Nel vasto panorama della letteratura mondiale, le coincidenze spesso si rivelano come fili sottili che collegano destini distanti. In questo contesto, emerge un particolare intreccio poetico tra due donne che non si sono mai incontrate ma che avrebbero potuto: mi riferisco a Catherine Pozzi e ad Antonia Pozzi. Mentre Catherine Pozzi, poetessa e scrittrice francese (1882-1934), si faceva portatrice di una voce mistica e inquieta nella Parigi degli anni ’20, Antonia Pozzi, poetessa italiana (1912-38), si è distinta per la sua poetica sensibile e appassionata.
Lontane, ma vicine
Catherine Pozzi e Antonia Pozzi, pur appartenendo a contesti culturali e nazionali diversi, condividono (oltre allo stesso cognome!) alcune similitudini nelle loro vite e nelle loro opere.
L’espressione intensa
Entrambe le poetesse si sono distinte per la profondità emotiva delle loro opere. Hanno utilizzato la poesia come mezzo per esprimere le loro esperienze interiori. Pare che Catherine, poco prima della morte, scrisse una poesia dedicata alla notte, Nyx, ultimo richiamo a quell’esistenza “notturna” che l’ha contraddistinta. Nell’ultima lettera di Antonia Pozzi ai genitori (datata il 1 dicembre), invece, oltre ai saluti per la nonna emerge il richiamo a quella natura protagonista di molte sue liriche: “Mi ritroverete in tutti i fossi che ho tanto amato“.
Due vite brevi, spente lo stesso giorno
Entrambe le poetesse hanno vissuto vite brevi e intense, segnate da tragiche circostanze. Antonia Pozzi morì suicida all’età di 26 anni, mentre Catherine Pozzi morì a 51 anni di tubercolosi. Entrambe morirono il 3 dicembre, Catherine nel 1934 e Antonia nel 1938.
Influenza nella letteratura e riconoscimento postumo
Nonostante la loro breve carriera letteraria, entrambe hanno lasciato un’impronta significativa nella letteratura dei rispettivi paesi. Le loro opere, seppur poco conosciute durante le loro vite, sono state successivamente riscoperte e apprezzate per la loro forza espressiva. Solo una poesia di Catherine fu pubblicata quando era in vita, mentre quelle di Antonia furono pubblicate tutte postume con la prefazione di Eugenio Montale.
Una poesia di Antonia
Oh, tu bene mi pesi
Preghiera alla poesia
l’anima, poesia:
tu sai se io manco e mi perdo,
tu che allora ti neghi
e taci.
Poesia, mi confesso con te
che sei la mia voce profonda:
tu lo sai,
tu lo sai che ho tradito,
ho camminato sul prato d’oro
che fu mio cuore,
ho rotto l’erba,
rovinata la terra –
poesia – quella terra
dove tu mi dicesti il più dolce
di tutti i tuoi canti,
dove un mattino per la prima volta
vidi volar nel sereno l’allodola
e con gli occhi cercai di salire –
Poesia, poesia che rimani
il mio profondo rimorso,
oh aiutami tu a ritrovare
il mio alto paese abbandonato –
Poesia che ti doni soltanto
a chi con occhi di pianto
si cerca –
oh rifammi tu degna di te,
poesia che mi guardi.
Una poesia di Catherine
Questo vino che scorre nella mia vena
Scopolamina, tradotta con DEEPL da una traduzione inglese
ha affogato il mio cuore e lo farà di nuovo
Nel cielo, senza capitano né denaro.
Il mio cuore naviga in una scena
dove l’oblio si scioglie come miele




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