Leoba la prima poetessa inglese

Leoba, la più antica poetessa inglese

I più antichi versi noti scritti da una donna inglese giunti fino a noi sono quelli di Leoba, missionaria benedettina vissuta nell’VIII secolo. Nata nel Wessex, uno dei sette regni in cui allora era suddivisa l’Inghilterra, Leoba fu tra le protagoniste della storia europea alto medievale. Trasformò l’abbazia di Tauberbischofsheim in un importante centro culturale, ebbe un ruolo fondamentale nella cristianizzazione della Germania ed era frequentemente consultata dai principali ecclesiastici di Fulda. Una sua biografia, scritta da Rodolfo di Fulda cinquanta anni dopo la sua morte, ne consolidò la fama di donna erudita e santa. Purtroppo i suoi componimenti sono andati quasi completamente perduti. Di lei resta solo una breve poesia in latino. Poco ma sufficiente a farci intravedere la sua istruzione e il suo ingegno.

Chi era Leoba, in sintesi

Leoba (o Lioba, VIII secolo) fu una monaca, badessa e missionaria anglosassone attiva nella Germania carolingia. Considerata una delle figure femminili più influenti dell’Alto Medioevo, guidò il monastero di Tauberbischofsheim, collaborò con San Bonifacio e godette della stima della corte di Carlo Magno. Di tutta la sua produzione letteraria sopravvive una breve poesia latina contenuta in una lettera indirizzata a Bonifacio intorno al 732, considerata la più antica testimonianza poetica conservata di una donna inglese. I suoi versi rivelano una solida formazione classica e testimoniano il ruolo dei monasteri femminili come centri di istruzione e cultura nell’Europa dell’VIII secolo.

Vita

Leoba (conosciuta anche come Lioba o Leofgyth) nacque nei primi anni dell’VIII secolo, figlia unica di genitori nobili, prese i voti giovanissima nel convento di Wimborne, nel Dorset. Lì ricevette un’ottima educazione, e imparò a scrivere prose e poesie in latino.

In questa lingua iniziò una corrispondenza epistolare con San Bonifacio, vescovo e missionario parente di sua madre. Bonifacio, apprezzando la sua devozione e la sua intelligenza, la chiamò a dirigere come badessa il neonato convento di Tauberbischofsheim in Germania. Leoba si stabilì là intorno al 748.

In pochi anni sotto la sua guida Tauberbischofsheim diventò un rilevante centro religioso e formativo. Leoba era stimata sia dalle consorelle sia dai leader spirituali e politici. Fu consigliera dei vescovi di Fulda e dei re franchi, e Ildegarda – la prima moglie di Carlo Magno – la convocò persino a corte. Negli ultimi anni soggiornò con un piccolo gruppo di suore a Schornsheim, in una proprietà concessa da Carlo Magno. Lì morì il 28 settembre 782 (n.d.r. la data è quella generalmente accettata dalla storiografia moderna)

“Ho composto i seguenti versi secondo le regole dell’arte poetica, non confidando nella mia presunzione, ma cercando solo di esercitare il mio minimo talento”

Opere

Dell’intera sua produzione letteraria è sopravvissuta soltanto una breve poesia latina inserita in una lettera indirizzata a Bonifacio intorno al 732. Per questo motivo, anche se di origine inglese, in questo sito Leoba è censita come poetessa latina a livello di classificazione letteraria. Naturalmente si tratta di latino medievale.

Temi, poetica e stile

Nella lettera Leoba chiede a San Bonifacio, che considera come un fratello, di pregare per l’anima del padre defunto e per la salute della madre malata. Poi parla della sua scrittura. Dice di aver imparato l’arte poetica dalla monaca Eadburga, di cui loda l’erudizione e la fede. Infine lo invita a leggere i suoi versi, definiti “rozzi”, espressione di un “talento minimo”, che necessita di esercizio e correzione.

Posto in fondo alla lettera, il componimento funge anche da saluto solenne.


“Addio, e possa tu vivere a lungo, con una vita felice, intercedendo per me.
L’Arbitro onnipotente, l’unico che ha creato ogni cosa,
Colui che risplende sempre di luce nel regno del Padre,
dove la gloria di Cristo regna sempre ardente,
ti custodisca incolume per sempre, secondo la sua legge eterna.”

Leoba non scrive affatto in modo rozzo. Ha un’ottima conoscenza della sintassi, della versificazione e delle figure retoriche. La sua modestia è una captatio benevolentiae ben calcolata per attirare l’attenzione di Bonifacio.

Gli studiosi hanno osservato la somiglianza tra il suo stile e quello di Aldhelm, poeta inglese attivo pochi anni prima di lei. Leoba mostra dunque un’ampia cultura che spazia dalla latinità classica agli autori contemporanei.

Perché leggerla oggi

Perché offre uno spiraglio sull’educazione e la condizione femminile in un periodo storico poco conosciuto.

Curiosità

  • Leoba è una santa riconosciuta dalla Chiesa Cattolica e celebrata ogni 28 settembre.
  • Le è stato dedicato un asteroide scoperto nel 1922: 974 Lioba.
  • Un monumento in suo onore si trova a Schornsheim, sua ultima residenza.

Bibliografia

- "Vita e lettere di San Bonifacio" tradotto da Enrica Mascherpa e pubblicato dalla casa editrice "La Scala" nel 1991 - fonte dei tesi tradotti in pagina
- Gallagher John Leoba: England’s Earliest Female Poet
- Columbia CTL, fonte 1  (ultima consultazione il 23/03/2026)
- Columbia CTL, fonte 2 (ultima consultazione il 23/03/2026)
- Wikipedia, Leoba (ultima consultazione il 23/03/2026)

[Articolo a cura di Grazia Guarnieri]

Redazione Poetesse

Team editoriale del progetto Poetessedonne.it, specializzato nella divulgazione della poesia femminile.

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