sanremo 2026: levante "sei tu" paragone con ode alla gelosia di saffo

Sanremo 2026: Levante canta l’amore come l’ode alla gelosia di Saffo

La canzone portata da Levante al Festival di Sanremo 2026 mi ha colpito per l’intensità con cui descrive l’innamoramento come esperienza fisica, quasi destabilizzante. Ascoltando il testo presentato sul palco dell’Ariston, è difficile non pensare all’Ode alla gelosia di Saffo, il celebre frammento 31 della lirica greca arcaica. A distanza di oltre 2600 anni, il corpo innamorato sembra parlare la stessa lingua: quella della maestra d’amore per eccellenza.


Il testo di Levante a Sanremo 2026: l’amore come perdita di equilibrio

Levante canta:

Ah, non mi sento le gambe.
Mi manca il respiro.
La vista mi abbandona un po’.
Mi trema anche la gola.
La voce non mi trova.

Non è una descrizione sentimentale. È una descrizione fisiologica. L’innamoramento non viene raccontato come emozione astratta, ma come alterazione del corpo: tremore, mancanza di respiro, perdita della postura, smarrimento sensoriale.

È così che “ci si innamora”, dice Levante: facendo spazio dove posto non si trova.


L’Ode alla gelosia di Saffo (frammento 31)

Nel frammento 31, noto come Ode alla gelosia, Saffo descrive l’effetto della presenza dell’amata. Non parla di sentimento in termini psicologici. Parla di sintomi.

La lingua si spezza,
un fuoco sottile corre sotto la pelle,
gli occhi non vedono più,
le orecchie ronzano.

Il corpo perde coerenza.
La parola si interrompe.
La percezione si altera.

È una delle prime descrizioni occidentali dell’innamoramento come crisi fisica.

Nella newsletter di Mis(S)Conosciute scrivevo:

Saffo descrive la sintomatologia dell’amore come se fosse un medico e come se la passione fosse una vera e propria patologia. A volte è proprio così: non riusciamo a controllare le nostre emozioni, ci blocchiamo, facciamo figuracce, diamo di matto.


Perché la canzone di Levante ricorda Saffo?

Il parallelo tra Levante a Sanremo 2026 e l’Ode alla gelosia di Saffo non è forzato. In entrambi i testi troviamo:

  • tremore corporeo
  • mancanza di respiro
  • alterazione della vista
  • difficoltà nel parlare
  • perdita di equilibrio

Non si tratta di citazione diretta, ma di una struttura emotiva e corporea sorprendentemente simile. La lirica greca arcaica descrive l’eros come una forza che attraversa il corpo prima ancora che la mente. La canzone di Levante fa esattamente lo stesso. Saffo, tra l’altro, è stata in generale la prima voce femminile occidentale a sostenere che “la cosa più bella è quella che si ama”, un assunto molto semplice che però non è affatto banale, come sostiene anche Levante:

Ah, se potessi vestire la mia pelle
Vibrare del mio suono,
Sapresti perché non ho mai trovato il modo
Per spiegare che cos’è l’amore
Per me.


L’innamoramento nella lirica greca: un evento fisico

Nel mondo di Saffo, Eros non è un sentimento dolceamaro. È una potenza che invade, destabilizza, scuote. La poesia arcaica non psicologizza l’amore: lo somatizza. Non “mi sento triste”, ma non vedo, non respiro, tremo.

In questo senso, la canzone di Levante a Sanremo 2026 si inserisce (inconsapevolmente?) in una tradizione millenaria: l’amore come terremoto del corpo.


2600 anni dopo, il corpo parla ancora la stessa lingua

Dal frammento 31 di Saffo al palco dell’Ariston, cambia il contesto, ma non cambia il tremore.

Riconoscere nel testo di Levante un’eco dell’Ode alla gelosia significa comprendere che la tradizione non è un archivio immobile. È una memoria viva.

L’amore continua a manifestarsi con gli stessi segni: voce che si spezza, respiro che manca, equilibrio che vacilla.

Il corpo innamorato del VII secolo a.C. e quello del 2026 reagiscono allo stesso modo. Ed è proprio questo che rende la poesia eterna.

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Alessia Pizzi

Laurea in Filologia Classica con specializzazione in studi di genere a Oxford, Giornalista, fondatrice di CulturaMente e di Poetesse Donne. Nel 2020 ho pubblicato il libro "Qualcuno si ricorderà di noi", dedicato alle poetesse dell'antichità, nel 2023 ho pubblicato "Poesie sul Tavolo".

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