Il bacio, gesto universale di amore e desiderio, ha ispirato scrittrici e scrittori di ogni epoca. Quando a raccontarlo sono le voci delle donne il bacio non è solo un atto d’amore, ma diventa simbolo di libertà, di perdita, di rinascita e di consapevolezza. Le poetesse hanno saputo trasformarlo in un frammento di eternità, sospeso tra la dolcezza e il tormento, tra la carne e il pensiero.
Anna de Noailles, con la sua eleganza decadente, dipinge il bacio come un incontro di opposti: miele e odio si intrecciano nella passione, lasciando un’impronta indelebile nel cuore. Anne Sexton, invece, ribalta la prospettiva: per lei il bacio è un atto di resurrezione, un’energia elettrica che scuote il corpo e la mente, un’esplosione di vita dopo il dolore e la solitudine. Sibilla Aleramo lo canta con una sensualità feroce, un’estasi che sfida il tempo e lascia nel sangue il segno di un amore inatteso e sconvolgente.
Kamala Das ci porta nell’intimità della perdita, dove il bacio non è più piacere ma memoria, un ricordo che trasforma il corpo in un campo di battaglia tra il passato e il presente. Edna St. Vincent Millay raccoglie il senso della nostalgia, il bacio dimenticato eppure ancora presente come un’eco nel cuore, mentre Claire Lejeune eleva il bacio a una dimensione esistenziale, un atto che è fame, preghiera e necessità primordiale.
Attraverso queste voci, il bacio si carica di significati molteplici: è soglia tra il desiderio e la perdita, tra la vita e la poesia. Un gesto tanto semplice quanto rivoluzionario, capace di contenere in sé l’essenza stessa dell’esperienza umana.
Anna De Noailles, Il piccolo Eros
Piccolo Eros che giochi all’ombra dei polloni
Traduzione di Marzia Minutelli
E bevi a fonti chiare,
Tu che alimenti come due accoppiati piccioni
La collera e l’amore,
Passa senza fermarti davanti alla mia porta,
Non entrare quest’anno:
Ho ancora degli amori della stagione scorsa
Il cuore frastornato,
Perché mescoli al miele, tu, del bacio deposto
Sopra un labbro geloso
Un odio tanto amaro quanto i frutti del sorbo,
Un odio acido e rosso…
Anne Sexton, The kiss
La mia bocca sboccia come un taglio.
Tradotto con ChatGPT
Sono stata offesa tutto l’anno,
notti tediose, nient’altro che gomiti ruvidi dentro
e delicate scatole di Kleenex che mi chiamano piagnucolona,
piagnucolona, sciocca!
Fino a oggi il mio corpo era inutile.
Ora si strappa ai suoi angoli squadrati.
Sta lacerando le vesti della vecchia Maria, nodo dopo nodo,
e guarda—ora è attraversato da scariche elettriche.
Zing! Una resurrezione!
Un tempo era una barca, piuttosto di legno
e senza uno scopo, senza acqua salata sotto,
bisognosa di una mano di vernice.
Non era più di un mucchio di assi.
Ma tu l’hai issata, l’hai attrezzata.
È stata eletta.
I miei nervi sono accesi. Li sento come
strumenti musicali. Dove c’era silenzio,
i tamburi, le corde suonano incurabili. Sei stato tu.
Puro genio al lavoro. Amore, il compositore è entrato nel fuoco.
Sibilla Aleramo, Miele
Su la mia bocca
da la bocca d’uno
mai prima d’oggi veduto,
un bacio
un bacio violento
oggi è caduto,
rapinoso,
e spasimo dolce
e voluttà
e vertigine
ed eternità ed eternità
nel nostro sangue
han cantato
hanno osannato!
Potenza
del bacio improvviso,
rubato
scoccato
da bocca d’uomo
mai prima d’oggi guardato,
potenza abbagliante,
struggente
avvampante,
tempesta
furiosa e melodiosa,
labbra, morso feroce,
lungo lungo deliquio
bocca su bocca!
Spossata
in tutte le vene
or uno sgomento
oscuro m’invade.
Se più mai
colui
nel mondo turbinoso
più mai ritrovassi?
Se labbra e labbra
nel rapinoso mondo
cercare dovessi
furiosamente
e con le mie suggere
invano
senza senza più mai
l’attimo d’oggi,
di voluttà,
d’eternità,
godere?
Labbra su labbra,
spasimo e miele…
Kamala Das, I vermi
Al tramonto, sulla riva del fiume, Krishna
Tradotto con ChatGPT
la amò per l’ultima volta e se ne andò…
Quella notte, tra le braccia del marito, Radha si sentì
così morta che lui le chiese: “Che c’è?
Ti danno fastidio i miei baci, amore?” E lei rispose:
“No, per niente”, ma pensò:
“Che importa al cadavere se lo mordono i vermi?”
Edna St. Vincent Millay, Quali labbra hanno baciato le mie labbra
Quali labbra hanno baciato le mie labbra, e dove, e perché,
Tradotto con DeepL.com
Ho dimenticato, e quali braccia hanno giaciuto
sotto la mia testa fino al mattino; ma la pioggia
è piena di fantasmi stanotte, che picchiettano e sospirano
sul vetro e ascoltano la risposta,
E nel mio cuore si agita un dolore silenzioso
per i ragazzi non ricordati, che non si rivolgeranno più a me a mezzanotte
si rivolgeranno a me a mezzanotte con un grido.
Così nell’inverno si erge l’albero solitario,
né sa quali uccelli siano scomparsi uno dopo l’altro,
ma sa che i suoi rami sono più silenziosi di prima:
Non posso dire quali amori siano andati e venuti,
So solo che l’estate ha cantato in me
per un po’, che in me non canta più.
Claire Lejeune, All’inizio c’è la fame
All’inizio c’è la fame,
Tradotto con DeepL.com
tutto bianco.
Essere è poter chiedere.
Una preghiera purificata da tutto il suo odio per la carità,
lavata da ogni sospetto, assolta dalla sua vergogna.
Una preghiera legittima.
Eccomi, sono nato da te, dopo tutto.
Dammi un po’ di pane!
No, dammi qualsiasi cosa: è il tuo gesto,
il tuo dono di cui ho bisogno prima di tutto.
Qualsiasi cosa, purché tu dia!
Del resto, se il corpo esiste, non può vivere di solo inchiostro.
Non so ancora di cosa ho bisogno prima di tutto per vivere.
Aria e acqua zuccherata, o acqua salata, o entrambe le cose insieme.
Battezzami con il tuo respiro, con la tua saliva.
Dalla coppa delle nostre mani alla coppa delle nostre bocche:
ogni possibilità è immaginata.
Un bacio è fortuna cangiante, una preghiera esaudita.
Vivere sarebbe impegnarsi in un bacio senza fondo,
un bacio continuo da cui non c’è ritorno.
Solo facendo il massimo esistiamo.
Immagine di copertina creata con Bing Image Creator




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