rita pacilio poetessa campana

Rita Pacilio

“E se il mondo ti avrà dimenticato, di’ alla terra immobile: Io scorro. All’acqua rapida ripeti: Io sono.”

[Rainer Maria Rilke]

Biografia

Rita Pacilio (Benevento 1963) è poeta, scrittrice, sociologa, mediatrice familiare. Si occupa di poesia, di critica letteraria, di metateatro, di saggistica, di letteratura per l’infanzia e di vocal jazz. Direttrice Editoriale RPlibri, è Presidente dell’Associazione Arte e Saperi.

Per la poesia: Luna, stelle e … altri pezzi di cielo, Ciliegio forestiero, Tra sbarre di tulipani, Alle lumache di aprile, Di ala in ala, Gli imperfetti sono gente bizzarra, Quel grido raggrumato, Il suono per obbedienza, Prima di andare, Al polso porto catene, La ferita dei fulmini, La venatura della viola. Per la prosa poetica: Non camminare scalzo, L’amore casomai.

Per la saggistica: Pretesti danteschi per riflettere di sociologia.

Per la narrativa: Cosa rimane.

Per la letteratura per l’infanzia: La principessa con i baffi, Cantami una filastrocca, La favola dell’Abete, La vecchina brutta e cattiva.

È stata tradotta in greco, in romeno, in francese, in arabo, in inglese, in spagnolo, in catalano, in georgiano, in napoletano.

Da cosa nasce il tuo amore per la poesia?

Attraverso la poesia mi educo e incoraggio a non temere la debolezza, ma, anzi, a farne una forza per rifondare la comunità dei viventi. La parola poetica si rigenera di continuo, con una forza che non si arrende: mi interrogo incessantemente sul tempo, sull’assenza, sulla compassione, sul perdono, sull’amore e sul dolore.

A cosa si ispira la tua poesia?

Le tematiche sottese tra scienza e coscienza che ispirano la mia scrittura poetica sono: la solitudine e la frustrazione dell’ammalato, l’indifferenza sociale, la dimenticanza correlata ad alcune patologie cliniche che mettono a dura prova quella parte del cervello che custodisce la memoria a breve e a lungo termine e, inoltre, l’amore, in tutte le sue forme, amore come vera e unica motivazione di vita: testamento simbolico e spirituale per l’umanità intera. La mia scrittura ha un profondo senso civile e spirituale grazie alla formazione di Sociologo e Mediatore familiare e allo studio della musica, del teatro, della letteratura e della religione.

Hai pubblicato delle sillogi poetiche? Se sì, quali? Dove è possibile acquistarle?

Ecco le mie pubblicazioni di poesia:

1) Luna, stelle e … altri pezzi di cielo,

2) Ciliegio forestiero, 3)

Tra sbarre di tulipani,

4) Alle lumache di aprile,

5) Di ala in ala,

6) Gli imperfetti sono gente bizzarra (tradotto e pubblicato in Francia per l’Harmattan, in Tunisia per Uet e in Colombia per Papel y Lapiz)

7) Quel grido raggrumato,

8) Il suono per obbedienza,

9) Prima di andare,

10) Al polso porto catene,

11) La ferita dei fulmini (Libro d’arte)

11) La venatura della viola (tradotto e pubblicato in Francia per l’Harmattan).

I miei libri possono essere acquistati presso tutte le librerie on line e sui siti di vendita di settore. Anche in alcune biblioteche e librerie italiane si possono trovare alcuni miei volumi.

Chi sono i tuoi modelli poetici? Tra questi ci sono delle poetesse? Se sì, quali? 

Amo leggere e rileggere Alfonso Gatto, Dino Campana, Heaney, Rilke, Borges, Pessoa, Marina Ivanovna Cvetaeva, Giacomo Leopardi, Anne Sexton, Eliot, Ungaretti, Celan, Assunta Finiguerra. Rilke e Cesare Pavese sono gli autori che rileggo con maggiore frequenza e che preferisco. Tra le poetesse italiane amo Assunta Finiguerra.

Poesia: “La venatura della viola”

Il mondo è un corpo devastato
ha l’erba secca per il troppo pianto
è steso di fianco senza parole in bocca
alle dita manca il segno della pace,
si avverte il lamento del lupo in agonia
la neve permanente morire piano, piano.
Qualcuno dice non puoi farci niente
rassegnati al timbro del frastuono,
allora coglierò tutte le viole
le terrò insieme come faceva nonna
adornerò capelli scombinati
e
abbandonata alla saggezza del necessario
sarò povera delle solite cose.

Rita Pacilio

Commento della poetessa

Commento questo testo poetico riportando la “Lettera al lettore” che introduce tutta la raccolta: Ne La venatura della viola maneggio la parola poetica per trovare la strada possibile da percorrere quando non ci si arrende all’incuria, all’abbandono, all’assenza, alla miseria umana. Per resistere e oppormi alle brutture della vita ho cercato la risposta nella semplicità e nella dolcezza di un piccolo fiore. Ho scelto la viola, spesso colta e custodita nel libro preferito o nel diario come un pensiero d’amore o, addirittura, per fermare un ricordo. La violetta, le viole a ciocche, la viola del pensiero mostrano a tutti la bellezza del colore, a volte il profumo portando in seno, metaforicamente, il ciclo vitale dell’esistenza. Ambire al succo del vero mi educa e mi spinge a sentire le creature tutte come un dono che non voglio dare per scontato.

Amo la gentilezza e la calma accesa della viola, quella lentezza che mi permette di soffermarmi con garbo sui particolari, sui dettagli incustoditi. Non voglio perdere niente. Il bisogno di toccare continuamente la terra e i suoi figli mi pone in una posizione privilegiata. Mi rasserena. Abbiate cura di queste poesie e ringrazio le violette, una delle tante bellezze del Creato. Vi prego, usiamo buone maniere e tenerezza quando siamo di fronte a un albero, accarezziamolo. Accogliamo il mondo fatto di persone, cani, uccelli e il mare. Siamo gentili e facciamoci ingranaggi universali d’amore. Fermiamoci presso la foce di un fiume, ascoltiamo l’acqua. Diamo un bacio in più al mattino e alla sera. Gioiamo dei silenzi pieni e gonfiamoci continuamente gli occhi quando guardiamo le stelle.

Perché le persone dovrebbero leggere le tue poesie?

Per me la poesia è un atto maturo e responsabile di continua esplorazione del micro/macrocosmo e di verifica delle proprie tensioni verso gli altri. È una disponibilità allo stupore, una continua sperimentazione della bellezza e della condivisione della vita e della morte. La poesia è sempre stato un luogo di esperienza, di incontro, di elaborazioni e modificazioni che partono da un atto di fede e di speranza. Vorrei comunicare tutto questo ai miei lettori … vorrei provassero empaticamente la mia stessa emozione e per questo vorrei leggessero i miei testi poetici.

Cosa dicono di te gli altri?

1) Eugenio Borgna su “Gli imperfetti sono gente bizzarra”.

[…] non leggevo da tempo poesie contemporanee di questa dolorosa arcana bellezza e di questa meravigliosa attonita grazia. Le ho lette, l’una dopo l’altra, affascinato e commosso dalle immagini, dalle metafore, dalle invenzioni linguistiche, dagli snodi tematici, dalle intuizioni di quella che è la voce segreta e lancinante della sofferenza psichica […] lei ci dona testimonianze inaudite e indimenticabili. Non posso se non ringraziarla, di cuore, di questo libro che ho letto, e che rileggerò senza fine. Quasi qualcosa del pensiero poetante di Georg Trakl […]

2) Davide Rondoni, prefazione di “Gli imperfetti sono gente bizzarra”, La Vita Felice, 2012.

Poche opere di poesia mi hanno colpito recentemente come questa raccolta di Rita Pacilio. […] Il libro è visionario e intimo, ma in forza di una speciale qualità di composizione e di concentrazione, evita tutti i rischi che si incontrano in un corpo a corpo così stretto con l’abisso. Voglio dire i rischi del ripararsi, del coprirsi dietro la letteratura, i luoghi comuni, lo stereotipo. Ci vogliono molti anni di consuetudine con tale corpo a corpo. […] Ci vuole una consuetudine disarmata, casta, povera, che abbia visitato le ombre […] No, qui, la voce di Rita Pacilio viene da un luogo intimo e indifeso. […] Il libro è un viaggio di conoscenza, non un affresco patetico. Sia detto non solo per rispetto al lavoro della poetessa e agli abitanti delle stanze che ha attraversato, ma della poesia intera, attuale e passata, che in prove come questa trova conferma e rilancio della sua vocazione: poetare e conoscere sono lo stesso movimento. […] Rita Pacilio mostra in questo libro una qualità di misura e di potenza emblematica che la accosta ad alcune voci della migliore poesia italiana. […]

3) Raffaele Urraro su “La venatura della viola”, Ladolfi, 2019.

[…] Certo, il richiamo alla leopardiana “social catena”, alla solidarietà universale contro lo strapotere della Natura, sembra ovvio, ma Rita indica in quell’insieme la necessità non solo della umana solidarietà, ma anche di combattere contro la malvagità degli uomini, contro il negativo dei loro comportamenti e contro i danni che essi provocano alla nostra casa comune. […] Rita Pacilio cerca un linguaggio poetico come strada alternativa alla degradazione umana. È proprio nel linguaggio poetico quella che io ritengo la più importante connotazione della vita del poeta: la parola originale, nella quale si invera la “libertà” come forma del vivere non condizionato da ciò che risulta incompatibile con noi. E il linguaggio di Rita corrisponde alla scelta ideologica, cioè alla struttura contenutistica della sua poesia. […]

Rita consiglia un libro di poesie

"Scurije" di Assunta Finiguerra (LietoColle, 2005)
Voci di Poetesse

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