“Tu/ che ieri soltanto eri tutta la bellezza/ sei anche tutto l’amore, adesso”
(G. L. Borges)
Biografia
Mara Sabia è nata a Potenza e vive a Roma. Docente, poetessa e attrice, si laurea in Lettere Moderne con uno studio monografico sull’opera di Alda Merini e si specializza in Filologia Linguistica e Letteratura dell’età moderna. Ha pubblicato le sillogi: “Le strade del bacio”, (La vita felice, Milano 2020), “Diario di un amore” (L’Autore Libri, Firenze 2011) e “Giorni diVersi” (Potenza, 2001). Le sue poesie sono presenti anche in diverse antologie e riviste letterarie. Nel 2015 ha vinto il Premio Internazionale di Letteratura “Alda Merini” per la saggistica con l’opera: “La rappresentazione manicomiale nella cultura letteraria del Novecento italiano”, pubblicata nel 2017 da LietoColle di Como. Attualmente è dottoranda in Italianistica presso Sapienza, Università di Roma. Curatrice di eventi culturali, è performer in presentazioni, mostre ed eventi d’arte. Dal 2017 è partner del progetto letterario “La setta dei Poeti estinti”.
Da cosa nasce il tuo amore per la poesia?
La parola è sempre stata la mia vera vocazione. Nulla è più potente e salvifico della parola. La poesia è parola portata a livelli sublimi e credo sia un modo straordinario di esprimere l’umano sentire.
A cosa si ispira la tua poesia?
Si ispira ai sentimenti umani, alle immagini quotidiane che possono fornire un dettaglio per un volo più ampio; nei miei versi vi sono tracce evidenti della mia terra di origine, la Lucania, e della mia città di elezione, Roma.
Hai pubblicato delle sillogi poetiche? Se sì, quali? Dove è possibile acquistarle?
Ho pubblicato, ad oggi tre sillogi: “Giorni diVersi”, una raccolta cronologica di poesie giovanili, “Diario di un amore”, un vero e proprio canzoniere amoroso; la più recente è “Le strade del bacio” uscita nell’ottobre 2020 con prefazione di Giuseppe Lupo e una foto di Dino Ignani. Uscì volutamente in piena pandemia covid perché volevo fosse un soffio di bellezza in tutta la paura che ci attanagliava. Attualmente è alla seconda ristampa. “Le strade del bacio” è disponibile in libreria e su tutti gli store on line, oltre che sul sito dell’editore, La vita felice.
Chi sono i tuoi modelli poetici? Tra questi ci sono delle poetesse? Se sì, quali?
Una delle mie “poetesse maestre” è senza dubbio Alda Merini, a cui ho dedicato anni di ricerca, ma anche Amelia Rosselli, Goliarda Sapienza e, guardando indietro nei secoli Isabella Morra. Molto importanti per la mia formazione sono stati sicuramente anche Neruda, Borges, Kavafis, Pasolini e il mio conterraneo Rocco Scotellaro.
Una poesia di Mara
Quando torna un amore
sorridono cielo e terra
e l’alta notte estiva non è più
un affronto di stelle,
ha senso
anche l’ultimo canto morente di cicala.
Non sono mai vane
le lunghe strade
per giungere a un bacio
né i passi che il mare cancella
né le poesie sparse nel vento.
Commento della Poetessa
“Le strade del bacio” è la poesia che dà il titolo alla raccolta. Due strofe che vogliono celebrare la bellezza e l’amore attraverso i particolari della vita visti finalmente sotto rinnovata luce. Ritrovare l’amore, nel senso più ampio del termine, significa cogliere lo straordinario della natura, farsi invadere dalla dolcezza, dare un senso anche al dolore, alla fatica, alla sofferenza che ci hanno accompagnati nel nostro percorso, fino a giungere all’amore che è l’origine e il fine ultimo.
Perché le persone dovrebbero leggere le tue poesie?
Per riconoscersi, godere del piacere della parola e condividerla. La poesia unisce e salva.
Cosa dicono di te gli altri?
Alice Figini, Di terra e d’amore: annotazioni sulla poesia di Mara Sabia, in Diacritica, fasc. 4 (22) 18 agosto 2018
“Nella forza della sua scrittura si avverte una sorta di realizzazione, di compimento, come se solo attraverso la messa per iscritto la voce trovasse finalmente la quiete: la parole vengono distillate, scelte con cura; ciascuna sembra contenere una lacrima, un grido o, forse, un richiamo”.
Mara consiglia un libro di poesie
A. Merini, Vuoto d'amore, Einaudi 1991




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