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	<title>Poetesse Polacche &#8211; Poetesse: Donne Da Ricordare</title>
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	<title>Poetesse Polacche &#8211; Poetesse: Donne Da Ricordare</title>
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		<title>Wislawa Szymborska, il Nobel dell&#8217;«ironica precisione»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Sep 2023 17:55:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poetesse Polacche]]></category>
		<category><![CDATA[Poetesse Contemporanee]]></category>
		<category><![CDATA[Vita e opere]]></category>
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					<description><![CDATA[Ascolta come mi batte forte il tuo cuore Wislawa Szymborska, Ogni caso Inizio la scheda di questa celebre poetessa con uno dei suoi versi a mio avviso più belli, la sintesi estrema dell&#8217;empatia. Eppure, Wislawa Szymborska «forse il più grande poeta polacco della seconda metà del XX secolo» (Michal Głowiński) si è occupata davvero di [&#8230;]]]></description>
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<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Ascolta come mi batte forte il tuo cuore</p>
<cite><strong>Wislawa Szymborska</strong>, <em>Ogni caso</em></cite></blockquote>



<p>Inizio la scheda di questa celebre poetessa con uno dei suoi versi a mio avviso più belli, la sintesi estrema dell&#8217;empatia. Eppure, Wislawa Szymborska «forse il più grande poeta polacco della seconda metà del XX secolo» (Michal Głowiński) si è occupata davvero di <strong>rendere poesia tutta l&#8217;esistenza concreta</strong> e non solo le emozioni: dalla guerra all&#8217;11 settembre, dal curriculum ai foglietti illustrativi.</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Se il «minimalismo» della Szymborska si traduce nella capacità di vedere<strong> «in ciò che è ordinario l’insolito, l’enigmatico, il prodigio»</strong> (J. Kwiatkowski), a esso si accompagna anche un forte<br>senso degli «altri», un compatire che tacitamente trapassa dall&#8217;«io» al «noi»: «Nelle sue poesie ciò che accade, accade semplicemente all&#8217;uomo, e il suo “io” è sempre “io”, uomo, e non “io”, Wisława Szymborska».</p><cite>(Włodzimierz Bolecki)</cite></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Biografia, in breve</h2>



<p>Wislava, per le amiche &#8220;Ichna&#8221;, nasce a<strong> Kòrnik nel 1923</strong>, cento anni fa, e muore nel 2012 a Cracovia (dove si era trasferita nel 1929): riesce ad evitare la deportazione in Germania  lavorando nelle ferrovie ma &#8211; a causa della povertà &#8211; non riesce a laurearsi. Lavora spesso come illustratrice, si sposa e in poco tempo divorzia. Successivamente si lega &#8211; fino alla morte di lui &#8211; (1990) al poeta &nbsp;Kornel Filipowicz. <strong>La sua prima poesia viene pubblicata nel 1945</strong> sul giornale Dziennik Polski: si tratta di &#8220;Cerco la parola&#8221;. Ne seguiranno molte altre pubblicate su quotidiani, fino al 1949, quando il suo libro non supera la censura perché non legato a temi socialisti. &#8220;Per questo viviamo&#8221;, la prima silloge, esce nel 1952. Fino al 1960 resterà legata al socialismo post-bellico, per poi rinnegarlo e avvicinarsi ai dissidenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cerco la Parola, la prima poesia</h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Voglio definirli con un solo termine,<br>ma quale?<br>Prendo parole comuni, dai dizionari ne rubo qualcuna,<br>le misuro, le soppeso, le sondo:<br>nessuna<br>corrisponde.<br>Tutte le più audaci sono vigliacche,<br>tutte le più sprezzanti – ancora innocenti.<br>Tutte le più crudeli – troppo fiacche,<br>tutte le più odiose – poco ardenti.<br>Questa parola dev’essere un vulcano<br>che picchi, spezzi e abbatta<br>come terribile ira di Dio,<br>come odio che scotta.<br>Voglio una parola cruda<br>che sia impregnata di sangue,<br>che come le mura di un carcere<br>ogni fossa comune racchiuda.<br>Che descriva più precisa e chiara<br>chi erano loro – tutto ciò che è stato.<br>Perché ciò che sento dire,<br>ciò che se ne scrive –<br>non basta più.<br>Non è mai bastato.</p><cite><strong>Canzone Nera</strong>, Adelphi, traduzione Linda Del Sarto</cite></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il Premio Nobel</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>«per una poesia che, con ironica precisione, permette al contesto storico e biologico di venire alla luce in frammenti d&#8217;umana realtà».&nbsp;</p>
<cite>Motivazione per il Premio Nobel</cite></blockquote>



<p>Nel 1996 la poetessa vince il Premio Nobel con la presente motivazione, non senza suscitare scalpore e ironia nel nostro Paese per la sua origine polacca (e quindi primariamente per temi politici) e per il fatto di non essere parte di una delle letterature ritenute &#8220;maggiori&#8221;, come ricorda Pietro Marchesani in varie edizioni delle poesie pubblicate con Adelphi. <strong>All&#8217;epoca l&#8217;Italia sapeva poco sia della poesia polacca, sia della poetessa. </strong>Sono passati molti anni da allora, e Wislawa, grazie anche alle ottime traduzioni internazionali è diventata una poetessa &#8220;di culto&#8221;, tanto che in Italia fa capolino anche nei film nostrani (e.g. <em><strong>Cuore sacro</strong></em>, Ozpeteck).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Poesie: prima e dopo l&#8217;edizione Adelphi del 2022</h2>



<p><strong>Nel 2022 la casa editrice Adelphi pubblica &#8220;Canzone nera&#8221;:</strong> secondo il gruppo <a href="https://lasettadeipoetiestinti.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La Setta dei Poeti Estinti</a> (che ha tenuto un reading sulla poetessa il 17/09/23) questa pubblicazione segna una scissione, un prima e un dopo, nello studio di Wislawa. In queste poesie c&#8217;è una scrittura meno incantata e stupita di quelle più note, <strong>e più uno sguardo cupo al dolore e alla guerra.</strong> Tutte le altre poesie conosciute, sono sempre pubblicate in italiano da Adelphi nella raccolta &#8220;La gioia di scrivere&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-pullquote is-style-solid-color"><blockquote><p>L&#8217;universalità della sofferenza è per la Szymborska il tema esistenziale fondamentale</p><cite>Hellen Hendler</cite></blockquote></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Un tempo sapevamo il mondo dalla A alla Z</h3>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Un tempo sapevamo il mondo dalla A alla Z:<br>– era così piccolo da stare fra due mani che si<br>stringono,<br>così facile da lasciarsi descrivere con un sorriso,<br>familiare come l’eco di antiche verità in una preghiera.<br>La storia non ci ha accolto con fanfare trionfali:<br>– ci ha gettato negli occhi sabbia sporca.<br>Davanti a noi c’erano lunghe strade cieche,<br>c’erano pozzi avvelenati e pane amaro.<br>Il nostro bottino di guerra è la conoscenza del mondo:<br>– è così grande da stare fra due mani che si stringono,<br>così difficile da lasciarsi descrivere con un sorriso,<br>singolare come l’eco di antiche verità in una preghiera.</p><cite><strong>Canzone Nera</strong>, Adelphi, traduzione Andrea Ceccherelli</cite></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Scrivere il curriculum</h2>



<figure class="wp-block-pullquote is-style-solid-color"><blockquote><p>Che cos’è necessario?<br>È necessario scrivere una domanda,<br>e alla domanda allegare il curriculum.<br>A prescindere da quanto si è vissuto<br>il curriculum dovrebbe essere breve.<br>È d’obbligo concisione e selezione dei fatti.<br>Cambiare paesaggi in indirizzi<br>e malcerti ricordi in date fisse.<br>Di tutti gli amori basta quello coniugale,<br>e dei bambini solo quelli nati.<br>Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.<br>I viaggi solo se all’estero.<br>L’appartenenza a un che, ma senza perché.<br>Onorificenze senza motivazione.<br>Scrivi come se non parlassi mai con te stesso<br>e ti evitassi.<br>Sorvola su cani, gatti e uccelli,<br>cianfrusaglie del passato, amici e sogni.<br>Meglio il prezzo che il valore<br>e il titolo che il contenuto.<br>Meglio il numero di scarpa, che non dove va<br>colui per cui ti scambiano.<br>Aggiungi una foto con l’orecchio in vista.<br>E la sua forma che conta, non ciò che sente.<br>Cosa si sente?<br>Il fragore delle macchine che tritano la carta.</p><cite><strong>La gioia di scrivere</strong>, Pietro Marchesani, Adelphi</cite></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Bibliografia </h2>



<pre class="wp-block-verse"><em><strong>Versi di Libertà, trenta poetesse da tutto il mondo</strong></em>, Maria Grazia Calandrone
<em><strong>Amore a prima vista</strong></em>, Wislawa Szymborska (Adelphi)
<strong><em>La gioia di scrivere. Tutte le poesie (1945-2009) </em></strong>(Adelphi)</pre>
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