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	<title>Poetesse Contemporanee &#8211; Poetesse: Donne Da Ricordare</title>
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	<title>Poetesse Contemporanee &#8211; Poetesse: Donne Da Ricordare</title>
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		<title>Clorinda Del Vecchio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 14:09:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Autoritratti]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Poetesse Contemporanee]]></category>
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					<description><![CDATA[Ed è subito sera (Salvatore Quasimodo) Biografia Autrice poesie casa editrice Nulla Die. Studi classici e collaborazione con Centri anti violenza. Raccoglie nelle sue poesie emozioni scaturite da esperienze personali e dal vissuto &#8220;raccolto&#8221; presso Il settore Servizi sociali con cui collabora. Da cosa nasce il tuo amore per la poesia? In primis dagli studi [&#8230;]]]></description>
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<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Ed è subito sera </p>



<p>(Salvatore Quasimodo)</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Biografia</h2>



<p>Autrice poesie casa editrice <strong><em>Nulla Die</em></strong>. Studi classici e collaborazione con Centri anti violenza. Raccoglie nelle sue poesie emozioni scaturite da esperienze personali e dal vissuto &#8220;raccolto&#8221; presso Il settore Servizi sociali con cui collabora.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da cosa nasce il tuo amore per la poesia?</h2>



<p>In primis dagli studi classici, in secundis la poesia permette alla mia indole timida ed introversa di esprimere disagi e gioie universali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">A cosa si ispira la tua poesia?</h2>



<p>A racconti di donne ferite, ricordi, sofferenze ed anche dignitose ripartenze. Come dico sempre: la giostra della vita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Hai pubblicato delle sillogi poetiche? Se sì, quali? Dove è possibile acquistarle?</h2>



<p>&#8220;Calzari di porpora&#8221; &#8211; Nulla Die edizioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi sono i tuoi modelli poetici? Tra questi ci sono delle poetesse? Se sì, quali?</h2>



<p><a href="https://www.poetessedonne.it/italiane/alda-merini/" data-type="post" data-id="3351">Alda Merini.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Una poesia di Clorinda</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>I tuoi seni<br>mi appaiono<br>come coppe di uva sultanina,<br>accolgono,<br>un po&#8217; nostalgici,<br>la giovane donna non più bambina.<br>Sono i tuoi sedici anni,<br>che Amore attende, impaziente,<br>mentre tu lo irridi,<br>sei ancor troppo avvenente.<br>Come Dafne,<br>splendida ninfa,<br>da Eros mai incatenata,<br>s&#8217;immerge nuda nel fiume,<br>da dio e da uomo ammirata,<br>nel suo corpo avvolta,<br>guardandosi,<br>si piace,<br>mentre Apollo le sorride,<br>ma lei fugge.<br>Ancor troppo di star sola si compiace.</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Commento della Poetessa</h2>



<p>I seni di mia figlia sedicenne mi sembran coppe che contengono acini d&#8217;uva poichè ancor piccini; mi sembrano abbracciare una nuova fase della vita della ragazza, ormai non più bambina. Come ogni adolescente è attesa da Amore ma, al pari di Dafne nella mitologia classica, vi sfugge per restar ancora libera, sebbene molto ammirata da tutti. In realtà è consapevole di essere attraente ma non è pronta ad un rapporto che le chieda impegno e gioca con la sua bellezza, un po&#8217; civettuola, poichè non è pronta a rinunciare alla sua fanciullezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché le persone dovrebbero leggere le tue poesie?</h2>



<p>Perché ognuno potrebbe rivedersi in una delle figure che riporto (alfiere, adolescente, donna di mezza età ecc).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Clorinda consiglia un libro di poesie</h2>



<pre class="wp-block-preformatted">Sei fuoco e amore di Alda Merini</pre>
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		<title>Goliarda Sapienza, libertà e desiderio nel 900 italiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Poetesse]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 14:50:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poetesse Italiane]]></category>
		<category><![CDATA[Poetesse Contemporanee]]></category>
		<category><![CDATA[Vita e opere]]></category>
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					<description><![CDATA[Assediati giochiamo ai dadi / assediati posiamo le armi / e aspettiamo / L&#8217;assedio finirà / giochiamo Aiace / l&#8217;assedio finirà. Ancestrale, Goliarda Sapienza Goliarda Sapienza è una delle voci più radicali e riconoscibili della letteratura italiana del Novecento. Attrice e scrittrice, ha attraversato la cultura del suo tempo con uno sguardo libero, anticonformista, spesso [&#8230;]]]></description>
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<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Assediati giochiamo ai dadi / assediati posiamo le armi / e aspettiamo / L&#8217;assedio finirà / giochiamo Aiace / l&#8217;assedio finirà.</p>



<p><em>Ancestrale</em>, Goliarda Sapienza</p>
</blockquote>



<p>Goliarda Sapienza è una delle voci più radicali e riconoscibili della <strong>letteratura italiana del Novecento</strong>. Attrice e scrittrice, ha attraversato la cultura del suo tempo con uno sguardo libero, anticonformista, spesso in anticipo rispetto alla ricezione critica. La sua opera più celebre, <em>L’arte della gioia</em>, rifiutata a lungo dagli editori italiani, è divenuta dopo la<strong> pubblicazione postuma </strong>un caso letterario internazionale: un romanzo-fiume di formazione e autodeterminazione femminile, lucido e incendiario.</p>



<p>Goliarda Sapienza, pur conosciuta soprattutto come narratrice, offre in<strong> <em>Ancestrale</em></strong> una poesia intensamente lirica, corporea e musicale: la sua lingua poetica è essenziale, cerca la verità dell’esperienza, dell’identità e del desiderio, senza censurare dolore, contraddizioni e fragilità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Vita</h2>



<p>Goliarda Sapienza nasce a Catania nel <strong>1924</strong>, in una famiglia fuori dalle convenzioni: il padre Giuseppe Sapienza, avvocato socialista, e la madre Maria Giudice, militante politica e figura carismatica del femminismo e del movimento operaio. Cresce in un ambiente in cui l’educazione passa attraverso libri, discussioni, libertà intellettuale e una forte fiducia nell’indipendenza.</p>



<p>Si trasferisce giovanissima a Roma, dove studia recitazione all’Accademia d’Arte Drammatica e lavora come attrice in teatro e cinema. Negli anni Cinquanta e Sessanta entra in contatto con il mondo culturale romano, ma vive anche fasi di crisi profonda, culminate in una depressione e in un ricovero: esperienze che segneranno in modo decisivo la sua scrittura autobiografica.</p>



<p>Negli anni Settanta si dedica quasi totalmente alla letteratura. Lavora per lungo tempo a <strong><em>L’arte della gioia</em></strong>, che però non trova editore. Muore a Gaeta nel <strong>1996</strong>, prima di vedere riconosciuta la portata della propria opera.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Opere principali</h2>



<p><strong>Poesie</strong></p>



<p>Ancestrale (2015, 2025)</p>



<p><strong>Romanzi</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Lettera aperta (1967)</li>



<li>Il filo di mezzogiorno (1969)</li>



<li>L’università di Rebibbia (1983)</li>



<li>Le certezze del dubbio (1987)</li>



<li>L’arte della gioia (scritto tra anni ’60 e ’70, pubblicato postumo)</li>



<li>Io, Jean Gabin (2010, postumo)</li>



<li>Appuntamento a Positano (2015, postumo)</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Temi e poetica</h2>



<p>La parola-chiave di Sapienza è libertà: <strong>libertà sessuale, sociale, mentale. </strong>I suoi personaggi femminili non cercano redenzione, ma possibilità: vivere pienamente senza chiedere permesso.</p>



<p>Il corpo è centro di esperienza e conoscenza: desiderio, piacere, maternità rifiutata o scelta, violenza e autodeterminazione. Sapienza scrive l’eros con franchezza e intelligenza, scardinando la sottomissione a qualsiasi codice moralistico.</p>



<p>I versi di Sapienza nascono della propria identità, della libertà di essere, delle ambiguità della personalità e dei sentimenti, di ciò che la società tenta di cancellare o normalizzare. Sapienza <strong>smaschera l’ipocrisia della rispettabilità:</strong> famiglia, classe, istituzioni. È feroce e ironica contro ogni addomesticamento, anche quello “progressista” che si trasforma in nuova gabbia per l’identità femminile.</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p><br>“<em>Non sprecare il tepore del tuo pube</em><br><em>non serrare il tuo passo in gonne strette</em><br><em>di tetra seta, ma lascia</em><br><em>Per favore accenderti i capelli</em><br><em>Dal sole che scantona dietro il muro.</em><br><em>Non vorrei che sorpresa dalla luna</em><br><em>ti trovassi costretta in una notte</em><br><em>a gridare pentita con quel viso</em><br><em>di donna disseccata sopra il tuo</em>”</p><cite><strong>PERORAZIONE </strong>(Ancestrale, ET Poesia, 2025)</cite></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Stile</h2>



<p>La poesia di Goliarda Sapienza è diretta, asciutta, assoluta. I suoi versi rendono <strong>persistenti emozioni e sentimenti.</strong> Come nella prosa, Sapienza non edulcora nulla: mette a nudo drammi personali, contraddizioni, paure e desideri, restituendo frammenti di realtà liberati da ogni orpello. Ne emerge il ritratto di una donna libera, coraggiosa e senza filtri, radicale nella sua ricerca di bellezza, verità e libertà.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché leggerla oggi</h2>



<p>Goliarda Sapienza offre una scrittura che non cerca di spiegare le donne: le lascia accadere e le racconta. La sue poesie parlano a chi rifiuta le definizioni semplici. È una letteratura che apre le porte alle ambiguità e alle emozioni più difficili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Curiosità</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>L’arte della gioia </strong>è stato a lungo rifiutato in Italia e ha trovato riconoscimento prima all’estero, diventando un caso editoriale e critico.</li>



<li>La formazione di attrice ha inciso molto sullo stile di Sapienza: scene vive, dialoghi taglienti, una forte presenza del corpo.</li>



<li>La sua famiglia d’origine era un vero laboratorio politico e culturale, rarissimo per l’Italia dell’epoca.</li>



<li>Angelo Pellegrino, attore e scrittore e marito di Goliarda Sapienza è il curatore di Ancestrale.</li>



<li>Nel 2024 la figura di Goliarda Sapienza torna al centro dell’attenzione grazie al film <strong>Fuori</strong>, diretto da Mario Martone e nella miniserie <strong>L’arte della gioia</strong>, diretta da Valeria Golino.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Bibliografia</h2>



<pre class="wp-block-verse">Ancestrale, Goliarda Sapienza, ET Poesia, 2025<br><br>Wikipedia: <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Goliarda_Sapienza" target="_blank" rel="noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Goliarda_Sapienza</a></pre>



<p><strong>[Articolo a cura della poetessa Stefania Lucchetti]</strong></p>



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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="V6aandUyUz"><a href="https://www.poetessedonne.it/autoritratti/stefania-lucchetti/">Stefania Lucchetti</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Stefania Lucchetti&#8221; &#8212; Poetesse: Donne Da Ricordare" src="https://www.poetessedonne.it/autoritratti/stefania-lucchetti/embed/#?secret=mJPC2PXHBQ#?secret=V6aandUyUz" data-secret="V6aandUyUz" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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<p></p>
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		<title>Rosaria Scialpi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 19:36:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Autoritratti]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Poetesse Contemporanee]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo vedi bene cosa mi fa il tempo: mi manda alla rovina, mi assassina… però in me sento sempre, nottetempo, un&#8217;anima bambina, adamantina. (Patrizia Valduga) Biografia Scialpi è nata a Taranto nel 1996. Laureata in Lettere moderne con lode, ha scritto articoli per riviste scientifiche, collaborato con testate giornalistiche del territorio pugliese e ha curato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Lo vedi bene cosa mi fa il tempo: mi manda alla rovina, mi assassina… però in me sento sempre, nottetempo, un&#8217;anima bambina, adamantina. (Patrizia Valduga)</p>



<p></p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Biografia</h2>



<p>Scialpi è nata a Taranto nel 1996. Laureata in Lettere moderne con lode, ha scritto articoli per riviste scientifiche, collaborato con testate giornalistiche del territorio pugliese e ha curato la comunicazione di un festival letterario. Fra i suoi scritti: <em><strong>Lembi di verità</strong></em> (L’Erudita, 2022) – vincitore del Premio Saffo poesia giovane e del Premio Troccoli Magna Graecia – e <strong><em>La faglia empirea</em></strong> (Brè Edizioni, 2024). Alcuni suoi racconti appaiono in antologie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da cosa nasce il tuo amore per la poesia?</h2>



<p>Da che ne ho memoria, la poesia ha sempre esercitato su di me un forte ascendente. Non ricordo un tempo in cui non abbia fatto parte della mia quotidianità. L&#8217;ho sempre percepita come la forma più autentica di resistenza in un tempo in cui <strong>tutto è nevrotico dinamismo</strong>, un ritorno a me stessa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">A cosa si ispira la tua poesia?</h2>



<p>La mia poesia è spesso, ma non sempre, di matrice autobiografica. Tuttavia, essa si lascia compenetrare dagli esiti dell&#8217;osservazione del quotidiano divenire della natura, dalle arti tutte (mai percepite suddivise in compartimenti stagni) e soprattutto dalla mitologia, in modo particolare dalle <strong>figure femminili del mito greco</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Hai pubblicato delle sillogi poetiche? Se sì, quali? Dove è possibile acquistarle?</h2>



<p>Sì, ho pubblicato due sillogi poetiche. La prima, quella di esordio, si intitola<strong><em> Lembi di verità </em></strong>(L&#8217;erudita, marchio Giulio Perrone Editore, 2022) ed è ancora possibile acquistarla tramite alcuni store online e durante le mie presentazioni; la seconda, invece, risale al 2024 e si intitola <em>La faglia empirea</em> (Brè Edizioni) ed è possibile acquistarla in libreria, anche su ordinazione, oppure tramite tutti gli store online o la casa editrice.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi sono i tuoi modelli poetici? Tra questi ci sono delle poetesse? Se sì, quali?</h2>



<p>I miei modelli poetici sono molti e fra loro variegati per gusto e tempo e sì, compaiono diverse donne. Le mie figure di riferimento sono da sempre Cesare Pavese, <a href="https://www.poetessedonne.it/italiane/ada-negri/" target="_blank" data-type="post" data-id="1936" rel="noreferrer noopener">Ada Negri</a>, Giacomo Leopardi, Eugenio Montale (in modo particolare quello del primo periodo montaliano), <a href="https://www.poetessedonne.it/greche/saffo-di-lesbo/" target="_blank" data-type="post" data-id="785" rel="noreferrer noopener">Saffo</a>, Salvatore Toma, <a href="https://www.poetessedonne.it/italiane/patrizia-cavalli/" target="_blank" data-type="post" data-id="1707" rel="noreferrer noopener">Patrizia Cavalli</a>, Giacinto Spagnoletti, <a href="https://www.poetessedonne.it/americane/emily-dickinson-riassunto/" target="_blank" data-type="post" data-id="998" rel="noreferrer noopener">Emily Dickinson</a>, Jorge Luis Borges, Archiloco, Francesco Petrarca, Dante Alighieri, Giuseppe Ungaretti , <a href="https://www.poetessedonne.it/greche/nosside-di-locri/" target="_blank" data-type="post" data-id="3481" rel="noreferrer noopener">Nosside di Locri</a>, Patrizia Valduga, Amelia Rosselli e Claudia Ruggeri.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una poesia di Annarita</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Voglio curare questa mia voce<br>senza fretta che la ferita si cicatrizzi.<br>Solo muoversi, senza pesare il tempo<br>dei secondi sempre uguali,<br>guardare all’eterno che perpetua<br>la parola di Cassandra<br>e renderla profezia negli occhi di Tiresia.</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Commento della Poetessa</h2>



<p>In questo componimento lascio emergere la mia necessità di trovare lo spazio per curare la mia voce, espressione autentica della mia essenza e del mio io, senza avere fretta, lasciando quindi che le ferite si cicatrizzino. È per me essenziale, lasciare che il dolore si sedimenti e decanti, evitando di cadere nella trappola della rapidità perversa che, vorace, divora tutto, persino la nostra voce. &#8220;La parola di Cassandra&#8221; <strong>è però anche rappresentante di una voce soppressa</strong>, che vorrebbe fuoriuscire ma a cui non si lascia modo di farlo. Siamo spesso noi stessi a farlo, senza nemmeno che lo facciano gli altri: ci auto-sabotiamo proprio perché non diamo al dolore il tempo di generare la crisi, intesa come forza rigeneratrice del cambiamento, e impediamo così alla nostra vera voce di assumere consapevolezza e librarsi libera. A farle da contraltare c&#8217;è però Tiresia. La mia aspirazione è, dunque, quella di <strong>trasformare questo voce serpentina in una realtà negli &#8220;occhi di Tiresia&#8221;</strong>, le cui profezie si avverano sempre. Tiresia, il veggente cieco, incarna la saggezza e la conoscenza che trascendono il visibile e non si sottomettono alla legge dell&#8217;uomo vile che vorrebbe mettere a tacere Cassandra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché le persone dovrebbero leggere le tue poesie?</h2>



<p>Le persone dovrebbero leggere le mie poesie perché sono dialettica dialogica costante, fra le pagine e i versi, fra le poesie e il lettore e fra me e il lettore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa dicono di te gli altri?</h2>



<p>Da <a href="https://tarantosera.it/2025/02/03/abitare-la-bellezza-critica-di-bruni-a-la-faglia-empirea/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tarantosera</a></p>



<p>&#8220;La poesia di Rosaria Scialpi, nella sua nuova silloge La faglia empirea (Brè Edizioni, 2024), è un territorio di frontiera, un varco tra memoria e confessione, tra esperienza vissuta e linguaggio poetico. Leggerla significa attraversare un paesaggio interiore denso di segni, lacerazioni e ricuciture, in cui ogni parola incide una traccia indelebile nel tempo. Non è solo lessico, non è solo geografia: è ferita e rimedio, segno che permane anche quando sembra invisibile. Scialpi compone <strong>versi che sfidano il silenzio</strong>, come un’onda lontana che rompe l’immobilità per risvegliare ciò che non ha nome (immagine tratta dal libro). La sua poesia si muove con la forza di un mito antico, evocando l’incavo della caverna greca, dove la consapevolezza si fa roccia e memoria incisa. È una poesia che interroga, ma non sempre risponde, lasciando spazio a un dialogo ininterrotto con il lettore, che si trova immerso in un autoritratto di riflessi e richiami.&#8221;</p>



<p>Di <a href="https://www.facebook.com/photo/?fbid=122121681308293825&amp;set=a.122111827796293825" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vincenzo Patierno</a></p>



<p>&#8220;Rosaria, apre uno squarcio, impossibile da ricucire, nel suo animo, donandoci frantumi del suo intimo cielo spirituale, che si compone in opera musiva, composta da vissuto della realtà, spiritualità, terreno e mitologia. Ogni verso è nello stesso tempo <strong>graffio e cucitura </strong>della lacerazione che è in lei, che le permette di avere, nella sua personale identità poetica, i colori di ciò che è oceano.&#8221;</p>



<p>Di <a href="https://www.instagram.com/p/C8uZ1tSI5uV/?igsh=MXZhMGpqaHhmdGNmYQ%3D%3D" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Elisa Giusto</a></p>



<p>La poetessa trasmette coi suoi versi aulici e profondi l&#8217;importanza della Parola, intesa come lògos, che deve quindi essere pensata, pesata e visceralmente amata. È proprio all&#8217;interno della parola poetica, universalmente veritiera perché rivelatoria e misterica al tempo stesso, che possiamo trovare noi stessi e (ri)conoscerci. L&#8217;autrice ci invita a <strong>rileggere ciò che amiamo</strong> per comprenderlo davvero, questo vale sia per i libri, sia per le persone.&#8221;</p>



<p>Da <a href="https://hermesmagazine.it/article/books/lembi-di-verita-di-scialpi-recensione" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Hermes Magazine</a></p>



<p>&#8220;Il titolo non mente: sono dei veri e propri lembi quelli di Rosaria Scialpi. Degli squarci di pelle e vita, scorci che ci lasciano intravedere gli stati d’animo dell’autrice attraverso il filtro della carta stampata. Si tratta di una raccolta di poesie, alcune molto corte, capaci di catturare subito l’attenzione del lettore e di renderlo protagonista. Il linguaggio utilizzato è infatti volutamente semplice, le frasi brevi ed efficaci. Ai sentimenti di Scialpi rispetto alle cose della vita, si alternano pensieri e riflessioni sul mondo che la circonda, sul motivo per cui siamo in vita, sul destino che ognuno di noi si trova ad affrontare. Una silloge introspettiva quindi, che si interroga sui moti interni dell’animo e si rapporta alla realtà esterna attraverso il metro di misura dell’Io. Un primo tentativo efficace e gradevole alla lettura.&#8221; </p>



<p>Da <a href="https://www.ilmondoincantatodeilibri.it/lembi-di-verita-di-rosaria-scialpi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il Mondo incantato dei libri</a></p>



<p>&#8220;L’affascinante viaggio dell’Io continua in questa dolce musicalità e ancora una volta incontriamo il potere dell’immaginazione, grazie al quale la bambina scopre l’altrove. Per “La principessa morta” la luce indica una nuova vita, in cui, libera da coercizioni e umiliazioni, potrà avere sul capo la corona della libertà. E nell’ultima, Bucaneve, la libertà si fonde con la rinascita, la primavera della vita si affaccia e gli anni, ancor pochi, hanno già fornito gli strumenti esperienziali per affrontarla.&#8221; </p>



<h2 class="wp-block-heading">Rosaria consiglia un libro di poesie</h2>



<pre class="wp-block-preformatted">Scelgo giorni necessari, Gabriella Grande</pre>
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		<title>Fadwa Tuqan, poesia è resistenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jan 2026 15:20:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poetesse Palestinesi]]></category>
		<category><![CDATA[Poetesse Contemporanee]]></category>
		<category><![CDATA[Vita e opere]]></category>
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					<description><![CDATA[L’amore era per me una [via di] fuga in cui rifugiarmiper mezzo di esso fuggo dalla mia tragedia. Lui e lei, traduzione di Carolina Massara Fadwa Tuqan o Touqan (Nablus, 1917–2003) è considerata una delle voci più importanti della poesia palestinese del Novecento e una delle prime poetesse a trasformare l’esperienza individuale della donna in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>L’amore era per me una [via di] fuga in cui rifugiarmi<br>per mezzo di esso fuggo dalla mia tragedia.</p>



<p><strong><em>Lui e lei</em></strong>, traduzione di Carolina Massara</p>
</blockquote>



<p>Fadwa Tuqan o Touqan (Nablus, 1917–2003) è considerata una delle voci più importanti della poesia palestinese del Novecento e una delle prime poetesse a trasformare l’esperienza individuale della donna in <strong>linguaggio poetico di resistenza</strong>.<br>La sua opera attraversa quasi un secolo di storia palestinese, intrecciando vicenda personale, condizione femminile e tragedia collettiva.</p>



<p>Come evidenziano gli studi critici, la sua poesia non nasce subito come dichiarazione politica: prende forma inizialmente come <strong>atto di sopravvivenza privata</strong>, per poi diventare, soprattutto dopo il 1967, una voce pubblica e condivisa della resistenza palestinese.</p>



<pre class="wp-block-verse">Nota: Il nome si pronuncia FÀD-wa TÙ-kan</pre>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Biografia</h2>



<p>Settima di dieci figli, Fadwa crebbe in una famiglia tradizionale e patriarcale e trascorse gran parte della giovinezza in una condizione di <strong>reclusione domestica</strong>, privata dell’istruzione formale e della libertà di movimento. Tale condizione la condusse anche a tentare il suicidio.</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>«Sono uscita dal nulla per entrare in un mondo inospitale. Durante i primi mesi di gravidanza mia madre provò a più riprese a disfarsi di me. Ma i suoi tentativi furono vani».</p><cite>Ṭūqān, Fadwā. <em>Le Rocher et la Peine :Mémoires I</em>,&nbsp;trad. fr. di Joséphine Lama e Benoît Tadié, Langues et Mondes, 1997, p. 15.</cite></blockquote></figure>



<p>Fu il fratello Ibrāhīm, poeta e figura centrale del nazionalismo palestinese, ad insegnarle la poesia araba classica e moderna, che diventa presto l’unico spazio possibile di espressione e di costruzione del sé. La critica ha sottolineato come questa esperienza di clausura abbia inciso profondamente sulla sua scrittura, rendendo il tema della <strong>prigionia</strong> uno dei nuclei costanti della sua opera.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le tre fasi della sua poesia</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Prima fase: <em>La poesia della reclusione e della voce interiore</em></h3>



<p><strong>(anni ’30–inizio anni ’40)</strong></p>



<p>Questa fase coincide con la <strong>reclusione domestica</strong> e con l’apprendistato poetico.<br>Le poesie sono intimiste, segnate da solitudine e desiderio di evasione. Nel 39&#8242;, con la morte del fratello, la poetessa perse il suo unico punto di riferimento: in questo periodo il padre iniziò a chiederle di scrivere poesie politiche, quasi per ricordare il figlio perso. </p>



<p>La raccolta <strong>“Waḥdī maʿ al-ayyām”</strong> (<em>Sola con i giorni</em>, 1952) è l&#8217;espressione di questa fase: anche se il volume esce nel 1952, molte poesie risalgono agli anni precedenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Seconda fase: <em>La rinascita, l’eros, la natura</em></h3>



<p><strong>(anni ’40–’60)</strong></p>



<p>Dopo la <strong>Nakba del 1948</strong> (che coincide con l&#8217;anno di morte anche del &#8220;padre-padrone&#8221;), la sua poesia cambia tono: entrano in campo il corpo, il desiderio, la natura come <strong>forze vitali</strong>. Le raccolte <strong>“Wağadtuhā”</strong> (<em>L’ho trovata</em>, 1957), <strong>Dacci amore</strong> (<em>Aʻṭinā ḥubb</em>), 1960 e <strong>Davanti alla porta chiusa</strong> (<em>Amāma l-bāb al-muġlaq</em>), 1967, rientrano in questa fase poetica.</p>



<p>La poetessa in questa nuova fase di emancipazione inizia a viaggiare nel mondo occidentale e incontra anche poeti del calibro di <strong>Salvatore Quasimodo</strong>, che le sussura: <em>“I tuoi occhi sono profondi e tu sei bella!”</em>. La risposta della poetessa fu il componimento <em>Non venderò il suo amore</em>:</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Io, poeta mio, ho nella mia cara patria<br>un innamorato che attende il mio ritorno.<br>È un amato compatriota, del mio paese natio;<br>e tutte le ricchezze del mondo,<br>le stelle luminose e la luna<br>non mi faranno mai perdere il suo cuore<br>o vendere il suo dolce amore.<br>Ma, ciò nonostante, i sentimenti ed i desideri di donna<br>mi fanno battere il cuore gioiosamente<br>al vedere le ombre d’amore negli occhi tuoi<br>e al sentire il loro desideroso invito.<br>Perdona, o caro, l’orgoglio del mio cuore<br>al sentirti bisbigliare dolcemente:<br><em>«I tuoi occhi sono profondi e tu sei bella!»</em></p><cite>al-Nā‘ūrī, ‘Īsā (a cura di), <em>Fadwā Toqan poetessa araba della resistenza</em>, Roma, Lega degli Stati Arabi, s.d.</cite></blockquote></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><em>La poesia della resistenza collettiva</em></h3>



<p><strong>(dal 1967 in poi)</strong></p>



<p>Dopo l’occupazione israeliana del 1967, la vicenda individuale della poetessa si intreccia in modo sempre più esplicito con la storia collettiva del popolo palestinese. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Opere associate a questa fase</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Al-Layl wa-l-fursān</strong> (<em>La notte e i cavalieri</em>, 1969)</li>



<li><strong>ʿAlā qimmat ad-dunyā waḥīda</strong> (<em>Sulla cima del mondo da sola</em>, 1979)</li>



<li><strong><em>Qasā&#8217;id siyāsiyya</em></strong>, (Poesie politiche) 1980</li>



<li><strong>Tamūz wa-shayʾ ākhir</strong> (<em>Tammuz e altro</em>, 1989)</li>



<li><strong>Il divano di Fadwà Ṭūqān</strong> (<em>Dīwān Fadwà Ṭūqān</em>), stampato nel 1978, raccoglie l&#8217;opera poetica completa dal 1952 al 1973</li>
</ul>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Oh quanto è bella la vita, ella pensava,<br>ma questa dolce riflessione<br>viene interrotta da una farfalla<br>caduta improvvisamente a terra;<br>pare che essa voglia salutare la terra<br>con l’estremo, lento battere<br>delle sue ali.<br>Muore immersa nel silenzio,<br>i fiori che le sono attorno non sono pieni di gioia.<br>Sorella mia, cosa è successo?<br>Ti abbandona la rugiada<br>e sei morta nel pieno della vita?<br>Ti hanno forse respinta i fiori?<br>Ti ha privata dell’aria<br>il venticello fresco della collina?<br>Sorella mia, non intristirti!<br>Ci sono io che ti compiango<br>con la tenera e dolce poesia.<br>Forse anch’io morirò come te,<br>dimenticata<br>senza un amico o un compagno che mi conforti.<br>Oh, com’è dura la morte<br>che ci spinge nelle profondità<br>del Nulla!</p><cite>&#8220;La poetessa e la farfalla&#8221;. Maqbūl, Fatẖī, <em>Fadwā Ṭūqān attraverso le sue poesie</em>, Roma, Centro Culturale Arabo 1982, p 18.</cite></blockquote></figure>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Donna e resistenza: una doppia oppressione</h2>



<p>Un elemento centrale della poesia di Tuqan è la <strong>sovrapposizione tra oppressione politica e oppressione patriarcale</strong>.<br>Come evidenziato dagli studi critici, la sua scrittura nasce dall’esperienza di una donna che deve prima conquistare il diritto alla parola, e solo dopo può farne uno strumento di resistenza collettiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Natura e terra come linguaggio poetico</h2>



<p>Nella poesia di Fadwa Tuqan, la <strong>natura non è mai sfondo decorativo</strong>.<br>Terra, fiore, albero, polvere diventano immagini ricorrenti attraverso cui la poetessa esprime appartenenza, speranza ma anche perdita.</p>



<p>In testi come <em>Enough for Me</em> (Mi basta), la morte stessa è immaginata come ritorno alla terra, trasformazione in erba o fiore: una forma di resistenza che continua oltre l’esistenza individuale.</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Mi basta <br>Mi basta morire sulla sua terra, <br>essere sepolto in lei, sciogliermi e dissolvermi nel suo suolo, <br>per poi germogliare come un fiore <br>con cui gioca un bambino del mio paese. <br>Mi basta rimanere <br>nell&#8217;abbraccio del mio paese, <br>stare vicino a lei come un pugno di polvere, <br>un filo d&#8217;erba, <br>un fiore.</p><cite>Tradotto dall&#8217;inglese con DEEPL</cite></blockquote></figure>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Lingua poetica e metafora </h2>



<p>La forza della poesia di Tuqan risiede anche in un uso consapevole della <strong>metafora naturale</strong>, che le permette di dire l’indicibile senza ricorrere alla dichiarazione diretta.<br>La patria diventa corpo, il corpo diventa terra: la resistenza non viene descritta, ma <strong>incarnata nella lingua</strong>.</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Un giorno l’albero risorgerà;<br>sarà più robusto e più alto,<br>e le fronde rinasceranno contro il sole;<br>saranno verdi ancora una volta,<br>sorrideranno le foglie nella luce del sole<br>e ritorneranno un’altra volta gli uccelli;<br>dovranno ritornare ancora una volta gli uccelli;<br>dovranno ritornare;<br>ritorneranno!</p><cite>al-Nā‘ūrī, ‘Īsā (a cura di),<em>Versi di fuoco e di sangue dei poeti arabi della resistenza</em>, Roma, E.A.S.T, s.d. p.70.</cite></blockquote></figure>



<pre class="wp-block-verse"><em>(Per un approfondimento sulla <a href="https://www.poetessedonne.it/guida-alle-figure-retoriche/la-metafora-significato-ed-esempi/" target="_blank" data-type="page" data-id="4950" rel="noreferrer noopener">metafora</a> come figura retorica, vedi la scheda dedicata.)</em></pre>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Perché leggerla oggi</h2>



<p>Leggere Fadwa Tuqan oggi significa ascoltare la storia palestinese da una voce femminile, ccomprendere la poesia come strumento di memoria e resistenza e riconoscere una tradizione poetica spesso marginalizzata nei canoni occidentali.</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Canta, uccello, per noi, dalla prigione,<br>oltre l’umiliazione ed oltre il buio,<br>un orizzonte ancor ricco di sogni,<br>un sole ancora pronto all’agguato.<br>Bianca gloria di luce canta lieto,<br>canta un domani patria ai nostri sogni,<br>vividi sogni canta non perduti.<br>Canta, sì, ché la speranza,<br>è sempre là, la strada ferma e radiosa,<br>anche se attorno a noi<br>s’infittisce la rabbia della notte.</p><cite>Blasone P., Di Francesco T. (a cura di),<em>La Terra più amata. Voci della letteratura palestinese</em>, Roma, il manifesto, 2002, p.35.</cite></blockquote></figure>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Bibliografia</h2>



<pre class="wp-block-verse">Carolina Massara, <em>Motivi di resistenza in alcuni versi di Fadwā Ṭūqān</em>, Università di Catania, a.a. 2017–2018<br><br>Chiara Busca, <em>Fadwā Ṭūqān: poetessa ribelle della Palestina</em>, Università di Bologna, 2014<br><br><em>Poems for Palestine</em> – for distribution, ArabLit, 2023</pre>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p> [L&#8217;immagine in copertina è una rielaborazione con AI della copertina di Le cri de la pierre]
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		<title>Anna Achmatova, poetessa del dettaglio universale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Dec 2025 13:26:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poetesse Russe]]></category>
		<category><![CDATA[Poetesse Contemporanee]]></category>
		<category><![CDATA[Vita e opere]]></category>
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					<description><![CDATA[O arrotolato come un serpentello vicino al cuore, opera sortilegi, o tuba per giorni interi come un colombo sulla bianca finestra (L&#8217;amore, Anna Achmatova) Vita e formazione Anna Andréevna Achmátova [Aḫ-má-to-va], nata Gorenko, nasce a Bol’šoj Fontan (area di Odessa) il 23 giugno 1889 e muore a Mosca il 5 marzo 1966. È una delle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>O arrotolato come un serpentello vicino al cuore, opera sortilegi, o tuba per giorni interi come un colombo sulla bianca finestra</p>



<p>(<strong><em>L&#8217;amore</em></strong>, Anna Achmatova)</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Vita e formazione</h2>



<p><strong>Anna Andréevna Achmátova [Aḫ-má-to-va</strong>]<strong>, </strong>nata Gorenko, nasce a <strong>Bol’šoj Fontan (area di Odessa) il 23 giugno 1889</strong> e muore a <strong>Mosca il 5 marzo 1966</strong>. È una delle voci poetiche più importanti del Novecento russo e, più in generale, del Novecento europeo.</p>



<p>Nasce nell&#8217;area di <strong>Odessa </strong>ma<strong> </strong>si forma a <strong>Pietroburgo</strong>, in un mondo colto e aristocratico destinato a essere travolto dalla storia. Assume lo pseudonimo “Achmatova” perché il padre considerava sconveniente pubblicare versi, quindi decide di non usare il cognome paterno. </p>



<p>Nel 1910 sposa il poeta <strong>Nikolaj Gumilëv</strong> (da cui divorzia nel 1918), con cui avrà il figlio <strong>Lev Gumilëv</strong>; frequenta l’ambiente acmeista e la <strong>“Corporazione dei poeti”</strong>.</p>



<p>La sua vita è segnata dalla repressione sovietica: Gumilëv viene <strong>fucilato nel 1921</strong>; il compagno <strong>Nikolaj Punin</strong> e il figlio <strong>Lev</strong> subiranno arresti e detenzione nei gulag. <strong>Barbero</strong> insiste sul fatto che Achmatova attraversa il secolo “continuando a fare ciò che il fuoco dentro le ordinava: scrivere versi”, fino a capire che la sua voce personale era diventata anche voce collettiva. </p>



<p>Candidata al Nobel (risulta <strong>nominata nel 1965</strong> e anche nel 1966), negli ultimi anni ottiene una <strong>riabilitazione letteraria</strong> e un riconoscimento ufficiale, dopo lunghi periodi di censura.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-9-16 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Anna Achmatova | Debole la mia voce | poesia" width="563" height="1000" src="https://www.youtube.com/embed/zFsijstpPlg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Anna Achmatova e Amedeo Modigliani</h2>



<p>Tra gli incontri più emblematici della giovinezza di <strong>Anna Achmatova</strong> c’è quello con <strong>Amedeo Modigliani</strong>, avvenuto a Parigi nel 1910 durante il viaggio di nozze con Nikolaj Gumilëv. Modigliani si innamorò di lei in modo quasi ossessivo: la ritrasse più volte, anche a distanza di tempo, lavorando spesso a memoria sul suo profilo inconfondibile.</p>



<p><strong>Barbero</strong> racconta che la loro relazione fu breve ma intensissima, consumata in poche settimane tra il 1910 e il 1911, quando Achmatova tornò a Parigi da sola. Di quei disegni molti andarono perduti nel corso degli anni, tra rivoluzione, guerre ed evacuazioni, ma uno solo rimase con lei fino alla vecchiaia. Non un semplice ricordo sentimentale, ma il segno di un momento in cui arte e vita, desiderio e forma, sembrarono coincidere.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Opere principali (con anno)</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>La sera</strong> (<em>Večer</em>, 1912) </li>



<li><strong>Rosario</strong> (<em>Čëtki</em>, 1914)</li>



<li><strong>Lo stormo bianco</strong> (<em>Belaia staia</em>, 1917)</li>



<li><strong>Piantaggine</strong> (<em>Podorožnik</em>, 1921)</li>



<li><strong>Anno Domini MCMXXI</strong> (1922)</li>



<li><strong>Da sei libri / Il salice</strong> (1940)</li>



<li><strong>Requiem</strong> (ciclo scritto tra 1935–1940; pubblicazione integrale in URSS molto più tardi)</li>



<li><strong>Poema senza eroe</strong> (lavorato a lungo; pubblicazioni parziali e tardive) </li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Micro-timeline: censura e riabilitazione</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>1924–1940 | Silenzio forzato</strong><br>Dopo l’ultimo libro del 1924, Anna Achmatova viene progressivamente esclusa dal panorama editoriale sovietico: le sue opere sono giudicate “aristocratiche” e incompatibili con la cultura proletaria dominante.</li>



<li><strong>1935–1940 | Repressione privata e collettiva</strong><br>Il figlio Lev viene arrestato più volte durante le grandi purghe; da questa esperienza nasce <em>Requiem</em>, scritto ma non pubblicabile. <strong>Barbero</strong> sottolinea come qui la sua voce diventi definitivamente quella di un popolo.</li>



<li><strong>1940 | Ritorno parziale alla stampa</strong><br>Dopo sedici anni di censura, alcune poesie tornano a circolare in rivista e in volume: un evento sensazionale nella Russia sovietica. <strong>Barbero</strong> ricorda le code in libreria.</li>



<li><strong>1955–1965 | Riabilitazione ufficiale</strong><br>Con il disgelo post-staliniano viene riammessa nell’Unione degli Scrittori, pubblica <em>Poema senza eroe</em>, riceve riconoscimenti internazionali e torna a essere celebrata come grande voce nazionale.</li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Temi ricorrenti</h2>



<p>Achmatova attraversa due grandi stagioni tematiche, che però comunicano tra loro:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Intimità, amore, perdita, memoria</strong>: i primi libri raccontano il quotidiano emotivo con precisione quasi teatrale. <strong>Barbero</strong> legge proprio questa fase come “la voce della ragazzina frivola” che però, presto, non basta più a contenere la Storia.</li>



<li><strong>Storia, dolore collettivo, testimonianza</strong>: con le purghe staliniane la poesia diventa un luogo di resistenza morale. In <strong>Requiem</strong> la voce individuale si trasforma in coro: code davanti alle carceri, madri e mogli, l’attesa come forma di tortura. </li>
</ol>



<p>In controluce resta una costante: una <strong>dimensione etica e quasi religiosa della parola</strong>, dove la poesia non è ornamento ma necessità.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Stile e poetica</h2>



<p>Il suo stile è riconoscibile per:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>linguaggio netto e diretto</strong>, privo di compiacimento;</li>



<li><strong>economia espressiva</strong> (poche immagini, ma definitive);</li>



<li>il cosiddetto “<strong>dettaglio achmatoviano</strong>” di Ettore Lo Gallo: un gesto minimo, un oggetto, un’ombra che reggono un intero racconto sentimentale.</li>
</ul>



<p><strong>Barbero</strong> evidenzia anche un dato culturale: nella tradizione russa novecentesca la poesia resta spesso <strong>metrica e in rima</strong>, e Achmatova scrive versi dove la musica interna è parte della forza testimoniale. </p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Non sarai più tra i vivi,<br>non puoi rialzarti dalla neve:<br>ventotto colpi di baionetta,<br>cinque d&#8217;arma da fuoco.<br><br>Che amara veste nuova<br>cucivo per l&#8217;amico&#8230;<br>Ghiotta, ghiotta di vivo<br>sangue è la terra russa.</p><cite>Traduzione di Raissa Naldi, &#8220;Non sarai più tra i vivi&#8221;</cite></blockquote></figure>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Premi e riconoscimenti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Nomination al <a href="https://www.poetessedonne.it/magazine/didattica/donne-vincitrici-nobel-letteratura/" target="_blank" data-type="post" data-id="3132" rel="noreferrer noopener">Premio Nobel</a> per la Letteratura (1965; anche 1966)</strong>.</li>



<li><strong>Riconoscimenti e viaggi in tarda età</strong>: <strong>Barbero</strong> ricorda il ritorno di prestigio ufficiale e i viaggi (Italia, Oxford) come segnali di una riabilitazione ormai pubblica.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">La morte e l’eredità</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Anna Achmatova muore <strong>il 5 marzo 1966</strong>, a <strong>Mosca</strong>, dopo una vita attraversata da persecuzioni, silenzi forzati e tardivi riconoscimenti. Negli ultimi anni era ormai una figura centrale della poesia russa: visitata dai giovani poeti di Leningrado, tra cui <strong>Iosif Brodskij</strong>, che la considerava una maestra e un punto di passaggio obbligato.</li>



<li><strong>Barbero</strong> sottolinea il paradosso finale della sua esistenza: dopo essere sopravvissuta alle purghe, alla guerra, ai gulag che avevano inghiottito i suoi affetti più cari, Achmatova viene infine riconosciuta come patrimonio culturale nazionale. Ma la sua vera eredità non è istituzionale: è la parola poetica come testimonianza.</li>



<li>Una parola capace di custodire la memoria quando la storia ufficiale tace, e di dare voce, come scrisse lei stessa, a “un popolo di cento milioni”.</li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Rilevanza e impatto oggi</h2>



<p>Achmatova è una figura chiave perché unisce due funzioni raramente compatibili:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la <strong>poeta dell’io</strong> (amore, desiderio, ferita privata),</li>



<li>e la <strong>poeta della comunità</strong> (Requiem come memoriale del terrore).</li>
</ul>



<p>Per questo oggi è letta non solo come autrice letteraria, ma come <strong>testimone storica</strong>: la sua scrittura mostra come l’esperienza femminile del Novecento, tra attesa, lutto, paura, cura, fame, sopravvivenza,  possa diventare forma alta senza perdere concretezza. <strong>Barbero</strong> la definisce in sostanza una voce che, a un certo punto, si accorge di parlare “con la bocca di un popolo”. </p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Il nostro sacro mestiere<br>esiste da millenni.<br>Con lui al mondo non occorre luce:<br>ma nessun poeta ha detto ancora<br>che la saggezza non esiste, che non esiste vecchiezza,<br>e forse nemmeno la morte.</p><cite>Traduzione di Raissa Naldi, &#8220;Il nostro sacro mestiere&#8221;</cite></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Bibliografia</h2>



<pre class="wp-block-verse">Raissa Naldi, Anna Achmatova. Poesie, La vita felice<br><br>Alessandro Barbero, “Anna Achmatova”, terza conferenza del ciclo Donne nella storia, Grattacielo Intesa Sanpaolo, Torino, 19 novembre 2020 (YouTube). <a href="https://www.youtube.com/watch?v=Br-JSmMDcq0&amp;utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">YouTube</a><br><br><a href="https://www.britannica.com/biography/Anna-Akhmatova" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Britannica</a>, Anna Akhmatova<br><br><a href="https://en.gariwo.net/righteous/soviet-totalitarianism/anna-akhmatova-7540.html" target="_blank" rel="noopener">Gariwo</a>, Anna Akhmatova, the poet of dissent</pre>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>Immagine in copertina, modificata: <a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Akhmatova.jpg" target="_blank" rel="noopener">M.Nappelbaum</a>, <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0" target="_blank" rel="noopener">CC BY-SA 4.0</a>, via Wikimedia Commons</p>



<p></p>
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		<title>Natasa Butinar</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Dec 2025 17:47:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Autoritratti]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Poetesse Contemporanee]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Sopra un cristallo azzurro giocava al fiume la mia anima&#8230;&#8221; F.G.Lorca Biografia Natasa Butinar è nata a Rijeka (Croazia) il 19 febbraio 1971. Negli anni &#8217;90 lascia la casa natia e si trasferisce in Italia dove vive ancora oggi (Adria, Veneto). Ha iniziato a scrivere all&#8217;età di 15 anni. Oggi le sue poesie fanno parte [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>&#8220;Sopra un cristallo azzurro giocava al fiume la mia anima&#8230;&#8221;</p>



<p><strong> F.G.Lorca</strong></p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Biografia</h2>



<p>Natasa Butinar è nata a <strong>Rijeka (Croazia)</strong> il 19 febbraio 1971. Negli anni &#8217;90 lascia la casa natia e si trasferisce in Italia dove vive ancora oggi (Adria, Veneto). Ha iniziato a scrivere all&#8217;età di 15 anni. Oggi le sue poesie fanno parte di numerose antologie tra cui poniamo l&#8217;accento su: </p>



<ul class="wp-block-list">
<li>e-book &#8220;Tra le braccia di Caronte&#8221; a cura di Isabella Teresa Kostka 2015 </li>



<li>la prestigiosa &#8220;Antologia di poeti contemporanei dei Balcani&#8221; edita da LietoColle 2019 </li>



<li>nel 2016 pubblica la raccolta di poesie bilingue croato / italiano &#8220;Elefante Bianco / Bijeli Slon&#8221; (Hrvatsko književno društvo) </li>



<li>2021 porta &#8220;Lettere d&#8217;amore&#8221;, un&#8217;antologia pubblicata da Kimerik e &#8220;Il nostro parlare di santi&#8221; l&#8217;antologia religiosa pubblicata da Esilibri. </li>



<li>2022 Momenti/Trenuci bilingue croato/italiano (Besjeda) </li>



<li>2024 Centootto (autopublicazione su Amazon) Traduttrice e collaboratrice per il Festival Internazionale di Poesia &#8220;Pero Živodraga Živkovića&#8221; organizzato dal poeta Emir Sokolović e patrocinato dall&#8217;Ambasciata d&#8217;Italia a Sarajevo.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Da cosa nasce il tuo amore per la poesia?</h2>



<p>Dalla voglia di dare una vita propria alla voce interiore attraverso le parole scritte.</p>



<h2 class="wp-block-heading">A cosa si ispira la tua poesia?</h2>



<p>A tutto ciò che mi ha emozionato durante la vita che ho vissuto e vivo , in senso positivo e negativo. La natura , l&#8217;amore, sogni&#8230;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Hai pubblicato delle sillogi poetiche? Se sì, quali? Dove è possibile acquistarle?</h2>



<p>&#8220;Elefante Bianco / Bijeli Slon&#8221; (bilingue italiano/croato), &#8220;Momenti/Trenuci&#8221; (bilingue italiano/croato), &#8220;Centootto&#8221;(italiano) &#8211; Amazon.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi sono i tuoi modelli poetici? Tra questi ci sono delle poetesse? Se sì, quali?</h2>



<p>Non ho un modello poetico. Leggo volentieri la poesia di ogni genere perché ogni poeta secondo me ha una musica interiore che lo accompagna mentre scrive e cosi anche io . A volte questa musica esige la poesia scritta in rima, a volte è verso libero.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una poesia di Natasa</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Non ero in errore<br>prima di nascere.<br>Non vestitemi<br>con il vostro peccato.<br>Avrò tempo per scegliere<br>l’abito su misura da me stessa creato.</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Commento della Poetessa</h2>



<p>Si commenta da sola, credo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché le persone dovrebbero leggere le tue poesie?</h2>



<p>Per scoprire o riscoprire le prospettive della propria natura che magari non sapevano di possedere o si sono dimenticati di avere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa dicono di te gli altri?</h2>



<p>Dal blog <a href="https://oltrescrittura.blogspot.com/2024/11/la-nuova-raccolta-poetica-di-natasa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Oltrescrittura</a>:</p>



<p>&#8220;<em>Natasa fonde passione e turbamento regalandoci versi schietti che ci portano nel suo mondo variegato in cui emerge forte tutta la sua spiritualità. La poetessa sa coglier nella natura l’essenza della vita, e denuncia il malvagio, la stupidita umana, invoca il suo Dio sperando nella sua misericordia…un urlo silenzioso…</em>&#8221; Monica Pasero</p>



<h2 class="wp-block-heading">Natasa consiglia un libro di poesie</h2>



<pre class="wp-block-preformatted">"Sulla soglia dell'infinito" di  Alfredo Alessio Conti </pre>
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		<title>Antonella Tamiano</title>
		<link>https://www.poetessedonne.it/autoritratti/antonella-tamiano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2025 19:20:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Autoritratti]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Poetesse Contemporanee]]></category>
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					<description><![CDATA[La poesia ti prende la mano e ti conduce in uno spazio senza confini. Un viaggio che profuma di bianche gardenie, dove il cuore pulsa incostante e l&#8217;anima si fa leggera. Antonella Tamiano Biografia Antonella Tamiano pittrice, scrittrice e poetessa leccese. Laureata in Beni Culturali, ha lavorato in diverse scuole come docente di Lettere alle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>La poesia ti prende la mano e ti conduce in uno spazio senza confini. Un viaggio che profuma di bianche gardenie, dove il cuore pulsa incostante e l&#8217;anima si fa leggera. </p>



<p><strong>Antonella Tamiano</strong></p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Biografia</h2>



<p>Antonella Tamiano pittrice, scrittrice e poetessa leccese. Laureata in Beni Culturali, ha lavorato in diverse scuole come docente di Lettere alle medie e nella realizzazione di progetti, sullo studio dell’arte e sulla scrittura creativa. <strong>Ha pubblicato diversi libri: </strong>il libro “EmorA da uno stivale all’altro” nel 2014 romanzo sentimentale. Una silloge di poesie “Di…Versi In…Versi”, nel 2015. Il bioromanzo “L’essenza di Etra” nel 2016 che racconta la storia vera di un artista contemporaneo in chiave romanzata. Il libro “Come frammenti di stelle” nel 2017, otto racconti declinati al femminile, storie di riscatto e resilienza. Il romanzo giallo “Silenziosi riflessi di un’artista minore” nel 2019. “Nerina giramondo” nel 2020, favola per bambini. “Danza su pelali di rosa” nel 2021 con S. Giampà e suor G. Colombo, silloge poetica di carattere religioso. “Rose rosse e versi d’amore” nel 2023 silloge poetica d’amore. Molti dei suoi racconti e poesie sono presenti in antologie di carattere nazionale e internazionale. Le sue opere poetiche sono state tradotte in diverse lingue, alcune sono state scelte a far parte dell’antologia poetica Entre Canibales, Ser Seres Ediciones, Buenos Aires, nel 2018. I suoi libri sono stati adottati nelle scuole come testi di lettura. Ha ottenuto diversi premi e trofei, nella narrativa e nella poesia alcuni dei quali: il premio alla carriera “Gran Galà Cultura Rende… In Versi” 2019. Il <strong>premio “G.G. Belli XXX 2018”</strong> al Campidoglio a Roma, per la narrativa edita classificandosi al 1° posto. Il prestigioso premio “Books for peace” a palazzo Cesi in Vaticano classificandosi al 1° posto in tre edizioni: nel 2018 con il libro “Come frammenti di stelle”, nel 2020 con il libro “Silenziosi riflessi” e nel 2021 con la favola “Nerina giramondo”. Ha partecipato alla trasmissione televisiva di <strong>Marzullo su Rai 1</strong> e su altre trasmissioni locali promuovendo i suoi libri con successo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da cosa nasce il tuo amore per la poesia?</h2>



<p>La poesia è un prolungamento del mio essere, è vita, <strong>pane che mi nutre quotidianamente</strong>. Attraverso la poesia riesco ad esprimere i miei umori, i miei stati d&#8217;animo, ciò che sono.</p>



<h2 class="wp-block-heading">A cosa si ispira la tua poesia?</h2>



<p>La mia poesia si ispira e ciba di tutto ciò che fa parte della vita. In <strong>particolar modo per l&#8217;amore</strong>, quello universale che abbraccia la mia terra, la bellezza per il creato, l&#8217;amore per l&#8217;amato, per gli affetti più cari ecc. Compongo i miei versi leggendo tra le pieghe più profonde del mio cuore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Hai pubblicato delle sillogi poetiche? Se sì, quali? Dove è possibile acquistarle?</h2>



<p>La prima silloge dal titolo &#8220;<strong>Di VERSI&#8230; IN VERSI&#8221;</strong> pubblicata nel 2015, la seconda silloge dal titolo &#8220;<strong>ROSE ROSSE E VERSI D&#8217;AMORE</strong>&#8221; pubblicata nel 2023. Diverse le antologie contengono le mie poesie, sia in Italia che all&#8217;estero come: un&#8217;antologia pubblicata nel 2018 in America a Buenos Aires, all&#8217;interno le mie liriche in spagnolo e in lingua italiana dal titolo <strong>&#8220;ENTRE CANIBALES&#8221;</strong>. Un&#8217;antologia pubblicata nel 2019 in Francia a Ville de Pollestres, dal titolo <strong>&#8220;RECUEIL DE POEMES&#8221;</strong> con le mie opere poetiche in francese e in italiano. I libri si possono acquistare online su: Amazon, Libreria Universitaria, Feltrinelli, Mondadori ecc. E&#8217; possibile anche ordinare direttamente in libreria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi sono i tuoi modelli poetici? Tra questi ci sono delle poetesse? Se sì, quali?</h2>



<p>Sono diversi i poeti che apprezzo e leggo con gioia, come <a href="https://www.poetessedonne.it/italiane/alda-merini/" data-type="post" data-id="3351">Alda Merini</a>, Pablo Neruda, Jacques Prévert, Cesare Pavese, <a href="https://www.poetessedonne.it/americane/emily-dickinson-riassunto/" data-type="post" data-id="998">Emily Dickinson</a> e Gianni Rodari.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una poesia di Antonella</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Le mie labbra sulla tua fronte<br>in una notte di fine estate.<br>Il sottofondo, le note della pizzica<br>per le vie di un paese in festa,<br>si diffondono nell’aria<br>che non allenta la calura.<br>Mi accarezza, mi accompagna<br>il ricordo del tuo sguardo,<br>piegato su quella spoletta.<br>Le tue mani abili e laboriose,<br>il volto assorto a cucire centrini, pizzi di finitura e merletti.<br>Quanto amore e dedizione, verso la tua arte<br>che narra un pezzo della mia storia.<br>La cassapanca dove riponevi i tuoi pregiati lavori<br>al chiacchierino, al tombolo e<br>un nodo alla gola mi preme dentro.<br>Quante storie allegre allietavano<br>i lunghi pomeriggi estivi, che divertita<br>mi raccontavi da bambina.<br>L’eco delle nostre risa,<br>si mescolava all’odore di buono<br>delle pastarelle fatte in casa.<br>Le guance rigate dalla nostalgia e<br>le mie labbra sulla tua fronte.<br>Le tue mani ruvide,<br>le stringo forte al cuore mio che urla,<br>singhiozza il tuo nome,<br>nella notte della Taranta.</p>



<p><strong>“Il volto della taranta”</strong></p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Commento della Poetessa</h2>



<p>Da salentina racconto delle mie radici, le tradizioni della mia terra, della vecchina che ricama la dote. La musica del mio Salento che accarezza i ricordi di una giovane donna che porta nel cuore squarci dell&#8217;infanzia e l&#8217;amore per quella nonna che ha perduto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché le persone dovrebbero leggere le tue poesie?</h2>



<p>Nelle mie poesie racconto la vita così com&#8217;è, <strong>la vita che si veste di speranze e abbraccia i sogni</strong>. La mia poesia è reale, autentica, tormentata da dolci attese e soprattutto sa essere spontanea.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa dicono di te gli altri?</h2>



<p><strong>Prefazione della silloge poetica &#8220;Rose rosse e versi d&#8217;amore&#8221; scritta dal docente di lettere classiche, il professore Francesco Calabrese</strong></p>



<p><em>Il mistero più grande ed insondabile per l&#8217;uomo è l&#8217;amore. Le parole non riescono a definirlo, è qualcosa di sfuggente, che si spiega solo nella spontaneità delle azioni. La poesia da sempre ha rappresentato la forma d&#8217; arte più vicina ad interpretarne il recondito linguaggio. La magia dei versi tenta di comprendere l&#8217;incantesimo. Tuttavia le parole non bastano, sono gli sguardi ad avere la meglio, i silenzi hanno un&#8217;eloquenza maggiore. Anima e corpo sono le due corde vibranti, che ne scandiscono il ritmo. Se pensiamo alla nostra grande letteratura, l&#8217;innamoramento costituiva il massimo della potenza che ogni poeta potesse raggiungere. L’amor cortese per i rimatori siciliani era un’esperienza mistico-sensuale, per lo stilnovo un momento di elevazione spirituale, oltre che di struggimento. Nella classicità uno dei poeti più significativi è stato Catullo.</em></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em> I suoi versi si rivelano di grande contemporaneità, perché riescono a descrivere tutte le emozioni vissute dagli amanti. Catullo è follemente innamorato di Lesbia, giunge ad una tale estasi da dire: &#8220;da mihi basia mille&#8221;, vive una passione che lo travolge e talvolta lo distrugge. Viene da chiedersi il perché di tutto questo. </em></p>
</blockquote>



<p><em>La risposta è intrinseca all&#8217;uomo ed al suo desiderio di infinito e di vita. L&#8217;uomo ama per sconfiggere l&#8217;oblio. Altra fonte autorevolissima per dissertare sull&#8217; eros è il simposio di Platone. Esso è qualcosa di celestiale che deve contribuire all&#8217; elevazione dell&#8217;anima. L&#8217;amante si riflette nell&#8217;amato e si prepara ad effettuare un grande volo, è un incontro voluto dal destino. gli amanti nell&#8217; attimo inesauribile sono certi di essersi incontrati già in un’altra vita. L&#8217;amore è senza tempo e non smette di interrogare anche i poeti contemporanei come Antonella. La sua scrittura è potente, vibrante, riesce a parlare per immagini. Leggere i suoi componimenti è come ammirare un quadro. Si rimane incantati dinanzi ad una sapiente armonia di colori con la certezza di essere in una dimensione affascinante. Le sue poesie rappresentano un crescendo, il loro ritmo è incalzante. I versi sono il riflesso di un cuore intrepido e sempre alla ricerca. Sono scintille in grado di far divampare le fiamme delle emozioni. Antonella esplora il lessico del cuore con termini dal profondo carattere evocativo. L&#8217;amore domina i pensieri, si esprime in profumi barocchi. Questa espressione è di grande impatto, caratterizza il Genius loci dell’autrice: il Salento e le sue poetiche atmosfere. </em></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>L&#8217;amore è &#8220;sentimento che non ha fine&#8221;, è &#8221; un attimo che coinvolge gli occhi&#8221;. Le membra avvolte dalla luna sono come &#8220;anime danzanti&#8221;, che si intrecciano in un caleidoscopio di indecifrabili emozioni. L&#8217;amore è musica, sinfonia, voglia e desiderio di annullare il tempo, perché il brivido lungo la schiena è l&#8217;eterno presente. In questi versi emerge la vera sostanza dell’uomo: l&#8217;esser fatto di desideri. È un cercare dalle stelle, proprio come suggerisce il termine. </em></p>
</blockquote>



<p><em>C&#8217;è anche la nostalgia, parola che nell&#8217;antica lingua greca indica il &#8220;dolore del ritorno&#8221;.Le rose rosse danno il titolo all&#8217;opera, hanno una forza espressiva senza limiti e rappresentano la vittoria sul deserto, che solo uno spirito amante può creare. Innamoratevi di questi versi.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading">Antonella consiglia un libro di poesie</h2>



<pre class="wp-block-preformatted">"Un anno di poesia" di Bernard Friot, un volume allegro e divertente che consiglio anche alle nuove generazioni che si vogliono avvicinare a questo magico mondo che è la poesia. Un dono che mi è stato fatto da una cara collega e docente di materia.</pre>



<p></p>
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		<title>Stefania Lucchetti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Oct 2025 13:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Autoritratti]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Poetesse Contemporanee]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Se potrò impedire ad un cuore di spezzarsi Non sarò vissuta invano Se potrò alleviare la sofferenza di una vita O smorzare un dolore [..] Non sarò vissuta invano&#8221; (Emily Dickinson) Biografia Ho iniziato a scrivere poesie all’età di 7 anni, raccogliendole in un quaderno blu che mi ha accompagnata in tutti i trasferimenti della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>&#8220;Se potrò impedire ad un cuore di spezzarsi Non sarò vissuta invano Se potrò alleviare la sofferenza di una vita O smorzare un dolore [..] Non sarò vissuta invano&#8221; (<a href="https://www.poetessedonne.it/americane/emily-dickinson-riassunto/" data-type="post" data-id="998">Emily Dickinson</a>)</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Biografia</h2>



<p>Ho iniziato a scrivere poesie all’età di 7 anni, raccogliendole in un quaderno blu che mi ha accompagnata in tutti i trasferimenti della mia famiglia dovuti alla carriera militare di mio padre. Dopo il diploma in Italia e gli studi giuridici a Milano, ho intrapreso una carriera nel diritto internazionale. Nonostante le sfide di una professione intensa, <strong>non ho mai abbandonato la scrittura.</strong> Negli anni, ho anche conseguito una laurea in psicologia clinica, guidata dalla mia passione per le emozioni umane e la mente. La mia scrittura ha vissuto pause e riprese, spesso dettate dagli alti e bassi della vita. Da ultimo, <strong>una nuova ispirazione mi ha riportata alla poesia</strong>. Credo che l’arte abbia il potere di attenderci e risvegliarsi quando siamo pronti. Ho riaperto quella porta creativa, lasciando che idee e emozioni fluiscano e diano nuova vita alle mie parole.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da cosa nasce il tuo amore per la poesia?</h2>



<p>Dalla capacità della poesia di convogliare emozioni e pensieri universali e personali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">A cosa si ispira la tua poesia?</h2>



<p>A emozioni e pensieri eccezionali e quotidiani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Hai pubblicato delle sillogi poetiche? Se sì, quali? Dove è possibile acquistarle?</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Macchie di caffé sui miei libri (editore Albatros Il Filo) </li>



<li>La poesia è cyberpunk (Albatros, 2025)</li>



<li>Pomeriggi di amore sospeso (Albatros, 2025)</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Chi sono i tuoi modelli poetici? Tra questi ci sono delle poetesse? Se sì, quali?</h2>



<p>Tutto è un modello e un&#8217;ispirazione per me. Amo molto <a href="https://www.poetessedonne.it/americane/emily-dickinson-riassunto/" data-type="post" data-id="998">Emily Dickinson</a> tra le poetesse.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una poesia di Stefania</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>E quindi finisce<br>e tutto ciò che rimane<br>è l’amore che lasciamo nei cuori di chi ci ha conosciuti.<br>Il significato della vita è la vita stessa</p>



<p><strong>Il significato</strong></p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Commento della Poetessa</h2>



<p>La poesia &#8220;Il Significato&#8221; contenuta in &#8220;Macchie di caffé sui miei libri&#8221; nasce dall&#8217;esigenza di sondare il confine tra la vita e la morte. E&#8217; una poesia che esplora la natura effimera dell&#8217;esistenza: di fronte all’inevitabilità della fine, l&#8217;amore si rivela come l&#8217;unica eredità in grado di trascendere la morte. È un componimento che richiama una visione essenzialmente minimalista, invitando a cogliere il senso della vita non in un’ottica concreta, né in un ideale astratto o trascendente, ma nel semplice atto di vivere. <strong>La vita possiede già in sé un significato completo</strong>: ogni momento vissuto appieno costituisce di per sé un valore, un senso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché le persone dovrebbero leggere le tue poesie?</h2>



<p>Le mie poesie invitano a pensare e riflettere sulle emozioni della vita quotidiana, a rendere ogni esperienza unica e universale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa dicono di te gli altri?</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Dalla Prefazione a cura di Josy Monaco</h3>



<p><em>[…] Macchie di caffè sui miei libri racconta i mille volti della creatività femminile, quella di un’anima bella che ha trasformato gli appunti e i sogni custoditi in un vecchio quaderno blu in diamanti fatti di parole. Mi piace pensare che le goccioline di caffè presenti nel quaderno di Stefania Lucchetti siano di misura e forma diversa e che alcune di esse circoscrivano frasi e parole che evidenziano i temi portanti di questa raccolta. Dico questo perché leggere i componimenti dell’autrice è stata per me un’esperienza indimenticabile e sono sicura che lo sarà anche per te che stai per immergerti in queste pagine. Dal titolo alla conclusione, attraverso ogni componimento che leggerai, avrai la sensazione di sentire il profumo avvolgente dei tanti caffè che l’autrice ha consumato nei momenti dedicati alla scrittura tra ricordi, emozioni e ogni minima sfumatura che alimenta la sua elegante sensibilità, grazie alla quale riesce a gestire le tante maschere che indossiamo, spesso in maniera inconsapevole: quella del viaggiatore, dell’innamorato, del genitore, del nostalgico, del sognatore, di chi sa che non è mai troppo tardi per intraprendere le strade del cuore, quelle dove ci sentiamo al sicuro e che per l’autrice corrispondono all’arte in ogni su a forma. […]</em></p>



<h2 class="wp-block-heading">Stefania consiglia un libro di poesie</h2>



<pre class="wp-block-preformatted">Emily Dickinson, Poesie</pre>



<p></p>
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		<title>Raffaella Rossi</title>
		<link>https://www.poetessedonne.it/autoritratti/raffaella-rossi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Oct 2025 18:35:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Autoritratti]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Poetesse Contemporanee]]></category>
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					<description><![CDATA[Duro intelligere e morbido sentire il peggio che ci possa capitare. Patrizia Cavalli Biografia Raffaella Rossi nasce ad Avellino nel 1983. Vive in un paese di provincia dove svolge la professione di insegnante. Nel 2011 ha pubblicato una raccolta poetica dal titolo “Stagioni e Riti”. Tra le sue ultime pubblicazioni si ricordano Epidermide rara (Eretica [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-style-default is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Duro intelligere e morbido sentire il peggio che ci possa capitare. </p>



<p><a href="https://www.poetessedonne.it/italiane/patrizia-cavalli/" data-type="post" data-id="1707">Patrizia Cavalli</a></p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Biografia</h2>



<p>Raffaella Rossi nasce ad Avellino nel 1983. Vive in un paese di provincia dove svolge la professione di insegnante. Nel 2011 ha pubblicato una raccolta poetica dal titolo <strong>“Stagioni e Riti”</strong>. Tra le sue ultime pubblicazioni si ricordano <strong>Epidermide rara (Eretica 2023) e Ipotermia (Delta 3 edizioni 2024)</strong>. Dal 2007 si occupa di anche di poesia visiva. Le sue poesie sono presenti nei principali blog e riviste di poesia italiana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da cosa nasce il tuo amore per la poesia?</h2>



<p>È la mia forma di dialogo preferito, <strong>non so pensare a Raffaella senza poesia</strong>. Io e la mia poesia siamo in perfetta simbiosi. La poesia mi completa e mi allarga gli orizzonti, mi plasma, mi fa rinascere ogni volta sotto varie e altre sembianze, per me tutto ha un senso poetico, anche l’aria che respiro. Mi sento infinita con la poesia, senza limiti, senza confini. La poesia è una specie di sogno che si vitalizza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">A cosa si ispira la tua poesia?</h2>



<p>La vita mi ispira, il tempo che passa, i ricordi, le persone importanti, anche il mio lavoro. Tutto ciò che mi circonda diventa fonte d’ispirazione: se sto bevendo un bicchiere d’acqua riesco subito a percepire che non è solo acqua<strong> ma c’è un mistero,</strong> qualcosa che mi sta parlando e devo assolutamente materializzarlo su carta. Certo che la fantasia e i sogni sono importanti per il poeta, la routine quotidiana è deleteria per tutti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Hai pubblicato delle sillogi poetiche? Se sì, quali? Dove è possibile acquistarle?</h2>



<p>Sì, per me pubblicare è importante, è un momento di condivisione; da ragazzina era un sogno, quindi ho realizzato qualche sogno. Già nel 2011 ho raccolto vecchie poesie in una silloge dal titolo <strong>Stagioni e Riti</strong>. Le recenti pubblicazioni sono <strong>Epidermide rara, Eretica edizioni 2023 e Ipotermia</strong>, Delta 3 edizioni 2024. Vorrei pubblicare ancora. Si trovano nelle librerie e negli stores digitali delle case editrici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi sono i tuoi modelli poetici? Tra questi ci sono delle poetesse? Se sì, quali?</h2>



<p>Ho tanti modelli poetici, sono cresciuta con Cesare Pavese, <a href="https://www.poetessedonne.it/italiane/alda-merini/" data-type="post" data-id="3351">Alda Merini</a>, Eugenio Montale, Ungaretti, tutti i grandi della poesia italiana mi affascinano. Leggo tutto, e poi scelgo chi rileggere: Goliarda Sapienza, Donatella Bisutti, Beatrice Zerbini, Franca Alaimo, Thierry Metz, <a href="https://www.poetessedonne.it/magazine/libri/pane-del-bosco-di-chandra-candiani-recensione/" data-type="post" data-id="3004">Chandra Livia Candiani</a>, la <a href="https://www.poetessedonne.it/americane/emily-dickinson-riassunto/" data-type="post" data-id="998">Dickinson</a>, ho citato qualche poeta e poetessa che rileggo spesso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una poesia di Raffaella</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Prendere in prestito il dolore degli altri<br>non è come ristorarsi con l’acqua<br>si beve dal calice amaro<br>come nel Getsemani<br>(lo allontani il Padre se vuole)<br>ma è viscerale per me essere umana,<br>è l’accordo segreto tra me e il cielo<br>è la truffa che mi ha indebitata<br>devo pagare la solitudine che mi hai lasciato.<br>Così oggi mi mortifica anche la cipolla in cucina<br>chiede perdono per provocarmi il pianto,<br>sono io a chiederle perdono se dovrò dividerla<br>e mi perdonino tutti se a volte<br>non sono stata sufficientemente garbata<br>se mi ferisce l’occhio addormentato degli altri.<br>Il calice è pure il mio<br>ma dall’orlo già sporco<br>beve solo chi non ha paura</p>



<p><strong>tratta da Ipotermia</strong></p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Commento della Poetessa</h2>



<p>Devo riprendere la citazione iniziale della Cavalli : “duro intelligere e morbido sentire, il peggio che ci possa capitare”, <strong>è la mia visione del mondo</strong>, purtroppo, perché è una visione che spesso porta dolore. Il pensiero che non ti guarda in faccia ma è così duro da dover indagare fino all’osso e scorticarlo, anche se fa male. E poi c’è il sentire morbido, quello che accoglie il dolore degli altri e lo leviga, lo smussa e ti provoca nuovamente una ferita, per essere troppa umana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché le persone dovrebbero leggere le tue poesie?</h2>



<p>Una volta ho detto “siamo tutti sulla stessa barca”, lo ribadisco, siamo tutti sulla stessa barca… perciò dovrebbero leggermi. A parte gli scherzi, leggere il poeta della porta accanto è importante perché ti avvicina al mondo della poesia che a molti è sconosciuto. Ci rendiamo conto così che <strong>la poesia non è sconosciuta ma vive ovunque</strong>, anche al supermercato, a scuola e in ufficio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa dicono di te gli altri?</h2>



<p><strong>Mi ha colpito una recensione per Epidermide rara su<em> <a href="https://scritturaviva.altervista.org/raffaella-rossi-epidermide-rara-scritturaviva-la-voce-del-recensore/" target="_blank" rel="noopener">Scrittura viva</a>:</em></strong></p>



<p><em>c’è una parte in cui ho letto “ L’autrice non cerca gloria, visibilità, autoproclamazione, come purtroppo accade a molti autori che nel cammino poetico si smarriscono lasciandosi ammaliare da ciò che snatura il senso stesso della poesia. Ella lascia il segno delle sue impronte abdicando all’unica ragione che spinge i poeti a proferire: svelare la propria anima senza alcun fine se non quello di donare amore, di comunicarlo in tutte le sue sfaccettature. E il suo è un disvelamento autentico, profondo, vibrante.” </em></p>



<p><strong>Melania Valenti su <a href="https://finestrelama.blogspot.com/2024/06/melania-valenti-su-ipotermia-di.html" target="_blank" rel="noopener">Finestre</a>, L’irregolare (riferito ad Ipotermia): </strong></p>



<p><em>“Tuttavia, le sue poesie non si limitano a rappresentare il dolore dei vinti; c&#8217;è un desiderio di guarigione e di ritrovare calore e connessione con il mondo. Questo dualismo tra sofferenza e speranza è, a mio parere, un elemento chiave della raccolta, quell’elemento che si snoda durante la lettura delle singole liriche e che offre al lettore un margine di speranza pur nei momenti in cui la parola raggiunge punte di sofferenza notevoli” </em></p>



<p>Non voglio appesantire l’intervista, mi fermo e dico grazie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Raffaella consiglia un libro di poesie</h2>



<pre class="wp-block-preformatted">Mmm che domanda difficile, consiglio Ancestrale di Goliarda Sapienza, l’ho amato quel libro, tantissimo. </pre>
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		<title>Elena Miglioli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Sep 2025 17:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Autoritratti]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Poetesse Contemporanee]]></category>
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					<description><![CDATA[Forse solo chi vuole s&#8217;infinita (Eugenio Montale, Casa sul mare) Biografia Elena Miglioli ha pubblicato i libri &#8216;Di tanti palpiti&#8217; (saggistica, 2025), &#8216;Gli alberi lo sanno&#8217; (poesie, 2024&#8242;), &#8216;Ho la parola sulla porta di casa&#8217; (poesie, 2021&#8242;), &#8216;Non sono briciole&#8217; (racconti, 2021), &#8216;Spengo la sera a soffi&#8217; (poesie, 2018, preceduta dall’omonima plaquette nel 2016), &#8216;Rimango [&#8230;]]]></description>
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<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Forse solo chi vuole s&#8217;infinita</em></p>



<p>(Eugenio Montale, Casa sul mare)</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Biografia</h2>



<p>Elena Miglioli ha pubblicato i libri<strong> &#8216;Di tanti palpiti&#8217; </strong>(saggistica, 2025), <strong>&#8216;Gli alberi lo sanno&#8217;</strong> (poesie, 2024&#8242;),<strong> &#8216;Ho la parola sulla porta di casa&#8217; </strong>(poesie, 2021&#8242;), <strong>&#8216;Non sono briciole&#8217;</strong> (racconti, 2021), <strong>&#8216;Spengo la sera a soffi&#8217;</strong> (poesie, 2018, preceduta dall’omonima plaquette nel 2016), <strong>&#8216;Rimango qui ancora un po’: storie di vita e segreti di longevità&#8217;</strong> (saggistica, 2015, coautore Renato Bottura), <strong>&#8216;La notte può attendere: lettere e storie di speranza nelle stanze della malattia terminale&#8217;</strong> (saggistica, 2013). Giornalista professionista, ha lavorato per diverse testate. Cremonese, attualmente vive a Mantova ed è responsabile dell&#8217;ufficio stampa e comunicazione dell’Azienda socio sanitaria territoriale. È fra gli organizzatori del <strong><em>Mantova poesia-Festival internazionale Virgilio.</em></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Da cosa nasce il tuo amore per la poesia?</h2>



<p>La poesia ci fa toccare l&#8217;infinito, il divino. Anche solo per un istante, leggendola o scrivendola, ci sentiamo eterni. La poesia, come tutte le forme d&#8217;arte, riecheggia nell&#8217;eternità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">A cosa si ispira la tua poesia?</h2>



<p>Sentimenti umani, natura, musica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Hai pubblicato delle sillogi poetiche? Se sì, quali? Dove è possibile acquistarle?</h2>



<p>&#8216;Gli alberi lo sanno&#8217; (2024, Italic PeQuod), &#8216;Ho la parola sulla porta di casa&#8217; (202, Oèdipus), &#8216;Spengo la sera a soffi&#8217; (poesie, 2018, preceduta dall’omonima plaquette nel 2016, Ronzani). Disponibili in tutte le librerie e store online.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi sono i tuoi modelli poetici? Tra questi ci sono delle poetesse? Se sì, quali?</h2>



<p>Non ho modelli, ma poeti che ho amato o che amo di più. L&#8217;elenco è troppo lungo, ne cito solo alcuni: Montale, Ungaretti, Quasimodo, Luzi, Sereni, Caproni, Bonnefoy. Fra le poetesse <a href="https://www.poetessedonne.it/americane/emily-dickinson-riassunto/" data-type="post" data-id="998">Dickinson</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una poesia di Elena</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Accarezzare un albero<br>sentire sotto la mano<br>altri mondi che chiamano<br>dove potremo essere<br>davvero ciò che siamo<br>noi sottili rarefatti acuti</p>



<p>Stare insieme all’albero<br>fra le costellazioni<br>i palmi rivolti al mistero<br>che più su ci vola via<br>da quel nido sgomento<br>e sospira tutto di sfinimento.</p>



<p><strong>(Elena Miglioli, ‘Gli alberi lo sanno’, Italic PeQuod)</strong></p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Commento della Poetessa</h2>



<p><br>Gli alberi sono divinità, sembrano <strong>&#8220;sapere più del cielo e farsi bastare la terra&#8221;</strong> (verso di un&#8217;altra poesia dello stesso libro citato). Le querce, in particolare, in molte culture sono considerate piante sacre. Gli alberi sembrano sapere più degli essere umani, conoscere segreti che noi possiamo magari soltanto percepire. O ai quali non riusciamo ad accedere, in quanto spesso perdiamo la capacità di ascoltare quella voce profonda che ci parla dentro e ci guiderebbe &#8211; come accade per il regno vegetale &#8211; a fiorire, a dare frutti, a conoscere la nostra missione. <strong>Gli alberi ci rimandano ad altri mondi</strong>, a quell&#8217;oltre che noi riusciamo talvolta a intercettare, magari sedendoci accanto alle radici o accarezzando un tronco. E da bambini, arrampicandoci fino ai rami e guardando tutto da lassù con uno sguardo limpido, incorrotto. Sanno anche di noi, gli alberi. Accompagnano le nostre vite, con le gioie e i dolori che attraversiamo. Ci curano, ci consolano, ci fanno tornare a madre natura. Popolano i nostri sogni, ci somigliano, ci rispecchiano. Ci danno ossigeno, sia in senso letterale che metaforico. Conviene &#8220;stare insieme all&#8217;albero&#8221;, dunque, che ci sospinge &#8220;tra le costellazioni&#8221;, che ci consente di sfiorare quel &#8220;mistero&#8221; sfuggente dell&#8217;esistenza: &#8220;ci vola via&#8221;, perché non riusciamo ad afferrarlo, ma almeno lo abbiamo intravisto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché le persone dovrebbero leggere le tue poesie?</h2>



<p>Spero che possano emozionarsi o ritrovarsi in qualcosa che sentono, ma non sanno dire. Soprattutto, spero di portare con suoni, immagini, parole &#8211; per quanto sempre imperfette rispetto all&#8217;ispirazione e imperfette per loro natura &#8211; un po&#8217; di infinito sulla terra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa dicono di te gli altri?</h2>



<p><strong>Dalla nota di Silvio Raffo (Atélier poesia) sul libro &#8216;Gli alberi lo sanno&#8217;: </strong></p>



<p><em>&#8220;Nei versi dell’autrice c’è una grazia intellettuale innata e un’eleganza malinconica che commuove. Pur non avendo (volutamente) più potenza di un soffio, la poesia di Miglioli vibra in profondità. È come la “gioia leggera” pascoliana che “trascorre le tremule foglie dei pioppi”. E lei scrive : “Dove il filo è così teso da tremare/si tira per fermare una verità/che a vederla poi ci piange ogni mare”. La consapevolezza dell’autrice che gli esseri umani sono “la goccia di mercurio/dal termometro in frantumi/schizzata a distanza astrale” suscita quasi una dolce invidia nei confronti di questi giganti dei campi fissati al suolo in poderose radici millenarie&#8221;. </em></p>



<p><strong>Dalla postfazione di Tomaso Kemeny al libro &#8216;Ho la parola sulla porta di casa&#8217; (Oèdipus): </strong></p>



<p><em>&#8220;La poesia di Elena Miglioli non risulta mai monotona, ma, oserei dire, i suoi versi sono sorprendenti, non trovano alloggio sulla pagina se non fanno l’effetto di verità come capita solo con i sogni. E sono versi spesso paradossali (“solo cadendo si sale”) come sequenze oniriche. Allo stesso tempo vi è un rapporto organico tra la rappresentazione della vita umana e della vita del cosmo (“Vanno morire le stelle/ dove gli uomini rinascono”). La parola della Miglioli tende a trascendere il mimetismo della parola referenziale (“andare con la parola oltre”)&#8221;.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading">Elena consiglia un libro di poesie</h2>



<pre class="wp-block-preformatted"><em>La voce a te dovuta</em>, Pedro Salinas</pre>



<p></p>
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