Mi sentivo ed ero un libro con righe chiare di parole sensibili e taglienti, nessuno sapeva intravederne le fragilità, si pungevano e andavano via. Sono sempre stata e mi son sempre sentita come un libro aperto, circondato da analfabeti.
(Sylvia Plath)
Biografia
Alessandra Manara cresce, vive e lavora in provincia di Como. Il suo rapporto con la scrittura è una costante sorta spontaneamente, ben presto inquadrata come predisposizione dai docenti. Tuttavia il percorso scolastico non prosegue lungo un tracciato umanistico, e in adolescenza continua a coltivare solo privatamente l’abitudine di comporre poesia e prosa poetica, ad eccezione di alcuni progetti ludici di stesura collaborativa online, a carattere fantasy. Nel 2019 inizia a condividere su instagram i suoi testi, incontrando una nicchia di amatori che la stimola a proseguire. Da questo riscontro positivo nasce l’idea di creare uno spazio virtuale comunitario, dedicato ad autrici animate dalla medesima visione artistica. Fonda così il Circolo delle Poetesse, firmatario del neonato movimento letterario nominato “Escapismo Poetico”. A marzo 2021 pubblica la sua prima silloge dal titolo “senzavoce” con la casa editrice Officina Milena. A giugno 2023 approda nella collana Quaderni di Poesia di Eretica Edizioni con la sua seconda opera, “Ossa di Luna”.
Da cosa nasce il tuo amore per la poesia?
Il mio amore per la Poesia credo sia sempre esistito, l’ho incontrata sui banchi delle elementari con Gianni Rodari e non ci siamo più lasciate.
A cosa si ispira la tua poesia?
Potenzialmente a tutto, ma se dovessi rintracciare un filo rosso tra i miei testi credo sarebbe intessuto di malessere esistenziale e sublimazione.
Hai pubblicato delle sillogi poetiche? Se sì, quali? Dove è possibile acquistarle?
Si, senzavoce, con Officina Milena e Ossa di Luna con Eretica Edizioni. Entrambi ordinabili sia nei maggiori store online che in qualunque libreria.
Chi sono i tuoi modelli poetici? Tra questi ci sono delle poetesse? Se sì, quali?
Suonerà presuntuoso ma tendo, in ogni ambito, a rifiutare i modelli. Sono patologicamente romantica, cerco sempre il colpo di fulmine e ancor di più se si tratta di arte: tento di razionalizzare il meno possibile perché lo trovo inquinante. In questo senso posso dire che Sylvia Plath è stata la mia prima storia importante.
Una poesia di Alessandra
Se nella curva
Sparuta dell’atmosfera
Sconfinasse
Il mio rovescio
Sarebbe l’orma
Di un tallone
Che crostifica la sabbia
Espugnando i crepuscoli
Perché da questa parte
Ho sgravato
In così tante doglie
La rinuncia
Da essere un’intera donna
In controluce
Commento della Poetessa
Quando ho scritto questo testo stavo provando un profondo senso di impotenza rispetto a diversi campi della mia vita. Tutte le difficoltà che stavo affrontando le percepivo come conseguenza del mio essere donna. Intendo il mio personale modo di esserlo. In quel momento la mia mente ha prodotto l’immagine di un tramonto rossissimo sul mare. Subito dopo ho avvertito la nascita di queste parole.
Perché le persone dovrebbero leggere le tue poesie?
Perché scrivo trovando un senso di compimento esistenziale e fruire dell’opera di qualcuno che sperimenta la propria totalità, a me ha sempre fatto un gran bene.
Cosa dicono di te gli altri?
Recensione di Ossa di Luna della professoressa Grazia Maria Scardaci
Leggo Ossa di Luna con discrezione, entrando in una camera in penombra posso scorgere le macchie del caffelatte sul tavolo, posso sentire serpeggiare la campagna con cumuli di vita e covi di emozione, odora questa raccolta di analisi della natura umana in dimensione liquida, in corsa e alla ricerca di una estensione ontologica che scaturisce dall’interno del sé poetico. Scorgo <<Un bagliore rosso …>> di Cesare Zavattini, il quid che illumina l’amigdala emozionale, quella che possono scorgere i similari, le copie genetiche degli animi. Alessandra Manara, alla sua seconda prova antologica, disegna una poetica eclissata, la verginità della riflessione immersa nei paradossi del quotidiano <<Amo seppellirmi/ nelle cose grandiose/ fraintese/ sconsacrate>>, una miscellanea di contenuti diversificati in apparenza ma realmente legati alla filosofica ricerca dell’”essenza della necessità“. L’essenza di Hume, qui evocata, razionalizza l’irrazionale e della forza della necessità si avvale per conoscere la complicata natura umana, similmente Alessandra indaga la fisicità perduta nell’istante, l’idea del mancato solco, rendendo vive le attese e le scoperte <<Sono pallida /di stanze segrete>> o <<Mi mischioalle api/ scongiurando la cattura/ dei giusti non essere>>. Essenza e Necessità in Alessandra Manara diventano causa ed effetto del dinamico confrontarsi con la radice della pura adesione all’Universo in una incondizionata plasticità adattiva, creta nelle mani del demiurgo poetico, asservita al bisogno del definire i limiti dell’ascolto ritmico <<non ti avvicinare/ con fiori/ di cartapesta:/ li mangerò>>. Perla assoluta Lacrima <<Di quel nulla/ che mi prende/ ti darò il resto>> che ricorda in fusione di versi In limine di Eugenio Montale <<Il frullo che tu senti non è un volo/ ma il commuoversi dell’eterno grembo>>, i due movimenti si sommano allo stesso tempo ma restano atti istintivi di una simbiotica silloge non solcata da prefazioni al testo – purtroppo – che annuncino la bellezza che s’incontrerà in lettura. La Luna è sfondo e disincanto nel testo, goccia e sezione che imprime un tratto ideale comprimibile in tre movimenti di meraviglia: la trasparenza, l’impavido, il necessario. Tre atti concepiti, insiti nella poetica dell’autrice, assolutamente personali in trascrizione e irripetibilità del suo gesto elegiaco.
Alessandra consiglia un libro di poesie
Antologia dei Poeti Maledetti in versioni metriche a cura di Vittorio Pagano, per Besamuci Editore.




Lascia un commento