Intelligenza artificiale e creazione di contenuti, questo è il dilemma! Può una macchina partecipare all’atto intimo della creazione poetica senza snaturarlo? Per molti, la risposta sembra un secco “no”. Ma se l’approccio fosse radicalmente diverso? In questo scenario si inserisce Phraselette, uno strumento innovativo che non cerca di sostituire il poeta, ma di offrirsi come un “supporto materiale alla scrittura” (material writing support).
Progettato da un team di ricercatori in cui “molti co-autori hanno pratiche poetiche che si confrontano con la materialità digitale”, Phraselette non genera poesie, ma offre una tavolozza procedurale per espandere le possibilità creative, rispettando il lavoro sulla parola (wordwork) che è alla base di ogni testo.
Il problema degli strumenti di scrittura automatizzata
Gli strumenti di IA più diffusi, pensati per l’efficienza, spesso si rivelano inadatti alle esigenze della poesia. Phraselette nasce proprio per superare gli approcci comuni, tipo:
- Totalizzante (Wholesale): generano testi lunghi che il poeta può solo accettare o rifiutare in blocco, senza un vero dialogo con il processo.
- Singolare (Singular): forniscono una o, al massimo, poche alternative, limitando drasticamente il campo delle possibilità.
- Imperscrutabile (Inscrutable): agiscono come una “scatola nera”, nascondendo i meccanismi interni che portano a un certo risultato.
- Autoritario (Authoritative): inseriscono il testo generato direttamente nel documento, assumendo un ruolo di co-autore non richiesto e imponendo la propria “voce”.
Un approccio di questo tipo può essere
“dannoso per la pratica degli scrittori creativi, per la sua tendenza a scollare i testi dal processo che li sta attraversando”.
Phraselette: una “tavolozza procedurale” per il/la poeta
Phraselette è concepito per integrarsi nelle pratiche di scrittura esistenti in modo analogo a un thesaurus tradizionale, ma con una potenza e una flessibilità differenti: a differenza di un dizionario dei sinonimi classico, che supporta solo concetti a livello di singola parola, Phraselette permette la ricerca anche su frasi composte da più parole. Si basa su una filosofia di progettazione opposta a quella degli assistenti di scrittura convenzionali.
Il suo approccio può essere descritto come:
- Frammentario (Piecemeal): fornisce piccoli frammenti di testo, lasciando al poeta il compito di integrarli in un insieme coeso.
- Multiplo (Multiple): offre simultaneamente numerosi suggerimenti, aprendo un ventaglio di opportunità interpretative.
- Trasparente (Transparent): fornisce indizi e visualizzazioni che aiutano a comprendere il funzionamento del modello, rendendo il processo più leggibile.
- Suggestivo (Suggestive): pone l’enfasi sullo spazio mentale del poeta piuttosto che sul testo stesso, stimolando interpretazioni e nuove direzioni.
L’interfaccia è semplice: il poeta evidenzia una porzione del proprio testo (chiamata inlet) per ricevere una serie di suggerimenti di riscrittura (rephrasings). Questi provengono da diversi moduli, chiamati phrasewells (letteralmente “pozzi di frasi”), ognuno con una funzione specifica.
I “pozzi di frasi” (Phrasewells)
Per comprendere le capacità concrete di Phraselette, è utile esplorare alcuni dei suoi “pozzi di frasi”. Ogni pozzo è un piccolo motore creativo che offre un diverso tipo di materiale linguistico dalla tavolozza.
Il Thesaurus creativo
Il Thesaurus Well è progettato per creare un linguaggio inedito, non solo per trovare sinonimi. Permette al poeta di definire lo stile dei suggerimenti con una semplice frase, eccellendo nel generare neologismi e frasi inattese. Si può chiedere, ad esempio, di generare alternative secondo:
“il thesaurus che James Joyce ha usato per l’Ulisse”
Oppure si può esplorare un registro completamente diverso, come:
“il lessico di un romanzo rosa”
Il Lettore-Persona
Il Reader Well simula una “persona” che legge e offre un punto di vista esterno. Il poeta può “ingaggiare” lettori fittizi come "Tristan Tzara, il poeta dadaista" o "un critico letterario". Il suo funzionamento è un processo in due fasi: prima, il pozzo fornisce fino a tre punti che delineano una lettura critica del testo selezionato; poi, utilizza questa stessa critica per generare riscritture coerenti con quella prospettiva, offrendo uno strumento di revisione potente e spesso sorprendente.
Il Pozzo del contesto
A volte l’originalità sta nell’evitare la parola più ovvia. Il Context Well mostra le continuazioni di frase statisticamente più probabili, basandosi sul testo che precede la selezione. Questo permette al poeta di vedere quali sono le soluzioni più prevedibili e scegliere deliberatamente di scartarle. Questa funzione è una risposta diretta a una delle maggiori paure legate all’IA: aiuta infatti a “mitigare gli effetti di omogeneizzazione” che gli strumenti di IA possono introdurre nella scrittura creativa, spingendo la ricerca verso territori meno battuti.
La prova dei poeti: risultati di uno studio sul campo
Phraselette è stato testato da 10 poeti. Le impressioni generali sono state estremamente positive, con molti partecipanti che hanno descritto lo strumento come “divertente” e “giocoso” (fun and playful), incoraggiandoli a esplorare.
Dallo studio sono emersi alcuni punti salienti:
- Nessuna Perdita di “Paternità”: i poeti hanno mantenuto un forte senso di proprietà del testo. Hanno paragonato l’uso di Phraselette a quello di un normale thesaurus, affermando che, sebbene le parole potessero cambiare, “le idee sono ancora originali”.
- Uno Strumento, non un Co-autore: la grande maggioranza ha percepito Phraselette come uno
Strumento(Tool), non come unCollaboratoreo unCo-pilota. Questo conferma che il design del sistema riesce a mantenere il poeta al centro del processo creativo. - Utile per la Revisione e la Scoperta: lo strumento si è rivelato particolarmente efficace per scoprire nuove immagini. Un poeta ha descritto come Phraselette, lavorando su una poesia naturalistica, lo abbia aiutato a fare un salto concettuale più grande: “invece di andare da foglia a albero a erba… lo ha mandato da foglia a albero a barca”.
- Il Valore delle “Letture Errate”: le “letture errate” (
misreads) o le interpretazioni sorprendenti del sistema non sono state viste come errori, ma come un fertile terreno poetico da cui attingere per generare nuove idee.
La metafora di un partecipante (P8) riassume magnificamente il potenziale dello strumento. Ha descritto Phraselette come:
“…uno scalpello che spezza le connotazioni [del linguaggio]”
Lo stesso poeta ha sottolineato che lo strumento non sostituisce la fatica del creare, ma la supporta, usando un’altra potente immagine:
“C’è voluto comunque del lavoro per estrarre il nuovo linguaggio. Immagino sia stato un po’ come fare agricoltura o qualcosa del genere”.
A testimonianza della sua utilità, quasi tutti i poeti intervistati (il tempo non è stato sufficiente per due di loro) hanno dichiarato l’intenzione di inviare per la pubblicazione alcuni dei testi scritti con l’aiuto di Phraselette.
Riscrivere il futuro della scrittura poetica
Phraselette non è solo un software, ma la proposta di un modello alternativo di interazione tra uomo e macchina. Dimostra che è possibile progettare un’intelligenza artificiale che non punta a sostituire l’autore, ma a espandere il suo potenziale. Invece di offrire risposte preconfezionate, fornisce materiale grezzo e prospettive multiple, agendo come una vera e propria tavolozza procedurale che rimane nelle mani del poeta. La domanda, dunque, non è se l’IA entrerà nel nostro laboratorio, ma quali scalpelli, quali tavolozze sceglieremo per continuare a scolpire la lingua.
[Le informazioni della ricerca sono state riassunte con il supporto dell’AI]




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