<p class="has-normal-font-size">Leoba (conosciuta anche come <strong>Lioba o Leofgyth) </strong>nacque nei primi anni dell&#8217;VIII secolo, figlia unica di genitori nobili, prese i voti giovanissima nel convento di Wimborne, nel Dorset. Lì ricevette un&#8217;ottima educazione, e imparò a scrivere prose e poesie in latino.</p>



<p class="has-normal-font-size">In questa lingua iniziò una corrispondenza epistolare con San Bonifacio, vescovo e missionario parente di sua madre. Bonifacio, apprezzando la sua devozione e la sua intelligenza, la chiamò a dirigere come badessa il neonato convento di Tauberbischofsheim in Germania. Leoba si stabilì là intorno al 748.</p>



<p class="has-normal-font-size">In pochi anni sotto la sua guida Tauberbischofsheim diventò un rilevante centro religioso e formativo. Leoba era stimata sia dalle consorelle sia dai leader spirituali e politici. Fu consigliera dei vescovi di Fulda e dei re franchi, e Ildegarda – la prima moglie di Carlo Magno &#8211; la convocò persino a corte. Negli ultimi anni soggiornò con un piccolo gruppo di suore a Schornsheim, in una proprietà concessa da Carlo Magno. Lì morì il 28 settembre 782 (<em>n.d.r.</em> la data è quella generalmente accettata dalla storiografia moderna)</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-normal-font-size"><em>“Ho composto i seguenti versi secondo le regole dell&#8217;arte poetica, non confidando nella mia presunzione, ma cercando solo di esercitare il mio minimo talento”</em></p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading has-huge-font-size">Opere</h2>



<p class="has-normal-font-size">Dell&#8217;intera sua produzione letteraria è sopravvissuta soltanto una breve poesia latina inserita in una lettera indirizzata a Bonifacio intorno al 732. Per questo motivo, anche se di origine inglese, in questo sito Leoba è censita come poetessa latina a livello di classificazione letteraria. Naturalmente si tratta di latino medievale.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-huge-font-size">Temi, poetica e stile</h2>



<p class="has-normal-font-size">Nella lettera Leoba chiede a San Bonifacio, che considera come un fratello, di pregare per l&#8217;anima del padre defunto e per la salute della madre malata. Poi parla della sua scrittura. Dice di aver imparato l&#8217;arte poetica dalla monaca Eadburga, di cui loda l&#8217;erudizione e la fede. Infine lo invita a leggere i suoi versi, definiti “rozzi”, espressione di un “talento minimo”, che necessita di esercizio e correzione.</p>



<p class="has-normal-font-size">Posto in fondo alla lettera, il componimento funge anche da saluto solenne.</p>



<figure class="wp-block-pullquote has-normal-font-size"><blockquote><p><br><em>&#8220;Addio, e possa tu vivere a lungo, con una vita felice, intercedendo per me. </em><br><em>L&#8217;Arbitro onnipotente, l&#8217;unico che ha creato ogni cosa,</em><br><em>Colui che risplende sempre di luce nel regno del Padre,</em><br><em>dove la gloria di Cristo regna sempre ardente,</em><br><em>ti custodisca incolume per sempre, secondo la sua legge eterna.&#8221;</em></p></blockquote></figure>



<p class="has-normal-font-size">Leoba non scrive affatto in modo rozzo. Ha un&#8217;ottima conoscenza della sintassi, della versificazione e delle figure retoriche. La sua modestia è una <em><strong>captatio benevolentiae</strong></em> ben calcolata per attirare l&#8217;attenzione di Bonifacio.</p>



<p class="has-normal-font-size">Gli studiosi hanno osservato la somiglianza tra il suo stile e quello di Aldhelm, poeta inglese attivo pochi anni prima di lei. Leoba mostra dunque un&#8217;ampia cultura che spazia dalla latinità classica agli autori contemporanei.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-huge-font-size">Perché leggerla oggi</h2>



<p class="has-normal-font-size">Perché offre uno spiraglio sull&#8217;educazione e la condizione femminile in un periodo storico poco conosciuto.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-huge-font-size">Curiosità</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li class="has-normal-font-size">Leoba è una santa riconosciuta dalla Chiesa Cattolica e celebrata ogni 28 settembre.</li>



<li class="has-normal-font-size">Le è stato dedicato un asteroide scoperto nel 1922: <em>974 Lioba</em>.</li>



<li class="has-normal-font-size">Un monumento in suo onore si trova a Schornsheim, sua ultima residenza.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading has-huge-font-size">Bibliografia</h2>



<pre class="wp-block-verse has-normal-font-size">- "Vita e lettere di San Bonifacio" tradotto da Enrica Mascherpa e pubblicato dalla casa editrice "La Scala" nel 1991 - fonte dei tesi tradotti in pagina
- Gallagher John Leoba: England’s Earliest Female Poet
- <a href="https://www.medievalists.net/2026/03/leoba-englands-earliest-female-poet/" target="_blank" rel="noopener">Columbia CTL</a>, fonte 1  (ultima consultazione il 23/03/2026)
- <a href="http://Gallagher John Leoba: England’s Earliest Female Poet  Columbia CTL  (ultima consultazione il 23/03/2026)  Columbia (ultima consultazione il 23/03/2026)  Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Leoba (ultima consultazione il 23/03/2026)">Columbia CTL</a>, fonte 2 (ultima consultazione il 23/03/2026)
- <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leoba" target="_blank" rel="noopener">Wikipedia, Leoba</a> (ultima consultazione il 23/03/2026)

<strong>[Articolo a cura di Grazia Guarnieri]</strong>
</pre>



<p></p>
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		<title>Sulpicia, l&#8217;unica voce femminile della Roma Antica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Mar 2023 07:22:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poetesse Latine]]></category>
		<category><![CDATA[Poetesse Antiche]]></category>
		<category><![CDATA[Vita e opere]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche gli uomini possono essere inaffidabili. Parola di Sulpicia, poetessa latina (40 a.C.) nipote di quel famoso patrono Messalla, che sotto Augusto gestiva il circolo letterario frequentato dai poeti a Ovidio, Tibullo e Properzio.  La poetessa senza edizione critica Non è un caso, quindi, che Sulpicia sia cresciuta come ragazza aristocratica a pane ed elegie [&#8230;]]]></description>
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<p>Anche gli uomini possono essere inaffidabili. Parola di Sulpicia, poetessa latina (40 a.C.) nipote di quel famoso patrono Messalla, che sotto Augusto gestiva il circolo letterario frequentato <strong>dai poeti a Ovidio, Tibullo e Properzio</strong>. </p>



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<h2 class="wp-block-heading">La poetessa senza edizione critica</h2>



<p>Non è un caso, quindi, che Sulpicia sia cresciuta come ragazza aristocratica <em>a pane ed elegie</em> e che quindi <strong>le sue sei elegie siano state raccolte nel terzo libro del Corpus Tibullianum</strong>, ovvero la silloge che racchiude due libri di Tibullo e un terzo libro composto dalle poesie dei contemporanei, probabilmente sempre appartenenti al circolo di Messalla visto che all&#8217;interno c&#8217;è un elogio a lui dedicato. Eva Cantarella, per questo inserimento, parla di &#8220;discriminazione di genere&#8221;: di fatto non esiste un&#8217;edizione critica dedicata a Sulpicia attualmente (ma se ne esce una lasciate un commento!). Tuttavia, il fatto che sia stata scelta proprio la produzione di Sulpicia per il Corpus ci fa pensare che fosse considerata un&#8217;artista a tutti gli effetti: <strong>questo la rende la prima voce letteraria femminile di Roma.</strong></p>



<p>Nel Corpus sono presenti anche dei carmi definiti &#8220;Il ciclo di Sulpicia e Cerinto&#8221;, come se si trattasse di un ciclo mitologico. Alcune di queste poesie sono in prima persona, e certa critica (Parker 1994) ha sostenuto che potessero essere state scritte proprio da Sulpicia. </p>



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<h2 class="wp-block-heading">Lo scetticismo sul suo valore letterario</h2>



<p>Con i critici più moderni Sulpicia ha avuto ancora meno successo: dobbiamo aspettare almeno il Settecento e l&#8217;Ottocento, quindi il passaggio del <strong>filologo C.G. Heyne</strong>, per vederle riconosciuta quanto meno una presenza umana, perché prima era considerata un <strong>personaggio fittizio oppure addirittura una figura maschile </strong>che si esercitava a scrivere al femminile (un po&#8217; come <a href="https://www.poetessedonne.it/greche/erinna-di-telo-riassunto/">Erinna</a>).</p>



<p>Quindi in realtà, come spesso accade per quasi tutte le artiste dell&#8217;antichità, c&#8217;è uno scetticismo di base da parte dei critici nel riconoscere il fatto che si tratti effettivamente di un genio femminile.&nbsp;</p>



<p>Neanche le femministe degli anni Settanta del secolo scorso sono state molto tenere con Sulpicia, perché in realtà la stessa<strong> Sarah B. Pomeroy</strong>, che fu una delle pioniere per quanto riguarda la questione di genere nei classici, disse:&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“Leggiamo Sulpicia perché è una donna”</p>
</blockquote>



<p>Il messaggio implicito in questa frase è molto diretto: abbiamo poco materiale sulle donne e quindi accontentiamoci di quello che ci è rimasto. Leggiamo Sulpicia solo per quello, non per un valore letterario.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo stravolgimento dei ruoli</h2>



<p>Dobbiamo aspettare Santilocchi, sempre negli anni Settanta-Ottanta del secolo scorso, per vedere riconosciuta in Sulpicia una vera e propria artista. Lo studioso si sofferma molto sul fatto che, palesando il suo amore per Cerinto (pseudonimo greco del suo amato,  sulla falsariga di quello che facevano i suoi colleghi uomini &#8211; basti pensare a Catullo con Lesbia),<strong> la poetessa  stravolge i ruoli della donna nella società romana</strong>, perché  si appropria del ruolo di autrice e di donna che soffre perché viene tradita. Quindi si lamenta dell&#8217;infedeltà del proprio amato proprio come facevano i colleghi uomini, gli elegiaci, quando lamentavano che le donne non erano affidabili.&nbsp;</p>



<p>Stravolgendo questo punto di vista, Sulpicia porta in campo un argomento abbastanza caldo nell&#8217;antichità e che ricorda la scena della <em><strong>Medea</strong></em> di Euripide, durante cui il coro afferma che se Giasone ha rotto i giuramenti anche gli uomini possono essere inaffidabili. Sembra una frase semplice, ma in realtà, nello stereotipo antico, le donne erano le creature inaffidabili per eccellenza: già Semonide con il suo giambo contro le donne lo aveva affermato nel VI/VII secolo a.C..</p>



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<p>Sulpicia ricalca questa tradizione, scardinando il ruolo canonico tra uomini e donne.</p>



<figure class="wp-block-pullquote is-style-solid-color"><blockquote><p>Le acque dei sacri fiumi risalgono alle sorgenti, stravolta è la giustizia sconvolto ogni valore, gli uomini meditano inganni, vacilla la fede negli dei, ma la fama muterà la mia vita, io avrò gloria e tutto il sesso femminile sarà onorato, nessuna voce infamante colpirà più le donne, le muse dei poeti finiranno di cantare la nostra infedeltà. A noi non ha concesso Apollo, signore delle melodie, il suono divino della lira, avremmo fatto risuonare un inno contro la razza dei maschi sulla sorte delle donne e degli uomini il tempo nel suo lungo cammino molte cose potrebbe raccontare. </p><cite>Medea, Euripide</cite></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading">I temi delle elegie</h2>



<p>Le 6 elegie di Sulpicia aprono una piccola finestra sul mondo delle donne nella Roma dell&#8217;epoca, perché raccontano tematiche molto quotidiane, <strong>quali un picnic o un compleanno</strong>, ma con un approccio tutt&#8217;altro che docile: rispetto a un viaggio non gradito la poetessa dice al tutore &#8220;<em>tu non mi consenti di scegliere come vorrei</em>&#8221; (15). Nelle sue poesie ritroviamo il pudore che è sempre stato tipico della donna, quindi di fatto la poetessa è scissa perché, se da un lato brucia di passione per questo amante e vorrebbe dirlo, dall&#8217;altro è combattuta perché cela il suo amore. Non sappiamo bene il perché di questa scelta, se per orgoglio, visto che lui era infedele, o per rispetto del &#8220;canonico&#8221; pudore. Secondo Eva Cantarella l&#8217;amore viene celato perché Sulpicia si è innamorata di un uomo che suo zio non approvava, ma soprattutto con cui sembra aver fatto l&#8217;amore anche se non era suo marito: &#8220;<em>Abbi pure a cuore la toga di una sgualdrina con la cesta in testa, più di Sulpicia, la figlia di Servio.</em>&#8221; (III, 16)</p>



<h3 class="wp-block-heading">La prima elegia</h3>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Venuto è infine amore e vergogna maggiore mi sarebbe averlo tenuto nascosto, di quanto sia infamante averlo rivelato a tutti.&nbsp;<br>Commossa dai miei versi, Citerea lo ha portato a me deponendolo sul mio seno. <br>Ha sciolto le promesse Venere: racconti le mie gioie, chi gode fama di non averle mai avute. <br>Io non vorrei affidare parola a tavolette sigillate per il timore che qualcuno le legga prima del mio amore, <br>ma questo peccato m’è dolce, mi infastidisce atteggiarmi a virtù, tutt&#8217;al più si dirà che eravamo degni l&#8217;uno dell&#8217;altra.</p><cite>III, Elegia 13 (la prima)</cite></blockquote></figure>



<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;ultima elegia</h3>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Luce mia possa io non essere più la tua bruciante passione, come penso di esser stata nei giorni da poco passati. <br>Se in tutta la mia giovinezza mai ho commesso un errore così sciocco del quale, lo confesso, mi sia maggiormente pentita, che di averti lasciato solo l&#8217;altra notte per volerti celare il mio ardore.</p><cite>III, Elegia 18 (l&#8217;ultima)</cite></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Curiosità</h2>



<ol class="wp-block-list">
<li>Per curiosità &#8211; visto che ho trovato con difficoltà menzioni a Sulpicia, ho ripreso il vecchio testo di Paolo Fedeli che studiavo al Liceo, che cito:</li>
</ol>



<figure class="wp-block-pullquote is-style-solid-color"><blockquote><p>A Sulpicia vengono attribuiti i sei biglietti d&#8217;amore (13-18) per Cerinto: si tratta, a dir poco, di un&#8217;attribuzione sospetta, perché il suo sarebbe l&#8217;unico caso di una donna romana autrice di versi, in un generale panorama d&#8217;incultura femminile.</p></blockquote></figure>



<p>Il testo, datato in stampa 2004, è stato preceduto da molti dibattiti filologici che riscattavano la figura di Sulpicia come donna e poi anche come poetessa. Nonostante ciò, per tutti gli altri carmi del terzo libro si parla di elegie, mentre per quelli attribuiti alla poetessa si parla di <strong>&#8220;biglietti d&#8217;amore&#8221;</strong> e lo stesso accade nella Letteratura Latina di Carocci. </p>



<p>2. Marziale, Valerio Massimo e Boccaccio parlano di <strong>altre due Sulpicie </strong>del mondo romano, entrambe ricordate come caste e fedeli. L&#8217;approfondimento su questo punto è nel video di Laterza con Eva Cantarella.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Bibliografia consigliata</h2>



<pre class="wp-block-verse"><a href="https://nonsolosaffo.wordpress.com/una-poetessa-latina/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Non solo Saffo</a> (fonte dei testi)

<a href="https://classicsforall.org.uk/sites/default/files/uploads/Bellaria%20Part%202/CfA%20Bellaria%2067.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bellaria LXVII</a>
<a href="https://didattica-2000.archived.uniroma2.it/lett_lat_B/deposito/Sulpicia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">
Didattica Uniroma 2</a>

<a href="https://www.academia.edu/708006/Sulpicia_the_Auctor_de_Sulpicia_and_the_Authorship_of_3_9_and_3_11_of_the_Corpus_Tibullianum" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sulpicia by Parker</a> su Academia.edu
<a href="https://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/sulpicia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">
Sulpicia, nell'Enciclopedia delle donne online</a></pre>
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