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	<title>Poetesse Francesi &#8211; Poetesse: Donne Da Ricordare</title>
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	<title>Poetesse Francesi &#8211; Poetesse: Donne Da Ricordare</title>
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		<title>Renée Vivien, femminismo e simbolismo nella Belle Époque</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2025 20:24:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poetesse Francesi]]></category>
		<category><![CDATA[Poetesse Moderne]]></category>
		<category><![CDATA[Vita e opere]]></category>
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					<description><![CDATA[Si distese su un letto di violette, e morì di una morte profumata, di una morte dolce e lenta che la consolò di aver vissuto. (Viola, &#8220;Dal verde al viola&#8221;, Renée Vivien) Non c&#8217;è stata solo una Saffo Andalusa (Wallada) ma anche una Saffo della Belle Époque, ovvero Renée Vivien, una delle figure più emblematiche [&#8230;]]]></description>
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<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Si distese su un letto di violette, e morì di una morte profumata, di una morte dolce e lenta che la consolò di aver vissuto. </p>



<p><strong>(Viola, &#8220;Dal verde al viola&#8221;, Renée Vivien)</strong></p>
</blockquote>



<p>Non c&#8217;è stata solo una Saffo Andalusa (<a href="https://www.poetessedonne.it/spagnole/wallada-bint-al-mustakfi/" data-type="post" data-id="810">Wallada</a>) ma anche una Saffo della Belle  Époque, ovvero <strong>Renée Vivien</strong>, una delle figure più emblematiche di questo periodo storico. La sua poesia, carica di passione, si ispira direttamente a <a href="https://www.poetessedonne.it/greche/saffo-di-lesbo/" data-type="post" data-id="785">Saffo</a>, che tradusse anche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Biografia in breve</h2>



<p>Nata il <strong>11 giugno 1877</strong> a Londra con il nome di <strong>Pauline Mary Tarn</strong>, Renée Vivien si trasferì a Parigi, che divenne la sua patria del cuore, nonostante i moltissimi viaggi effettuati in Europa, America e Asia. Figlia della cultura vittoriana, Vivien si oppose all&#8217;educazione del suo tempo, considerandola una prigione per le donne. La sua <strong>omosessualità</strong> e la sua vita segnata da amori tumultuosi sono centrali nella sua poetica. Morì giovanissima, a soli 32 anni, il <strong>18 novembre 1909</strong> e l&#8217;immaginario comune la impresse nella memoria collettiva anche con una versione mitologica, che la vedeva come <strong>&#8220;La musa delle violette&#8221;</strong>, fiore ricorrente nella sua poesia e nella sua vita: anche questo la accomuna molto alla madre letteraria Saffo. Tra le sue esperienze di vita più significative si ricordano l’amicizia con (per menzionare nuovamente le viole) <strong>Violet Shillito</strong>, che la ispirò nella sua carriera poetica, e la passione travolgente per <strong>Natalie Clifford Barney</strong>, che fu uno degli amori più significativi della sua esistenza.</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Il velluto della terra dalle mute carezze<br>ti serra, e sulla tua fronte piangono le viole</p><cite>Vedi Campi in bibliografia, Epitaphe in <em>Cendres et Pouissieres</em></cite></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le opere principali</h2>



<p>La produzione letteraria di Vivien è vasta e in lingua francese, sua lingua di adozione: per questo motivo in questo sito viene censita come poetessa francese, ma geolocalizzata come nata in Inghilterra. Alcune delle sue opere più significative includono, oltre alle poesie, anche traduzioni, un romanzo autobiografico e la prosa poetica:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>1901</strong>: <em><em><em>É</em>tudes et préludes</em>tudes et préludes</em></li>



<li><strong>1902</strong>: <em>Cendres et poussières</em></li>



<li><strong>1903</strong>: <em>Évocations</em></li>



<li><strong>1903:</strong> <em>Du vert au violet</em> (prosa poetica)</li>



<li><strong>1904</strong>: <em>La Vénus des aveugles</em> </li>



<li><strong>1904-1905</strong>: <em>Une femme m’apparut</em> (romanzo autobiografico)</li>



<li><strong>1904</strong>: <em>Les Kitharèdes</em> (traduzioni di otto poetesse greche)</li>



<li>Tradusse <strong>Saffo</strong> nel 1903, riemergendo la poetessa greca in un’interpretazione originale che ampliò la sua figura, portandola al centro della riflessione letteraria contemporanea.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Torno a cercare l&#8217;illusione delle cose<br>di un tempo, per gemere in segreto<br>e seppellire il nostro amore fra le rose<br>bianche di rimpianto.<br>Ricordo tutto delle divine attese,<br>delle ombre e delle sere febbrili d&#8217;una volta&#8230;fra sospiri e lacrime ardenti,<br>ti amavo, Attis!</p><cite>Vedi Campi in bibliografia, tratto da <em>Évocations</em></cite></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Temi ricorrenti</h2>



<p>Vivien si distingue per la sua poetica del <strong>femminile</strong>, che affronta la figura della donna in ogni sua forma, da Saffo a Giovanna d&#8217;Arco, passando per Ofelia e Anna Bolena. La poetessa si oppone al sistema patriarcale, denunciando l’<strong>oggettivazione della donna</strong> e il suo ruolo subordinato nella società. Il tema dell’<strong>omosessualità</strong> è centrale nelle sue opere, dove l’amore per le donne è celebrato contro le imposizioni sociali, tra corpi soffici e delicati, quasi simbolici. L&#8217;influenza di <strong>Baudelaire</strong> e della <strong>poesia simbolista</strong> è infatti forte, ma il suo stile diventa un mezzo per cantare un amore che sfida il patriarcato. Le sue poesie, dense di sofferenza e passione, veicolano un messaggio di resistenza alla <strong>tirannia maschilista</strong>.</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p><em>Nei baci lunari, dolcezze biancheggianti.</em><br><em>Al tatto non si offre, su una guancia, la peluria.</em><br><em>Ci è così concesso, se si slaccia la cintura,</em><br><em>di essere sorelle ed al contempo amanti.</em></p><cite>Traduzione di <a href="https://leortique.wordpress.com/2024/06/06/nei-baci-lunari-la-poesia-di-renee-vivien-tradotta-da-raffaela-fazio-unintervista/" target="_blank" rel="noopener">Raffaella Fazio</a></cite></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Stile e poetica</h2>



<p>La poesia di Renée Vivien si distingue per la sua <strong>musicalità</strong> e per l’uso di varie tipologie metriche come la<strong> strofa saffica</strong>, che rielaborò in modo originale, attribuendo una grande <strong>armonia</strong> e <strong>ritmo</strong> ai suoi versi. La poetessa si rifà anche alla <strong>musica</strong>, che per lei è una fonte di ispirazione per tradurre in poesia i suoi sentimenti più profondi. La fusione tra <strong>parola e suono</strong> è una caratteristica specifica del suo stile, che fa della poesia uno strumento per comunicare emozioni profonde e visioni idealizzate dell’amore. Campi, nel suo libro, sottolinea come il tono delle sue <strong>poesie sia lento</strong>, quasi contemplativo, specialmente quando descrive la donna amata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Riconoscimenti e fortuna </h2>



<p>Nonostante la sua importanza nell’ambito letterario francese, Renée Vivien è stata a lungo <strong>marginalizzata</strong> dalla critica ufficiale, in parte per la sua visione anticonformista della femminilità e della sessualità. Tuttavia, negli ultimi decenni, grazie anche alla ripubblicazione delle sue opere e agli studi critici, la sua figura ha ricevuto un crescente riconoscimento. La figura di Renée Vivien è oggi riconosciuta come uno dei simboli più affascinanti della <strong>libertà femminile</strong> e dell’<strong>autodeterminazione sessuale</strong>. La sua poesia, che affronta temi come l’<strong>omosessualità</strong> e la <strong>condizione femminile</strong>, ha influenzato profondamente il panorama letterario del XX secolo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Bibliografia</h2>



<pre class="wp-block-verse">Teresa Campi, Renée Vivien. La Saffo della Belle Époque, Perugia, Odoya, 2023.<br><br>Renée Vivien, Dal verde al viola – Eros e lesbismo, Fiabesca.</pre>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p></p>
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		<title>Christine de Pizan, la prima scrittrice professionista d’Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Oct 2025 10:39:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poetesse Francesi]]></category>
		<category><![CDATA[Poetesse Medievali]]></category>
		<category><![CDATA[Vita e opere]]></category>
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					<description><![CDATA[Ma se le donne avessero scritto i libri , / so per certo che sarebbe stato diverso: / ben sanno che a torto sono accusate (Epistola del Dio D&#8217;Amore, C. de Pizan) In un’epoca in cui alle donne era negato l’accesso al sapere, Christine de Pizan (nata Cristina da Pizzano nel XIV secolo) riuscì non [&#8230;]]]></description>
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<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Ma se le donne avessero scritto i libri , / so per certo che sarebbe stato diverso: / ben sanno che a torto sono accusate </p>



<p><strong>(Epistola del Dio D&#8217;Amore, C. de Pizan)</strong></p>
</blockquote>



<p>In un’epoca in cui alle donne era negato l’accesso al sapere, Christine de Pizan (nata Cristina da Pizzano nel XIV secolo) riuscì non solo a diventare una scrittrice rispettata, ma anche a <strong>vivere del proprio lavoro intellettuale.</strong> </p>



<h2 class="wp-block-heading">La prima scrittrice italiana ed europea</h2>



<p>Anche se nacque in Italia, produsse <strong>primariamente in Francia</strong>: la sua figura emerge come un ponte tra Medioevo e Umanesimo e la sua voce riecheggia ancora oggi per la sua modernità.  La sua opera, che include poesia, romanzi, trattati filosofici e storici, affronta temi come la condizione femminile, l&#8217;amore e la vita di corte. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le origini italiane</h2>



<p>Christine <strong>(Venezia, 1364 – Monastero di Poissy, 1430 circa) nasce a Venezia</strong> in una famiglia colta: suo padre, Tommaso da Pizzano, era medico, astrologo e professore all’università di Bologna. Quando venne chiamato alla corte del re Carlo V, la famiglia si trasferì a Parigi. Lì, Christine crebbe tra i libri e <strong>l’atmosfera intellettuale del Louvre,</strong> dove suo padre probabilmente collaborava all’ampliamento della biblioteca reale. Nonostante le resistenze della madre &#8211; che la voleva dedita al filatoio &#8211; fu il padre a riconoscere e incoraggiare le sue inclinazioni intellettuali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le opere più famose</h2>



<p>A soli 25 anni, dopo 10 anni di matrimonio felice col notaio Étienne de Castel, Christine si trovò <strong>vedova e con tre figli da mantenere</strong>. Rimasta senza eredità, si rivolse alla scrittura per necessità.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>&#8220;<em>Christine racconta un sogno simbolico: si ritrova sola su una nave in tempesta, e si trasforma in <strong>un uomo forte e deciso</strong> che aggiusta la nave e prende in mano il destino della famiglia. Un’allegoria della sua presa di responsabilità e del suo ingresso nel mondo pubblico.</em>&#8220;</p>



<p><a href="http://youtube.com/watch?v=xxB2WXKoRJA" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Video YouTube</a> &#8211; Alessandro Barbero</p>
</blockquote>



<p>Iniziò come copista e <strong>poetessa di corte</strong>, ma presto sviluppò una voce autonoma e forte, affrontando temi storici, politici e soprattutto femminili. Diventa <strong>la prima donna a scrivere libri di storia su commissione</strong> e la prima <strong>professionista della scrittura</strong>: le viene commissionato addirittura di scrivere la biografia di Carlo V. Non si ferma qui: crea un vero e proprio &#8220;studio editoriale&#8221; con copisti, miniatori e illustratori (tra cui almeno una donna, <strong>Anastasia</strong>). In molti manoscritti si raffigura <strong>mentre scrive</strong>, con penna d’oca e libri attorno a sé.</p>



<p>Scrive anche di strategia militare, intervistando cavalieri per comporre un trattato sull’arte della guerra. È coinvolta nei dibattiti politici del suo tempo e difende il valore delle tasse per sostenere giustizia e difesa del regno.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La città delle dame</h3>



<p>Tra le oltre venti opere scritte, spicca <em>Le Livre de la Cité des Dames</em> (<em><strong>Il libro della Città delle Dame,</strong></em> 1404-05), in cui ribalta la misoginia del tempo, immaginando una città utopica abitata da donne valorose e sagge. Questa opera è ormai tradotta in tutte le lingue occidentali.</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p><strong>“Costruisci tu la città dove le donne saranno onorate”.</strong></p><cite>La città delle dame</cite></blockquote></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Il libro delle tre virtù</h3>



<p>Nel <em>Livre des Trois Vertus</em>, Christine fornisce consigli pratici e morali a donne di tutte le classi sociali: dalle nobildonne alle artigiane, mostrando una consapevolezza rara per l’epoca sul ruolo e sulle difficoltà quotidiane delle donne. Indipendentemente dalla condizione sociale, ciascuna di loro dovrebbe <strong>ricevere un&#8217;istruzione.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Scritti per la <em>Querelle de la rose</em></h3>



<p>Christine fu una delle prime a opporsi pubblicamente alla misoginia contenuta in opere come <em>Il Roman de la Rose</em>, che criticava aspramente. Partecipò a questa “Querelle de la Rose” con scritti volti a dimostrare che le donne non erano inferiori per natura,<strong> ma vittime dell’ignoranza</strong> e della mancanza di educazione. Per lei l’istruzione era la chiave della liberazione femminile.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il poema di Giovanna d’Arco</h3>



<p>Nel 1429, ormai ritiratasi in convento, Christine rompe 11 anni di silenzio per scrivere <strong><em>Il poema di Giovanna d’Arco</em></strong>, entusiasta per l’impresa di una giovane donna che guida gli eserciti e salva la Francia. È il suo <strong>ultimo scritto</strong>, e lo chiude con queste parole:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“Io, Cristina, che ho pianto per 11 anni, ora finalmente rido&#8230; una donna sta salvando la Francia.”</p>



<p></p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Alcune poesie</h2>



<p>La poesia fu la prima espressione letteraria di Christine: possiamo trovare una commistione tra temi personali (come la vedovanza) e temi d&#8217;occasione (feste, innamoramento). Col tempo Christine iniziò a raccogliere i suoi componimenti in cicli poetici, a volte narrativi, ma sono i componimenti personali quelli più degni di nota.</p>



<p>In uno dei suoi primi <em>virelay</em>, la poetessa sottolinea la distanza che esiste tra la sua poesia e i suoi veri sentimenti:</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Questa maschera non rivela dolore;<br>I miei occhi possono colmare di lacrime,<br>Ma nessuno indovinerà l’affanno<br>Che il mio povero cuore nasconde.<br>Poiché devo celare il dolore,<br>Dal momento che non c’è compassione alcuna;<br>Più grande è la causa da difendere,<br>Minore è l’amicizia.<br>Così nessun lamento né supplica<br>Il mio cuore dolente può mostrare,<br>E allegria, non lacrime, deve offrire;<br>Quelle le mie rime giocose nascondono.<br>Che questa maschera non riveli dolore.<br>Così è che io nascondo<br>La vera fonte del mio canto,<br>Devo invece mostrarmi arguta,<br>Per celare la ferita che non guarisce.<br>Che questa maschera non riveli dolore.</p><cite>Tradotte con traduttore AI</cite></blockquote></figure>



<p>Segue un esempio di poesia d&#8217;occasione (spesso dedicate a <a href="https://www.poetessedonne.it/poesie-da-condividere/san-valentino/" data-type="page" data-id="3088">San Valentino</a> o il <a href="https://www.poetessedonne.it/magazine/poesie/poesie-sul-mese-di-maggio-che-sicuramente-non-conosci/" data-type="post" data-id="4439">mese di Maggio</a>) anche per fare la differenza con quelli più personali:</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Ora è giunto il grazioso mese di maggio,<br>Il lieto, che porta così abbondanti delizie<br>Che questi prati, i cespugli e i boschi<br>Sono tutti carichi di verde e di fiori,<br>E ogni cosa gioisce.<br>Tra questi campi tutto fiorisce e si fa verde,<br>E nulla vi è che non dimentichi il suo dolore,<br>Per la gioia del bel mese di maggio.<br>Gli uccellini cantano lieti lungo il loro cammino,<br>Con un solo cuore ogni cosa si rallegra,<br>Tranne me, ahimè! Grande è il mio dolore,<br>Poiché sono lontana dal mio amore;<br>E non posso provare alcuna gioia;<br>Con l’allegria della stagione, cresce il mio tormento;<br>Come sapresti, se mai hai amato,<br>Per la gioia del bel mese di maggio.<br>E così, tra pianti frequenti, devo piangere<br>Per colui dal quale non ho alcun conforto;<br>Le ferite dolorose dell’amore ora più intensamente<br>Sento: le punture, gli assalti, gli inganni e i capricci,<br>In questo tempo dolce più che mai ho avvertito;<br>Poiché tutto sembra congiurare per mutare<br>Il grande desiderio che un tempo troppo fortemente provai,<br>Per la gioia del bel mese di maggio.</p><cite>Tradotte con traduttore AI</cite></blockquote></figure>



<p>La sua ballata più celebre, parla proprio della vedovanza e si intitola <em>“Seulette suy et seulette vueil estre”</em>:</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Sola son io, e sola desidero restare,<br>Sola, il mio dolce amore mi ha lasciata,<br>Sola son io, senza amico né padrone,<br>Sola son io, nel dolore e nella rabbia,<br>Sola son io, inquieta, spossata,<br>Sola son io, più perduta di chiunque altro,<br>Sola son io, rimasta senza un amante.<br>Sola son io, alla porta o alla finestra,<br>Sola son io, rannicchiata in un angolo,<br>Sola son io, mi nutro di pianto,<br>Sola son io, nel soffrire o nel riposo,<br>Sola son io, e questo più mi piace,<br>Sola son io, prigioniera nella mia stanza,<br>Sola son io, rimasta senza un amante.<br>Sola son io, ovunque, accanto a ogni focolare.<br>Sola son io, dovunque io vada o stia,<br>Sola son io, più di ogni altra cosa al mondo,<br>Sola son io, da tutti abbandonata,<br>Sola son io, crudelmente umiliata,<br>Sola son io, spesso in lacrime,<br>Sola son io, rimasta senza un amante.<br>Principi, ora il mio dolore è cominciato,<br>Sola son io, vicina al lutto più profondo,<br>Sola son io, più cupa del colore più scuro,<br>Sola son io, rimasta senza un amante.</p><cite>“Seulette suy et seulette vueil estre” &#8211; Ballata tradotta con ChatGPT</cite></blockquote></figure>



<p><strong>Sessantatré <em>rondeaux</em></strong> compaiono tra le sue opere, come il <em><strong>virelay</strong></em>, questo genere sembra avere avuto origine come un semplice canto da ballo popolare . Nel XIV secolo, questi <em>rondeaux</em> erano raramente impiegati per trattare argomenti seri, eppure Christine riuscì a raggiungere una notevole abilità e grazia nell’utilizzo di questa forma. Il primo di questi <em>rondeaux</em> esprime, come molte delle sue poesie, il dolore della vedovanza: </p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Son vedova sola, in nero vestita,<br>Con volto afflitto, in veste semplice.<br>In gran tormento e con un’aria sì mesta,<br>Porto il dolore che ora mi è caduto addosso.<br>Non è giusto ch’io resti sgomenta,<br>Colma di calde lacrime e la lingua muta,<br>Son vedova sola, in nero vestita.<br>Da quando il mio amore ho perduto, tradita dalla Morte,<br>Il dolore si è insinuato e mi ha condotta alla rovina,<br>Spazzando via i miei giorni felici, fuggita ogni gioia.<br>Nel disordine sono precipitate tutte le mie fortune—<br>Son vedova sola, in nero vestita.</p><cite>Tradotta con traduttore AI</cite></blockquote></figure>



<p>Segue un esempio di un amante deluso che si lamenta del chiaro di luna che disturba il suo incontro clandestino con l’amata:</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Oh luna, splendi troppo a lungo!<br>Per colpa tua perdo quei doni soavi<br>Che l’Amore prepara per gli amanti fedeli.<br>La tua luce ferisce con facilità<br>Il mio povero cuore, dove arde il desiderio,<br>Oh luna, splendi troppo a lungo!<br>A causa tua, con grande amarezza,<br>Perdiamo entrambi, io e la mia amata,<br>E così ti malediciamo, noi due,<br>Oh luna! splendi troppo a lungo!</p><cite>Tradotto con traduttore AI</cite></blockquote></figure>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>Un incontro con esito più felice è suggerito in un’altra breve poesia:</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Amico, vieni da me di nuovo stanotte,<br>All’ora che ti dissi l’altro giorno.<br>Allora potremo gioire nella nostra felicità,<br>Amico, vieni da me di nuovo stanotte.<br>Colui che causa il nostro triste destino<br>Non sarà qui; non tardare,<br>Amico, vieni da me di nuovo stanotte.</p><cite>Tradotto con traduttore AI</cite></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Una voce che attraversa i secoli</h2>



<p>Come racconta Charity Cannon Willard nella sua monumentale biografia <em>Christine de Pizan: Her Life and Works</em>, <strong>Christine fu una pioniera della scrittura autobiografica</strong>, un’intellettuale moderna in un mondo ancora profondamente medievale. Oggi la riscopriamo come antesignana del pensiero femminista e come testimone preziosa di un’epoca di transizione.</p>



<p>Leggerla significa ritrovare una voce che ha saputo parlare di donne, con le donne e per le donne: nel libro <strong><em>Controcanone</em></strong>, Christine viene associata alla parola &#8220;filoginia&#8221; che si opporrebbe alla &#8220;misoginia&#8221;. Una voce limpida, coraggiosa, e incredibilmente attuale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Bibliografia</h2>



<pre class="wp-block-verse"><strong>Scrittrici del Medioevo</strong>, Carocci Editore<br><br><strong>Alessandro Barbero su Christine de Pizan</strong> (Cristina da Pizzano), tratto da una sua<a href="https://www.youtube.com/watch?v=xxB2WXKoRJA" target="_blank" rel="noopener"> conferenza divulgativa.</a><br><br><strong>Christine de Pizan, her life and works. A biography</strong> by Charity Cannon Willard<br><br><strong><em>Controcanone, La letteratura delle donne dalle origini a oggi</em></strong>, Johnny L. Bertolio</pre>



<h2 class="wp-block-heading"></h2>
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		<title>Anna de Noailles, la &#8220;musa del giardino&#8221;</title>
		<link>https://www.poetessedonne.it/francesi/anna-de-noailles/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Nov 2024 18:47:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poetesse Francesi]]></category>
		<category><![CDATA[Poetesse Contemporanee]]></category>
		<category><![CDATA[Vita e opere]]></category>
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					<description><![CDATA[Io verrò nell’azzurro, nella bruma ondeggiante,Ebbra del vivo tempo e del dì ritrovato,Si drizzerà il mio cuore come il gallo che cantaCon desiderio insazio verso il sole levato. L&#8217;Orto Posso raccontare la figura di Anna de Noailles grazie all&#8217;uscita del libro &#8220;Il Cuore innumerevole&#8221; (&#8220;Le Cœur innombrable&#8221;), recentemente curato da Marzia Minutelli per Passigli Editori, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Io verrò nell’azzurro, nella bruma ondeggiante,<br>Ebbra del vivo tempo e del dì ritrovato,<br>Si drizzerà il mio cuore come il gallo che canta<br>Con desiderio insazio verso il sole levato.</p>
<cite>L&#8217;Orto</cite></blockquote>



<p>Posso raccontare la figura di Anna de Noailles grazie all&#8217;uscita del libro <strong>&#8220;Il Cuore innumerevole&#8221;</strong> (&#8220;Le Cœur innombrable&#8221;), recentemente curato da Marzia Minutelli per <a href="https://www.passiglieditori.it/il-cuore-innumerevole" target="_blank" rel="noopener">Passigli Editori</a>, che mi ha consentito di scoprire questa <strong>poetessa francese del XX secolo</strong> spesso trascurata dalla critica italiana. Il volume offre un&#8217;introduzione alla vita e all&#8217;opera di Anna de Noailles, accompagnata dalla traduzione integrale delle liriche nella raccolta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un &#8220;fuoco inesausto&#8221;</h2>



<p><strong>Anna de Noailles (1876-1933)</strong>, nata Anna-Élisabeth Bibesco Bassaraba de Brancovan, contessa di Noailles, proveniva da una famiglia aristocratica di origini <strong>rumene e greche</strong>. Dimostrò da giovanissima il talento innato per la scrittura, che la portò a emergere rapidamente sulla scena letteraria parigina all&#8217;inizio del suo secolo. La sua poesia è intensa ed emotiva, tanto da essere paragonata al radium da Marie Curie, perché come questo elemento emette luce senza fermarsi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il debutto di &#8220;Le Cœur innombrable&#8221;</h2>



<p>&#8220;Le Cœur innombrable&#8221;, pubblicato nel 1901, consacrò Anna de Noailles come una delle voci più importanti della sua generazione. <strong>Amore, natura e morte</strong> sono esplorate con una profondità che incantò il pubblico dell&#8217;epoca. <strong>Divisa in sei sezioni</strong>, l&#8217;opera passa da visioni pastorali e celebrazioni della natura a introspezioni profonde sulla vita interiore e le passioni umane.</p>



<p>Ogni sezione del libro è introdotta da un esergo che orienta il lettore, suggerendo una riflessione tematica che guida la lettura dei <strong>cinquantanove componimenti poetici inclusi</strong>. Nonostante alcune diseguaglianze e una certa tendenza alla ripetitività, la raccolta si distingue <strong>per la sua coerenza stilistica e tematica</strong>. Il cuore, elemento centrale dell&#8217;opera, è simbolo del tumulto interiore e della trasformazione dell&#8217;anima che si riflette nei paesaggi naturali e nelle emozioni vissute profondamente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un lirismo incontenibile</h2>



<p>La poesia di Anna de Noailles è ricca di immagini potenti che coinvolgono tutti i sensi di chi legge. La natura è protagonista con cui la poetessa dialoga e quasi si fonde, rendendo le sue esperienze umane un tutt&#8217;uno con quelle naturali, e creando metafore bellissime tra l&#8217;essere umano e quello che lo circonda.</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>– Quanta dolcezza sento ruscellarmi nel petto…</p></blockquote></figure>



<p>Il rapporto tra <a href="https://www.poetessedonne.it/magazine/poesie/sulla-natura/" data-type="post" data-id="2472">la poetessa e la natura</a>, tuttavia, è complesso e ambivalente. Da un lato, c&#8217;è una profonda celebrazione della &#8220;bellezza del mondo&#8221;, dall&#8217;altro, una consapevolezza dolorosa della transitorietà della vita e della fragilità dell&#8217;esistenza umana.</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Morire nell’ardente fumea dell’estate,<br>Quando odoroso, pendulo e greve come un grappolo,<br>Il cuore, al mormorio dell’aria dondolando,<br>Si sgrana in dolorosa e dolce voluttà.<br>Morire al fresco tocco di foglie sulle mani,<br>Unendo gli occhi agli occhi verdi dei boschi in fiore,<br>Fondersi all’universo antico e nato or ora,<br>Accogliendone in sé nel contempo ogni età.<br>Andar via senza fretta con la fine del giorno;<br>Trafitta dalle frecce del crepuscolo d’oro,<br>Avvertire che l’anima dolcemente ritorna<br>Alla terra profonda e all’immortale amore.<br>Andar via per gustare nel suo grembo il mistero<br>Di essere l’erba, l’acqua, la canicola e il grano,<br>Assopirsi tra i solchi verdeggianti del piano,<br>Morire per sentirsi più vicina alla terra…</p><cite>La morte appassionata</cite></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Intervista alla traduttrice</h2>



<p>Per approfondire la figura di questa poetessa e saperne di più sul lavoro di traduzione, leggi l&#8217;intervista a Marzia Minutelli.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-poetesse-donne-da-ricordare wp-block-embed-poetesse-donne-da-ricordare"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="603PKvGAEH"><a href="https://www.poetessedonne.it/magazine/libri/il-cuore-innumerevole-anna-de-noailles-traduzione/">L&#8217;Italia riscopre &#8220;Il cuore innumerevole&#8221; della poetessa Anna de Noailles</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;L&#8217;Italia riscopre &#8220;Il cuore innumerevole&#8221; della poetessa Anna de Noailles&#8221; &#8212; Poetesse: Donne Da Ricordare" src="https://www.poetessedonne.it/magazine/libri/il-cuore-innumerevole-anna-de-noailles-traduzione/embed/#?secret=Eqd6YORrLv#?secret=603PKvGAEH" data-secret="603PKvGAEH" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Bibliografia</h2>



<pre class="wp-block-preformatted"><br>ANNA DE NOAILLES, Il cuore innumerevole, a cura e con traduzione di MARZIA MINUTELLI, Firenze, Passigli, 2023, 252 pp. («Passigli Poesia»).</pre>



<p><strong>[Di Agence de presse Meurisse &#8211; Questa immagine è resa disponibile dalla biblioteca digitale Gallica con il numero identificativo di btv1b9054936n.r, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=27855314]</strong></p>
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		<title>Marceline Desbordes Valmore: l’oblio di una grande poetessa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Poetesse]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jan 2024 20:35:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poetesse Francesi]]></category>
		<category><![CDATA[Poetesse Moderne]]></category>
		<category><![CDATA[Vita e opere]]></category>
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					<description><![CDATA[Le donne, lo so, non dovrebbero scrivere: ciononostante, io scrivo. Marceline Desbordes Valmore, “Lettre de Femme”) Honoré de Balzac definì i suoi versi delicati accostamenti di sonorità dolci e armoniose che evocano la vita della gente semplice. Charles Baudelaire disse di lei: “Mme Desbordes-Valmore fu donna, fu sempre donna e non fu nient’altro che donna; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Le donne, lo so, non dovrebbero scrivere: ciononostante, io scrivo.</em></p>
<cite>Marceline Desbordes Valmore,  “Lettre de Femme”)</cite></blockquote>



<p><strong>Honoré de Balzac </strong>definì i suoi versi <em>delicati accostamenti di sonorità dolci e armoniose che evocano la vita della gente semplice.</em></p>



<p><strong>Charles Baudelaire</strong> disse di lei:</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p><em>“Mme Desbordes-Valmore fu donna, fu sempre donna e non fu nient’altro che donna; ma ebbe un grado straordinario di espressione poetica intrisa di tutte le bellezze naturali della donna.</em></p></blockquote></figure>



<p><strong>Paul Verlaine</strong>, che la incluse, unica donna, nella sua antologia “I poeti maledetti”, affermò:</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p><em>“Noi proclamiamo, a voce alta e chiara, che Madame Desbordes-Valmore è senz’altro la sola donna di genio e di talento di questo secolo e di tutti i secoli”</em></p></blockquote></figure>



<p><strong>Aggiungendo:</strong></p>



<p><em>“C’è un suo verso che mi sembra il più straordinario della nostra lingua o di ogni lingua umana:</em></p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p><strong><em>“seminai la mia gioia in cima a una canna”</em></strong></p></blockquote></figure>



<p>Perché, una poetessa così osannata e di forte ispirazione<strong>, è finita nel buio nero del dimenticatoio?</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">La vita tra difficoltà e miserie</h2>



<p>Marceline Desbordes Valmore nacque a Douai (Fiandra francese) il <strong>20 giugno 1786</strong>. Giovanissima, a causa di problemi familiari, seguì la madre a Guadalupa in cerca di lontani parenti, ma tornò orfana e molto povera, dopo aver attraversato numerose e spiacevoli peripezie. Lavorò come attrice nei teatri di Douai e Rouen e poi si spostò a Parigi.</p>



<p>Ebbe un grande amore da lei mantenuto segreto, ma da molti identificato in <strong>Henri de Latouche</strong>, con il quale visse una relazione intensa e passionale e da cui nacque una figlia che morì molto piccola. Nel 1817 sposò l’attore <strong>François-Prosper Lanchantin</strong>, detto Valmore. Da questi fu molto amata ed ebbe altri figli di cui solo uno sopravvisse.</p>



<p>La sua sensibilità profonda e appassionata trovò presto dimora nella poesia.</p>



<p>La tragedia immensa della <strong>perdita della sua bambina</strong>, insieme ai problemi economici, alla scomparsa di altri familiari e ai turbamenti sentimentali (non dimenticò mai Latouche e forse mai da lui si separò), seminarono nel suo animo lacrime e dolore che fiorirono sotto forma di versi dalla forte carica emotiva. <strong>La sua condizione di donna e poetessa nell’Ottocento </strong>acuì il tormento interiore che sfociòin una produzione letteraria vasta e ricca di suggestioni. Non ebbe grandi possibilità di studiare ma riuscì, con un sapiente lavoro da autodidatta, a compensare, perfettamente, la scarsa istruzione.</p>



<p>Pubblicò la sua prima raccolta poetica nel 1819, “<strong>Élégies et romances</strong>”, alla quale ne seguirono altre, tra cui: “<strong>Les Pleurs</strong>”(1833) e “<strong>Pauvres fleurs</strong>”(1839).</p>



<p>Compose anche novelle e racconti per bambini, sia in prosa che in versi. Morì di cancro a Parigi nel <strong>1859.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">La poesia</h2>



<p>Marceline Desbordes Valmore, nonostante sia stata pressoché dimenticata, <strong>fu una delle più grandi poetesse francesi</strong>, riuscendo a precorrere i maestri della poesia francese moderna e creando uno stile nuovo, lontano dalla tradizione. Uno stile libero e molto attento ai contenuti.</p>



<p>Lo stesso Verlaine trasse non pochi spunti dalle sue poesie.</p>



<p>I temi dominanti i suoi versi sono <strong>l’amore, la figura della donna, la maternità</strong>, e tutto ciò che un animo sensibile e gentile può racchiudere dentro di sé.</p>



<p>La sua è una poesia semplice, intima, a tratti fragile e nostalgica eppure ardente di un fuoco vivo e potente e in cui ci si può facilmente immedesimare. La sua voce canta l’amore e il dolore, attingendo a piene mani dalla propria vita e restituendo al mondo la grandezza di una poesia palpitante e inconfondibile.</p>



<p>Spesso i suoi versi raggiungono vette di <strong>elevata armonia e delicatezza</strong>, a volte sono racchiusi in una struggente malinconia la quale, più che evocare una persona o un ricordo, piangono l’amore stesso e la passione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le rose di Saadi</h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p><em>Volevo portarti delle rose questa mattina</em><br><em>ma ne avevo raccolte così tante nel mio corsetto</em><br><em>che i nodi troppo stretti non hanno potuto contenerle.</em><br><em>I nodi sono esplosi. Le rose sono volate via</em><br><em>nel vento e al mare sono tutte arrivate.</em><br><em>Hanno seguito l’acqua per non tornare più;</em><br><em>l’onda è apparsa rossa, come in fiamme.</em><br><em>Stasera il mio vestito ancora ne è profumato.</em><br><em>Respirane su di me l’odoroso ricordo.</em></p></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Bibliografia consigliata</h2>



<pre class="wp-block-verse"><strong><em>Liriche d’amore di Marceline Desbordes Valmore</em></strong> (a cura di Maria Luisa Spaziani) – Ediz. Gallino
<strong><em>
Poesie di Marceline Desbordes Valmore</em></strong> – Ediz. LaVitaFelice
<strong><em>
Poésies inédite</em></strong> (1860, postume – lingua francese)</pre>



<p><strong>Immagine modificata: </strong><a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Marceline_Desbordes-Valmore.jpg" target="_blank" rel="noopener"></a></p>



<a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Marceline_Desbordes-Valmore.jpg" target="_blank" rel="noopener">Unknown authorUnknown author, d&#039;après une miniature d&#039;Améline Robilliard</a>, Public domain, via Wikimedia Commons



<p></p>



<p><strong>Autrice: Federica Sanguigni</strong></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-poetesse-donne-da-ricordare wp-block-embed-poetesse-donne-da-ricordare"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="CiJv6gijNf"><a href="https://www.poetessedonne.it/autoritratti/federica-sanguigni/">Federica Sanguigni</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Federica Sanguigni&#8221; &#8212; Poetesse: Donne Da Ricordare" src="https://www.poetessedonne.it/autoritratti/federica-sanguigni/embed/#?secret=PupCiywit5#?secret=CiJv6gijNf" data-secret="CiJv6gijNf" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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		<title>Catherine Pozzi: l&#8217;inquietudine di una poetessa nascosta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Poetesse]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Nov 2023 05:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poetesse Francesi]]></category>
		<category><![CDATA[Poetesse Contemporanee]]></category>
		<category><![CDATA[Vita e opere]]></category>
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					<description><![CDATA[Poetessa della notte. Scrittrice e voce notturna. Quando si parla di Catherine Pozzi, la dimensione della notte avvolge la sua vita e le sue opere. Le origini borghesi Catherine Pozzi nasce a Parigi nel 1882, prima di tre figli, da una famiglia dell’alta borghesia: madre ereditiera e padre, di origini italiane, chirurgo e stimato docente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Poetessa della notte.</p>



<p>Scrittrice e voce notturna.</p>



<p>Quando si parla di Catherine Pozzi, la dimensione della notte avvolge la sua vita e le sue opere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le origini borghesi</h2>



<p>Catherine Pozzi nasce a <strong>Parigi nel 1882</strong>, prima di tre figli, da una famiglia dell’alta borghesia: madre ereditiera e padre, di origini italiane, chirurgo e stimato docente di ginecologia. Quest’ultimo ha vaste passioni culturali e casa Pozzi vanta un raffinato salotto frequentato, tra gli altri, da Marcel Proust.</p>



<p>Respirando l’aria intellettuale di famiglia, Catherine ha una <strong>precoce vocazione per le lettere antiche e la poesia</strong>, insieme a una predisposizione per la musica e per le lingue. Inizia, così, a studiare pianoforte, inglese e tedesco, ma anche a scrivere.</p>



<p>Viaggia in Italia e in Inghilterra e, nel 1909, <strong>sposa il drammaturgo Edouard Bourdet</strong> con il quale ha un figlio. Il rapporto con il marito si incrina molto presto. Catherine si lega profondamente e intellettualmente allo scrittore André Fernet.</p>



<p>Intanto, la <strong>tubercolosi comincia il suo lento e letale</strong> cammino nel corpo della donna.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’incontro e il legame con Paul Valéry</h2>



<p>Nel 1920, Catherine Pozzi ha un incontro che influenzerà profondamente la sua vita poetica e personale: quello con il <strong>poeta e filosofo Paul Valéry</strong>. Dopo la separazione definitiva dal marito nel 1921, Catherine inizia una relazione con Valéry, una relazione tempestosa che originò una fitta e importante corrispondenza e che terminerà nel 1928. La fine del rapporto con il poeta porta Catherine a provare un grande senso di vuoto e di solitudine.</p>



<p>Attraverso Valéry, la poetessa aveva conosciuto <strong>Rainer Maria Rilke</strong>, con il quale aveva tenuto una corposa corrispondenza epistolare tra il 1924 e il ’25.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La poesia</h2>



<p>Una figura poliedrica, mistica, dalla passione per l’antico, quella di Catherine Pozzi.</p>



<p>E la sua poesia ne è la naturale dimostrazione. <strong>I suoi versi ardenti, disperati, misteriosi</strong> non vanno semplicemente letti, ma cercati, esplorati in profondità perché Catherine Pozzi non si ferma davanti al visibile, non si accontenta di ciò che trova, è assetata di conoscenza. Desidera di più. Guarda altrove. Va oltre.</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Altissimo amore, se accadrà che muoia<br>senza aver saputo dove vi possedevo,<br>in quale sole era la vostra dimora,<br>in quale passato il vostro tempo, in che ora/ vi amavo,<br>altissimo amore, che la memoria superate,<br>fuoco senza dimora da cui l’intero mio giorno ho tratto,<br>in che fato solcavate la mia storia,<br>in qual sogno la vostra gloria s’immaginava,<br>o mia costante…<br>Quand’io per me stessa sarò perduta<br>e sull’infinito abisso spartita,<br>infinitamente, quando spezzata sarò,<br>e il presente che m’avvolge<br>avrà tradito,<br>dall’universo in mille corpi infranta<br>di mille istanti non ancora raccolti,<br>di cenere nei cieli fino al nulla stacciata,<br>per una strana stagione testimoniate<br>un solo tesoro<br>il mio nome testimoniate e la mia effigie<br>di mille corpi trascinati dalla luce,<br>viva unità senza nome e senza volto,<br>cuore dell’anima, oh centro del miraggio,<br>altissimo amore.</p><cite>(Ave – unica poesia pubblicata in vita da Catherine Pozzi, tradotta da Claudia Ciardi)</cite></blockquote></figure>



<p>Dominata da una profonda inquietudine per tutta la vita, la poetessa torna alla fede cattolica negli ultimi anni prima della morte, avvenuta nel 1934 a causa della tubercolosi e delle grandi dosi di morfina assunte. Muore sola, lontana da tutti, dopo aver pubblicato un’unica poesia e averne conservate poche altre.</p>



<p>Scrisse anche articoli scientifici e diari in cui raccolse pensieri e riflessioni.</p>



<p>La sua pubblicazione è, comunque, <strong>quasi interamente postuma</strong>.</p>



<p>Negli ultimi versi da lei scritti, è chiaro il suo amore per la Grecia antica, per quelle <strong>laminette orfiche</strong>* da lei tradotte. Orfica pare essere, così, anche la sua poesia. Una poesia misteriosa, arcaica e celante, forse, il desiderio di trovare nell’aldilà quella felicità negata sulla terra.</p>



<p><em>*Le laminette orfiche sono lamine di metallo prezioso risalenti al V – III sec. che venivano sepolte con il defunto e sulle quali erano scritte delle formule particolari. Queste potevano servire al defunto per il suo viaggio nell’aldilà, come una sorta di istruzioni.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading">Catherine e Antonia: le due &#8220;Pozzi&#8221; che non si sono mai incontrate</h2>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-poetesse-donne-da-ricordare wp-block-embed-poetesse-donne-da-ricordare"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="iUhGPjmvw9"><a href="https://www.poetessedonne.it/magazine/didattica/antonia-e-catherine-le-due-pozzi-della-poesia-femminile/">Antonia e Catherine: le due &#8220;Pozzi&#8221; della poesia femminile</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Antonia e Catherine: le due &#8220;Pozzi&#8221; della poesia femminile&#8221; &#8212; Poetesse: Donne Da Ricordare" src="https://www.poetessedonne.it/magazine/didattica/antonia-e-catherine-le-due-pozzi-della-poesia-femminile/embed/#?secret=j6gV2nmaQq#?secret=iUhGPjmvw9" data-secret="iUhGPjmvw9" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Bibliografia consigliata</h2>



<pre class="wp-block-verse"><strong>Il mio inferno</strong> – Poesie di Catherine Pozzi (a cura di Marco Dotti)

<strong>Nyx e altre poesie</strong> – Catherine Pozzi (a cura di Claudia Ciardi)

<strong>La flamme et la cendre - Correspondance</strong> – Catherine Pozzi Paul Valéry (in lingua francese)

(Queste lettere, come affermato dal poeta e critico americano Lawrence Joseph, costituiscono, nel loro genere, una sorta di capolavoro)</pre>



<p><strong>Articolo della poetessa Federica Sanguigni</strong></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-poetesse-donne-da-ricordare wp-block-embed-poetesse-donne-da-ricordare"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="k5RArcI2CF"><a href="https://www.poetessedonne.it/autoritratti/federica-sanguigni/">Federica Sanguigni</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Federica Sanguigni&#8221; &#8212; Poetesse: Donne Da Ricordare" src="https://www.poetessedonne.it/autoritratti/federica-sanguigni/embed/#?secret=eo7GdzjvjM#?secret=k5RArcI2CF" data-secret="k5RArcI2CF" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>



<p><strong>Immagine (modificata), </strong><a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Catherine_Pozzi_at_18.jpg" target="_blank" rel="noopener">Unknown (private collection)</a>, Public domain, via Wikimedia Commons</p>
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