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	<title>Notizie &#8211; Poetesse: Donne Da Ricordare</title>
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	<title>Notizie &#8211; Poetesse: Donne Da Ricordare</title>
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		<title>Sanremo 2026: Levante canta l&#8217;amore come l&#8217;ode alla gelosia di Saffo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 07:53:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[La canzone portata da Levante al Festival di Sanremo 2026 mi ha colpito per l’intensità con cui descrive l’innamoramento come esperienza fisica, quasi destabilizzante. Ascoltando il testo presentato sul palco dell’Ariston, è difficile non pensare all’Ode alla gelosia di Saffo, il celebre frammento 31 della lirica greca arcaica. A distanza di oltre 2600 anni, il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La canzone portata da Levante al<strong> Festival di Sanremo 2026</strong> mi ha colpito per l’intensità con cui descrive l’innamoramento come esperienza fisica, quasi destabilizzante. Ascoltando il testo presentato sul palco dell’Ariston, è difficile non pensare all’<strong>Ode alla gelosia di <a href="https://www.poetessedonne.it/greche/saffo-di-lesbo/" data-type="post" data-id="785" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Saffo</a></strong>, il celebre <strong>frammento 31</strong> della lirica greca arcaica. A distanza di oltre 2600 anni, il corpo innamorato sembra parlare la stessa lingua: quella della maestra d&#8217;amore per eccellenza.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Il testo di Levante a Sanremo 2026: l’amore come perdita di equilibrio</h2>



<p>Levante canta:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Ah, non mi sento le gambe.<br>Mi manca il respiro.<br>La vista mi abbandona un po’.<br>Mi trema anche la gola.<br>La voce non mi trova.</p>
</blockquote>



<p>Non è una descrizione sentimentale. È una descrizione fisiologica. L’innamoramento non viene raccontato come emozione astratta, ma come <strong>alterazione del corpo</strong>: tremore, mancanza di respiro, perdita della postura, smarrimento sensoriale.</p>



<p>È così che <strong>“ci si innamora”,</strong> dice Levante: <em>facendo spazio dove posto non si trova.</em></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p></p>
</blockquote>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">L’Ode alla gelosia di Saffo (frammento 31)</h2>



<p>Nel frammento 31, noto come <strong>Ode alla gelosia</strong>, Saffo descrive l’effetto della presenza dell’amata. Non parla di sentimento in termini psicologici. Parla di sintomi. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>La lingua si spezza,<br>un fuoco sottile corre sotto la pelle,<br>gli occhi non vedono più,<br>le orecchie ronzano.</p>
</blockquote>



<p>Il corpo perde coerenza.<br>La parola si interrompe.<br>La percezione si altera.</p>



<p>È una delle prime descrizioni occidentali dell’innamoramento come crisi fisica.</p>



<p>Nella <a href="https://missconosciute.substack.com/p/missconosciute-la-newsletter-11" target="_blank" rel="noreferrer noopener">newsletter di Mis(S)Conosciute</a> scrivevo:</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Saffo descrive la sintomatologia dell’amore come se fosse un medico e come se la passione fosse una vera e propria patologia. A volte è proprio così: non riusciamo a controllare le nostre emozioni, ci blocchiamo, facciamo figuracce, diamo di matto.</p></blockquote></figure>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Perché la canzone di Levante ricorda Saffo?</h2>



<p>Il parallelo tra Levante a Sanremo 2026 e l’Ode alla gelosia di Saffo non è forzato. In entrambi i testi troviamo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>tremore corporeo</li>



<li>mancanza di respiro</li>



<li>alterazione della vista</li>



<li>difficoltà nel parlare</li>



<li>perdita di equilibrio</li>
</ul>



<p>Non si tratta di citazione diretta, ma di una struttura emotiva e corporea sorprendentemente simile. La lirica greca arcaica descrive l’eros come una forza che attraversa il corpo prima ancora che la mente. La canzone di Levante fa esattamente lo stesso. Saffo, tra l&#8217;altro, è stata in generale la prima voce femminile occidentale a sostenere che <strong>&#8220;la cosa più bella è quella che si ama&#8221;</strong>, un assunto molto semplice che però non è affatto banale, come sostiene anche Levante:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Ah, se potessi vestire la mia pelle<br>Vibrare del mio suono,<br>Sapresti perché non ho mai trovato il modo<br>Per spiegare che cos’è l’amore<br>Per me.</p>
</blockquote>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">L’innamoramento nella lirica greca: un evento fisico</h2>



<p>Nel mondo di Saffo, Eros non è un<strong> sentimento dolceamaro</strong>. È una potenza che invade, destabilizza, scuote. La poesia arcaica non psicologizza l’amore: lo somatizza. Non “mi sento triste”, ma <em>non vedo, non respiro, tremo.</em></p>



<p>In questo senso, la canzone di Levante a Sanremo 2026 si inserisce (inconsapevolmente?) in una <strong>tradizione millenaria</strong>: l’amore come terremoto del corpo.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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</div></figure>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">2600 anni dopo, il corpo parla ancora la stessa lingua</h2>



<p>Dal frammento 31 di Saffo al palco dell’Ariston, cambia il contesto, ma non cambia il tremore.</p>



<p>Riconoscere nel testo di Levante un’eco dell’Ode alla gelosia significa comprendere che<strong> la tradizione non è un archivio immobile.</strong> È una memoria viva.</p>



<p>L’amore continua a manifestarsi con gli stessi segni: voce che si spezza, respiro che manca, equilibrio che vacilla.</p>



<p>Il corpo innamorato del VII secolo a.C. e quello del 2026 reagiscono allo stesso modo. Ed è proprio questo che rende la <strong>poesia eterna.</strong></p>



<p><strong>Leggi anche&#8230;</strong></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-poetesse-donne-da-ricordare wp-block-embed-poetesse-donne-da-ricordare"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="i9J79SQiBo"><a href="https://www.poetessedonne.it/magazine/didattica/se-la-poetessa-saffo-fosse-una-cantante-moderna/">Se la poetessa Saffo fosse una cantante moderna</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Se la poetessa Saffo fosse una cantante moderna&#8221; &#8212; Poetesse: Donne Da Ricordare" src="https://www.poetessedonne.it/magazine/didattica/se-la-poetessa-saffo-fosse-una-cantante-moderna/embed/#?secret=dPrXrhBKOG#?secret=i9J79SQiBo" data-secret="i9J79SQiBo" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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		<item>
		<title>Phraselette: l&#8217;assistente AI per i poeti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Oct 2025 17:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[Intelligenza artificiale e creazione di contenuti, questo è il dilemma! Può una macchina partecipare all&#8217;atto intimo della creazione poetica senza snaturarlo? Per molti, la risposta sembra un secco &#8220;no&#8221;. Ma se l&#8217;approccio fosse radicalmente diverso? In questo scenario si inserisce Phraselette, uno strumento innovativo che non cerca di sostituire il poeta, ma di offrirsi come [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Intelligenza artificiale e creazione di contenuti, questo è il dilemma! Può una macchina partecipare all&#8217;atto intimo della creazione poetica senza snaturarlo? Per molti, la risposta sembra un secco &#8220;no&#8221;. Ma se l&#8217;approccio fosse radicalmente diverso? In questo scenario si inserisce Phraselette, uno strumento innovativo che non cerca di sostituire il poeta, ma di offrirsi come un<strong> &#8220;supporto materiale alla scrittura&#8221;</strong> (<code>material writing support</code>).</p>



<p>Progettato da un<a href="https://arxiv.org/abs/2503.06335" target="_blank" rel="noopener"> team di ricercatori</a> in cui &#8220;molti co-autori hanno pratiche poetiche che si confrontano con la materialità digitale&#8221;, Phraselette non genera poesie, ma <strong>offre una tavolozza procedurale per espandere le possibilità creative</strong>, rispettando il lavoro sulla parola (<code>wordwork</code>) che è alla base di ogni testo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il problema degli strumenti di scrittura automatizzata</h2>



<p>Gli strumenti di IA più diffusi, pensati per l&#8217;efficienza, spesso si rivelano inadatti alle esigenze della poesia. Phraselette nasce proprio per superare gli approcci comuni, tipo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Totalizzante (Wholesale):</strong> generano testi lunghi che il poeta può solo accettare o rifiutare in blocco, senza un vero dialogo con il processo.</li>



<li><strong>Singolare (Singular):</strong> forniscono una o, al massimo, poche alternative, limitando drasticamente il campo delle possibilità.</li>



<li><strong>Imperscrutabile (Inscrutable):</strong> agiscono come una &#8220;scatola nera&#8221;, nascondendo i meccanismi interni che portano a un certo risultato.</li>



<li><strong>Autoritario (Authoritative):</strong> inseriscono il testo generato direttamente nel documento, assumendo un ruolo di co-autore non richiesto e imponendo la propria &#8220;voce&#8221;.</li>
</ul>



<p>Un approccio di questo tipo può essere </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>&#8220;dannoso per la pratica degli scrittori creativi, per la sua tendenza a scollare i testi dal processo che li sta attraversando&#8221;.</strong></p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Phraselette: una &#8220;tavolozza procedurale&#8221; per il/la poeta</h2>



<p>Phraselette è concepito per integrarsi nelle pratiche di scrittura esistenti in modo analogo a un <em>thesaurus</em> tradizionale, ma con una potenza e una flessibilità differenti: a differenza di un dizionario dei sinonimi classico, che supporta solo concetti a livello di singola parola, Phraselette <strong>permette la ricerca anche su frasi composte da più parole</strong>. Si basa su una filosofia di progettazione opposta a quella degli assistenti di scrittura convenzionali.</p>



<p>Il suo approccio può essere descritto come:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Frammentario (Piecemeal):</strong> fornisce piccoli frammenti di testo, lasciando al poeta il compito di integrarli in un insieme coeso.</li>



<li><strong>Multiplo (Multiple):</strong> offre simultaneamente numerosi suggerimenti, aprendo un ventaglio di opportunità interpretative.</li>



<li><strong>Trasparente (Transparent):</strong> fornisce indizi e visualizzazioni che aiutano a comprendere il funzionamento del modello, rendendo il processo più leggibile.</li>



<li><strong>Suggestivo (Suggestive):</strong> pone l&#8217;enfasi sullo spazio mentale del poeta piuttosto che sul testo stesso, stimolando interpretazioni e nuove direzioni.</li>
</ul>



<p>L&#8217;interfaccia è semplice: il<strong> poeta evidenzia una porzione del proprio testo</strong> (chiamata <code>inlet</code>) per ricevere una serie di suggerimenti di riscrittura (<code>rephrasings</code>). Questi provengono da diversi moduli, chiamati <code>phrasewells</code> (letteralmente &#8220;pozzi di frasi&#8221;), ognuno con una funzione specifica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I &#8220;pozzi di frasi&#8221; (Phrasewells)</h2>



<p>Per comprendere le capacità concrete di Phraselette, è utile esplorare alcuni dei suoi &#8220;pozzi di frasi&#8221;. Ogni pozzo è un piccolo motore creativo che offre un diverso tipo di materiale linguistico dalla tavolozza.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il Thesaurus creativo</h3>



<p>Il <code>Thesaurus Well</code> è progettato per creare un linguaggio inedito, non solo per trovare sinonimi. Permette al poeta di definire lo stile dei suggerimenti con una semplice frase, eccellendo nel generare neologismi e frasi inattese. Si può chiedere, ad esempio, di generare alternative secondo:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>&#8220;il thesaurus che James Joyce ha usato per l&#8217;Ulisse&#8221;</strong></p>
</blockquote>



<p>Oppure si può esplorare un registro completamente diverso, come:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>&#8220;il lessico di un romanzo rosa&#8221;</strong></p>
</blockquote>



<h3 class="wp-block-heading">Il Lettore-Persona</h3>



<p>Il <code>Reader Well</code> simula una &#8220;persona&#8221; che legge e offre un punto di vista esterno. Il poeta può &#8220;ingaggiare&#8221; lettori fittizi come <code>"Tristan Tzara, il poeta dadaista"</code> o <code>"un critico letterario"</code>. Il suo funzionamento è un processo in due fasi: prima, il pozzo fornisce fino a tre punti che delineano una lettura critica del testo selezionato; poi, utilizza questa stessa critica per generare riscritture coerenti con quella prospettiva, offrendo uno strumento di revisione potente e spesso sorprendente.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il Pozzo del contesto</h3>



<p>A volte l&#8217;originalità sta nell&#8217;evitare la parola più ovvia. Il <code>Context Well</code> mostra le continuazioni di frase statisticamente più probabili, basandosi sul testo che precede la selezione. Questo permette al poeta di vedere quali sono le soluzioni più prevedibili e <strong>scegliere deliberatamente di scartarle</strong>. Questa funzione è una risposta diretta a una delle maggiori paure legate all&#8217;IA: aiuta infatti a &#8220;mitigare gli effetti di omogeneizzazione&#8221; che gli strumenti di IA possono introdurre nella scrittura creativa, spingendo la ricerca verso territori meno battuti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La prova dei poeti: risultati di uno studio sul campo</h2>



<p>Phraselette è stato testato da <strong>10 poeti</strong>. Le impressioni generali sono state estremamente positive, con molti partecipanti che hanno descritto lo strumento come &#8220;divertente&#8221; e &#8220;giocoso&#8221; (<code>fun</code> and <code>playful</code>), incoraggiandoli a esplorare.</p>



<p>Dallo studio sono emersi alcuni punti salienti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Nessuna Perdita di &#8220;Paternità&#8221;:</strong> i poeti hanno mantenuto un forte senso di proprietà del testo. Hanno paragonato l&#8217;uso di Phraselette a quello di un normale thesaurus, affermando che, sebbene le parole potessero cambiare, &#8220;le idee sono ancora originali&#8221;.</li>



<li><strong>Uno Strumento, non un Co-autore:</strong> la grande maggioranza ha percepito Phraselette come uno <code>Strumento</code> (<code>Tool</code>), non come un <code>Collaboratore</code> o un <code>Co-pilota</code>. Questo conferma che il design del sistema riesce a mantenere il poeta al centro del processo creativo.</li>



<li><strong>Utile per la Revisione e la Scoperta:</strong> lo strumento si è rivelato particolarmente efficace per scoprire nuove immagini. Un poeta ha descritto come Phraselette, lavorando su una poesia naturalistica, lo abbia aiutato a fare un salto concettuale più grande: &#8220;invece di andare da foglia a albero a erba&#8230; lo ha mandato da foglia a albero a barca&#8221;.</li>



<li><strong>Il Valore delle &#8220;Letture Errate&#8221;:</strong> le &#8220;letture errate&#8221; (<code>misreads</code>) o le interpretazioni sorprendenti del sistema non sono state viste come errori, ma come un fertile terreno poetico da cui attingere per generare nuove idee.</li>
</ul>



<p>La metafora di un partecipante (P8) riassume magnificamente il potenziale dello strumento. Ha descritto Phraselette come:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>&#8220;&#8230;uno scalpello che spezza le connotazioni [del linguaggio]&#8221;</p>
</blockquote>



<p>Lo stesso poeta ha sottolineato che lo strumento non sostituisce la fatica del creare, ma la supporta, usando un&#8217;altra potente immagine: </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>&#8220;C&#8217;è voluto comunque del lavoro per estrarre il nuovo linguaggio. Immagino sia stato un po&#8217; come fare agricoltura o qualcosa del genere&#8221;.</p>
</blockquote>



<p>A testimonianza della sua utilità, quasi tutti i poeti intervistati (il tempo non è stato sufficiente per due di loro) hanno dichiarato l&#8217;intenzione di inviare per la pubblicazione alcuni dei testi scritti con l&#8217;aiuto di Phraselette.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Riscrivere il futuro della scrittura poetica</h2>



<p>Phraselette non è solo un software, ma la proposta di un modello alternativo di interazione tra uomo e macchina. Dimostra che è possibile progettare un&#8217;intelligenza artificiale che non punta a sostituire l&#8217;autore, <strong>ma a espandere il suo potenziale</strong>. Invece di offrire risposte preconfezionate, fornisce materiale grezzo e prospettive multiple, agendo come una vera e propria tavolozza procedurale che rimane nelle mani del poeta. La domanda, dunque, non è se l&#8217;IA entrerà nel nostro laboratorio, ma quali scalpelli, quali tavolozze sceglieremo per continuare a scolpire la lingua.</p>



<p><em>[Le informazioni della <a href="https://arxiv.org/abs/2503.06335" target="_blank" rel="noopener">ricerca</a> sono state riassunte con il supporto dell&#8217;AI]</em></p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>C&#8217;è poesia su Giove, ed è quella di Ada Limón</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Sep 2025 12:36:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[In Praise of Mystery è la poesia di Ada Limón incisa su una navicella Europa Clipper della NASA e diretta verso la seconda luna di Giove. Poetessa statunitense di origini messicane, nata a Sonoma, California, non è nuova ai riconoscimenti: è già poetessa laureata degli Stati Uniti tra il 2022 e il 2025, vincitrice della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>In Praise of Mystery</em> è la poesia di Ada Limón incisa su una navicella <strong><em>Europa Clipper</em> della NASA</strong> e diretta verso la seconda luna di Giove. Poetessa statunitense di origini messicane, nata a Sonoma, California, non è nuova ai riconoscimenti: è già <strong>poetessa laureata degli Stati Uniti tra il 2022 e il 2025</strong>, vincitrice della borsa di studio MacArthur “genius” e nominata da <em>Time</em> tra le donne dell’anno 2024,.</p>



<p>Il 30 settembre esce <em>Startlement: </em><strong><em>New and Selected Poems</em> (Milkweed Editions)</strong>, una raccolta che unisce più di venti testi inediti alle poesie che hanno reso celebre la sua voce. Un libro che è insieme antologia e nuova partenza.</p>



<p>In una recente intervista al <em><a href="https://www.sfchronicle.com/entertainment/article/ada-limon-sonoma-startlement-20819855.php" target="_blank" rel="noreferrer noopener">San Francisco Chronicle</a></em>, Limón confessa che l’incanto che prova sotto le stelle di Sonoma non è tanto per la sua poesia che viaggia nell’orbita spaziale, quanto per ciò che la poesia stessa restituisce a chi la legge: una possibilità di connessione, con la natura e con gli altri.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“Lo stupore non è solo là fuori. È proprio qui.”</p>
</blockquote>



<p>Le colline della sua infanzia, i maestri naturalisti, gli alberi e i fiumi che hanno popolato i suoi giorni da bambina sono oggi parte del suo paesaggio poetico. Ma accanto alla <a href="https://www.poetessedonne.it/wp-content/uploads/2023/10/Poesie-sulla-natura-scritte-dalle-donne.jpg" data-type="attachment" data-id="2598">natura</a>, Ada non dimentica mai il paesaggio interiore: emozioni, paure, desideri si intrecciano con stormi di uccelli o corsi d’acqua, creando un corpo unico tra essere umano e pianeta.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“La poesia offre una profonda umanità, soprattutto oggi che il linguaggio sembra difficile da fidare – tra retorica politica e parole generate dall’intelligenza artificiale.”</p>
</blockquote>



<p>La poesia, quindi, come rifugio. Non un lusso, ma una necessità per restare ancorati a ciò che ci rende umani.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“L’arte ci ricorda che abbiamo un’anima, compassione, empatia. Quando scriviamo o leggiamo poesie, vediamo ciò che davvero importa.”</p>
</blockquote>



<p>Sapere che la sua poesia <em>In Praise of Mystery</em> viaggia verso Giove è un’emozione immensa, ma per Limón la vera meraviglia non è lassù. È sulla Terra, negli occhi di chi legge, nelle mani che aprono un libro, in chiunque alzi lo sguardo verso il cielo per ricordarsi che lo stupore non abita lontano.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“Il poema è per questo pianeta. Per noi. C’è meraviglia là fuori, certo, ma c’è anche qui.”</p>
</blockquote>



<h3 class="wp-block-heading">Un oceano di differenze</h3>



<p>C’è un altra informazione che colpisce: <strong>negli Stati Uniti le poetesse sono celebrate come figure pubbliche</strong>, invitate a eventi ufficiali, ascoltate come voci generazionali. Si pensi ad <strong><a href="https://www.poetessedonne.it/americane/amanda-gorman-riassunto/" data-type="post" data-id="1188">Amanda Gorman</a></strong>, la giovane autrice afroamericana che nel 2021 ha letto la sua poesia <em>The Hill We Climb</em> alla cerimonia d’insediamento di Joe Biden. Oggi accade lo stesso con Ada Limón, che da poetessa laureata ha viaggiato per il Paese diventando ambasciatrice della parola poetica, fino a Giove.</p>



<p>Questa visibilità ci dice molto: Oltreoceano la poesia femminile non è confinata negli spazi accademici, ma vive nei teatri, nelle scuole, persino nelle piazze e nello spazio cosmico. È un invito a riflettere anche da noi, in Italia ed Europa, su quanto<strong> la voce delle poetesse possa e debba diventare parte del discorso pubblico</strong>, soprattutto in tempi di crisi e trasformazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La poesia <strong><em>In Praise of Mystery: A Poem for Europa</em></strong></h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Arcuandoci sotto il cielo notturno, nero come l&#8217;inchiostro,<br>con la sua distesa oscura, indichiamo<br>i pianeti che conosciamo,<br>esprimiamo rapidi desideri alle stelle. Dalla terra,<br>leggiamo il cielo come se fosse un libro infallibile<br>dell&#8217;universo, esperto ed evidente.<br>Eppure, ci sono misteri sotto il nostro cielo:<br>il canto delle balene, il canto degli uccelli<br>che chiamano tra i rami di un albero scosso dal vento.<br>Siamo creature di costante stupore,<br>curiosi della bellezza, delle foglie e dei fiori,<br>del dolore e del piacere, del sole e dell&#8217;ombra.<br>E non è l&#8217;oscurità che ci unisce,<br>non la fredda distanza dello spazio, ma<br>l&#8217;offerta dell&#8217;acqua, ogni goccia di pioggia,<br>ogni ruscello, ogni pulsazione, ogni vena.<br>O seconda luna, anche noi siamo fatti<br>di acqua, di mari vasti e invitanti.<br>Anche noi siamo fatti di meraviglie, di amori grandi<br>e ordinari, di piccoli mondi invisibili,<br>del bisogno di gridare nell&#8217;oscurità.</p><cite><em>Tradotto con <a href="https://www.deepl.com/?utm_campaign=product&amp;utm_source=web_translator&amp;utm_medium=web&amp;utm_content=copy_free_translation" target="_blank" rel="noopener">DeepL.com</a></em>, testo preso da <a href="https://www.loc.gov/programs/poetry-and-literature/poet-laureate/poet-laureate-projects/a-poem-for-europa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">loc.gov</a></cite></blockquote></figure>



<p></p>
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		<title>Una poetessa palestinese uccisa a Gaza rivive nei versi di un’autrice israeliana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Aug 2025 08:59:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[Il The Guardian ha scelto come “Poem of the Week” New Republic di Michal Rubin: un testo che intreccia i versi della poetessa palestinese Hiba Abu Nada, uccisa a Gaza nel 2023, con la voce di un’autrice israeliana oggi residente negli Stati Uniti. In un sogno poetico, le due voci si incontrano e cercano insieme [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il The <em>Guardian</em> ha scelto come<a href="https://www.theguardian.com/books/2025/aug/25/poem-of-the-week-new-republic-by-michal-rubin" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> “Poem of the Week”</a> <em>New Republic</em> di <strong><a href="https://www.michalrubinpoetry.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Michal Rubin</a></strong>: un testo che intreccia i versi della poetessa palestinese <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Hiba_Abu_Nada" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Hiba Abu Nada</a>, uccisa a Gaza nel 2023, con la voce di un’autrice israeliana oggi residente negli Stati Uniti. In un sogno poetico, le due voci si incontrano e cercano insieme un futuro diverso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Due poetesse dialogano senza tempo</h2>



<p>Il 20 ottobre 2023, <strong>Hiba Abu Nada, poetessa e romanziera palestinese,</strong> è stata uccisa da un bombardamento israeliano che ha colpito la sua casa a Khan Younis, Gaza. Aveva solo 32 anni.</p>



<p>A lei rende omaggio Michal Rubin con la<em> poesia New Republic, inclusa nella raccolta <strong>there are days that I am dead</strong>, </em>pubblicata nel 2025 da Fomite Press. La voce di Rubin, segnata dall’angoscia per la guerra e dalla difficoltà di conciliare amore per la propria terra con la disillusione politica, trova in Abu Nada un&#8217;interlocutrice immaginaria, capace di costruire – attraverso la poesia – uno spazio di incontro, in una sorta di dimensione poetica senza spazio e senza tempo.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Nuova Repubblica</em></strong></h3>



<p><em>Michal Rubin in dialogo con Hiba Abu Nada</em></p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained">
<p><strong>1.</strong><br><em>Ti concedo rifugio<br>dal dolore e dalla sofferenza.</em><br>– Hiba Abu Nada</p>



<p>Vivevamo nel secondo secolo<br>di guerre mondiali dentro mari</p>



<p>annegai con te<br>e affondammo fino al fondo</p>



<p>del mare di sale<br>dove l’annegamento non è possibile.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><strong>2.</strong><br><em>Sei stato creato dall’amore,<br>porta con te solo amore.</em><br>– Hiba Abu Nada</p>



<p>Non portammo nulla<br>se non noi stesse, nella sabbia profonda</p>



<p>costruimmo un altro castello<br>ne condividemmo i piani e le parole</p>



<p>intrecciammo malinconiche melodie<br>in soffitti invisibili.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><strong>3.</strong><br><em>Oh! Quanto siamo soli!</em><br>– Hiba Abu Nada</p>



<p>Tu ed io dipingiamo le ombre<br>che abbiamo portato con noi</p>



<p>diamo loro colori<br>le appendiamo ai muri d’acqua</p>



<p>affinché siano lavate via<br>nel terzo secolo.</p>
</div></div>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>Come riporta il The Guardian, <strong>Rubin, nipote di sopravvissuti alla Shoah,</strong> è anche psicoterapeuta e cantore liturgico. Ha fondato un gruppo di poeti palestinesi e ebrei americani che condividono regolarmente testi e idee, nel segno della giustizia e del dialogo. Il suo libro precedente si intitola <em>And the Bones Stay Dry</em>.</p>



<p><em>I versi di Hiba Abu Nada sono riportati grazie al permesso della sorella, Somaia. Le traduzioni in inglese sono della studiosa libanese-americana Huda Fakhreddine, quelle in italiano sono state riviste da Alessia Pizzi per poetessedonne.it.</em></p>



[L&#8217;immagine in copertina è stata creata modificando due foto delle poetesse trovate sul web con l&#8217;AI: l&#8217;intento è quello di mostrare una unione immaginaria contro il tempo.]



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p></p>
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		<title>Voci femminili tra passato e presente, l&#8217;evento sulle poetesse a Roma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Oct 2024 12:12:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[Venerdì 22 novembre sarà una giornata speciale per tutti gli amanti della poesia e delle voci femminili! Alle 17:30, presso la Biblioteca Franco Basaglia di Roma, avrò il piacere di condurre l’incontro &#8220;Voci Femminili tra Passato e Presente&#8221;, dedicato alla riscoperta delle poetesse che hanno segnato la storia letteraria e alla presentazione dei progetti che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Venerdì 22 novembre sarà una giornata speciale per tutti gli amanti della poesia e delle voci femminili! </p>



<p>Alle 17:30, presso la Biblioteca Franco Basaglia di Roma, avrò il piacere di condurre l’incontro <strong>&#8220;Voci Femminili tra Passato e Presente&#8221;</strong>, dedicato alla riscoperta delle poetesse che hanno segnato la storia letteraria e alla presentazione dei progetti che ho creato per celebrare queste voci spesso dimenticate.</p>



<p>L&#8217;incontro sarà moderato da <strong>Chiara Ricci</strong>, scrittrice e presidente dell’Associazione culturale Piazza Navona, e vedrà la partecipazione di <strong>Marco Della Porta</strong>, Presidente del Municipio XIV. Insieme, esploreremo il mio libro <em><a href="https://www.alessiapizzi.it/libri/qualcuno-si-ricordera-di-noi/" target="_blank" rel="noopener">Qualcuno si ricorderà di noi</a></em>, un breve corto teatrale dove immagino un dialogo tra Google e Saffo per riportare alla luce poetesse straordinarie come <strong>Erinna</strong>, <strong>Nosside</strong> e <strong>Anite</strong>. È un progetto nato dal desiderio di ridare voce e dignità a figure letterarie fondamentali che meritano di essere conosciute e apprezzate.</p>



<p>Ma non solo: sarà anche l’occasione per presentare <em>poetessedonne.it</em>, questo sito che nasce come il primo sito in Italia interamente dedicato alle poetesse di ogni tempo, dal passato fino alle autrici contemporanee. Su <em>poetessedonne.it</em> potete trovare profili, opere e approfondimenti su poetesse italiane e straniere, una risorsa pensata per restituire visibilità e valore a voci femminili che hanno saputo esprimere, attraverso la poesia, la complessità e la bellezza dell’esperienza umana.</p>



<p>Vi segnalo inoltre che alle 16:00, sempre alla Biblioteca Franco Basaglia, ci sarà un <strong>reading poetico delle poetesse del Parco</strong>, un evento che permetterà di ascoltare le voci di autrici contemporanee e di immergersi nella poesia in modo diretto e partecipativo.</p>



<p>Vi invito a partecipare a entrambi gli eventi per vivere insieme questa celebrazione della poesia femminile, tra passato e presente. Per maggiori informazioni, potete contattare la Biblioteca Franco Basaglia. Vi aspetto numerosi per condividere insieme la bellezza della poesia!</p>
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		<title>La poesia ti guarda: omaggio al Gruppo 70 a Roma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Aug 2024 10:12:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[La poesia ve lo dice prima, la poesia ve lo dice meglio In occasione del sessantesimo anniversario dalla nascita del Gruppo 70, la Galleria d&#8217;Arte Moderna di Roma ospita una mostra dal titolo “La poesia ti guarda. Omaggio al Gruppo 70 (1963-2023)”. Aperta al pubblico fino al 15 settembre 2024, l&#8217;esposizione celebra uno dei movimenti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>La poesia ve lo dice prima, la poesia ve lo dice meglio</p>
</blockquote>



<p>In occasione del sessantesimo anniversario dalla nascita del Gruppo 70, la Galleria d&#8217;Arte Moderna di Roma ospita una mostra dal titolo <strong>“La poesia ti guarda. Omaggio al Gruppo 70 (1963-2023)”</strong>. Aperta al pubblico fino al <strong>15 settembre 2024</strong>, l&#8217;esposizione celebra uno dei movimenti artistici più influenti del secondo dopoguerra in Italia, noto per aver innovato il panorama della poesia visiva.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.poetessedonne.it/wp-content/uploads/2024/08/la-poesia-ti-guarda-galleria-nazionale-roma-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-3716" srcset="https://www.poetessedonne.it/wp-content/uploads/2024/08/la-poesia-ti-guarda-galleria-nazionale-roma-1024x768.jpg 1024w, https://www.poetessedonne.it/wp-content/uploads/2024/08/la-poesia-ti-guarda-galleria-nazionale-roma-300x225.jpg 300w, https://www.poetessedonne.it/wp-content/uploads/2024/08/la-poesia-ti-guarda-galleria-nazionale-roma-768x576.jpg 768w, https://www.poetessedonne.it/wp-content/uploads/2024/08/la-poesia-ti-guarda-galleria-nazionale-roma-1536x1152.jpg 1536w, https://www.poetessedonne.it/wp-content/uploads/2024/08/la-poesia-ti-guarda-galleria-nazionale-roma-600x450.jpg 600w, https://www.poetessedonne.it/wp-content/uploads/2024/08/la-poesia-ti-guarda-galleria-nazionale-roma-800x600.jpg 800w, https://www.poetessedonne.it/wp-content/uploads/2024/08/la-poesia-ti-guarda-galleria-nazionale-roma-141x106.jpg 141w, https://www.poetessedonne.it/wp-content/uploads/2024/08/la-poesia-ti-guarda-galleria-nazionale-roma-380x285.jpg 380w, https://www.poetessedonne.it/wp-content/uploads/2024/08/la-poesia-ti-guarda-galleria-nazionale-roma-247x186.jpg 247w, https://www.poetessedonne.it/wp-content/uploads/2024/08/la-poesia-ti-guarda-galleria-nazionale-roma.jpg 1734w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Foto di Alessia Pizzi</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il contesto storico e artistico</strong></h3>



<p>Il Gruppo 70, fondato nel 1963, è stato un <strong>collettivo di artisti e poeti che hanno operato nel contesto delle neoavanguardie italiane</strong>, superando la crisi dell&#8217;immagine visiva e della parola poetica attraverso la fusione di elementi verbali e iconografici e dando vita alla cosiddetta &#8220;poesia visiva&#8221;. Questa corrente si distingue per l&#8217;uso di tecniche come il <strong>collage e il fotomontaggio</strong>, spesso ispirate dalla pubblicità e dalla comunicazione di massa, e per la volontà di integrare poesia e pittura in un unico piano semantico.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>La nostra poesia è resistente agli urti</p>
</blockquote>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un percorso espositivo multimediale</strong></h3>



<p>La mostra si concentra sugli anni di maggiore attività del Gruppo, dal 1963 al 1968, e include opere di figure chiave come <strong>Eugenio Miccini</strong>, <strong>Lamberto Pignotti</strong>, <strong>Ketty La Rocca</strong>, <strong>Lucia Marcucci</strong>, <strong>Luciano Ori</strong>, <strong>Roberto Malquori</strong>, e <strong>Michele Perfetti</strong>. Le opere esposte esplorano temi che spaziano dall’ironia nei confronti della famiglia borghese alla critica dei miti machisti e della bellezza imposta dai media, arrivando alla riflessione sulla strumentalizzazione del corpo femminile.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.poetessedonne.it/wp-content/uploads/2024/08/che-stupenda-lucia-marcucci-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-3714" srcset="https://www.poetessedonne.it/wp-content/uploads/2024/08/che-stupenda-lucia-marcucci-1024x768.jpg 1024w, https://www.poetessedonne.it/wp-content/uploads/2024/08/che-stupenda-lucia-marcucci-300x225.jpg 300w, https://www.poetessedonne.it/wp-content/uploads/2024/08/che-stupenda-lucia-marcucci-768x576.jpg 768w, https://www.poetessedonne.it/wp-content/uploads/2024/08/che-stupenda-lucia-marcucci-1536x1152.jpg 1536w, https://www.poetessedonne.it/wp-content/uploads/2024/08/che-stupenda-lucia-marcucci-600x450.jpg 600w, https://www.poetessedonne.it/wp-content/uploads/2024/08/che-stupenda-lucia-marcucci-800x600.jpg 800w, https://www.poetessedonne.it/wp-content/uploads/2024/08/che-stupenda-lucia-marcucci-141x106.jpg 141w, https://www.poetessedonne.it/wp-content/uploads/2024/08/che-stupenda-lucia-marcucci-380x285.jpg 380w, https://www.poetessedonne.it/wp-content/uploads/2024/08/che-stupenda-lucia-marcucci-247x186.jpg 247w, https://www.poetessedonne.it/wp-content/uploads/2024/08/che-stupenda-lucia-marcucci.jpg 1734w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Foto di Alessia Pizzi</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Una riflessione sul presente</strong></h3>



<p>L&#8217;eredità del Gruppo 70 si estende ben oltre la loro breve vita come collettivo: il loro lavoro ha gettato le basi per una comprensione dell&#8217;arte come linguaggio complesso e ibrido, capace di dialogare con la modernità attraverso la <strong>contaminazione di codici e linguaggi diversi</strong>. Questa attitudine, che rimane distintiva anche nel nostro tempo, rende il loro contributo artistico particolarmente rilevante nell&#8217;interpretazione della realtà contemporanea.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Poesia da vedere, pittura da leggere</p>
</blockquote>



[In copertina Ketty La Rocca, <strong><em>Segnaletiche</em></strong>, Foto di Alessia Pizzi]
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		<title>Una poetessa protagonista dell&#8217;horror a &#8220;Quiet Place &#8211; Giorno 1&#8221;</title>
		<link>https://www.poetessedonne.it/magazine/notizie/poetessa-protagonista-a-quiet-place-giorno-1/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jul 2024 12:21:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[Horror e poesia: messa giù così suona quasi antitetica. Tutto mi aspettavo quando sono entrata al cinema a vedere &#8220;A quiet place &#8211; Giorno 1&#8221; &#8211; prequel dei due precedenti capitoli di &#8220;A quiet place&#8221; &#8211; tranne che di scoprire che la protagonista di questo terzo film fosse una poetessa. Per chi non lo sapesse, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Horror e poesia: messa giù così suona quasi antitetica. Tutto mi aspettavo quando sono entrata al cinema a vedere &#8220;A quiet place &#8211; Giorno 1&#8221; &#8211; prequel dei due precedenti capitoli di &#8220;A quiet place&#8221; &#8211; tranne che di scoprire che la protagonista di questo terzo film <strong>fosse una poetessa</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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</div></figure>



<p>Per chi non lo sapesse, la storia dei film &#8220;A quiet place&#8221; (firmati <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/John_Krasinski" target="_blank" rel="noopener">John Krasinski</a>) racconta un mondo in cui gli alieni sono mostri feroci che attaccano qualsiasi cosa <strong>produca rumore</strong>. In questo prequel lo spettatore è catapultato nel primo giorno di apocalisse. La protagonista, interpretata <strong>dal premio Oscar Lupita Nyong&#8217;o </strong>(<em>12 anni schiavo</em>), è una donna malata di cancro alla fine dei suoi giorni.</p>



<p>Sin dalle prime scene Sam si presenta con un quadernino legato al collo a leggere le sue poesie controvoglia in una casa di cura, dove sta passando i suoi ultimi giorni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><em>This place is a shit</em></h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>This place is shit.<br>This place smells like shit.<br>Bessie’s voice sounds like shit.<br>Cancer’s shit.<br>Oscar does that stupid walk<br>when he wants to hide<br>he shit his pants.&nbsp;<br>And Milton,<br>has shit taste in music.&nbsp;</p></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Traduzione</h2>



<figure class="wp-block-pullquote is-style-solid-color"><blockquote><p>Questo posto è una merda.<br>Questo posto puzza di merda.<br>La voce di Bessie sembra una merda.<br>Il cancro è una merda.<br>Oscar fa quella camminata stupida<br>quando vuole nascondere<br>che si è cagato addosso.<br>E Milton,<br>ha dei gusti musicali di merda.</p></blockquote></figure>



<p>Dopo questa lettura l&#8217;infermiere di turno decide di portare i pazienti in città per uno spettacolo: durante queste ore d&#8217;aria New York viene attaccata e Sam si ritrova a dover fare i conti con una vita che ormai stava definitivamente salutando.</p>



<p>Scopriamo che è una <strong>poetessa edita</strong> quando incontra Eric (Joseph Quinn) e gli fa leggere una sua poesia sullo scorrere dei giorni quando si è malati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Maths</h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>He said one to two years, <br>and it has been two years <br>He said four to six months, it has been six <br>Mrs. freelander taught me subtraction and the corner store taught me additon <br>And I&#8217;ve used only simple maths all my life <br>And I never needed more or more or less <br>To four to three to smaller and smaller moments <br>Until months to days to hours to seconds <br>until now.<br></p></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Traduzione</h2>



<figure class="wp-block-pullquote is-style-solid-color"><blockquote><p>Ha detto da uno a due anni,<br>e sono passati due anni.<br>Ha detto da quattro a sei mesi. Sono passati sei mesi.<br>La signora Freelander mi ha insegnato la sottrazione<br>E il negozio all&#8217;angolo mi ha insegnato l&#8217;addizione.<br>E ho usato solo la matematica semplice per tutta la vita.<br>E non ho mai avuto bisogno di più o più o di meno<br>fino a quattro poi a tre fino a momenti sempre più piccoli.<br>Fino a mesi a giorni a ore a secondi <br>fino ad ora.</p></blockquote></figure>



<p>La scelta di rendere protagonista di un&#8217;apocalisse una persona che sta già morendo rende &#8220;A quiet place &#8211; Giorno 1&#8221; un film che prova a superare l&#8217;horror tradizionale fatto di suspense per introdurre anche qualche nota fortemente emotiva da <strong>una prospettiva provocatoria.</strong> </p>



<p>Che impatto ha il rischio di morire ogni giorno per una persona malata terminale? </p>



<p>Sam non vuole raggiunger le barche per scappare da New York, bensì vuole mangiare una pizza e ricordare suo padre nel bar in cui suonava il piano. La storia di Sam tra poesia e sangue è quella di una<strong> donna che si ricorda come si vive</strong> anche se sa di dover morire, passando dalla depressione alla consapevolezza.</p>



<p>Ho molto apprezzato la presenza della poesia nel film, specialmente perché il più delle volte si pensa erroneamente che i film dell&#8217;orrore siano privi di emozioni profonde e si leghino primariamente all&#8217;effetto destabilizzante della paura. </p>
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		<title>Un corto racconta due donne eccezionali della Roma Imperiale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Feb 2024 15:16:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[Il cortometraggio &#8220;L’amore sacro e l’amor profano: due donne straordinarie dell’antica Roma&#8221; ( 15&#8242;, italiano con sottotitoli in inglese e lingue varie) ci trasporta nell&#8217;antica Roma, raccontando le vite di due donne eccezionali, Allia Potestas e Flavia Sophe. Le loro storie, narrate attraverso iscrizioni poetiche in latino e greco collocate nel Museo Nazionale Romano, svelano [&#8230;]]]></description>
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<p>Il cortometraggio <strong>&#8220;L’amore sacro e l’amor profano: due donne straordinarie dell’antica Roma&#8221;</strong> ( 15&#8242;, italiano con sottotitoli in inglese e lingue varie) ci trasporta nell&#8217;antica Roma, raccontando le vite di due donne eccezionali, <strong>Allia Potestas e Flavia Sophe</strong>. Le loro storie, narrate attraverso iscrizioni poetiche in latino e greco collocate nel Museo Nazionale Romano, svelano matrimoni misteriosi e non convenzionali forse filtrate attraverso gli occhi dei loro mariti. Data l&#8217;eccezionalità dei testi, che elogiano la forza femminile in una Roma non nota per l&#8217;emancipazione femminile, non sembra strano chiedersi se le autrici possano essere donne.</p>



<p>Il corto è frutto della collaborazione tra il <strong>Dottor Davide Massimo </strong>(Università di Nottingham), la <strong>Dottoressa Chiara Cenati </strong>e <strong>Mirko Tasso</strong> (Università di Vienna), nel contesto del progetto <a href="https://mappola.eu/index.php/2023/12/21/a-tale-of-two-wives-and-four-husbands-the-story-of-two-exceptional-women-from-imperial-rome/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">MAPPOLA</a> finanziato dall&#8217;ERC, incentrato sulle iscrizioni in versi dell&#8217;Impero Romano. Questo progetto ambizioso ha l&#8217;obiettivo di portare alla luce storie poco conosciute, mettendo in connessione il pubblico con le collezioni museali.</p>



<p>La produzione, supportata dalla Facoltà di Studi Storici e Culturali dell&#8217;Università di Vienna, è stata realizzata in collaborazione con il Ministero della Cultura &#8211; Museo Nazionale Romano, dell&#8217;Università di Nottingham e della British School at Rome. <strong>La regia è stata affidata a Federico Zanotti</strong>, un talento nel mondo delle arti performative digitali. Il cortometraggio è stato presentato in anteprima al <em><strong>Nottingham History Festival</strong></em> e alla <strong><em>Festa Internazionale della Storia &#8211; Bologna </em></strong>(entrambi a ottobre 2023). </p>



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<h2 class="wp-block-heading">Allia Potestas: la forza inaudita</h2>



<p>Nel cuore delle Terme di Diocleziano, l&#8217;iscrizione latina di Allia Potestas rivela una storia (all&#8217;epoca di Augusto o forse di Tiberio) che sfida gli schemi convenzionali dell&#8217;epoca. Commissionata da Allius, forse anche suo amante, l&#8217;epitaffio offre uno sguardo inedito sulla vita di Allia, una donna di forza e indipendenza: &#8220;<em>50 versi che combinano esametri, pentametri e persino alcuni eptametri. Un mix che si discosta completamente dagli schemi metrici che si trovano nei testi letterari.</em>&#8220;. Il <em><strong>ménage à trois</strong></em> dipinto dalla poesia svela audacemente la libertà sessuale di Allia, una caratteristica sorprendente nel tessuto sociale romano. </p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Era forte, pura, frugale, innocente, fedelissima guardiana della casa.<br>Era la prima ad alzarsi dal letto e l&#8217;ultima a tornare a riposare, una volta sbrigate tutte le faccende domestiche. La lana non lasciava mai le sue mani senza motivo.<br>Era splendida, dagli occhi luminosi e dai capelli dorati, sul suo viso c&#8217;era un luccichio d&#8217;avorio, tale che si dice non lo avesse nessun mortale e sul suo seno bianco come la neve la forma dei capezzoli era piccola. E che dire delle gambe? Aveva la posa di Atalanta sul palco della commedia.<br><em>Credetemi, lei resa famosa attraverso questa iscrizione aveva del carisma divino.</em><br>Niente la soddisfaceva eccetto quello che aveva e faceva per sé<br>Non aveva interesse a conoscere nuove persone<br>Pensava di essere abbastanza per sé stessa<br>Durante la sua vita gestiva due giovani amanti<br>Una casa ospitava entrambi ed erano accomunati da un solo spirito<br>Dopo la sua morte questi due invecchiano separati l&#8217;uno dall&#8217;altro.</p></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Flavia Sophe: enigma in pietra</h2>



<p>L&#8217;epitaffio greco di Flavia Sophe, <strong>risalente al II o III secolo d.C.</strong>, è un enigma che ci trasporta nel mondo dell&#8217;eresia cristiana valentiniana. &#8220;<em>Il metro è l&#8217;esametro. Ogni verso è diviso su due righe e una rientranza ogni due righe segnala l&#8217;inizio di ogni nuovo esametro. Le prime lettere di ogni riga formano un acrostico sul lato frontale della stele che, anche se incompleto, deve aver scandito il nome di &#8220;Flavia&#8221; e possibilmente anche &#8220;Sophe&#8221; nella parte inferiore della stele, la quale è andata perduta</em>&#8220;. Narrato forse dal marito, il testo rivela un rituale misterioso della camera nuziale, simbolo del ritorno dell&#8217;anima alla sua origine. Il greco raffinato aggiunge un tocco di eleganza a questa storia, arricchendola di complessità.</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Desiderosa della luce del padre<br>mia consanguinea, mia consorte, Sophe, unta dai lavacri dell&#8217;Unto,<br>santo e immortale unguento<br>ti sei affrettata a contemplare i divini volti degli Eoni<br>Il Grande Angelo del Gran Consiglio, il vero figlio<br>avanzando verso la camera nuziale<br>e ascendendo al letto nuziale del Padre, sei stata incoronata<br>Non ebbe lei morendo una fine comune<br>Morì e vive e vede davvero la luce immortale<br>Vive per i Vivi, ma è veramente morta per i Morti<br>Terra, perché ti meravigli di questa specie di defunta? O ne hai paura?</p></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Biografie</h2>



<pre class="wp-block-verse"><strong>Il Dottor Davide Massimo (Università di Nottingham)</strong> è laureato presso l'Università di Oxford ed è Docente Associato di Letteratura Antica presso l'Università di Nottingham; ha svolto fellowship presso la BSR, l'Università di Vienna e l'Università di Oxford. Si occupa principalmente di letteratura e cultura greca ellenistica e imperiale. Più recentemente, ha lavorato su iscrizioni in versi, con particolare interesse per le questioni di contatti interculturali, identità e autorappresentazione.

<strong>La Dott.ssa Chiara Cenati (Università di Vienna)</strong> è laureata presso l'Università di Vienna e ricercatrice post-dottorato nel progetto MAPPOLA finanziato dall'ERC (Vienna). Ha lavorato approfonditamente sulle iscrizioni per i soldati nelle province danubiane e nella città di Roma, concentrandosi sulle percezioni di identità, autorappresentazione e relazioni sociali. È interessata ai contatti tra civili e soldati, nonché alla mobilità geografica all'interno dell'impero romano, e partecipa attivamente a vari progetti di Epigrafia Digitale (Epigraphy.info, Epigraphic Database Roma edr-edr.it).
<strong>
Mirko Tasso (Università di Vienna)</strong> si è laureato presso l'Università di Pavia ed è attualmente uno studente di dottorato presso l'Università di Vienna, lavorando sulle strategie adottate dalle comunità religiose tardoantiche per auto-esprimersi e difendere le loro identità religiose e sociali nelle iscrizioni in versi latini e greci.

<strong>Federico Zanotti si è laureato presso La Sapienza-Università di Roma </strong>in Digital Performing Arts and Science. Lavora come regista e montatore freelance dal 2005. Ha una formazione in Cinema e Pubblicità e ha lavorato nel mondo dell'animazione come regista in produzioni 2D e 3D. Negli ultimi tre anni, ha lavorato nella divisione Progetti Educativi del Museo Nazionale Romano (Roma).</pre>



<p></p>
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		<title>Il lascito di Patrizia Cavalli nel documentario di Francesco Piccolo e Annalena Benini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Sep 2023 09:51:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[Ah, sei andata a vedere il documentario su Patrizia Cavalli? Non sapevo che era al cinema&#8230; Dire che &#8220;è al cinema&#8221; sembra quasi un&#8217;iperbole visto che a Roma &#8211; città adottiva della poeta &#8211; solo un cinema (n.d.r. Greenwich) sta proiettando il documentario &#8220;Le mie poesie non cambieranno il mondo&#8221; di Francesco Piccolo e Annalena [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Ah, sei andata a vedere il documentario su Patrizia Cavalli? Non sapevo che era al cinema&#8230;</p></blockquote></figure>



<p>Dire che<strong> &#8220;è al cinema&#8221;</strong> sembra quasi un&#8217;iperbole visto che a Roma &#8211; città adottiva della poeta &#8211; solo un cinema (n.d.r. Greenwich) sta proiettando il documentario <a href="https://www.poetessedonne.it/magazine/notizie/le-mie-poesie-non-cambieranno-il-mondo-il-documentario-su-patrizia-cavalli/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#8220;Le mie poesie non cambieranno il mondo&#8221;</a> di Francesco Piccolo e Annalena Benini. Cercando sui motori di ricerca, spero quasi mi sia rotto Google, perché la situazione non è molto diversa a Milano, Torino o Palermo.</p>



<p>E dopo aver visto questo documentario devo ammettere che trovo imbarazzante che questo preziosissimo lascito sia per la nicchia e non per la massa. Non serve essere appassionati o cultori della poesia per apprezzare una figura culturale poliedrica come quella di <a href="https://www.poetessedonne.it/italiane/patrizia-cavalli/" data-type="post" data-id="1707">Patrizia Cavalli</a>. Ma lo afferma lei stessa, del resto, con la sua solita lucidità<strong> </strong>&#8211;<strong> &#8220;Non è che ho scritto poco, è che nessuno sta lì ad aspettare la tua prossima poesia&#8221;</strong> &#8211;  affermando una cosa vera: la poesia non viene attesa come un thriller. Eppure siamo qui, a un anno dalla sua scomparsa, a ricordare una delle maggiori poetesse contemporanee italiane, quella che ha intitolato la sua <strong>prima silloge poetica con un manifesto di profonda umiltà:</strong> &#8220;Le mie poesie non cambieranno il mondo&#8221;.  E fu proprio questa silloge a garantirle un posto nell&#8217;antologia di Biancamaria Frabotta, &#8220;Donne in poesia&#8221;, quando era solo un&#8217;esordiente.</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>È nello scrivere la mia intenzione, non nel comunicare</p><cite>Patrizia Cavalli</cite></blockquote></figure>



<p>Questa umiltà accompagna tutto il documentario, che è emozionante e divertente grazie alla bravura di Francesco Piccolo e Annalena Benini, ma grazie anche alla sua protagonista: Patrizia Cavalli si racconta con quel suo modo unico e semplice,<strong> declinando più vizi che virtù. </strong>La sua gelosia, la sua passione per il gioco, le sue sofferenze amorose sono spesso state la musa ispiratrice della sua poesia, <strong>che &#8220;sorge&#8221; dal corpo come un&#8217;onda che arriva alla bocca.</strong></p>



<p>Non manca l&#8217;intervista alla compagna Diane Kelder e i ricordi sull&#8217;amica Elsa Morante, colei che <strong>per prima spinse Cavalli a svelarsi come poeta</strong>. Le interviste si alternano anche con spezzoni di letture di poesie e duetti canori insieme a Mika o Diana Tejera sulle celebri note delle sue poesie in musica come <strong>&#8220;Al cuore fa bene far le scale&#8230;&#8221;. </strong></p>



<p>Che altro dire, trovate quel cinema nella vostra città che proietta il documentario. Ne vale la pena.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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</div><figcaption class="wp-element-caption">Parte 2 nella descrizione del video su YouTube</figcaption></figure>
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		<title>Poetessedonne.it è mediapartner del Premio Letterario EquiLibri 2023</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Aug 2023 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 2023 è un anno ricco di collaborazioni per Poetessedonne.it. Oltre al Premio L&#8217;Avvelenata, II edizione, di cui si sono chiuse a Luglio le candidature, il sito supporta il Premio Letterario Nazionale &#8220;EquiLibri&#8221; di Chiara Ricci per la sua sesta edizione. Quali opere possono partecipare Il Premio è riservato a&#160;opere edite&#160;– in formato cartaceo ed [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 2023 è un anno ricco di collaborazioni per Poetessedonne.it.</p>



<p>Oltre al <a href="https://www.poetessedonne.it/magazine/notizie/poetessedonne-it-mediapartner-del-premio-letterario-lavvelenata-2023/" data-type="post" data-id="1909">Premio L&#8217;Avvelenata</a>, II edizione, di cui si sono chiuse a Luglio le candidature, il sito supporta il Premio Letterario Nazionale &#8220;EquiLibri&#8221; di Chiara Ricci per la sua sesta edizione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali opere possono partecipare</h2>



<p>Il Premio è riservato a&nbsp;<strong>opere edite</strong>&nbsp;– in formato cartaceo ed E-book pubblicate e autopubblicate tra il 1° gennaio 2018 e il 10 dicembre 2023 – e suddiviso in cinque categorie: Romanzo, Poesia, Racconti, Saggistica, Narrativa e Racconti per l&#8217;Infanzia e Ragazzi (dai 3 fino ai 14 anni). <strong>Si possono inviare le opere entro il 15 dicembre 2023.</strong></p>



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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-trawell-acc-background-color has-background wp-element-button">leggi il bando</a></div>
</div>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">La scorsa edizione</h2>



<p>Nella scorsa edizione Flavia Novelli (presto ospite nella sezione <a href="https://www.poetessedonne.it/category/autoritratti/" data-type="category" data-id="65">Autoritratti</a>) <a href="https://www.alessiapizzi.it/cultura/equilibri-v-edizione-giurata-per-il-premio-poesia-e-della-critica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha vinto il premio &#8220;Spacciatori di Cultura&#8221;</a> da me conferito per il suo saggio &#8220;Amori diVersi. Le grandi storie d’amore tra poeti raccontate attraverso scambi epistolari, diari e poesie&#8221;, edito da PortoSeguro. Un libro a mio avviso immancabile nelle librerie di tutti gli <strong>appassionati di poesia.</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Dino Campana e Sibilla Aleramo</li>



<li>Marina Cvetaeva, Boris Pasternak e Rainer-Maria Rilke</li>



<li>Paul Celan e Ingeborg Bachmann</li>



<li><a href="https://www.poetessedonne.it/americane/sylvia-plath-riassunto/" data-type="post" data-id="1323">Sylvia Plat</a>h e Ted Hughes</li>



<li>Italo Calvino e Elsa de Giorgi</li>



<li>Cesare Pavese e Bianca Garufi</li>



<li>Giosuè Carducci e Annie Vivanti</li>



<li>Eugenio Montale e <a href="https://www.poetessedonne.it/italiane/maria-luisa-spaziani/" data-type="post" data-id="1920">Maria Luisa Spaziani</a></li>



<li>Paul Verlaine e Arthur Rimbaud</li>



<li>Elizabeth Barrett e Robert Browning</li>



<li>Giuseppe Ungaretti e Bruna Bianco</li>



<li>Ezra Pound e Hilda Doolittle</li>



<li>Alda Merini e Michele Pierri</li>



<li>Paul Valery e Catherine Pozzi</li>



<li>Guido Gozzano e Amalia Guglielminetti</li>



<li>Elizabeth Bishop e Robert Lowell</li>



<li>Vladimir Majakovskij e Lili Brik</li>



<li>George Sand e Alfred de Musset</li>



<li>Salvatore Quasimodo e Maria Cumani</li>
</ul>
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