Devota come un ramo / curvato da molte nevi / allegra come falò / per colline d’oblio, / su acutissime lamine / in bianca maglia di ortiche, / ti insegnerò, mia anima, / questo passo d’addio…
Cristina Campo, “La tigre assenza” (Adelphi, 1991)
Biografia
Maria Cristina Sferra è nata a Novara nel 1965 e vive a Milano. Giornalista professionista e graphic designer, scrive per lavoro e per passione. Collabora con il sito web Cultura al Femminile, dove recensisce libri e cura la rubrica Lettere al Femminile. Ha pubblicato un romanzo, una raccolta di racconti, un diario esperienziale e diverse sillogi poetiche. Ha inoltre partecipato a svariate antologie collettive. Leggi il sito personale.
Da cosa nasce il tuo amore per la poesia?
È un amore nato da ragazzina e spiegarne le origini è davvero difficile. Ricordo bene però la gioia incontenibile che provavo quando mi recavo in cartolibreria ad acquistare i primi libri di poesia, scegliendoli a caso ma con la consapevolezza che racchiudessero tesori preziosi di un linguaggio che era allo stesso tempo misterioso e affine. E poi la sensazione acerba ma imprescindibile della necessità di scrivere in versi, un’urgenza che non mi ha più abbandonata.
A cosa si ispira la tua poesia?
Alla vita nelle sue sfaccettature più varie, all’amore nelle sue multiformi vesti, alla natura nella sua magnificenza insieme minuscola e gigantesca, a volte anche a temi di rilevanza sociale.
Hai pubblicato delle sillogi poetiche? Se sì, quali? Dove è possibile acquistarle?
- Ho pubblicato da autrice indipendente tre raccolte di poesie e una raccolta di pensieri poetici e immagini fotografiche. Le mie sillogi sono disponibili in ebook nei maggiori store online e in formato cartaceo in esclusiva su Amazon.
- “Il soffio delle stagioni” (2016)
- “Ombra di luna” (2017)
- “White (pagine bianche)” (2021)
- “Attraverso il tempo” (2021)
- Ho partecipato con diverse poesie e curato insieme a Ilaria Biondi e Ilaria Negrini il libro “Storie sbagliate”, una raccolta di poesie e racconti sulla violenza di genere pubblicata da Golem (2020).
Chi sono i tuoi modelli poetici? Tra questi ci sono delle poetesse? Se sì, quali?
Tra i poeti ho una predilezione per Federico Garcia Lorca e Jorge Louis Borges. Tra le poetesse amo in particolare Alda Merini, Antonia Pozzi, Cristina Campo, Chandra Livia Candiani.
Una poesia di Maria Cristina: Regina
Sono sovrana
(dalla silloge “Ombra di luna”)
dei miei giorni di creta.
Forgio materia e sentimento.
Plasmo il tempo
in petali di tempesta
e stami di mistero.
Sono calice fragile
dai pistilli di vento.
Il commento della poetessa
“Regina” è una mia breve poesia che esprime l’essenza dell’essere donna: complessità, creatività, forza, fragilità. Un universo, quello femminile, che pur con le sue contraddizioni, si autodetermina con ferma delicatezza in una manciata di versi.
Perché le persone dovrebbero leggere le tue poesie?
Per scoprire un’autrice che non conoscono, ritrovare parti di sé tra le parole, emozionarsi, riflettere.
Cosa dicono di te gli altri?
Dalla recensione di Emma Fenu alla silloge “Il soffio delle stagioni” su Cultura al Femminile
“(…) Le poesie di Cristina Sferra sono delicate, profonde, carezzevoli. Penetrano nell’anima come una brezza capricciosa, solleticandola. E poi, dentro l’anima, scavano e depongono il seme della vanitas, per cui è vano ciò che non vero, è polvere ciò che è oro, è eterno ciò che ci lega. Una silloge bellissima che conduce in un viaggio attraverso il Tempo personale e universale.”
Dalla recensione di Loriana Lucciarini alla silloge “Ombra di luna” su Scintille d’anima:
“Cristina Sferra si cala nel luogo senza luce dell’anima. Speleologa dei sentimenti, scende a passo lieve per raccogliere istantanee, frammenti d’anima, fermoimmagini di storie. (…) Le poesie sono intrise di rabbia e lacrime, di dolore e rimpianto, di passato e pensieri, di brandelli di cuore e carne; non possiamo noi lettori non palpitare emozione in quei versi, non contrarci anche noi in cerca d’aria.”
Dalla recensione di Maria Antonietta Macciocu alla raccolta “White (pagine bianche)” su Amazon:
“(…) Pensieri chiama l’autrice questi brevi versi di parole lievi anche nel dolore, perché le cicatrici sono bianche e i fondi dei pozzi ricchi di tesori: essenza di sensazioni a cui siamo invitati a partecipare, mi immagino in punta di piedi, con discrezione e sentimento puro. Perché gli spazi bianchi sono anche lo spazio offerto dalle parole di Cristina alle nostre suggestioni, capaci di accogliere emozioni di altre vite. Un esperimento interessante questo sorprendente libretto oltre il tempo, dove poesia, disegno, emozioni e pensieri si svelano e ci chiedono di svelarci, offrendo l’inizio di un percorso.”
Dalla recensione di Miriam Bruni alla silloge “Attraverso il tempo” su Mille colline:
“Scritte tra il 2017 e il 2020, queste liriche dedicate “alle anime che restano a proteggere” stupiscono in un certo senso per il loro gradiente di amarezza e strappano al lettore sensibile un abbraccio di empatico affetto per chi le ha composte, partorendole, per usare una metafora cara all’autrice. Cristina Sferra è come in riva al mare, ne guarda la risacca, ne ascolta il lamento, e setaccia la sabbia con le dita. (…) Il tempo è come un luogo, lo sappiamo, “un luogo perduto dove gemono piano i ricordi e i palpiti di sospiri incompiuti.” (p.24) È così per tutti, e difatti la prefazione ci aveva avvertito che l’indagine sottostante questo libro era su questioni personali di portata però universale. (…)”
Maria Cristina consiglia un libro di poesie
"La bambina pugile ovvero La precisione dell'amore", Chandra Livia Candiani (Einaudi, 2014)




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