In Praise of Mystery è la poesia di Ada Limón incisa su una navicella Europa Clipper della NASA e diretta verso la seconda luna di Giove. Poetessa statunitense di origini messicane, nata a Sonoma, California, non è nuova ai riconoscimenti: è già poetessa laureata degli Stati Uniti tra il 2022 e il 2025, vincitrice della borsa di studio MacArthur “genius” e nominata da Time tra le donne dell’anno 2024,.
Il 30 settembre esce Startlement: New and Selected Poems (Milkweed Editions), una raccolta che unisce più di venti testi inediti alle poesie che hanno reso celebre la sua voce. Un libro che è insieme antologia e nuova partenza.
In una recente intervista al San Francisco Chronicle, Limón confessa che l’incanto che prova sotto le stelle di Sonoma non è tanto per la sua poesia che viaggia nell’orbita spaziale, quanto per ciò che la poesia stessa restituisce a chi la legge: una possibilità di connessione, con la natura e con gli altri.
“Lo stupore non è solo là fuori. È proprio qui.”
Le colline della sua infanzia, i maestri naturalisti, gli alberi e i fiumi che hanno popolato i suoi giorni da bambina sono oggi parte del suo paesaggio poetico. Ma accanto alla natura, Ada non dimentica mai il paesaggio interiore: emozioni, paure, desideri si intrecciano con stormi di uccelli o corsi d’acqua, creando un corpo unico tra essere umano e pianeta.
“La poesia offre una profonda umanità, soprattutto oggi che il linguaggio sembra difficile da fidare – tra retorica politica e parole generate dall’intelligenza artificiale.”
La poesia, quindi, come rifugio. Non un lusso, ma una necessità per restare ancorati a ciò che ci rende umani.
“L’arte ci ricorda che abbiamo un’anima, compassione, empatia. Quando scriviamo o leggiamo poesie, vediamo ciò che davvero importa.”
Sapere che la sua poesia In Praise of Mystery viaggia verso Giove è un’emozione immensa, ma per Limón la vera meraviglia non è lassù. È sulla Terra, negli occhi di chi legge, nelle mani che aprono un libro, in chiunque alzi lo sguardo verso il cielo per ricordarsi che lo stupore non abita lontano.
“Il poema è per questo pianeta. Per noi. C’è meraviglia là fuori, certo, ma c’è anche qui.”
Un oceano di differenze
C’è un altra informazione che colpisce: negli Stati Uniti le poetesse sono celebrate come figure pubbliche, invitate a eventi ufficiali, ascoltate come voci generazionali. Si pensi ad Amanda Gorman, la giovane autrice afroamericana che nel 2021 ha letto la sua poesia The Hill We Climb alla cerimonia d’insediamento di Joe Biden. Oggi accade lo stesso con Ada Limón, che da poetessa laureata ha viaggiato per il Paese diventando ambasciatrice della parola poetica, fino a Giove.
Questa visibilità ci dice molto: Oltreoceano la poesia femminile non è confinata negli spazi accademici, ma vive nei teatri, nelle scuole, persino nelle piazze e nello spazio cosmico. È un invito a riflettere anche da noi, in Italia ed Europa, su quanto la voce delle poetesse possa e debba diventare parte del discorso pubblico, soprattutto in tempi di crisi e trasformazioni.
La poesia In Praise of Mystery: A Poem for Europa
Arcuandoci sotto il cielo notturno, nero come l’inchiostro,
Tradotto con DeepL.com, testo preso da loc.gov
con la sua distesa oscura, indichiamo
i pianeti che conosciamo,
esprimiamo rapidi desideri alle stelle. Dalla terra,
leggiamo il cielo come se fosse un libro infallibile
dell’universo, esperto ed evidente.
Eppure, ci sono misteri sotto il nostro cielo:
il canto delle balene, il canto degli uccelli
che chiamano tra i rami di un albero scosso dal vento.
Siamo creature di costante stupore,
curiosi della bellezza, delle foglie e dei fiori,
del dolore e del piacere, del sole e dell’ombra.
E non è l’oscurità che ci unisce,
non la fredda distanza dello spazio, ma
l’offerta dell’acqua, ogni goccia di pioggia,
ogni ruscello, ogni pulsazione, ogni vena.
O seconda luna, anche noi siamo fatti
di acqua, di mari vasti e invitanti.
Anche noi siamo fatti di meraviglie, di amori grandi
e ordinari, di piccoli mondi invisibili,
del bisogno di gridare nell’oscurità.




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