alessandra carnovale poetessa

Alessandra Carnovale

Codesto solo oggi possiamo dirti,

ciò che non siamo, ciò che non vogliamo

Eugenio Montale

Biografia

Romana, mi sono interessata di ceramica, arti manuali, lingue straniere, persino danze tradizionali greche, oltre a scrivere poesie. Sono stata responsabile per la poesia di un’associazione culturale di Roma, collaboratrice di una rivista di arte contaminata e giurata in alcuni concorsi letterari.

Da cosa nasce il tuo amore per la poesia?

Come lettrice sono attratta dalla parola scritta in tutte le sue forme; la vivo come una necessità irrinunciabile. La poesia poi mi aiuta a mettere meglio a fuoco, ad approfondire situazioni e stati d’animo, a fare nuove scoperte.

A cosa si ispira la tua poesia?

Spesso, a eventi o notizie che mi fanno arrabbiare.

Hai pubblicato delle sillogi poetiche? Se sì, quali? Dove è possibile acquistarle?

Chi sono i tuoi modelli poetici? Tra questi ci sono delle poetesse? Se sì, quali?

Szymborska, tra le prime. Tra i poeti Montale, Kavafis.

Una poesia di Alessandra: Terra

Ha la febbre, la Terra,
tosse, alte temperature,
lacrimazione abbondante
e mucose riarse.

Gli esperti, esami di laboratorio alla mano,
da tempo si producono nelle raccomandazioni
note a ciascuno:
riposo, sana alimentazione
e stop al fumo
di diossido di carbonio specialmente,
metano
e gas serra equivalenti
da contenere entro
milleottocento gigatonnellate,
se non si vuole
che la febbre aumenti ulteriormente
con gravi stravolgimenti…

per noi, che l’abitiamo.

Il commento della poetessa

In questa poesia, scritta di recente per un evento a tema “Antropocene”, volevo provare ad applicare all’emergenza climatica e al nostro pianeta i sintomi e il linguaggio proprio dell’altra emergenza che stiamo vivendo, la pandemia, per cercare analogie e differenze tra la questione ambientale e la malattia da SARS-COV-2.

Perché le persone dovrebbero leggere le tue poesie?

Perché no?! Magari solo per curiosità…

Cosa dicono di te gli altri?

Maria Panetta, su Come vento sul monte (Diacritica.it)

(…) Gli amori tratteggiati con rapide pennellate dall’autrice si stagliano sullo sfondo di asettici interni spartani, in cui magari campeggia solo un «letto disordinato», in atmosfere che ricordano certi torbidi passaggi degli Indifferenti di Moravia, nei quali gli incontri sessuali sono fatti quasi solo di «automatismi / rattrappiti» (Amore incombusto). Talora, infatti, egualmente teatrale appare l’impianto di queste liriche, che rappresentano rapidamente poche scene isolate, come sequenze di velocissimi fotogrammi di una pellicola cinematografica che qualcuno ha selezionato e tagliato, con sicurezza, con le forbici della Memoria montaliana.(…)

Lina Mazzotti su Come vento sul monte (Culturalfemminile.com)

(…) Poesie come immagini, liriche come voce che chiedono conoscenza e versi come speranze. Un richiamo a uomini e donne alla complementarità nelle diverse sensibilità.

Almaspina su Come vento sul monte (lesfleursdumal2016.wordpress.com)

(…) È da sottolineare come la Carnovale sia assolutamente auto-ironica – dote sempre apprezzabile nelle persone ma soprattutto negli artisti.(…)

Maurizio Mazzurco su La scorza delle parole (mau56f7.wordpress.com)

(…) Ritroviamo la caratteristica, acuta, profonda ironia, che difende una grande sensibilità; l’amore per il mondo classico, i suoi personaggi e suoi miti, e insieme il loro disperato stravolgimento; il quadro di una vita arida, “una contemporaneità fatta di uffici-prigioni e barconi affondati”, la donna oggettificata, gli amori desolati; ma il tono si innalza e Alessandra porta il recalcitrante lettore per una strada sempre più impervia, anche se la lettura si mantiene assolutamente scorrevole. Vorrei scomodare, per rendere l’idea, il disvelamento delle illusioni, il pessimismo cosmico di un Leopardi; però, tanto per cominciare, un Leopardi donna, con tutto quello che di sensibilità e forza ne consegue; in più un Leopardi senza la pur illusoria consolazione dell’odorata ginestra o del sabato di attesa, della quiete dopo la tempesta o della “primavera” che “brilla nell’aria e per i campi esulta”. (…)

Alessandra consiglia un libro di poesie

Per chi conosce il tedesco, Wenn ich schon sterben muß di Inge Müller
Voci di Poetesse

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