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	<title>Poetesse Medievali &#8211; Poetesse: Donne Da Ricordare</title>
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	<title>Poetesse Medievali &#8211; Poetesse: Donne Da Ricordare</title>
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		<title>Christine de Pizan, la prima scrittrice professionista d’Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Oct 2025 10:39:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poetesse Francesi]]></category>
		<category><![CDATA[Poetesse Medievali]]></category>
		<category><![CDATA[Vita e opere]]></category>
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					<description><![CDATA[Ma se le donne avessero scritto i libri , / so per certo che sarebbe stato diverso: / ben sanno che a torto sono accusate (Epistola del Dio D&#8217;Amore, C. de Pizan) In un’epoca in cui alle donne era negato l’accesso al sapere, Christine de Pizan (nata Cristina da Pizzano nel XIV secolo) riuscì non [&#8230;]]]></description>
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<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Ma se le donne avessero scritto i libri , / so per certo che sarebbe stato diverso: / ben sanno che a torto sono accusate </p>



<p><strong>(Epistola del Dio D&#8217;Amore, C. de Pizan)</strong></p>
</blockquote>



<p>In un’epoca in cui alle donne era negato l’accesso al sapere, Christine de Pizan (nata Cristina da Pizzano nel XIV secolo) riuscì non solo a diventare una scrittrice rispettata, ma anche a <strong>vivere del proprio lavoro intellettuale.</strong> </p>



<h2 class="wp-block-heading">La prima scrittrice italiana ed europea</h2>



<p>Anche se nacque in Italia, produsse <strong>primariamente in Francia</strong>: la sua figura emerge come un ponte tra Medioevo e Umanesimo e la sua voce riecheggia ancora oggi per la sua modernità.  La sua opera, che include poesia, romanzi, trattati filosofici e storici, affronta temi come la condizione femminile, l&#8217;amore e la vita di corte. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le origini italiane</h2>



<p>Christine <strong>(Venezia, 1364 – Monastero di Poissy, 1430 circa) nasce a Venezia</strong> in una famiglia colta: suo padre, Tommaso da Pizzano, era medico, astrologo e professore all’università di Bologna. Quando venne chiamato alla corte del re Carlo V, la famiglia si trasferì a Parigi. Lì, Christine crebbe tra i libri e <strong>l’atmosfera intellettuale del Louvre,</strong> dove suo padre probabilmente collaborava all’ampliamento della biblioteca reale. Nonostante le resistenze della madre &#8211; che la voleva dedita al filatoio &#8211; fu il padre a riconoscere e incoraggiare le sue inclinazioni intellettuali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le opere più famose</h2>



<p>A soli 25 anni, dopo 10 anni di matrimonio felice col notaio Étienne de Castel, Christine si trovò <strong>vedova e con tre figli da mantenere</strong>. Rimasta senza eredità, si rivolse alla scrittura per necessità.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>&#8220;<em>Christine racconta un sogno simbolico: si ritrova sola su una nave in tempesta, e si trasforma in <strong>un uomo forte e deciso</strong> che aggiusta la nave e prende in mano il destino della famiglia. Un’allegoria della sua presa di responsabilità e del suo ingresso nel mondo pubblico.</em>&#8220;</p>



<p><a href="http://youtube.com/watch?v=xxB2WXKoRJA" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Video YouTube</a> &#8211; Alessandro Barbero</p>
</blockquote>



<p>Iniziò come copista e <strong>poetessa di corte</strong>, ma presto sviluppò una voce autonoma e forte, affrontando temi storici, politici e soprattutto femminili. Diventa <strong>la prima donna a scrivere libri di storia su commissione</strong> e la prima <strong>professionista della scrittura</strong>: le viene commissionato addirittura di scrivere la biografia di Carlo V. Non si ferma qui: crea un vero e proprio &#8220;studio editoriale&#8221; con copisti, miniatori e illustratori (tra cui almeno una donna, <strong>Anastasia</strong>). In molti manoscritti si raffigura <strong>mentre scrive</strong>, con penna d’oca e libri attorno a sé.</p>



<p>Scrive anche di strategia militare, intervistando cavalieri per comporre un trattato sull’arte della guerra. È coinvolta nei dibattiti politici del suo tempo e difende il valore delle tasse per sostenere giustizia e difesa del regno.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La città delle dame</h3>



<p>Tra le oltre venti opere scritte, spicca <em>Le Livre de la Cité des Dames</em> (<em><strong>Il libro della Città delle Dame,</strong></em> 1404-05), in cui ribalta la misoginia del tempo, immaginando una città utopica abitata da donne valorose e sagge. Questa opera è ormai tradotta in tutte le lingue occidentali.</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p><strong>“Costruisci tu la città dove le donne saranno onorate”.</strong></p><cite>La città delle dame</cite></blockquote></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Il libro delle tre virtù</h3>



<p>Nel <em>Livre des Trois Vertus</em>, Christine fornisce consigli pratici e morali a donne di tutte le classi sociali: dalle nobildonne alle artigiane, mostrando una consapevolezza rara per l’epoca sul ruolo e sulle difficoltà quotidiane delle donne. Indipendentemente dalla condizione sociale, ciascuna di loro dovrebbe <strong>ricevere un&#8217;istruzione.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Scritti per la <em>Querelle de la rose</em></h3>



<p>Christine fu una delle prime a opporsi pubblicamente alla misoginia contenuta in opere come <em>Il Roman de la Rose</em>, che criticava aspramente. Partecipò a questa “Querelle de la Rose” con scritti volti a dimostrare che le donne non erano inferiori per natura,<strong> ma vittime dell’ignoranza</strong> e della mancanza di educazione. Per lei l’istruzione era la chiave della liberazione femminile.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il poema di Giovanna d’Arco</h3>



<p>Nel 1429, ormai ritiratasi in convento, Christine rompe 11 anni di silenzio per scrivere <strong><em>Il poema di Giovanna d’Arco</em></strong>, entusiasta per l’impresa di una giovane donna che guida gli eserciti e salva la Francia. È il suo <strong>ultimo scritto</strong>, e lo chiude con queste parole:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“Io, Cristina, che ho pianto per 11 anni, ora finalmente rido&#8230; una donna sta salvando la Francia.”</p>



<p></p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Alcune poesie</h2>



<p>La poesia fu la prima espressione letteraria di Christine: possiamo trovare una commistione tra temi personali (come la vedovanza) e temi d&#8217;occasione (feste, innamoramento). Col tempo Christine iniziò a raccogliere i suoi componimenti in cicli poetici, a volte narrativi, ma sono i componimenti personali quelli più degni di nota.</p>



<p>In uno dei suoi primi <em>virelay</em>, la poetessa sottolinea la distanza che esiste tra la sua poesia e i suoi veri sentimenti:</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Questa maschera non rivela dolore;<br>I miei occhi possono colmare di lacrime,<br>Ma nessuno indovinerà l’affanno<br>Che il mio povero cuore nasconde.<br>Poiché devo celare il dolore,<br>Dal momento che non c’è compassione alcuna;<br>Più grande è la causa da difendere,<br>Minore è l’amicizia.<br>Così nessun lamento né supplica<br>Il mio cuore dolente può mostrare,<br>E allegria, non lacrime, deve offrire;<br>Quelle le mie rime giocose nascondono.<br>Che questa maschera non riveli dolore.<br>Così è che io nascondo<br>La vera fonte del mio canto,<br>Devo invece mostrarmi arguta,<br>Per celare la ferita che non guarisce.<br>Che questa maschera non riveli dolore.</p><cite>Tradotte con traduttore AI</cite></blockquote></figure>



<p>Segue un esempio di poesia d&#8217;occasione (spesso dedicate a <a href="https://www.poetessedonne.it/poesie-da-condividere/san-valentino/" data-type="page" data-id="3088">San Valentino</a> o il <a href="https://www.poetessedonne.it/magazine/poesie/poesie-sul-mese-di-maggio-che-sicuramente-non-conosci/" data-type="post" data-id="4439">mese di Maggio</a>) anche per fare la differenza con quelli più personali:</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Ora è giunto il grazioso mese di maggio,<br>Il lieto, che porta così abbondanti delizie<br>Che questi prati, i cespugli e i boschi<br>Sono tutti carichi di verde e di fiori,<br>E ogni cosa gioisce.<br>Tra questi campi tutto fiorisce e si fa verde,<br>E nulla vi è che non dimentichi il suo dolore,<br>Per la gioia del bel mese di maggio.<br>Gli uccellini cantano lieti lungo il loro cammino,<br>Con un solo cuore ogni cosa si rallegra,<br>Tranne me, ahimè! Grande è il mio dolore,<br>Poiché sono lontana dal mio amore;<br>E non posso provare alcuna gioia;<br>Con l’allegria della stagione, cresce il mio tormento;<br>Come sapresti, se mai hai amato,<br>Per la gioia del bel mese di maggio.<br>E così, tra pianti frequenti, devo piangere<br>Per colui dal quale non ho alcun conforto;<br>Le ferite dolorose dell’amore ora più intensamente<br>Sento: le punture, gli assalti, gli inganni e i capricci,<br>In questo tempo dolce più che mai ho avvertito;<br>Poiché tutto sembra congiurare per mutare<br>Il grande desiderio che un tempo troppo fortemente provai,<br>Per la gioia del bel mese di maggio.</p><cite>Tradotte con traduttore AI</cite></blockquote></figure>



<p>La sua ballata più celebre, parla proprio della vedovanza e si intitola <em>“Seulette suy et seulette vueil estre”</em>:</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Sola son io, e sola desidero restare,<br>Sola, il mio dolce amore mi ha lasciata,<br>Sola son io, senza amico né padrone,<br>Sola son io, nel dolore e nella rabbia,<br>Sola son io, inquieta, spossata,<br>Sola son io, più perduta di chiunque altro,<br>Sola son io, rimasta senza un amante.<br>Sola son io, alla porta o alla finestra,<br>Sola son io, rannicchiata in un angolo,<br>Sola son io, mi nutro di pianto,<br>Sola son io, nel soffrire o nel riposo,<br>Sola son io, e questo più mi piace,<br>Sola son io, prigioniera nella mia stanza,<br>Sola son io, rimasta senza un amante.<br>Sola son io, ovunque, accanto a ogni focolare.<br>Sola son io, dovunque io vada o stia,<br>Sola son io, più di ogni altra cosa al mondo,<br>Sola son io, da tutti abbandonata,<br>Sola son io, crudelmente umiliata,<br>Sola son io, spesso in lacrime,<br>Sola son io, rimasta senza un amante.<br>Principi, ora il mio dolore è cominciato,<br>Sola son io, vicina al lutto più profondo,<br>Sola son io, più cupa del colore più scuro,<br>Sola son io, rimasta senza un amante.</p><cite>“Seulette suy et seulette vueil estre” &#8211; Ballata tradotta con ChatGPT</cite></blockquote></figure>



<p><strong>Sessantatré <em>rondeaux</em></strong> compaiono tra le sue opere, come il <em><strong>virelay</strong></em>, questo genere sembra avere avuto origine come un semplice canto da ballo popolare . Nel XIV secolo, questi <em>rondeaux</em> erano raramente impiegati per trattare argomenti seri, eppure Christine riuscì a raggiungere una notevole abilità e grazia nell’utilizzo di questa forma. Il primo di questi <em>rondeaux</em> esprime, come molte delle sue poesie, il dolore della vedovanza: </p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Son vedova sola, in nero vestita,<br>Con volto afflitto, in veste semplice.<br>In gran tormento e con un’aria sì mesta,<br>Porto il dolore che ora mi è caduto addosso.<br>Non è giusto ch’io resti sgomenta,<br>Colma di calde lacrime e la lingua muta,<br>Son vedova sola, in nero vestita.<br>Da quando il mio amore ho perduto, tradita dalla Morte,<br>Il dolore si è insinuato e mi ha condotta alla rovina,<br>Spazzando via i miei giorni felici, fuggita ogni gioia.<br>Nel disordine sono precipitate tutte le mie fortune—<br>Son vedova sola, in nero vestita.</p><cite>Tradotta con traduttore AI</cite></blockquote></figure>



<p>Segue un esempio di un amante deluso che si lamenta del chiaro di luna che disturba il suo incontro clandestino con l’amata:</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Oh luna, splendi troppo a lungo!<br>Per colpa tua perdo quei doni soavi<br>Che l’Amore prepara per gli amanti fedeli.<br>La tua luce ferisce con facilità<br>Il mio povero cuore, dove arde il desiderio,<br>Oh luna, splendi troppo a lungo!<br>A causa tua, con grande amarezza,<br>Perdiamo entrambi, io e la mia amata,<br>E così ti malediciamo, noi due,<br>Oh luna! splendi troppo a lungo!</p><cite>Tradotto con traduttore AI</cite></blockquote></figure>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>Un incontro con esito più felice è suggerito in un’altra breve poesia:</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Amico, vieni da me di nuovo stanotte,<br>All’ora che ti dissi l’altro giorno.<br>Allora potremo gioire nella nostra felicità,<br>Amico, vieni da me di nuovo stanotte.<br>Colui che causa il nostro triste destino<br>Non sarà qui; non tardare,<br>Amico, vieni da me di nuovo stanotte.</p><cite>Tradotto con traduttore AI</cite></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Una voce che attraversa i secoli</h2>



<p>Come racconta Charity Cannon Willard nella sua monumentale biografia <em>Christine de Pizan: Her Life and Works</em>, <strong>Christine fu una pioniera della scrittura autobiografica</strong>, un’intellettuale moderna in un mondo ancora profondamente medievale. Oggi la riscopriamo come antesignana del pensiero femminista e come testimone preziosa di un’epoca di transizione.</p>



<p>Leggerla significa ritrovare una voce che ha saputo parlare di donne, con le donne e per le donne: nel libro <strong><em>Controcanone</em></strong>, Christine viene associata alla parola &#8220;filoginia&#8221; che si opporrebbe alla &#8220;misoginia&#8221;. Una voce limpida, coraggiosa, e incredibilmente attuale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Bibliografia</h2>



<pre class="wp-block-verse"><strong>Scrittrici del Medioevo</strong>, Carocci Editore<br><br><strong>Alessandro Barbero su Christine de Pizan</strong> (Cristina da Pizzano), tratto da una sua<a href="https://www.youtube.com/watch?v=xxB2WXKoRJA" target="_blank" rel="noopener"> conferenza divulgativa.</a><br><br><strong>Christine de Pizan, her life and works. A biography</strong> by Charity Cannon Willard<br><br><strong><em>Controcanone, La letteratura delle donne dalle origini a oggi</em></strong>, Johnny L. Bertolio</pre>



<h2 class="wp-block-heading"></h2>
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		<title>Cassia: una voce femminile nel mondo Bizantino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Sep 2024 10:36:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poetesse Greche]]></category>
		<category><![CDATA[Poetesse Medievali]]></category>
		<category><![CDATA[Vita e opere]]></category>
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					<description><![CDATA[Cassia, conosciuta anche come Kassia o Eikasia, è stata poetessa, compositrice e monaca del mondo bizantino, nota per la sua produzione letteraria e musicale, che ha lasciato un segno indelebile nella tradizione liturgica e culturale dell&#8217;Oriente cristiano (principalmente presidiato da uomini). La vita Cassia nacque a Costantinopoli intorno all&#8217;anno 810. Cresciuta in una famiglia di [&#8230;]]]></description>
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<p>Cassia, conosciuta anche come Kassia o Eikasia, è stata poetessa, compositrice e monaca del mondo bizantino, nota per la sua <strong>produzione letteraria e musicale</strong>, che ha lasciato un segno indelebile nella tradizione liturgica e culturale dell&#8217;Oriente cristiano (principalmente presidiato da uomini).</p>



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</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La vita </h2>



<p>Cassia nacque a <strong>Costantinopoli intorno all&#8217;anno 810</strong>. Cresciuta in una famiglia di alto rango, ricevette un&#8217;educazione raffinata che le permise di sviluppare le sue abilità poetiche e musicali. Il suo talento fu riconosciuto sin dalla giovane età, e la sua intelligenza la portò a essere scelta come <strong>possibile sposa dell&#8217;imperatore Teofilo</strong>. Tuttavia, secondo la leggenda, un gioco di parole durante l&#8217;incontro con l&#8217;imperatore le costò questa opportunità, portandola invece a intraprendere la vita monastica. Pare fondò anche un monastero, di cui divenne Badessa.</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Εκ γυναικός τα χείρω”. [Da una donna sono uscite le cose più basse]<br><br>“Και εκ γυναικός τα κρείτω”. [E da una donna le cose più alte] </p><cite>Riferimento a Eva e poi a Maria n.d.r </cite></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Gli inni liturgici</h2>



<p>Cassia è conosciuta principalmente per i suoi <strong>49 inni liturgici</strong>, che sono ancora oggi parte integrante della tradizione ortodossa: il componimento &#8220;In Mortem&#8221;, un <em>tetraodion</em> per il Sabato Santo e 47 <em>troparia</em> (breve preghiera in prosa ritmica). Quasi tutti i <em>troparion</em> sono dedicati al santo del giorno. La sua scrittura è molto fotografica, spia anche dell&#8217;importanza che avevano le icone sacre nella sua formazione come monaca.</p>



<p>Tra i suoi lavori più celebri vi è il &#8220;<strong>Troparion della peccatrice</strong>&#8220;, un inno che si canta durante i Vespri del Mercoledì Santo. Questo inno riflette la sua profonda spiritualità e la sua capacità di esprimere il pentimento e la misericordia divina con una sensibilità unica.</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Signore, quando la donna che era caduta in molti peccati percepì la tua divinità, assunse il ruolo di donna portatrice di mirra e, lamentandosi, portò oli profumati per ungerti prima della tua sepoltura.<br>“Guai a me”, dice.<br>“La notte per me è una frenesia senza freni, molto buia e senza luna, una storia d&#8217;amore peccaminosa.<br>Accogli le fonti delle mie lacrime, Tu che estrai dalle nuvole l&#8217;acqua del mare.<br>Abbi pietà di me e inclina il sospiro del mio cuore, Tu che hai piegato i cieli con il tuo ineffabile svuotamento di sé.<br>Coprirò di baci i tuoi piedi immacolati e li asciugherò di nuovo con le ciocche dei miei capelli; quei piedi il cui suono, al crepuscolo del Paradiso, risuonò nelle orecchie di Eva, che si nascose per paura.<br>Chi può calcolare la moltitudine dei miei peccati o scandagliare la profondità dei tuoi giudizi, o mio salvatore?<br>Non disprezzare me, tuo servo, perché senza misura è la tua misericordia”.</p><cite>Tradotto con DeepL.com </cite></blockquote></figure>



<p>Un altro inno significativo è <strong>&#8220;Sulla Nascita di Cristo&#8221;</strong>, dove Cassia usa l&#8217;antitesi per mettere in risalto il contrasto tra l&#8217;impero romano e il regno di Dio, sottolineando come la nascita di Cristo abbia portato un nuovo ordine divino che supera quello terreno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sulla nascita di Cristo</h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Quando Augusto regnava solo sulla terra,<br>i molti regni degli uomini giunsero alla fine;<br>e quando Tu fosti fatto uomo da una pura Vergine<br>i molti dei dell&#8217;idolatria furono distrutti.<br>Le città del mondo passarono sotto un unico dominio;<br>e le nazioni vennero a credere<br>in un&#8217;unica Divinità sovrana.<br>I popoli furono registrati per decreto di Cesare;<br>e noi, i fedeli, siamo stati registrati nel nome<br>della Divinità, quando Tu, nostro Dio, fosti fatto uomo.<br>Grande è la Tua misericordia; Gloria a Te .</p><cite>Traduzione ChatGPT</cite></blockquote></figure>



<h4 class="wp-block-heading"></h4>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;eredità</h2>



<p>Cassia fu una sostenitrice dell&#8217;iconodulia durante il periodo iconoclasta, un&#8217;epoca in cui l&#8217;uso delle immagini sacre era fortemente contestato. La sua vicinanza spirituale con San Teodoro Studita e il monastero di Stoudios contribuì alla <strong>preservazione delle sue opere e alla diffusione delle sue idee. </strong>Grazie alla sua connessione con questo influente centro monastico, i suoi inni furono inclusi nei libri liturgici ufficiali, garantendo la loro trasmissione alle generazioni future.</p>



<p><strong>[Questo articolo è stato rielaborato con il supporto dell’Intelligenza Artificiale. L&#8217;immagine di copertina è stata creata con Bing Image Creator e poi modificata]</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Bibliografia</h2>



<pre class="wp-block-verse"><em>Illuminating the Incarnation: The Life and Work of the Ninth Century Hymnographer Kassia</em><br><a href="https://www.holytrinitynr.org/online-resources/hymn-of-kassiani" target="_blank" rel="noopener"><br>Fonte online: Hymn of Kassiani</a><br><br>"Scrittrici del Medioevo", Carocci. Un ringraziamento particolare a Laura Borghetti, mia ex compagna di Università che ha scritto la voce dedicata a Cassia.</pre>



<p></p>
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		<title>Li Qingzhao, l&#8217;eleganza della poesia &#8220;Ci&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Oct 2023 06:26:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poetesse Cinesi]]></category>
		<category><![CDATA[Poetesse Medievali]]></category>
		<category><![CDATA[Vita e opere]]></category>
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					<description><![CDATA[Diecimila canti d&#8217;addio non sono riusciti a trattenereLa persona amata, ormai lontana Li Qingzhao, &#8220;Nostalgia for Fluting on the Phoenix Terrace&#8221; Nonostante la dinastia Song voglia precludere l&#8217;istruzione alle donne, Li Qingzhao (1084-c.1155) riesce a studiare e a diventare una scrittrice; del resto è figlia d&#8217;arte: suo padre è saggista e sua madre è poetessa. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Diecimila canti d&#8217;addio non sono riusciti a trattenere<br>La persona amata, ormai lontana</p>
<cite>Li Qingzhao, &#8220;Nostalgia for Fluting on the Phoenix Terrace&#8221;</cite></blockquote>



<p>Nonostante la dinastia Song voglia precludere l&#8217;istruzione alle donne, <strong>Li Qingzhao (1084-c.1155) </strong>riesce a studiare e a diventare una scrittrice; del resto è figlia d&#8217;arte: suo padre è saggista e sua madre è poetessa. </p>



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<h2 class="wp-block-heading">Una grande esponente della poesia &#8220;Ci&#8221;</h2>



<p>Il suo nome d&#8217;arte è <strong>Yi&#8217;an Jushi (o Li Yi&#8217;an) </strong>e si dedica primariamente a saggi e poesie, ripercorrendo le orme dei genitori: le poesie sono scritte secondo <strong>l&#8217;antica metrica popolare delle canzoni anonime (&#8220;Ci&#8221;)</strong> e trattano argomenti dall&#8217;amore alla politica. Anche i saggi trattano di poesia, uno di questi è dedicato proprio alla poetica Ci. </p>



<p>Quando Li scrive le poesie <em>Ci</em>, infatti, il genere ha già raggiunto la sua maturità e affermazione, dividendosi in due filoni: quello dello stile romantico e audace e quello dello stile elegante e sobrio. Anche se Li sicuramente appartiene a quest&#8217;ultimo filone, i critici nel tempo si sono divisi al cospetto del suo talento. <strong>C&#8217;è chi la ritiene una grande poetessa di Ci</strong> e chi non la vuole annoverare tra i poeti maggiori. Oggi la critica sembra aver finalmente riconosciuto a Li il ruolo come migliore esponente dello stile sobrio dei Ci, stile da lei perfezionato a tal punto da diventare il modello di moltissimi poeti contemporanei.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Qui, in questa camera chiusa nella nebbia<br>mi siedo a rimuginare per tutto il giorno,<br>con solo il limpido ruscello che mi mostra simpatia<br>mentre scivola silenzioso davanti alla terrazza.<br>Una nuova ondata di rimpianto inonda il mio cuore<br>dove guardo.</p>
<cite>&#8220;Nostalgia for Fluting on the Phoenix Terrace&#8221;, traduzione con DeepL dall&#8217;inglese</cite></blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Tra vita personale e impegno politico-sociale</h2>



<p>La sua poesia è riflesso della sua vita: dalla perdita del marito all&#8217;emigrazione dovuta all&#8217;invasione Jurchen che distrusse il potere Song a Nord, Li è una donna alla ricerca della pace per non soccombere alla sofferenza della tragedia che l&#8217;ha colpita: di fatto è una donna aristocratica ormai esule che lavora come insegnante dopo la perdita del suo compagno di vita. Alla fine si trasferisce a Sud, presso Rangzhou, dedicando molte poesie anche alla sua patria. Non mancano, infatti, <strong>versi di incitamento ai governanti</strong>, ricordando l&#8217;eroismo di antichi leader e paragonandoli al menefreghismo dei sovrani Song.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>In vita dovremmo essere eroi tra i vivi;<br>Dopo la morte, dobbiamo essere eroi tra i fantasmi.<br>Ancora oggi sentiamo la mancanza dell&#8217;antico eroe Xiang Yu,<br>che preferì morire piuttosto che attraversare l&#8217;est del fiume!</p>
<cite>Lines Written On A Summer&#8217;s Day, traduzione con DeepL dall&#8217;inglese</cite></blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Lingua e stile</h2>



<p>Facendo uso di un linguaggio semplice e allo stesso tempo raffinato, che privilegia <strong>la metafora e la similitudine</strong>, Li racconta la vita con profondità. In queste liriche la natura è presente come amica e spettatrice della vita umana: <em>il ruscello mostra simpatia</em>, la nebbia è metafora di angoscia, la pioggia <em>abbellisce il paesaggio</em>. Di fatto, tutto il paesaggio attorno alla poetessa è lirico e accompagna gioie e dolori, come bere vino, leggere poesia, non dormire, non truccarsi&#8230; in attesa di un &#8220;bel tempo&#8221; che sa di serenità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sull&#8217;aria &#8220;Buone nuove in arrivo&#8221;</h3>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Il vento posa, i fiori caduti si ammucchiano<br>Oltre le tende, masse rosate, cumuli di neve.<br>Perdura il ricordo dei mieli fioriti<br>Ora che la primavera si consuma.<br>Il vino agli sgoccioli i canti alla fine le coppe di giada vuotate<br>La fiamma vacilla ora opaca ora chiara.<br>L&#8217;animo anche nel sogno non sopporta l&#8217;angoscia<br>mentre incombe lo strido di averla.</p><cite>Traduzione di Anna Bujatti, 1996</cite></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Bibliografia</h2>



<pre class="wp-block-verse"><a href="https://sino-platonic.org/complete/spp013_li_qingzhao.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">The Complete Ci-poems of Li Qingzhao, A New English Translation
 di Jiaosheng Wan</a>

<em>Versi di libertà, trenta poetesse da tutto il mondo</em>, Mariagrazia Calandrone

<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Li_Qingzhao" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Wikipedia Li Qingzhao</a></pre>
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		<title>Compiuta Donzella, la prima voce italiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jul 2023 10:39:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poetesse Italiane]]></category>
		<category><![CDATA[Poetesse Medievali]]></category>
		<category><![CDATA[Vita e opere]]></category>
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					<description><![CDATA[“Per che non degni fummo che tanta preziosa e mirabele figura, come voi siete, abitasse intra l&#8217;umana generazione d&#8217;esto seculo mortale&#8221; Guittone d&#8217;Arezzo, lettera V, Epistolario Tre sonetti restano di Compiuta Donzella e sono conservati nell&#8217;antologia poetica del Vaticano Latino 3793. Sicuramente era un uomo Per certa critica è la prima poetessa, a volte anche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“Per che non degni fummo che tanta preziosa e mirabele figura, come voi siete, abitasse intra l&#8217;umana generazione d&#8217;esto seculo mortale&#8221;</p>
<cite> <strong>Guittone d&#8217;Arezzo, lettera V, Epistolario</strong></cite></blockquote>



<p>Tre sonetti restano di Compiuta Donzella e sono conservati nell&#8217;antologia poetica del Vaticano Latino 3793. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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<h2 class="wp-block-heading">Sicuramente era un uomo</h2>



<p>Per certa critica è la prima poetessa, a volte anche la prima scrittrice, italiana, per altra è un uomo sotto pseudonimo, come <a href="https://www.poetessedonne.it/greche/erinna-di-telo-riassunto/" data-type="post" data-id="1277">Erinna</a>, perché le donne medievali in Italia non scrivevano poesia. Il fatto che alcuni colleghi, tipo Guittone d&#8217;Arezzo, parlino di donzelle &#8220;compiute&#8221; nelle loro opere non offre certezze sul riferimento proprio a Compiuta, perché <em>compiuta </em>è un aggettivo oltre che un nome comune della Firenze dell&#8217;epoca e <em>donzella</em> è un cognome attestato oltre che un sostantivo:<strong> si tratta di una scrittrice o di una &#8220;voce femminile&#8221;?</strong> La domanda nasce spontanea solo perché &#8220;fa strano&#8221; vedere una donna in un&#8217;antologia dove gli autori sono tutti uomini, naturalmente. Alcuni studiosi hanno definito i sonetti della Compiuta <strong>un &#8220;esercizio giocoso&#8221;</strong> (maschile) certificato dal fatto che gli stessi poeti contemporanei nel Manoscritto sembrano enfatizzare l&#8217;eccezionalità della poetessa, come se fosse una novità che una donna possa essere colta. Un po&#8217; come <a href="https://www.poetessedonne.it/greche/saffo-di-lesbo/" data-type="post" data-id="785">Saffo</a>, detta &#8220;decima musa tra i nove poeti lirici&#8221;.</p>



<p>Fatto sta che la Donzella si trova nel manuale di <em><strong>Storia della Letteratura Italiana</strong></em> di Francesco De Sanctis.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi era Compiuta Donzella</h2>



<p>Il dubbio si fa sentire più forte quando si legge il contenuto dei sonetti: due sono dedicati all&#8217;infelicità che la donzella prova nel doversi sposare contro la sua volontà e per ordine di suo padre, quando vorrebbe invece dedicarsi a Dio, mentre uno è un tenzone, probabilmente con il contemporaneo Chiaro Davanzati. Ma non non siamo qui per mettere ancora una volta in dubbio l&#8217;esistenza di una scrittrice, quindi partiamo da capo:<strong> Compiuta Donzella è vissuta nel XIII secolo</strong>, probabilmente è la prima donna che ha scritto in volgare italiano e il suo stile trobadorico e giullaresco, con delle note petrarchesche. Il nome, potrebbe essere tranquillamente un <em>Senhal</em>, ovvero un nome d&#8217;arte.</p>



<p>Per essere alfabetizzata probabilmente era di estrazione nobile, per questo magari spinta dal padre al matrimonio, come spesso accadeva all&#8217;epoca. Dati gli influssi trobadorici della sua poesia, non si esclude <strong>possa aver fatto parte di qualche circolo letterario</strong>, come <a href="https://www.poetessedonne.it/latine/sulpicia/" data-type="post" data-id="1843">Sulpicia</a>, e che quindi fosse nota e ammirata dai colleghi, alcuni dei quali, come si diceva sopra, la ricordano con lettere e sonetti.</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>A la stagion che ’l mondo foglia e fiora<br>acresce gioia a tut[t]i fin’ amanti:<br>vanno insieme a li giardini alora<br>che gli auscelletti fanno dolzi canti;<br>la franca gente tutta s’innamora,<br>e di servir ciascun trag[g]es’ inanti,<br>ed ogni damigella in gioia dimora;<br>e me, n’abondan mar[r]imenti e pianti.<br>Ca lo mio padre m’ha messa ’n er[r]ore,<br>e tenemi sovente in forte doglia:<br>donar mi vole a mia forza segnore,<br>ed io di ciò non ho disìo né voglia,<br>e ’n gran tormento vivo a tutte l’ore;<br>però non mi ralegra fior né foglia</p></blockquote></figure>



<figure class="wp-block-pullquote is-style-solid-color"><blockquote><p>Lasciar vorría lo mondo, e Dio servire,<br>E dipartirmi d’ogni vanitate,<br>Però che veggo crescere e salire<br>Mattezza e villania e falsitate;<br>Ed ancor senno e cortesia morire,<br>E lo fin pregio e tutta la bontate;<br>Ond’io marito non vorría né sire,<br>Né stare al mondo per mia volontate.<br>Membrandomi ch’ogn’uom di mal s’adorna,<br>Di ciaschedun son forte disdegnosa,<br>E verso Dio la mia persona torna.<br>Lo padre mio mi fa stare pensosa,<br>Ché di servire a Cristo mi distorna:<br>Non saccio a cui mi vol dar per isposa.</p></blockquote></figure>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Ornato di gran pregio e di valenza<br>e risplendente di loda adornata,<br>forte mi pregio piú, poi v’è in plagenza<br>d’avermi in vostro core rimembrata<br>ed invitate a mia poca possenza<br>per acontarvi, s’eo sono insegnata,<br>come voi dite, c’agio gran sapienza,<br>ma certo non ne sono amantata.<br>Amantata non son como voria<br>di gran vertute né di placimento;<br>ma, qual ch’i’ sia, agio buono volere<br>di servire con buona cortesia<br>a ciascun ch’ama sanza fallimento:<br>ché d’Amor sono e vogliolo ubidire.</p></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Bibliografia</h2>



<pre class="wp-block-verse"><em>Nuove ipotesi su Compiuta Donzella</em>, Davide Cerrato

<em>La compiuta donzella e la voce femminile nel Vat.Lat. 3793</em>, Justin Steinberg
<em>
Compiuta Donzella</em>, Raffelli Editore</pre>



<p><strong>Immagine creata con Bing Image Creator e poi adattata</strong></p>
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		<title>Wallada bint al-Mustakfi, orgoglio andaluso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Mar 2022 11:05:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poetesse Spagnole]]></category>
		<category><![CDATA[Poetesse Medievali]]></category>
		<category><![CDATA[Vita e opere]]></category>
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					<description><![CDATA[Certo, da una donna vissuta attorno all&#8217;anno Mille non ci si aspetta mica che vada a dire in giro: Cammino orgogliosa per la mia strada&#8230; Eppure in quei tempi a Cordova, capitale dell&#8217;Andalusia, si respirava a pieni polmoni aria di libertà culturale: tanto che una nobildonna come Wallada, figlia peraltro di uno degli ultimi califfi Omayyadi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>Certo, da una donna vissuta attorno all&#8217;anno Mille non ci si aspetta mica che vada a dire in giro:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Cammino orgogliosa per la mia strada&#8230;</p>
</blockquote>



<p>Eppure in quei tempi a Cordova, capitale dell&#8217;Andalusia, si respirava a pieni polmoni aria di libertà culturale: tanto che una nobildonna come Wallada, figlia peraltro di uno degli ultimi <strong>califfi Omayyadi della città</strong>, si mise ad insegnare e a scrivere poesie creando un vero e proprio salotto letterario. In Italia la sua opera arriva grazie a Claudio Marrucci, studioso italiano che ha curato una splendida traduzione delle sue poesie dallo spagnolo (l&#8217;originale è in arabo), inserendo nel libro anche i componimenti delle allieve di Wallada, come ennesima testimonianza del grande lavoro di questa donna.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">La Saffo andalusa</h2>



<p>Ecco quindi subito spiegato perché Wallada è conosciuta come la <strong>&#8220;Saffo Andalusa&#8221;</strong> e in Spagna è considerata una vera e propria star: anche lei, come la <a href="https://www.poetessedonne.it/greche/saffo-di-lesbo/">poetessa di Lesbo</a>, era aristocratica, consapevole della propria voce poetica, ma soprattutto aveva una cerchia di alunne con cui condividere la sua poesia (oltre che qualche amore, <em>pare</em>). Ma c&#8217;è qualcosa che differenzia la poetessa andalusa da quella greca: Wallada non si sposò mai e non ebbe figli (anche se il suo nome significa &#8220;colei che dà alla luce&#8221;) e fu proprio una ribelle, come si evince dalla sua biografia e dai suoi versi, tanto che<strong> rinunciò alle sue ricchezze e smise di portare il velo</strong> prediligendo abiti su cui venivano ricamate le sue poesie.  Lo stile di vita sovversivo sicuramente le fece bene, visto che visse ben novant&#8217;anni!</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>I am, by Allah, fit for high positions<br>And am going my way, with pride!<br>Forsooth I allow my lover to kiss my cheek<br>And bestow my kisses on him who craves it<br><br>(<strong>Wallada qtd. in Ibn Bassam 433, tr. Segol 160</strong>)</p></blockquote></figure>



<figure class="wp-block-pullquote is-style-solid-color"><blockquote><p>Per il volere di Allah, ricopro alte cariche<br>e vado con orgoglio per la mia strada.<br>Permetto senz&#8217;altro al mio amante di baciarmi la guancia<br>e concedo i miei baci a chi lo desidera.</p><cite>traduzione letterale di Alessia Pizzi</cite></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Scambi poetici con gli amanti</h2>



<p>Wallada non solo si racconta, ma è anche raccontata dal suo amante, Ibn Zaydun. Famosi i loro <strong>gazhal, poesie erotiche di stampo arabo</strong>, in cui Wallada sovverte le regole dell&#8217;amore cortese &#8211; molto simile allo Stilnovo &#8211; passando da &#8220;oggetto&#8221; a &#8220;soggetto&#8221; del desiderio. Wallada bacia chi vuole e chiede a Ibn di &#8220;aspettare la sua visita&#8221;; d&#8217;altro canto Ibn soffre d&#8217;amore, si sente abbandonato, e alla fine la tradirà scatenando tutta la sua gelosia e la fine della loro passione.</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>In times gone by we demanded of each other<br>Payments of pure love and were happy as colts running free in a pasture.<br>But now I am the only one who can boast of being loyal.<br>You left me, and I stay here, still sad, still loving you.<br>(<strong>Ibn Zaydun tr. Stewart 312-3</strong>)</p></blockquote></figure>



<figure class="wp-block-pullquote is-style-solid-color"><blockquote><p>Prima ci chiedevamo l&#8217;un l&#8217;altra pagamenti di amore puro ed eravamo felici come  puledri che corrono liberi in un pascolo. <br>Ma ora sono l&#8217;unico che può vantarsi di essere leale. Mi hai lasciato, e io resto qui, ancora triste, ancora innamorato.</p><cite>traduzione letterale di Alessia Pizzi</cite></blockquote></figure>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>When the evening descends, await then my visit, because I<br>see the night is the one who keeps secrets best[ is best<br>keeper of secrets].<br>I feel a love for you, which – if the sun would have felt a<br>similar love, she would not rise; and the moon, he would not<br>appear; and the stars, they would not undertake their nightly<br>travel.<br>(<strong>Wallada tr. Schippers 144</strong>)</p></blockquote></figure>



<figure class="wp-block-pullquote is-style-solid-color"><blockquote><p>Quando scende la sera, in quel momento aspetta allora la mia visita, perché la notte mi sembra l&#8217;unica che mantiene davvero i segreti. <br>Provo un amore tale per te, che – se il sole avesse mai amato così, non sorgerebbe;<br>e la luna non apparirebbe;<br>e le stelle non avrebbero intrapreso il loro viaggio nella notte.</p><cite> traduzione letterale di Alessia Pizzi </cite></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Video di Approfondimento</h2>



<p>Ho parlato di <a href="https://www.culturamente.it/libri/le-poesie-di-wallada-la-saffo-andalusa-per-la-prima-volta-in-italiano/" target="_blank" rel="noopener">Wallada su CulturaMente</a> e pubblicato un video di approfondimento che spero possa essere d&#8217;aiuto per mettere a confronto la sua poesia con quella di Saffo, specialmente per quanto riguarda il <strong>tema della gelosia</strong>, trattato da entrambe.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Bibliografia consigliata</h2>



<pre class="wp-block-verse"><strong>C. Marrucci, FusibiliaLibri,</strong> "<a href="https://www.fusibilia.it/wallada-il-5-febbraio-a-bio-spere-roma/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cammino orgogliosa per la mia strada</a>"

<strong>Iman Said Darwish,</strong> <a href="https://www.academia.edu/36044606/Courtly_Culture_and_Gender_Poetics_Wallada_bint_al_Mustakfi_and_Christine_de_Pizan" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Courtly Culture and Gender Poetics:Wallada bint al-Mustakfi and Christine de Pizan di Iman Said Darwish</a> (Fonte: Academia.edu)
</pre>
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