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	<title>Poesie &#8211; Poetesse: Donne Da Ricordare</title>
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	<title>Poesie &#8211; Poetesse: Donne Da Ricordare</title>
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		<title>Chi ha deciso che &#8220;cazzo&#8221; non è poesia?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 11:30:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poesie]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando ho pubblicato le poesie erotiche delle poetesse sui social, mi è capitato di leggere spesso lo stesso commento:“Le parolacce non sono poesia.”“Non serve dire ‘cazzo’ o ‘fica’ per parlare di desiderio.” È un’obiezione interessante. Ma parte da un presupposto fragile: che esistano parole “non adatte” alla poesia. Eppure quelle parole fanno parte della lingua. [&#8230;]]]></description>
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<p class="has-normal-font-size">Quando ho pubblicato le <a href="https://www.instagram.com/p/DWeWCccAr20/?img_index=1" target="_blank" rel="noopener">poesie erotiche</a> delle poetesse sui social, mi è capitato di leggere spesso lo stesso commento:<br><em>“Le parolacce non sono poesia.”</em><br><em>“Non serve dire ‘cazzo’ o ‘fica’ per parlare di desiderio.”</em></p>



<p class="has-normal-font-size">È un’obiezione interessante. Ma parte da un presupposto fragile: che esistano parole “non adatte” alla poesia.</p>



<p class="has-normal-font-size">Eppure quelle parole fanno parte della lingua. E quindi della nostra esperienza.<br>Si può scegliere di non usarle nel quotidiano, certo. <strong>Ma su cosa si basa l’idea che non possano entrare in un verso?</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading has-huge-font-size">La tradizione insegna</h2>



<p class="has-normal-font-size">Dante Alighieri, nella <em>Divina Commedia</em>, non evita affatto il linguaggio corporeo quando serve a descrivere il degrado infernale:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“vidi un col capo sì di merda lordo…”<br>(<em>Inferno</em>, XVIII)</p>
</blockquote>



<p class="has-normal-font-size">E ancora:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“Ed elli avea del cul fatto trombetta”<br>(<em>Inferno</em>, XXI)</p>
</blockquote>



<p class="has-normal-font-size">Siamo nel Medioevo. E uno dei più grandi poeti della nostra tradizione usa parole che oggi molti definirebbero “non poetiche”.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-huge-font-size">Quindi le parolacce non sono poesia?</h2>



<p class="has-normal-font-size">Forse la domanda è sbagliata. Non è questione di parole “alte” o “basse”.<br>È questione di necessità.</p>



<p class="has-normal-font-size">Se una parola, anche la più scomoda, è l’unica capace di dire qualcosa con precisione, allora appartiene alla poesia. Il problema non sono le parolacce. È quanto siamo disposti ad accettare una poesia che non ci protegge.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size">Patrizia Cavalli</h2>



<figure class="wp-block-pullquote has-normal-font-size"><blockquote><p>Salivo cosí bene le scale,<br>possibile che io debba morire?<br>Le salivo cosí bene a ogni gradino<br>che anche il mio piú piccolo respiro<br>si svolgeva mostrandosi sovrano,<br>e niente andava perso, il dito medio<br>e il mignolo vibravano nell’intimo.<br>Perché è nei millimetri che senti<br>l’immortale disporsi della regola.<br>Mai avrei potuto sembrare piú perfetta,<br>le chiavi in mano<br>col verde laccio di gomma<br>che le tiene e dondola. <strong>Ma adesso<br>che cazzo vuole da me questo dolore</strong><br>al petto quasi al centro! Che faccio, muoio?<br>O resto e mi lamento?</p></blockquote></figure>



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</div>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size">Anne Sexton</h2>



<figure class="wp-block-pullquote has-normal-font-size"><blockquote><p>Conosco solo l’inglese.<br>L’inglese non è perfetto.<br>Quando dico al prete che sono piena<br>di movimenti intestinali, proprio fino alle dita,<br>lui scrolla le spalle. Per lui la merda è buona.<br>Per me, per mia madre, era veleno<br>e il veleno ero tutta io<br>nel naso, nelle orecchie, nei polmoni.<br>Ecco perché il linguaggio fallisce.<br>Perché per qualcuno la merda nutre le piante,<br>per qualcun altro è il male che le permea<br>e anche se ci provano,<br>giorno dopo giorno dell’infanzia,<br>non riescono a espellere il veleno.<br>Ecco quanto vale il linguaggio.<br>Ecco quanto vale la psicologia.<br><strong>Dio vive nella merda — mi è stato detto.</strong><br>Io credo a entrambe le cose.<br>È vero?<br>È vero?</p><cite>Traduzione dall&#8217;inglese con ChatGPT</cite></blockquote></figure>



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</div>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size">Maya Angelou</h2>



<figure class="wp-block-pullquote has-normal-font-size"><blockquote><p>No.<br>i preti dalle scarpe rosse che avanzano<br>in portantina<br>in un paese di bambini scalzi,<br>i santi di gesso che guardano dall’alto<br>benevoli<br>su madri inginocchiate<br>che raccolgono <strong>fagioli non digeriti<br>dalla merda di ieri.</strong></p><cite>Traduzione dall&#8217;inglese con ChatGPT</cite></blockquote></figure>



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</div>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size">Fleur Adcock</h2>



<figure class="wp-block-pullquote has-normal-font-size"><blockquote><p>Vago dentro il mio ultimo intrattenimento<br>ancora, nella vasca o andando al lavoro,<br>pigramente divertita da ciò che la notte ha offerto;<br>a meno che questo non sia uno di quei giorni in cui un brutto scossone<br>mi richiama a una visione improvvisamente diversa:<br>mi vedo mentre ispeziono l’enorme fessura<br>di una<strong> puttana flaccida</strong>; mentre faccio l’amore con un<br>ermafrodito gobbo;<strong> mangiando vermi o merda;</strong><br>o rapita da necrofilia o incesto.<br>E qualunque immagine ripugnante io veda<br>è vivida quanto le altre, più piacevoli.<br>Arrossisco e rabbrividisco: mio Dio, ero io quella?</p><cite>Traduzione dall&#8217;inglese con ChatGPT</cite></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-large-font-size">Patrizia Valduga</h2>



<figure class="wp-block-pullquote has-normal-font-size"><blockquote><p><strong>Piscia, ma a patto che ti tenga io il cazzo</strong>:<br>proprio così, se vuoi che lo ribaci.<br>Guarda guarda&#8230; ti fingi in imbarazzo?<br>Quanto mi piaci! Dio! quanto mi piaci.</p></blockquote></figure>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Poesie sulla tristezza che meritano di essere conosciute</title>
		<link>https://www.poetessedonne.it/magazine/poesie/sulla-tristezza/</link>
					<comments>https://www.poetessedonne.it/magazine/poesie/sulla-tristezza/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 21:47:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poesie]]></category>
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					<description><![CDATA[Le poesie sulla tristezza che circolano online sono quasi sempre le stesse.Stessi versi, stesse citazioni, stessi autori ripetuti all’infinito: Neruda, Leopardi, Ungaretti. Come se il dolore avesse una sola voce, e per giunta già consumata. Questa raccolta nasce da un’altra esigenza: portare alla luce poesie tristi poco conosciute, scritte da poetesse che la tradizione ha [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le <strong>poesie sulla tristezza</strong> che circolano online sono quasi sempre le stesse.<br>Stessi versi, stesse citazioni, stessi autori ripetuti all’infinito: Neruda, Leopardi, Ungaretti. Come se il dolore avesse una sola voce, e per giunta già consumata.</p>



<p>Questa raccolta nasce da un’altra esigenza: <strong>portare alla luce poesie tristi poco conosciute</strong>, scritte da poetesse che la tradizione ha spesso relegato ai margini, o ridotto a note a piè di pagina. </p>



<p>In questo sito la tristezza non è un sentimento da rendere “bello”, né una malinconia da condividere in due righe. È una <strong>esperienza complessa</strong>, che attraversa l’amore, il corpo, la perdita, l’isolamento, il tempo. </p>



<p>Le poesie sulla tristezza che leggerai qui non sono famose. Non sono citate nei post motivazionali.<br>Non funzionano come frasi da effetto.</p>



<p>Sono testi di <strong>Anna Achmatova</strong>, <strong>Antonia Pozzi</strong>, <strong>Wislawa Szymborska</strong>, <strong>Ada Negri</strong>, <strong>Anna de Noailles</strong>, poetesse più o meno note alla critica, che meritano di essere lette.</p>



<p>Se stai cercando <strong>poesie sulla tristezza autentiche</strong>, lontane dai circuiti più battuti, qui troverai parole che <strong>non cercano di piacere</strong>, ma di dire il vero.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Anna Achmatova</h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Strinsi le mani sotto il velo oscuro…<br>«Perché oggi sei pallida?»<br>Perché d’agra tristezza<br>l’ho abbeverato fino ad ubriacarlo.<br>Come dimenticare? Uscì vacillando,<br>sulla bocca una smorfia di dolore…<br>Corsi senza sfiorare la ringhiera,<br>corsi dietro di lui fino al portone.<br>Soffocando, gridai: «È stato tutto<br>uno scherzo. Muoio se te ne vai».<br>Lui sorrise calmo, crudele<br>e mi disse: «Non startene al vento».</p><cite>Traduzione di Michele Colucci e Carlo Riccio </cite></blockquote></figure>



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</div>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">Wislawa Szymborska</h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Sulla tomba che può essere ovunque<br>ciuffi di fiori di campo.<br>Vietato calpestare la terra.<br>È peccato.<br>La cerco solo con la tristezza<br>che il mondo conosce da tempo:<br>– dov’è sotterrato?</p><cite>Traduzione di Andrea Ceccherelli</cite></blockquote></figure>



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</div>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">Anna de Noailles</h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Passeggiamo nell’erba in fiore<br>Dove il sole schiude cammini<br>Che accarezzano come mani<br>Le ombre mobili delle fronde.<br>Respiriamo i languidi odori<br>Che si sollevano dai calici<br>E assaporiamo i tristi incanti<br>Dell’abbandono e dell’ardore.<br>Le due anime nostre del pari<br>Si scambino fragranze ascose<br>E un’attrazione dolorosa<br>I corpi congiunga e i pensieri…<br>L’estate alla verde frescura<br>Si sbriglia, si esalta, si svaga.<br>Ma l’uomo che a nulla si appaga<br>I sogni delusi deplora.<br>Diletto, dolcezza, piacere,<br>Tra le braccia stanno intricati,<br>Ma restano i cuori isolati,<br>Più esausti di un ramo che cede.<br>Perché quando ancora la sorte<br>Sorride è in noi tanta tristezza,<br>Perché un’invincibile ebrezza<br>Ci sospinge verso la morte?…</p><cite>Traduzione di Marzia Minutelli</cite></blockquote></figure>



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</div>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">Antonia Pozzi</h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Tristezza di queste mie mani<br>troppo pesanti<br>per non aprire piaghe,<br>troppo leggère<br>per lasciare un’impronta –<br>tristezza di questa mia bocca<br>che dice le stesse<br>parole tue<br>– altre cose intendendo –<br>e questo è il modo<br>della più disperata<br>lontananza.<br><br>16 ottobre 1933</p></blockquote></figure>



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</div>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">Ada Negri</h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>La luna stilla un suo pianto d’oro nel mar di viola:<br>tacite lagrime d’alba, tristezza di partir sola.<br>Ad una ad una le stelle sono scomparse lontano:<br>tristezza d’aver camminato tutta la notte invano.<br>Si piega, sempre più stanca: affonda, sempre più smorta:<br>tristezza, innanzi alla vita, sparire senza esser morta.<br>Pur le conviene obbedire al Sommo che la governa:<br>nel vuoto che non perdona, tristezza d’essere eterna.</p></blockquote></figure>



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</div>



<p></p>



<p><strong>Leggi anche&#8230;</strong></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-poetesse-donne-da-ricordare wp-block-embed-poetesse-donne-da-ricordare"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="diumvP8LsY"><a href="https://www.poetessedonne.it/magazine/poesie/sulla-solitudine-meno-famose-ma-molto-belle/">Poesie sulla solitudine, meno famose ma molto belle</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Poesie sulla solitudine, meno famose ma molto belle&#8221; &#8212; Poetesse: Donne Da Ricordare" src="https://www.poetessedonne.it/magazine/poesie/sulla-solitudine-meno-famose-ma-molto-belle/embed/#?secret=vGmIQD1qsB#?secret=diumvP8LsY" data-secret="diumvP8LsY" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>
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		<item>
		<title>Poesie sulla solitudine, meno famose ma molto belle</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 18:29:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poesie]]></category>
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					<description><![CDATA[Viviamo in un tempo che rifugge la solitudine quasi come un difetto da nascondere: siamo circondati da immagini e conversazioni continue: tutto pur di non restare soli con noi stessi. Eppure, proprio in quell’intervallo silenzioso che cerchiamo di evitare si nasconde spesso la parte più autentica di noi. La solitudine può diventare una forma di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Viviamo in un tempo che rifugge la solitudine <em>quasi</em> come un difetto da nascondere: siamo circondati da immagini e conversazioni continue: tutto pur di non restare soli con noi stessi. Eppure, proprio in quell’intervallo silenzioso che cerchiamo di evitare si nasconde spesso la parte più autentica di noi. La <strong>solitudine</strong> può diventare una forma di conoscenza, quasi una compagna di viaggio autentica, e le <strong>poetesse italiane e straniere</strong> che incontriamo in questa raccolta lo sanno bene. Da <a href="https://www.poetessedonne.it/italiane/antonia-pozzi-riassunto/" data-type="post" data-id="820">Antonia Pozzi </a>ad <a href="https://www.poetessedonne.it/americane/emily-dickinson-riassunto/" data-type="post" data-id="998">Emily Dickinson</a>, passando per <a href="https://www.poetessedonne.it/polacche/wislawa-szymborska/" data-type="post" data-id="2520">Wislawa Szymborska</a>, <a href="https://www.poetessedonne.it/italiane/patrizia-cavalli/" data-type="post" data-id="1707">Patrizia Cavalli</a>, <a href="https://www.poetessedonne.it/italiane/ada-negri/" data-type="post" data-id="1936">Ada Negri</a>, <a href="https://www.poetessedonne.it/americane/anne-sexton/" data-type="post" data-id="1654">Anne Sexton</a>, <a href="https://www.poetessedonne.it/francesi/christine-de-pizan-la-prima-scrittrice-professionista-deuropa/" data-type="post" data-id="2086">Christine de Pizan</a> e <a href="https://www.poetessedonne.it/italiane/alda-merini/" data-type="post" data-id="3351">Alda Merini</a>, la solitudine si rivela non come condanna, ma come esperienza necessaria per imparare a guardarsi dentro.</p>



<p>C’è la solitudine struggente e fisica di <strong>Pozzi</strong>, che desidera abbracciare “qualche cosa di vivo, più piccolo di sé”; quella limpida e metafisica di <strong>Szymborska</strong>, che osserva dall’alto il mondo e riconosce la distanza come forma di libertà; e poi la solitudine inquieta di <strong>Patrizia Cavalli</strong>, dove il linguaggio stesso sembra sfilacciarsi nel tentativo di comunicare. <strong>Ada Negri</strong> la veste di malinconia e di vento autunnale, <strong>Anne Sexton</strong> la trasforma in un corpo che si reinventa attraverso il desiderio, mentre <strong>Christine de Pizan</strong> la rivendica come spazio di forza e di orgoglio in un Medioevo che lasciava poco posto alle voci femminili. Con <strong>Alda Merini</strong>, la solitudine diventa una compagna, una presenza costante che resiste persino all’amore &#8220;<em>S’anche ti lascerò per breve tempo / solitudine mia</em>&#8220;, mentre  in <strong>Emily Dickinson</strong>, la solitudine si fa cosmica.</p>



<p>Sono <strong>poesie sulla solitudine poco conosciute</strong>, ma di forte intensità, che parlano con voce chiara al nostro presente distratto. Ci ricordano che restare soli non è una condanna, ma può significare abitare con pienezza la propria interiorità e aprirsi al vero ascolto interiore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Antonia Pozzi, <em>Solitudine</em></h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p><strong>ad A.M.C.</strong><br>Ho le braccia dolenti e illanguidite<br>per un’insulsa brama di avvinghiare<br>qualchecosa4 di vivo, che io senta<br>più piccolo di me. Vorrei rapire<br>d’un balzo e portarmi via, correndo,<br>un mio fardello, quando si fa sera;<br>avventarmi nel buio, per difenderlo,<br>come si lancia il mare sugli scogli;<br>lottar per lui, finché mi rimanesse<br>un brivido di vita; poi, cadere<br>nella più fonda notte, sulla strada,<br>sotto un tumido cielo inargentato<br>di luna e di betulle; ripiegarmi<br>su quella vita che mi stringo al petto –<br>e addormentarla – e anch’io dormire, infine…<br>No: sono sola. Sola mi rannicchio<br>sopra il mio magro corpo. Non m’accorgo<br>che, invece di una fronte indolenzita,<br>io sto baciando come una demente<br>la pelle tesa delle mie ginocchia.</p><cite>Milano, 4 giugno 1929</cite></blockquote></figure>



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</div>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">Wislawa Szymborska, <em>La vetta</em></h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Nuvola e roccia.<br>Presentimento e tatto.<br>Più facile qui snellire il cuore,<br>alla luce dare precedenza.<br>La pietra cade nel crepaccio<br>come ogni solitudine incauta.<br>Il ruscello ha l’impeto del macigno.<br>Il cielo fruscia attraverso i boschi.<br>Molto più giù è mercoledì,<br>abicì e pane.</p></blockquote></figure>



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</div>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">Patrizia Cavalli, <em>Qualcosa che all’oggetto non s’apprende</em></h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Qualcosa che all’oggetto non s’apprende,<br>un secchio vuoto che non mi raccoglie.<br>Tenevo i mesi silenziosi in una trama<br>che doveva risplendere di voce.<br>Provavo a dire e mi si sfilacciava.<br>Non è né rete né mantello, è solo schermo,<br>io non catturo niente e non mi copre<br>ma separa un silenzio dal silenzio.<br>Quell’altro suono labirintico e interiore<br>esercitato in solitudine per strada<br>e nei risvegli, non risultava,<br>non mi si mostrava.</p></blockquote></figure>



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<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">Ada Negri,<em> Sola</em></h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Langue d’autunno il solitario vespero<br>de l’atre nebbie fra i cinerei veli;<br>scendon l’ombre a le verdi solitudini<br>giù dai lividi cieli.<br>Cadon le foglie, volteggiando aeree<br>da la fredda portate ala del vento,<br>quai morti sogni. Erra per l’aure un brivido<br>come di bacio spento.<br>Sui capelli di lei, ravvolti e morbidi,<br>muta agonizza l’ultima viola.<br>Ella guarda laggiù, fra i nudi platani,<br>ritta, scultoria – sola.<br>Ella guarda laggiù. Pensa a le nivee<br>placide culle ove, chinato il biondo<br>capo sui lini, i sorridenti pargoli<br>dormon sonno profondo:<br>veglian le madri – e a la commossa tenebra,<br>come voci di ciel blande, serene,<br>sciolgono, i sonni a raddolcir degli angeli,<br>le lunghe cantilene.<br>Ne la queta foresta, entro il pacifico<br>nido, l’augel s’appressa a la compagna,<br>e s’addorme così… né spira un alito<br>per la brulla campagna:<br>solo a le basse, immensurate nebbie<br>rabbrividendo il vizzo ultimo fiore,<br>sovra l’erbe, in un bacio, il roseo calice<br>piega – e quel bacio è amore.<br>O dolcezze!… Ella sogna. Assorta in candidi<br>pensier, presso gentil cuna modesta,<br>d’una lampa al chiaror, curva su l’agile<br>ago la bella testa;<br>e mentr’ei tenta con le forti braccia<br>cinger le caste flessuose forme,<br>a lui susurra con carezza timida:<br>«Silenzio!… Il bimbo dorme.»<br>Vane grida del cor, parvenze splendide,<br>di sorrisi e d’amor larve gioconde,<br>v’estinguete laggiù fra i nudi platani<br>e le brume profonde!…<br>Foglia al ramo caduta, occulta lacrima,<br>l’ultima speme dal suo cor s’invola;<br>o nidi, o fiori, o baci, o culle nivee,<br>vi celate. – Ella è sola.<br>Cala d’autunno il nebuloso vespero,<br>col lontano de i corvi acre lamento,<br>sovra gli aridi boschi e a lei ne l’anima,<br>inesorato e lento;<br>… cala. – Superba come greca statua,<br>al plumbeo cielo ella solleva i rai…<br>Scote la brezza di novembre un brivido<br>che le susurra: «Mai!»</p></blockquote></figure>



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<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">Anne Sexton, <em>The ballad of the lonely masturbator</em></h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p><strong>La fine della relazione è sempre la morte.</strong><br>Lei è il mio laboratorio. Occhio scivoloso,<br>fuori dalla tribù di me stessa il mio respiro<br>ti trova sparito. Io orrorizzo<br>coloro che mi stanno accanto. Sono nutrita.<br>Di notte, sola, sposo il letto.<br>Dito contro dito, ora è mia.<br>Non è troppo lontana. È il mio incontro.<br>La percuoto come una campana. Mi sdraio<br>nella pergola dove tu eri solito montarLa.<br>Mi prendevi in prestito sul copriletto fiorito.<br>Di notte, sola, sposo il letto.<br>Prendi per esempio questa notte, amore mio,<br>che ogni singola coppia mette insieme<br>con un rovesciarsi reciproco, sotto, sopra,<br>l’abbondante due su spugna e piuma,<br>inginocchiandosi e spingendo, testa contro testa.<br>Di notte, sola, sposo il letto.<br>Io esco dal mio corpo in questo modo,<br>un miracolo fastidioso. Potrei<br>mettere in mostra il mercato dei sogni?<br>Sono stesa. Mi crocifiggo.<br>La mia piccola prugna è ciò che dicesti.<br>Di notte, sola, sposo il letto.<br>Poi venne la mia rivale dagli occhi neri.<br>La signora dell’acqua, che sorge sulla spiaggia,<br>un pianoforte alle sue dita, vergogna<br>sulle sue labbra e voce di flauto.<br>E io ero invece la scopa dalle ginocchia tremanti.<br>Di notte, sola, sposo il letto.<br>Lei ti prese come una donna prende<br>un vestito d’occasione dallo scaffale<br>e io mi spezzai come si spezza una pietra.<br>Ti restituisco i tuoi libri e gli attrezzi da pesca.<br>Il giornale di oggi dice che ti sei sposato.<br>Di notte, sola, sposo il letto.<br>I ragazzi e le ragazze stanotte sono uno.<br>Sbottonano camicette. Sbirzano lampo.<br>Si tolgono le scarpe. Spengono la luce.<br>Le creature luccicanti sono piene di menzogne.<br>Si stanno divorando a vicenda. Sono sazi.<br>Di notte, sola, sposo il letto.</p><cite>Tradotto con ChatGPT</cite></blockquote></figure>



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<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">Christine de Pizan, <em>Seulette suy et seulette vueil estre</em></h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Sola son io, e sola desidero restare,<br>Sola, il mio dolce amore mi ha lasciata,<br>Sola son io, senza amico né padrone,<br>Sola son io, nel dolore e nella rabbia,<br>Sola son io, inquieta, spossata,<br>Sola son io, più perduta di chiunque altro,<br>Sola son io, rimasta senza un amante.<br>Sola son io, alla porta o alla finestra,<br>Sola son io, rannicchiata in un angolo,<br>Sola son io, mi nutro di pianto,<br>Sola son io, nel soffrire o nel riposo,<br>Sola son io, e questo più mi piace,<br>Sola son io, prigioniera nella mia stanza,<br>Sola son io, rimasta senza un amante.<br>Sola son io, ovunque, accanto a ogni focolare.<br>Sola son io, dovunque io vada o stia,<br>Sola son io, più di ogni altra cosa al mondo,<br>Sola son io, da tutti abbandonata,<br>Sola son io, crudelmente umiliata,<br>Sola son io, spesso in lacrime,<br>Sola son io, rimasta senza un amante.<br>Principi, ora il mio dolore è cominciato,<br>Sola son io, vicina al lutto più profondo,<br>Sola son io, più cupa del colore più scuro,<br>Sola son io, rimasta senza un amante. </p><cite>Ballata tradotta con ChatGPT</cite></blockquote></figure>



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<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">Alda Merini, <em>S&#8217;anche ti lascerò per breve tempo</em></h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p><em>S´anche ti lascerò per breve tempo,<br>solitudine mia, se mi trascina<br>l´amore, tornerò, stanne pur certa;<br>i sentimenti cedono, tu resti.</em></p></blockquote></figure>



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<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">Emily Dickinson, <em>Ha una sua solitudine lo spazio</em></h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p><em>Ha una sua solitudine lo spazio,</em><br><em>solitudine il mare</em><br><em>e solitudine la morte – eppure</em><br><em>tutte queste son folla</em><br><em>in confronto a quel punto più profondo,</em><br><em>segretezza polare,</em><br><em>che è un’anima a cospetto di se stessa –</em><br><em>infinità finita.</em></p><cite>Traduzione di Margherita Guidacci</cite></blockquote></figure>



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		<title>Poesie sul valore della vita scritte dalle donne</title>
		<link>https://www.poetessedonne.it/magazine/poesie/sul-valore-della-vita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Sep 2025 19:15:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poesie]]></category>
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					<description><![CDATA[Il valore della vita è stato cantato da poetesse di epoche e sensibilità molto diverse, che nei loro versi hanno saputo trasformare esperienza personale in immagini universali. Le poesie sul valore della vita ci ricordano che vivere significa attraversare luce e tenebra: così Maya Angelou, con la sua voce potente, scrive che sì, guiderà le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il valore della vita è stato cantato da poetesse di epoche e sensibilità molto diverse, che nei loro versi hanno saputo trasformare esperienza personale in immagini universali. Le <strong>poesie sul valore della vita</strong> ci ricordano che vivere significa attraversare luce e tenebra: così <strong><a href="https://www.poetessedonne.it/americane/maya-angelou/" data-type="post" data-id="2577">Maya Angelou</a></strong>, con la sua voce potente, scrive che sì, guiderà le navi, amerà gli uomini e vivrà la vita fino all’ultimo respiro, senza contemplare il fallimento. <strong>Sibilla Aleramo</strong>, d&#8217;altro canto, trasforma la luce di febbraio e il sapore del vino in un inno alla sorte amata, capace di fondere attimi ed eternità.</p>



<p>La poesia contemporanea sfiora altre corde: <strong>Chandra Livia Candiani</strong> ci invita a ripartire “dal punto nulla”, ricordandoci che la vita può sempre ricominciare; <strong>Alessandra Carnaroli</strong> mette in scena la fragilità dell’esistenza con immagini crude e dirette, che scuotono come un pugno nello stomaco. Con <strong>Patrizia Valduga</strong> la vita diventa memoria di sé, un continuo ricominciare tra recidive e ombre interiori, mentre <strong><a href="https://www.poetessedonne.it/italiane/patrizia-cavalli/" data-type="post" data-id="1707">Patrizia Cavalli</a></strong> la celebra con leggerezza e ironia.</p>



<p>Queste poesie non sono soltanto testi da leggere: possono accompagnare momenti di cambiamento, di dolore, di rinascita. Puoi condividerle a chi saprà apprezzarle per aiutare <em>poetessedonne.it </em>a <strong>diffondere la poesia delle donne</strong>, spesso assente dai libri di scuola.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Maya Angelou: Call Letters: Mrs. V. B.</h2>



<pre class="wp-block-verse">Le navi?<br>Certo che le guiderò.<br>Mostrami la barca,<br>Se galleggia,<br>La guiderò.<br>Gli uomini?<br>Sì, li amerò.<br>Se hanno lo stile giusto,<br>Per farmi sorridere,<br>Li amerò.<br>La vita?<br>Certo che la vivrò.<br>Lasciami respirare,<br>fino alla morte,<br>e la vivrò.<br>Il fallimento?<br>Non mi vergogno di dirlo,<br>non ho mai imparato a scriverlo.<br>Non il fallimento.<br><strong><br>Traduzione con DeepL</strong></pre>



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<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">Sibilla Aleramo: Oh, sorte che amo!</h2>



<pre class="wp-block-verse">Luce di febbraio nel cielo grande,<br>pietre antiche in terra e fili d’erba,<br>la vita ha sapore di biondo vino,<br>anni ed eternità trasmutati così,<br>null’altro più se non aroma e bagliore,<br>oh luce che trasali, oh sorte che amo!</pre>



<h2 class="wp-block-heading">Chandra Livia Candiani</h2>



<pre class="wp-block-verse">Tanto mondo<br>tanta tenebra<br>tanto fuoco<br><br>nessuna scorza<br><br>la vita ricomincia<br>dal punto nulla<br><br><strong>Tratta da "Pane del bosco"</strong></pre>



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<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">Alessandra Carnaroli</h2>



<pre class="wp-block-verse">fare sesso non coperto<br>con prostitute viados<br>maschio<br>prendere malattia sessualmente <br>trasmissibile hiv restare dentro<br>una sagoma rossa che pulsa<br>drogarsi con scambio di siringa infetta<br>perdere gli occhi<br>come pubblicità progresso.<br><br><strong>Tratto da "50 tentati suicidi più 50 oggetti contundenti"</strong></pre>



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</div>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">Patrizia Valduga</h2>



<pre class="wp-block-verse">C'è un solo incontro e non c'è un solo addio<br>e devo sempre stare sul chi vive:<br>nel grande cimitero dei miei io<br>vivo una vita tutta recidive.</pre>



<h2 class="wp-block-heading">Patrizia Cavalli</h2>



<pre class="wp-block-verse">Festeggiamo e consoliamo<br>cos'altro noi facciamo?<br>Festeggiamo la vita<br>consoliamo la morte<br>o magari il contrario<br>così finché viviamo</pre>



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		<title>Poesie sul matrimonio che sicuramente nessuno ha mai usato</title>
		<link>https://www.poetessedonne.it/magazine/poesie/sul-matrimonio/</link>
					<comments>https://www.poetessedonne.it/magazine/poesie/sul-matrimonio/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Sep 2025 11:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poesie]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando pensiamo a versi sul matrimonio, la mente corre subito a nomi come Pablo Neruda o Kahlil Gibran. Eppure non sono solo gli uomini ad aver cantato l’amore coniugale, le promesse e le contraddizioni della vita a due: anche le poetesse, nel corso dei secoli, hanno raccontato il matrimonio in tutte le sue sfumature: promessa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Quando pensiamo a versi sul matrimonio, la mente corre subito a nomi come <strong>Pablo Neruda o Kahlil Gibran. </strong>Eppure non sono solo gli uomini ad aver cantato l’amore coniugale, le promesse e le contraddizioni della vita a due: anche le poetesse, nel corso dei secoli, hanno raccontato il matrimonio in tutte le sue sfumature: promessa e ironia, benedizione e ribellione, dolcezza e resistenza.</p>



<p>In queste pagine incontriamo voci diverse per epoca e sensibilità – da <strong>Anna Bijns a Wendy Cope, da Carol Ann Duffy a Imtiaz Dharker</strong> – che testimoniano come l’esperienza del matrimonio, nelle mani delle donne, diventi poesia viva: intima, concreta, visionaria.</p>



<p>Non solo “canti d’amore” dunque, ma riflessioni profonde sul legame che tiene insieme due persone, sulla promessa che resiste (o si incrina), sulla quotidianità che può trasformarsi in poesia.</p>



<p>Queste poesie sul matrimonio scritte da donne non sono soltanto letture da riscoprire, ma possono diventare compagne preziose durante una <strong>cerimonia nuziale</strong>, che sia <strong>rito civile o religioso</strong>, possono essere recitate come <strong>promessa personale agli sposi</strong>, usate in un <strong>discorso di nozze</strong> o semplicemente dedicate a chi si ama in un anniversario o in un giorno speciale. Alcune, come i testi più ironici o realistici, si prestano anche a essere condivise in un <strong>biglietto di auguri per un matrimonio</strong> o in un <strong>post sui social</strong>: utilizzandole, non solo sarete originali (perché sicuramente le hanno usate in pochi!) ma aiuterete <em>poetessedonne.it</em> a diffondere la poesia delle donne!</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Al mio caro e amato marito&#8221; di Anne Bradstreet </h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Se mai due fossero una cosa sola, allora sicuramente noi.<br>Se mai un uomo fosse amato da sua moglie, allora tu.<br>Se mai una moglie fosse felice con un uomo,<br>Confrontatevi con me, donne, se potete.<br>Apprezzo il tuo amore più di tutte le miniere d&#8217;oro,<br>O di tutte le ricchezze che l&#8217;Oriente possiede.<br>Il mio amore è tale che i fiumi non possono spegnere,<br>Né dovrebbe essere ricompensato se non dall&#8217;amore tuo.<br>Il tuo amore è tale che non posso ripagare in alcun modo;<br>Che il cielo ti ricompensi molte volte, io prego.<br>Allora, finché viviamo, perseveriamo nell&#8217;amore,<br>Affinché quando non vivremo più, potremo vivere per sempre.</p><cite>Traduzione con DeepL, &nbsp;The Complete Works of Anne Bradstreet (1981)</cite></blockquote></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Una benedizione per il matrimonio&#8221; di Jane Hirshfield</h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Oggi, quando i cachi maturano<br>Oggi, quando i cuccioli di volpe escono dalla loro tana nella neve<br>Oggi, quando l&#8217;uovo maculato emette il suo canto di scricciolo<br>Oggi, quando l&#8217;acero posa le sue foglie rosse<br>Oggi, quando le finestre mantengono la promessa di aprirsi<br>Oggi, quando il fuoco mantiene la promessa di riscaldare<br>Oggi, quando qualcuno che ami è morto<br>o qualcuno che non hai mai incontrato è morto<br>Oggi, quando qualcuno che ami è nato<br>o qualcuno che non incontrerai mai è nato<br>Oggi, quando la pioggia balza verso l&#8217;attesa delle radici nella loro aridità<br>Oggi, quando la luce delle stelle si piega sui tetti degli affamati e degli stanchi<br>Oggi, quando qualcuno siede a lungo nel suo ultimo dolore<br>Oggi, quando qualcuno entra nel calore del suo primo abbraccio<br>Oggi, lascia che questa luce ti benedica<br>Con questi amici lascia che ti benedica<br>Con il profumo della neve e della lavanda ti benedica<br>Lascia che il voto di questo giorno si mantenga selvaggiamente e completamente<br>Pronunciato e silenzioso, ti sorprenda nelle tue orecchie<br>Dormendo e svegliandoti, si dispieghi nei tuoi occhi<br>Lascia che la sua ferocia e tenerezza ti avvolgano<br>Lascia che la sua vastità sia palese in tutti i tuoi giorni</p><cite><em>Traduzione con <a href="https://www.deepl.com/?utm_campaign=product&amp;utm_source=web_translator&amp;utm_medium=web&amp;utm_content=copy_free_translation" target="_blank" rel="noopener">DeepL</a></em>, Copyright Credit: Jane Hirshfield, &#8220;A Blessing for Wedding&#8221; from&nbsp;<em>Tricycle</em>&nbsp;magazine. Copyright © 2010 by Jane Hirshfield. Reprinted by permission of Jane Hirshfield.<br>Source: Tricycle magazine (2010) tramite poetryfundation.org</cite></blockquote></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Bello è essere donna&#8221; di Anna Bijns </h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p><em>Bello è essere donna, ma ancor più essere uomo! | Fanciulle in età da marito, ricordate ciò che sto per dirvi | non abbiate fretta di sposarvi. | Dice il proverbio: «Dov&#8217;è il tuo sposo? Dov&#8217;è il tuo onore?» | Ma colei che ha di che vivere | non sia impaziente di sottomettersi a un uomo. | Inutile consiglio, giacché sospetto – | o piuttosto vedo tristemente giorno dopo giorno – | che ciò avviene di continuo</em>.</p><cite>Citato in&nbsp;<a href="https://it.wikiquote.org/wiki/Merry_Wiesner-Hanks" target="_blank" rel="noopener">Merry E. Wiesner-Hanks</a>,&nbsp;<em>Le donne nell&#8217;Europa moderna</em>, introduzione di&nbsp;<a href="https://it.wikiquote.org/wiki/Angela_Groppi" target="_blank" rel="noopener">Angela Groppi</a>, traduzione di Daniela Aragno, Einaudi, Torino, 2017, p. 70.&nbsp;<a href="https://it.wikiquote.org/wiki/Speciale:RicercaISBN/9788806211899" target="_blank" rel="noopener">ISBN 978-88-06-21189-9</a> tramite <a href="https://it.wikiquote.org/wiki/Anna_Bijns" target="_blank" rel="noopener">Wikiquote</a></cite></blockquote></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Un voto&#8221; di Wendy Cope</h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Non posso promettere che non mi arrabbierò mai;<br>non posso promettere che sarò sempre gentile.<br>Sai cosa ti aspetta, tesoro mio:<br>è solo all&#8217;inizio che l&#8217;amore è cieco.<br>Eppure sono ancora quella con cui vuoi stare<br>e tu sei quello giusto per me, ne sono sicura.<br>Sei il mio migliore amico, la mia persona preferita,<br>l&#8217;amante e la casa che ho sempre desiderato.<br>Non posso promettere che ti meriterò<br>da questo giorno in poi. Spero di superare questa prova.<br>Ti amo e voglio renderti felice.<br>Prometto che farò del mio meglio.</p><cite>Traduzione con DeepL</cite></blockquote></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Anelli&#8221; di Carol Ann Duffy</h2>



<p>da dire, per entrambi:</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Avrei potuto alzare la tua mano al cielo<br>per darti l&#8217;anello che circonda la luna<br>o cercare di unire gli anelli dei tuoi occhi<br>con i miei<br>o aggiungere un anello agli anelli di un albero<br>formando un cerchio con te, te,<br>o camminato con te<br>dove un anello di campane di chiesa,<br>avvolgeva i campi,<br>o baciato un anello di rossetto sulla tua guancia,<br>un fiore pressato,<br>o incontrato con te<br>nell&#8217;anello di un&#8217;ora,<br>e un&#8217;altra ora…<br>Avrei potuto<br>aprire il tuo palmo al tempo, girato, girato,<br>finché le tue dita non fossero state circondate dalla pioggia<br>o tenerti stretta,<br>stavano suonando la nostra canzone,<br>nel cerchio di un lento<br>o incidere i nostri nomi<br>nel cerchio ruvido di un cuore<br>o sentire il suono del verso di un gufo<br>mentre tornavamo a casa al buio<br>o il suono, per prima cosa,<br>del coro degli uccelli<br>che svegliavano la casa<br>o dato il suono di una barca, che remava sul lago,<br>o il suono dei cigni, monogami, due,<br>o gli anelli acquosi creati dai pesci<br>mentre saltavano e schizzavano<br>o il suono del riflesso del sole lì…<br>Avrei potuto legare<br>un filo d&#8217;erba,<br>un anello verde per il tuo dito,<br>o recitarti a memoria il suono di un sonetto<br>o portarti un anello di lichene,<br>trovato su un muro caldo,<br>o regalarti un anello di ghiaccio in inverno<br>o nella neve<br>cantato con te i cinque anelli d&#8217;oro di un canto natalizio<br>o rubato un anello dei tuoi capelli<br>o sussurrato all&#8217;orecchio la parola<br>che ci ha portato qui,<br>dove niente e nessuno è sbagliato,<br>e quindi ti do questo anello.</p><cite>Traduzione con DeepL</cite></blockquote></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Prendo&#8221; di Imtiaz Dharker</h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Prendo<br>il tuo corpo dove l&#8217;amore ha luogo<br>Prendo<br>la tua bocca dove la mia vita prende forma<br>Prendo<br>il tuo respiro che crea il mio spazio<br>Prendo<br>te così come sei, per sempre<br>Prendo<br>te a braccia aperte, per avere<br>Prendo<br>te per avere<br>e per tenere ma non per stringere<br>troppo forte<br>Ti prendo<br>per allontanarti per avvicinarti<br>per prima per dopo<br>fino a quando<br>fino a quando<br>la morte cercherà di prenderci<br>e noi rideremo e temporeggeremo<br>e le diremo di chiamarci un altro<br>bel giorno perché oggi siamo occupati<br>a prendere il nostro tè con burro<br>speranza e<br>io prendo<br>te<br>io prendo<br>te</p><cite>Traduzione con DeepL</cite></blockquote></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Amare Ascoltare&#8221; di Ann Gray</h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Amiamo, ascoltiamo, prendiamoci il tempo necessario<br>quando il tempo è tutto ciò che abbiamo.<br>Non temiamo di essere gentili,<br>impariamo a ignorare il male<br>se il bene lo supera ogni giorno.<br>Facciamo dono del silenzio,<br>del giorno che si spegne nel buio,<br>e quando ci stringiamo l&#8217;uno all&#8217;altro<br>stupiamoci sempre<br>di essere dove vogliamo essere.<br>Speriamo di invecchiare insieme,<br>ma se non potremo, promettiamo ora<br>di ricordare come brillavamo<br>quando eravamo al meglio,<br>quando eravamo più noi stessi.</p><cite>Traduzione con DeepL</cite></blockquote></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Una promessa lunga&#8221; di Jackie Kay</h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Che il tempo sia brutto o bello, amore mio,<br>che ci aspettino tempi felici o che dobbiamo affrontare il peggio,<br>dietro e davanti a ciò che ci accadrà:<br>ciechi nel presente, con gli occhi aperti al furore,<br>trasandati o vestiti con eleganza, improvvisamente poveri o malati,<br>pallidi o in ottima forma, calvi o con i capelli bianchi,<br>calmi come uno spettro o in preda alla frenesia,<br>nel freddo dicembre o nella primavera mite,<br>giù vicino ai tumuli; sulle rive degli Champs d&#8217;Elysees,<br>a mezzanotte, alle prime luci dell&#8217;alba, che la luna<br>sia piena o crescente, e tu sia lucido<br>o assente, prenderò la tua mano fidata<br>e ti condurrò oltre il confine &#8211; a casa, mia cara.<br>Porterò la mia lanterna e ti difenderò da qualsiasi nemico;<br>e finché avrò fiato, lo soffierò in te.<br>Perché tu sei il mio vero amore, il bel viso che vedo davanti a me;<br>quando cado nel sonno, è te che vedo fluttuare –<br>tutta la tua bontà e allegria, la tua passione.<br>Sarai mia, ora e fino alla fine dei tempi,<br>mia bella ragazza, prenderò tutto il tuo bene<br>e te lo restituirò, te lo restituirò:<br>un primo bacio, una lunga promessa: l&#8217;anello d&#8217;oro del tempo.</p><cite>Traduzione con DeepL</cite></blockquote></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Il voto: la cosa più semplice, più difficile e più vera&#8221; di Liz Lochhead</h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Uno: Viviamo nell&#8217;amore, quindi finalmente siamo arrivati a oggi<br>(oltre gli abiti eleganti e il dolce bouquet<br>oltre la torta o l&#8217;anello o tutto questo trambusto)<br>a questa cosa, la più semplice e la più vera per noi.<br>Altro: Se puoi dire, amore mio, con la mano sul cuore:<br>Ti amerò finché morte non ci separi.<br>Uno: Con la mano sul cuore,<br>Ti amerò finché morte non ci separi.<br>Altro: Allora guardami negli occhi, adesso!<br>E qui! Questo bacio sarà il nostro voto.</p><cite>Traduzione con DeepL</cite></blockquote></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Voto&#8221; di Clare Shaw</h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Di&#8217; di sì.<br>Quella parola sulle tue labbra<br>è un bacio;<br>è una promessa già fatta.<br>Ce l&#8217;abbiamo fatta.<br>L&#8217;amore non si è allontanato dal dolore<br>o dal duro lavoro.<br>Quando le luci si sono spente, non si è spento.<br>Quando l&#8217;amore non aveva una strada,<br>l&#8217;abbiamo costruita volentieri.<br>Abbiamo portato sulle spalle le sue pietre<br>e la sua terra. Quindi grazie a Dio<br>ci sono giorni come questo in cui è facile.<br>Quando apriamo la bocca<br>e le parole sgorgano.<br>Metti la parola della tua mano<br>nella mia.<br>Abbiamo imparato a tenerci l&#8217;un l&#8217;altro<br>quando nulla era dato per scontato;<br>come l&#8217;amore insisterà<br>con il suo dolore; con il suo primo doloroso<br>strappo alle viscere;<br>il suo serpente nel nido delle costole;<br>la bomba nel petto;<br>nella Y delle cosce; il rosso, rosso<br>rosso sole di esso, che sorge.<br>Come l&#8217;amore deve, a tutti i costi,<br>essere ricambiato. Noi abbiamo ricambiato<br>e così hanno fatto un milione prima di noi<br>e ciascuno dei loro nomi è un voto.<br>Quindi ora posso dirti, molto semplicemente,<br>che tu sei la casa in cui vivrò:<br>non c&#8217;è alcun motivo valido<br>per trasferirmi. Buona terra,<br>tu sei casa, pietra, sole,<br>tutte le mie patrie. Vitale per me<br>come la luce. Tu sei tutto questo<br>e io te lo chiedo.<br>Di&#8217; di sì.<br>L&#8217;amore apre una porta<br>e poi la sbatte. È così.<br>Perde il suo tocco e il suo aspetto.<br>Ma l&#8217;amore ha bisogno della sua furia.<br>Abbiamo litigato<br>e quando i tempi lo renderanno necessario,<br>lo faremo di nuovo. Quando calerà la notte,<br>non dimenticheremo<br>come un tempo le strade fossero bagnate di luce<br>e amore. Come sangue. Lo saranno di nuovo.<br>Ma per ora,<br>facciamo le nostre promesse con delicatezza.<br>Questo giorno straordinario che abbiamo creato.<br>Ascolta:<br>gli uccelli nel loro cielo ordinario.<br>Stasera il cielo risplenderà<br>di stelle. Oggi, amore mio,<br>le stanze fioriscono di fiori.<br>Di&#8217; di sì.<br>Il cielo è nostro.</p><cite>Traduzione con DeepL</cite></blockquote></figure>



<p><br><strong>Leggi anche&#8230;</strong></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-poetesse-donne-da-ricordare wp-block-embed-poetesse-donne-da-ricordare"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="oe9oQ3KzN6"><a href="https://www.poetessedonne.it/magazine/poesie/damore-poco-conosciute/">Poesie d&#8217;amore poco conosciute, intense ed emozionanti</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Poesie d&#8217;amore poco conosciute, intense ed emozionanti&#8221; &#8212; Poetesse: Donne Da Ricordare" src="https://www.poetessedonne.it/magazine/poesie/damore-poco-conosciute/embed/#?secret=y75x66pYc0#?secret=oe9oQ3KzN6" data-secret="oe9oQ3KzN6" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>



<p><strong>Oppure&#8230;</strong></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-poetesse-donne-da-ricordare wp-block-embed-poetesse-donne-da-ricordare"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="lLpVtWYfWH"><a href="https://www.poetessedonne.it/magazine/poesie/belle-che-quasi-nessuno-condivide-sul-web/">Poesie belle che quasi nessuno condivide sul web</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Poesie belle che quasi nessuno condivide sul web&#8221; &#8212; Poetesse: Donne Da Ricordare" src="https://www.poetessedonne.it/magazine/poesie/belle-che-quasi-nessuno-condivide-sul-web/embed/#?secret=xuObReeU0A#?secret=lLpVtWYfWH" data-secret="lLpVtWYfWH" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>
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		<item>
		<title>Poesie sul mese di Maggio che sicuramente non conosci</title>
		<link>https://www.poetessedonne.it/magazine/poesie/poesie-sul-mese-di-maggio-che-sicuramente-non-conosci/</link>
					<comments>https://www.poetessedonne.it/magazine/poesie/poesie-sul-mese-di-maggio-che-sicuramente-non-conosci/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 May 2025 17:04:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poesie]]></category>
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					<description><![CDATA[Maggio, tra nostalgia, fioriture, attese e rinascite: la primavera è arrivata e già si sente l&#8217;odore dell&#8217;estate. Nell&#8217;articolo che segue troverai alcune poesie scritte da poetesse internazionali sul mese in questione. Non solo poeti famosi, anche poetesse! È interessante notare come, su Google, tra le poesie più cercate per questo mese figurino spesso Carducci e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Maggio</strong>, tra nostalgia, fioriture, attese e rinascite: la <a href="https://www.poetessedonne.it/magazine/poesie/sulla-primavera/" data-type="post" data-id="3322">primavera è arrivata</a> e già si sente l&#8217;odore dell&#8217;estate. Nell&#8217;articolo che segue troverai alcune poesie scritte da poetesse internazionali sul mese in questione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non solo poeti famosi, anche poetesse!</h2>



<p>È interessante notare come, su Google, tra le poesie più cercate per questo mese figurino spesso Carducci e Pascoli — nomi di poeti famosi e studiati a scuola. In questo spazio, invece, sono le <strong>poetesse</strong> a guidarci; incontriamo <strong><a href="https://www.poetessedonne.it/tedesche/nelly-sachs/" data-type="post" data-id="4408">Nelly Sachs</a></strong>, <strong><a href="https://www.poetessedonne.it/americane/sylvia-plath-riassunto/" data-type="post" data-id="1323">Sylvia Plath</a></strong>, <strong><a href="https://www.poetessedonne.it/italiane/ada-negri/" data-type="post" data-id="1936">Ada Negri</a></strong>, <a style="font-weight: bold;" href="https://www.poetessedonne.it/francesi/anna-de-noailles/" data-type="post" data-id="3776">Anna de Noailles</a> e <strong><a href="https://www.poetessedonne.it/italiane/patrizia-cavalli/" data-type="post" data-id="1707">Patrizia Cavalli</a></strong>, voci femminili attraverso cui maggio si manifesta in tutta la sua contraddizione: è fioritura e disincanto, attesa e azione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nelly Sachs,<em> 22 maggio 1951</em></h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Nostalgia, becchino del corpo. Unica chiave che chiude la serratura<br>della notte. Dolori ovunque, fin nella parola. Per questo il silenzio. Le<br>tombe sono all’estremità esterna. Sogni come decalcomanie. Denti caduti,<br>risa di iene, gabbiani. Risa come cocci. Tutto a pezzi. Sono forse i sogni<br>l’inizio della profezia?<br>Linea della Misericordia attraversa tutto lo smarrimento! 84 (Zohar)<br>Un corpo etereo prima della nascita e dopo la morte? Comincia in rosso<br>la nebulosa e finisce in blu? Tesoro – il mio amore fa qualcosa? L’amore<br>rende forti e la mia colpa lo diminuisce? Ma la nostalgia separa le acque –<br>prima il bene, il male – costruiamo anche noi? Com’è la nostalgia della<br>pietra? O al momento è priva di nostalgia? Anche Ezechiele non vedeva<br>altro che immagini allo specchio? Ciò che è in alto si specchia in un evento<br>di qui che gli «corrisponde»! Ti raggiungo? Ho un’influenza? Ho visto<br>qualcosa di affine nelle nuvole. Tu? La Shekhinà entra anche nella colpa, 85<br>supera quindi tutti gli altri concetti religiosi. Fine – Dimenticanza. Un altro<br>può ripescare il ricordo. Il sorriso del bambino 86 che fu buttato nel fuoco.<br>Quel sorriso porta Anila – Te! – verso l’alto!<br>Sono così inquieta – chi matura in pace? Uscire dal cerchio. Tu lo sai.<br>Se solo potessi evitare un po’ di sofferenza. I miei occhi sono malati per il<br>troppo sale.<br>Mi agito nella mia cucina, pulisco e aspetto. Nel pomeriggio, quando il<br>sole cala all’orizzonte, comincia l’attesa. Metto da parte la biancheria fine.<br>Non prendo niente di così bello che tu lo possa avere. L’attesa sopravvive<br>alla stanchezza. Sempre sbatto contro le pareti. I pensieri sono vittime di<br>una persecuzione. Perché dimentico tutto? Un grande mucchio di concime<br>dove le cose dimenticate diventano fertili. Madre terra sparsa di nuovo in<br>giardino. Profumo, profumo dell’albero della vita.<br>Il tempo muore visibilmente nell’ombra.<br>Il sole fa una musica diversa dalla luna?<br>I morenti hanno vasi di musica nelle orecchie.<br>È sera, il sole getta in mare il tempo<br>che s’infrange e sanguina.<br>È sera e nessuna forma<br>sopporta più il dolore.<br>L’ardore sale dalle tombe<br>e lacera la pelle.<br>È sera<br>la grande nostalgia di casa esce dalle pieghe<br>delle costellazioni più antiche<br>scrivendo col fuoco<br>e le lacrime, per l’anima<br>visibili meteore della nostalgia<br>cercano nell’aria il loro nido terreno.<br>È sera<br>e tutte le eccedenze dell’amore<br>costruiscono musicando<br>nuovi mondi –<br>appesi all’ardore –</p><cite>Traduzione Ida Porena</cite></blockquote></figure>



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<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">Sylvia Plath, <em>Mayflower</em></h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Durante l’inverno nero, i biancospini rossi resistettero<br>All’assalto di venti nevosi dai cieli tetri<br>E, brillanti come gocce di sangue, provarono che nessun ramo coraggioso muore<br>Se ha radici ben salde e ferma determinazione.<br>Ora, mentre linfa verde sale nei boschi slanciati,<br>Ogni siepe con tale bianco fiore ci meraviglia<br>Come se fosse sbocciato dal bastone di Giuseppe, e testimonia<br>Che la bellezza migliore nasce dalla tenacia.<br>Così, quando tenace stirpe isolana scelse di rinunciare<br>Al focolare natio per solcare la via pellegrina<br>Tra solchi atlantici, oscuri, incerti—<br>Ricordando il bianco e trionfante fiore<br>Sui rami del biancospino, con buona volontà a sopportare<br>Chiamarono la loro nave col nome del fiore di maggio.</p><cite>Traduzione con ChatGPT</cite></blockquote></figure>



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<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">Ada Negri, <em>Sciopero</em></h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Non più, sotto il gran Sol che scalda e alluma<br>le sue grigiastre forme<br>l’opificio respira e romba e fuma:<br>alto è il meriggio, e l’opificio dorme.<br>Stagna dovunque la tristezza morta<br>del lavoro spezzato.<br>Non voci, non tumulti il giorno porta:<br>v’è un silenzio sinistro e disperato.<br>Qual mai, qual mai fatidica bandiera<br>sventola al Sol?… – Cencioso<br>sciopero, benvenuto. – Osa!… – La nera<br>fabbrica, nel terribile riposo<br>ruina pare; e un vel di polve giace<br>sovra i telai deserti;<br>e s’abbarbica ai muri un motto audace:<br>– O più giusto compenso, o braccia inerti. –<br>Osa e spera!… – Ogni macchina è sopita;<br>ma i ben limati denti<br>che forse stritolar più d’una vita,<br>digrignan gl’ingranaggi rilucenti.<br>Immobili le cinghie, un giorno sciolte<br>ad incessante giro,<br>cupamente ristanno, al par di scòlte<br>in vedetta, così, senza respiro.<br>Tutto è spento: cilindri e morse e spole:<br>non fuoco a la fucina,<br>non acqua a le caldaie. – E splende il Sole<br>con baleno irrisor, su l’officina;<br>ma per gli androni bui, sotto le volte<br>striscian fantasmi oscuri.<br>Strisciano larve di minaccia avvolte<br>lungo il viscido e freddo orror de’ muri:<br>e s’anima ad un tratto, ecco, ogni cosa,<br>e umana forma prende,<br>e sobbalza, gigante e maestosa:<br>viva una fiamma qua e là s’accende:<br>ogni macchina assume il divo aspetto<br>di vindice profeta:<br>rugge de la motrice il vasto petto,<br>ogni sbarra si fa gladio d’atleta:<br>e tutto grida: «O luminosa aurora,<br>non sei, non sei lontana.<br>Per te chi or sotto sferza empia lavora<br>potenza avrà di creatura umana:<br>per te giustizia, non pietà, nel mondo;<br>tutti per te gli sguardi<br>volti a un novo ideal santo e giocondo:<br>per te gioie sui bimbi e sui vegliardi!…<br>O fiumana d’amor, scendi, schiumante!<br>e un popol di risorti<br>ne la tua benedetta onda scrosciante<br>le labbra dolorose, arse, conforti!…<br>Già splende a l’orïente il sogno d’oro<br>de l’avvenire: il maggio<br>dei redenti e del libero lavoro,<br>lembo di cielo, sfavillio di raggio:<br>maggio d’ali e di sol, maggio di fiori,<br>di baci, di canzoni:<br>che vinti non avrà né vincitori,<br>che non avrà né servi né padroni.»</p></blockquote></figure>



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<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">Anna de Noailles, estratto da<em> La natura e l&#8217;uomo</em></h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Per staccarne la foglia dove aveva la chiocciola<br>Posato la sua lustra e rotonda conchiglia.<br>Coglievamo papaveri, fiordalisi, giunchiglie,<br>Persuasi che il tuo cielo, che il tuo mese di maggio<br>Un cuore che ci amava avesse caldo e saggio<br>E che l’anima tua semplice fosse incline<br>A inverdire e infiorare le morbide colline;<br>Fidenti vivevamo e stretti stretti a te<br>Come i nidi che stanno al sole sotto i tetti…</p><cite>Traduzione di Marzia Minutelli</cite></blockquote></figure>



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<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">Patrizia Cavalli, <em>Non entra nel mio cerchio&#8230;</em></h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Non entra nel mio cerchio<br>il turbine sabbioso dell’incontro<br>il pulviscolo pazzo e infiammato<br>la latitudine degli occhi personali<br>la conta improvvisata dell’ingaggio.<br>Quest’anno avrei voluto un altro maggio.</p></blockquote></figure>



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<p><strong>Leggi anche&#8230;</strong></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-poetesse-donne-da-ricordare wp-block-embed-poetesse-donne-da-ricordare"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="mkQXHQcCui"><a href="https://www.poetessedonne.it/magazine/poesie/sul-lavoro/">Poesie sul lavoro (non solo per il primo maggio)</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Poesie sul lavoro (non solo per il primo maggio)&#8221; &#8212; Poetesse: Donne Da Ricordare" src="https://www.poetessedonne.it/magazine/poesie/sul-lavoro/embed/#?secret=G7sviaGT9Y#?secret=mkQXHQcCui" data-secret="mkQXHQcCui" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>



[Immagine di copertina creata con Bing Image Creator e ChatGPT]
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			</item>
		<item>
		<title>Poesie sul bacio che non si studiano a scuola</title>
		<link>https://www.poetessedonne.it/magazine/poesie/sul-bacio/</link>
					<comments>https://www.poetessedonne.it/magazine/poesie/sul-bacio/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Mar 2025 19:25:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poesie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.poetessedonne.it/?p=4167</guid>

					<description><![CDATA[Il bacio, gesto universale di amore e desiderio, ha ispirato scrittrici e scrittori di ogni epoca. Quando a raccontarlo sono le voci delle donne il bacio non è solo un atto d&#8217;amore, ma diventa simbolo di libertà, di perdita, di rinascita e di consapevolezza. Le poetesse hanno saputo trasformarlo in un frammento di eternità, sospeso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il bacio, gesto universale di <a href="https://www.poetessedonne.it/magazine/poesie/damore-poco-conosciute/" data-type="post" data-id="3081">amore</a> e <a href="https://www.poetessedonne.it/magazine/poesie/erotiche-sul-desiderio-ardente/" data-type="post" data-id="4083">desiderio</a>, ha ispirato scrittrici e scrittori di ogni epoca. Quando a raccontarlo sono le voci delle donne il bacio non è solo un atto d&#8217;amore, ma diventa simbolo di libertà, di perdita, di rinascita e di consapevolezza. Le poetesse hanno saputo trasformarlo in un frammento di eternità, sospeso tra la dolcezza e il tormento, tra la carne e il pensiero.</p>



<p><a href="https://www.poetessedonne.it/francesi/anna-de-noailles/" data-type="post" data-id="3776">Anna de Noailles</a>, con la sua eleganza decadente, dipinge il bacio come un incontro di opposti: miele e odio si intrecciano nella passione, lasciando un&#8217;impronta indelebile nel cuore. <a href="https://www.poetessedonne.it/americane/anne-sexton/" data-type="post" data-id="1654">Anne Sexton</a>, invece, ribalta la prospettiva: per lei il bacio è un atto di resurrezione, un&#8217;energia elettrica che scuote il corpo e la mente, un&#8217;esplosione di vita dopo il dolore e la solitudine.<strong> Sibilla Aleramo</strong> lo canta con una sensualità feroce, un&#8217;estasi che sfida il tempo e lascia nel sangue il segno di un amore inatteso e sconvolgente.</p>



<p><strong>Kamala Das</strong> ci porta nell&#8217;intimità della perdita, dove il bacio non è più piacere ma memoria, un ricordo che trasforma il corpo in un campo di battaglia tra il passato e il presente. Edna St. Vincent Millay raccoglie il senso della nostalgia, il bacio dimenticato eppure ancora presente come un&#8217;eco nel cuore, mentre <strong>Claire Lejeune</strong> eleva il bacio a una dimensione esistenziale, un atto che è fame, preghiera e necessità primordiale.</p>



<p>Attraverso queste voci, il bacio si carica di significati molteplici: è soglia tra il desiderio e la perdita, tra la vita e la poesia. Un gesto tanto semplice quanto rivoluzionario, capace di contenere in sé l&#8217;essenza stessa dell&#8217;esperienza umana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Anna De Noailles, <em>Il piccolo Eros</em></h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Piccolo Eros che giochi all’ombra dei polloni<br>E bevi a fonti chiare,<br>Tu che alimenti come due accoppiati piccioni<br>La collera e l’amore,<br>Passa senza fermarti davanti alla mia porta,<br>Non entrare quest’anno:<br>Ho ancora degli amori della stagione scorsa<br>Il cuore frastornato,<br>Perché mescoli al miele, tu, del bacio deposto<br>Sopra un labbro geloso<br>Un odio tanto amaro quanto i frutti del sorbo,<br>Un odio acido e rosso…</p><cite>Traduzione di <a href="https://www.poetessedonne.it/magazine/libri/il-cuore-innumerevole-anna-de-noailles-traduzione/" data-type="post" data-id="3899">Marzia Minutelli</a></cite></blockquote></figure>



<div class="wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex">
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</div>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">Anne Sexton, <em>The kiss</em></h2>



<figure class="wp-block-pullquote is-style-solid-color"><blockquote><p>La mia bocca sboccia come un taglio.<br>Sono stata offesa tutto l&#8217;anno,<br>notti tediose, nient&#8217;altro che gomiti ruvidi dentro<br>e delicate scatole di Kleenex che mi chiamano piagnucolona,<br>piagnucolona, sciocca!<br>Fino a oggi il mio corpo era inutile.<br>Ora si strappa ai suoi angoli squadrati.<br>Sta lacerando le vesti della vecchia Maria, nodo dopo nodo,<br>e guarda—ora è attraversato da scariche elettriche.<br>Zing! Una resurrezione!<br>Un tempo era una barca, piuttosto di legno<br>e senza uno scopo, senza acqua salata sotto,<br>bisognosa di una mano di vernice.<br>Non era più di un mucchio di assi.<br>Ma tu l’hai issata, l’hai attrezzata.<br>È stata eletta.<br>I miei nervi sono accesi. Li sento come<br>strumenti musicali. Dove c’era silenzio,<br>i tamburi, le corde suonano incurabili. Sei stato tu.<br>Puro genio al lavoro. Amore, il compositore è entrato nel fuoco.</p><cite>Tradotto con ChatGPT</cite></blockquote></figure>



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</div>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">Sibilla Aleramo, <em>Miele</em></h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Su la mia bocca<br>da la bocca d’uno<br>mai prima d’oggi veduto,<br>un bacio<br>un bacio violento<br>oggi è caduto,<br>rapinoso,<br>e spasimo dolce<br>e voluttà<br>e vertigine<br>ed eternità ed eternità<br>nel nostro sangue<br>han cantato<br>hanno osannato!<br>Potenza<br>del bacio improvviso,<br>rubato<br>scoccato<br>da bocca d’uomo<br>mai prima d’oggi guardato,<br>potenza abbagliante,<br>struggente<br>avvampante,<br>tempesta<br>furiosa e melodiosa,<br>labbra, morso feroce,<br>lungo lungo deliquio<br>bocca su bocca!<br>Spossata<br>in tutte le vene<br>or uno sgomento<br>oscuro m’invade.<br>Se più mai<br>colui<br>nel mondo turbinoso<br>più mai ritrovassi?<br>Se labbra e labbra<br>nel rapinoso mondo<br>cercare dovessi<br>furiosamente<br>e con le mie suggere<br>invano<br>senza senza più mai<br>l’attimo d’oggi,<br>di voluttà,<br>d’eternità,<br>godere?<br>Labbra su labbra,<br>spasimo e miele…</p></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Kamala Das, <em>I vermi</em></h2>



<figure class="wp-block-pullquote is-style-solid-color"><blockquote><p>Al tramonto, sulla riva del fiume, Krishna<br>la amò per l’ultima volta e se ne andò…<br>Quella notte, tra le braccia del marito, Radha si sentì<br>così morta che lui le chiese: &#8220;Che c’è?<br>Ti danno fastidio i miei baci, amore?&#8221; E lei rispose:<br>&#8220;No, per niente&#8221;, ma pensò:<br>&#8220;Che importa al cadavere se lo mordono i vermi?&#8221;</p><cite>Tradotto con ChatGPT</cite></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Edna St. Vincent Millay, <em>Quali labbra hanno baciato le mie labbra</em></h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Quali labbra hanno baciato le mie labbra, e dove, e perché,<br>Ho dimenticato, e quali braccia hanno giaciuto<br>sotto la mia testa fino al mattino; ma la pioggia<br>è piena di fantasmi stanotte, che picchiettano e sospirano<br>sul vetro e ascoltano la risposta,<br>E nel mio cuore si agita un dolore silenzioso<br>per i ragazzi non ricordati, che non si rivolgeranno più a me a mezzanotte<br>si rivolgeranno a me a mezzanotte con un grido.<br>Così nell&#8217;inverno si erge l&#8217;albero solitario,<br>né sa quali uccelli siano scomparsi uno dopo l&#8217;altro,<br>ma sa che i suoi rami sono più silenziosi di prima:<br>Non posso dire quali amori siano andati e venuti,<br>So solo che l&#8217;estate ha cantato in me<br>per un po&#8217;, che in me non canta più.</p><cite>Tradotto con DeepL.com</cite></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Claire Lejeune, <em>All&#8217;inizio c&#8217;è la fame</em></h2>



<figure class="wp-block-pullquote is-style-solid-color"><blockquote><p>All&#8217;inizio c&#8217;è la fame,<br>tutto bianco.<br>Essere è poter chiedere.<br>Una preghiera purificata da tutto il suo odio per la carità,<br>lavata da ogni sospetto, assolta dalla sua vergogna.<br>Una preghiera legittima.<br>Eccomi, sono nato da te, dopo tutto.<br>Dammi un po&#8217; di pane!<br>No, dammi qualsiasi cosa: è il tuo gesto,<br>il tuo dono di cui ho bisogno prima di tutto.<br>Qualsiasi cosa, purché tu dia!<br>Del resto, se il corpo esiste, non può vivere di solo inchiostro.<br>Non so ancora di cosa ho bisogno prima di tutto per vivere.<br>Aria e acqua zuccherata, o acqua salata, o entrambe le cose insieme.<br>Battezzami con il tuo respiro, con la tua saliva.<br>Dalla coppa delle nostre mani alla coppa delle nostre bocche:<br>ogni possibilità è immaginata.<br>Un bacio è fortuna cangiante, una preghiera esaudita.<br>Vivere sarebbe impegnarsi in un bacio senza fondo,<br>un bacio continuo da cui non c&#8217;è ritorno.<br>Solo facendo il massimo esistiamo.</p><cite>Tradotto con DeepL.com </cite></blockquote></figure>



<p><strong>Immagine di copertina creata con Bing Image Creator</strong></p>
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		<title>Poesie per il papà (non solo  per la festa)</title>
		<link>https://www.poetessedonne.it/magazine/poesie/poesie-per-il-padre/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Mar 2025 17:16:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poesie]]></category>
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					<description><![CDATA[La scrittura femminile ha sempre avuto il potere di esplorare gli affetti più profondi con sensibilità e intensità emotiva, come abbiamo visto per le poesie sulla figura materna. In questo articolo esploriamo invece il rapporto con il rapporto con la figura paterna, che emerge come un tema carico di sfumature, capace di intrecciare amore, nostalgia, [&#8230;]]]></description>
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<p>La scrittura femminile ha sempre avuto il potere di esplorare gli affetti più profondi con sensibilità e intensità emotiva, come abbiamo visto per le poesie sulla <a href="https://www.poetessedonne.it/magazine/poesie/per-e-sulla-mamma/" data-type="post" data-id="3414">figura materna</a>. In questo articolo esploriamo invece il rapporto con il <strong>rapporto con la figura paterna</strong>, che emerge come un tema carico di sfumature, capace di intrecciare amore, nostalgia, ammirazione e, talvolta, incomprensione o assenza. Attraverso la poesia, molte autrici hanno raccontato questa figura con occhi diversi, restituendo immagini di padri presenti o lontani, fragili o silenziosi, ma sempre indelebili nella memoria e nel cuore. Dalla supplica accorata di <strong><a href="https://www.poetessedonne.it/italiane/ada-negri/" data-type="post" data-id="1936">Ada Negri</a></strong>, alla malinconia della separazione nei versi di <strong>Louise Glück</strong>, fino ai ricordi vividi e contrastanti di <strong><a href="https://www.poetessedonne.it/italiane/antonia-pozzi-riassunto/" data-type="post" data-id="820">Antonia Pozzi</a></strong> e <strong><a href="https://www.poetessedonne.it/italiane/patrizia-cavalli/" data-type="post" data-id="1707">Patrizia Cavalli</a></strong>, queste poesie ci guidano attraverso un viaggio di parole in cui il padre diventa simbolo di amore, perdita e identità. Abbiamo scelto componimenti che raccontano l&#8217;infanzia, la memoria, la distanza e la tenerezza: immagini di padri che, tra giardini in fiore (<strong>Sibilla Aleramo</strong>) e gesti quotidiani, continuano a vivere nelle parole delle loro figlie. Versi che rivelano la profondità dello sguardo femminile sulla figura paterna, restituendole una dimensione intima e universale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Padre, se mai questa preghiera giunga (Ada Negri)</h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Padre, se mai questa preghiera giunga<br>al tuo silenzio, accoglila, ché tutta<br>la mia vita perduta in essa piange:<br>e s’io degna non son, per la grandezza<br>del ben che invoco fammi degna, Padre.<br>Quando morta sarò, non darmi pace<br>né riposo giammai ne le stellate<br>lontananze dei cieli. Sulla terra<br>resti l’anima mia. Resti fra gli uomini<br>curvi alla zolla, grevi di peccato:<br>con essi vegli, in essi operi, ad essi<br>della tua grazia sia tramite e luce.<br>Lascia ch’io compia dopo morta il bene<br>che nella vita compiere m’illusi,<br>o me povera povera! e non seppi.<br>Mi valga presso Te questo rimorso<br>ch’io ti confesso, e il mio soffrire, e il vano<br>fuoco di carità che mi distrugge.<br>Giorno verrà, dal pianto dei millenni,<br>che amor vinca sull’odio, amor sol regni<br>nelle case degli uomini. Non può<br>non fiorire quell’alba: in ogni goccia<br>del sangue ond’è la terra intrisa e lorda<br>sta la virtù che la prepara, all’ombra<br>dolente del travaglio d’ogni stirpe.<br>Il dì che sorga, fa’ ch’io sia la fiamma<br>fraterna accesa in tutti i cuori; e i giorni<br>la ricevan dai giorni; e in essa io viva<br>sin che la vita sia vivente, o Padre.</p></blockquote></figure>



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<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">Departure (Louise Gluck)</h2>



<figure class="wp-block-pullquote is-style-solid-color"><blockquote><p>Mio padre è in piedi su una piattaforma ferroviaria.<br>Le lacrime gli si accumulano negli occhi, come se il viso<br>che si intravede nel finestrino fosse il volto di qualcuno che era<br>una volta. Ma l&#8217;altro ha dimenticato;<br>mentre mio padre guarda, si volta dall&#8217;altra parte,<br>e si scosta, tirando l&#8217;ombra sul viso,<br>torna a leggere.<br>E già nel suo solco profondo<br>il treno aspetta con il suo respiro di cenere.</p><cite>Tradotto con DeepL.com </cite></blockquote></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">Sventatezza (Antonia Pozzi)</h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Ricordo un pomeriggio di settembre,<br>sul Montello. Io, ancora una bambina,<br>col trecciolino smilzo ed un prurito<br>di pazze corse su per le ginocchia.<br>Mio padre, rannicchiato dentro un andito<br>scavato in un rialzo del terreno,<br>mi additava attraverso una fessura<br>il Piave e le colline; mi parlava<br>della guerra, di sé, dei suoi soldati.<br>Nell&#8217;ombra, l&#8217;erba gelida e affilata<br>mi sfiorava i polpacci: sotto terra,<br>le radici succhiavan forse ancora<br>qualche goccia di sangue. Ma io ardevo<br>dal desiderio di scattare fuori,<br>nell&#8217;invadente sole, per raccogliere<br>un pugnetto di more da una siepe.</p></blockquote></figure>



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<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">Come se fosse una spanatura (Patrizia Cavalli)</h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Come se fosse una spanatura<br>la luce troppo bianca<br>mi avvolgeva capitata cosí all’improvviso<br>fuori stagione e io impreparata<br>non volevo pensarci, quasi non guardavo<br>i campi spelacchiati (ma perché se era<br>primavera?) colorati di albetta<br>e mi chiudevo nella simmetria<br>delle stanze. Ma lí c’era mio padre,<br>la testa fuori del cuscino, messo per storto,<br>non ben sistemato, le pantofole infilate,<br>coperto a metà cosí da non sembrare<br>proprio stabilmente a letto<br>ma come di passaggio – mi riposo<br>un momento e ricomincio –<br>pronto a trascinarsi a la sala comandi,<br>la cucina, e lí davanti al tavolo impazzare<br>nella grande sistemazione di piatti<br>e bottigliette e bruciare nei centimetri quadrati<br>i movimenti adorati della vita.</p></blockquote></figure>



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<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">Ricordo del padre (Sibilla Aleramo)</h2>



<figure class="wp-block-pullquote is-style-solid-color"><blockquote><p><br>Sempre che un giardino m’accolga<br>io ti riveggo, Padre, fra aiuole,<br>lievi le mani su corolle e foglie,<br>vivo riveggo carezzare tralci,<br>allevi rose e labili campanule,<br>silenzioso ti smemorano i giacinti,<br>stai fra colori e caldi aromi, Padre,<br>solitario trovando, ivi soltanto,<br>pago e perfetto senso all’esser tuo.</p></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading">All my pretty ones (Anne Sexton)</h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Padre, la sfortuna di quest&#8217;anno ci divide<br>dove hai seguito nostra madre nel suo freddo sonno;<br>un secondo colpo ha pietrificato il tuo cuore,<br>lasciandomi qui a sgombrare e liberarti<br>dalla casa che non potevi permetterti:<br>una chiave d&#8217;oro, la tua metà di un lanificio,<br>venti abiti di Dunne, una Ford inglese,<br>l’amore e il linguaggio legale di un altro testamento,<br>scatole di foto di persone che non conosco.<br>Tocco i loro volti di cartone. Devono andare via.<br>Ma gli occhi, spessi come legno in questo album,<br>mi trattengono. Mi fermo qui, dove un bambino<br>aspetta in un vestito arricciato che qualcuno arrivi…<br>per questo soldato che stringe il suo corno come un giocattolo<br>o per questa dama di velluto che non può sorridere.<br>È tuo nonno, questo commodoro<br>in uniforme da postino? Padre, nel frattempo<br>il tempo ha reso irrilevante chi stavi cercando.<br>Non saprò mai cosa significano questi volti.<br>Li chiudo nel loro libro e li getto via.<br>Questo è l’album giallo che hai iniziato<br>l&#8217;anno in cui sono nato; ora croccante e rugoso<br>come foglie di tabacco: ritagli dove Hoover<br>sconfisse i Democratici, agitandomi il dito secco<br>e la Proibizione; notizie della caduta dell’Hindenburg<br>e degli ultimi anni in cui hai prosperato<br>grazie alla guerra. Quest’anno, solvibile ma malato,<br>volevi sposare quella graziosa vedova in tutta fretta.<br>Ma prima che avessi quella seconda possibilità,<br>piansi sulla tua spalla grassa. Tre giorni dopo moristi.<br>Queste sono le istantanee del matrimonio, fermate nel tempo.<br>Fianco a fianco sul ponte verso Nassau;<br>qui, con la coppa del vincitore alle gare di motoscafi,<br>qui, in frac al Cotillion, fai un inchino,<br>qui, accanto al nostro canile con i cani dagli occhi rosa,<br>che corrono come maiali di razza nel recinto di ferro,<br>qui, alla gara di cavalli dove mia sorella vince un premio,<br>e qui, in piedi come un duca tra gruppi di uomini.<br>Ora ti piego via, mio ubriacone, mio navigatore,<br>mio primo custode perduto, da amare o guardare più tardi.<br>Tengo un diario di cinque anni che mia madre scrisse<br>per tre anni, raccontando tutto ciò che non dice<br>della tua tendenza all’alcol. Hai dormito troppo,<br>scrive. Mio Dio, padre, ogni Natale<br>berrò il tuo bicchiere di vino nel tuo stesso sangue?<br>Il diario dei tuoi anni turbolenti<br>va sul mio scaffale ad aspettare che il mio tempo passi.<br>Solo in questo intervallo custodito l’amore sopravvive.<br>Che tu sia bello o meno, ti sopravvivo,<br>mi chino sul tuo volto estraneo e ti perdono.</p><cite>Traduzione con ChatGPT</cite></blockquote></figure>



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<p><strong>Immagine di copertina creata con DALL-E</strong></p>
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		<title>Poesie erotiche: il desiderio ardente secondo le poetesse</title>
		<link>https://www.poetessedonne.it/magazine/poesie/erotiche-sul-desiderio-ardente/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2025 22:01:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poesie]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;erotismo nella poesia ha spesso trovato spazio nella penna di autori uomini, mentre la voce femminile, per secoli, è stata relegata a una rappresentazione passiva del desiderio. Basti ricordare la celebre satira di Semonide, in cui si spiegava che le donne non potevano parlare di cose d&#8217;amore, dovevano essere &#8220;donne api&#8221;, custodi sobrie della casa. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;erotismo nella poesia ha spesso trovato spazio nella penna di autori uomini, mentre la voce femminile, per secoli, è stata relegata a una rappresentazione passiva del desiderio. Basti ricordare la celebre <a href="https://it.wikisource.org/wiki/Satira_sopra_le_donne" target="_blank" rel="noopener">satira di Semonide</a>, in cui si spiegava che le donne <strong>non potevano parlare di cose d&#8217;amore</strong>, dovevano essere &#8220;donne api&#8221;, custodi sobrie della casa. La prima a sdoganare il luogo comune è stata sicuramente <a href="https://www.poetessedonne.it/greche/saffo-di-lesbo/" data-type="post" data-id="785">Saffo</a>, che ha unito <strong>eros e passione</strong> alla sacralità dei suoi insegnamenti.</p>



<p>Le poetesse contemporanee hanno ribaltato totalmente la narrazione antica, trasformando la sensualità e il desiderio in un atto di espressione potente, consapevole, finalmente come soggetto attivo del desiderio: non c&#8217;è solo la gioia di <a href="https://www.poetessedonne.it/magazine/poesie/damore-poco-conosciute/" data-type="post" data-id="3081">un amore romantico</a> o il dolore di un <a href="https://www.poetessedonne.it/magazine/poesie/perun-amore-finito-perduto/" data-type="post" data-id="3746">amore finito</a> nei loro versi, c&#8217;è anche la passione.</p>



<p>In questo articolo si indaga il tema attraverso alcune delle più intense <strong>poesie erotiche</strong> scritte da donne, da <strong>rupi kaur a Patrizia Valduga</strong>, che con le loro parole restituiscono un desiderio ardente e crudo, raffinato e sovversivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">rupi kaur</h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>il solo pensiero di te<br>mi fa spalancare le gambe<br>come un cavalletto con una tela<br>implorando arte</p><cite>Tradotto con ChatGPT</cite></blockquote></figure>



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<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">Mary Ruefle</h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Ogni volta che inizia a nevicare, mi piacerebbe fare<br>sesso. Non importa se nevica in modo leggero e non serio, o se nevica in modo molto serio, fino a quando non si è in grado di fare sesso.<br>o meno, o che nevichi molto seriamente, fino a notte inoltrata, vorrei fermare qualsiasi<br>notte, vorrei interrompere qualsiasi manifestazione della vita in cui sono impegnata e fare sesso, con la stessa persona che vede a sua volta la neve e la ascolta, che potrebbe dover abbandonare un ufficio o una riunione, o qualche arduo compito fisico, o, plausibilmente, lasciare il sesso con un&#8217;altra persona e andare a<br>sesso con un&#8217;altra persona, e venire nella neve da me, che sto già, nella neve, iniziando a fare sesso nella mia mia mente di neve. Qualcuno per cui, come me, questo è<br>un ultimatum, il segno della neve, un ultimatum di gioia, anche se un ultimatum al di là della gioia e del dolore. Vorrei essere in aula — perché sono un’insegnante —<br>e, chiudendo il mio libro, alzarmi e dire<br>“Sta nevicando e devo andare a fare sesso, arrivederci,”<br>e uscire dalla stanza.<br>E accendendo la mia macchina, nei primi istanti della neve,<br>sapere che lui sta accendendo la sua,<br>con i fiocchi che cadono sul parabrezza,<br>o, se è a casa, che sta guardando la neve<br>e sa che arriverò, innevata, in dieci o venti o trenta minuti,<br>e, se la neve ha smesso,<br>noi, come esseri umani, possiamo prendere una decisione,<br>ma non mentre sta ancora nevicando,<br>e persino una mezza neve sarebbe qualcosa da obbedire.<br>Mi chiedo spesso dove vadano gli uccelli durante una tempesta di neve,<br>perché scompaiono completamente.<br>Li immagino profondamente dentro i cespugli,<br>più avanti, tra gli alberi e nelle profondità delle foreste,<br>su rami dove la neve non può arrivare,<br>riparati nel tempo della neve,<br>non ignari di essa,<br>ma accettando intensamente la loro incapacità,<br>e quindi resistendo alla neve in piccoli, coraggiosi modi innati,<br>con le loro teste piumate abbassate per il calore.<br>Le ali, il segno distintivo di un uccello,<br>sono completamente inutili nella neve.<br>Quando sono dentro a fare sesso mentre nevica,<br>voglio pensare anche agli uccelli,<br>e voglio che il mio amore ami pensare agli uccelli tanto quanto me,<br>perché sta nevicando e stiamo facendo sesso<br>sotto o sopra le coperte<br>e gli uccelli non possono essere così lontani,<br>nella quiete e nel silenzio della neve,<br>i loro petti ancora hanno colore,<br>i loro cuori battono,<br>respirano dentro e fuori<br>mentre nevica tutto intorno a loro,<br>anche se pensare agli uccelli<br>non è affascinante quanto guardare la neve cadere su un cimitero,<br>sulle tombe e le lapidi e i sepolcri dei morti.<br>Amo guardare la neve cadere sulle tombe,<br>com’è fredda la neve,<br>ancora più fredde le pietre,<br>e la terra è la più fredda di tutte,<br>e le ossa dei morti sono nella terra,<br>ma i morti non sono freddi,<br>neve o non neve,<br>per loro significa molto poco,<br>nulla, non significa nulla per loro,<br>ma per noi, che guardiamo la neve sui morti,<br>che vediamo il cimitero coprirsi di neve,<br>è molto fredda,<br>la neve sulle tombe, sopra le ossa,<br>sembra particolarmente fredda,<br>e allo stesso tempo particolarmente pacifica,<br>è come la neve che cade dolcemente sui dormienti,<br>anche se cade in fretta sembra dolce,<br>perché i dormienti sono dolci,<br>non sono ansiosi,<br>stanno dormendo nella neve<br>e dormiranno oltre la neve,<br>e sebbene io stia facendo sesso mentre nevica,<br>voglio ricordare i dormienti,<br>quieti, freddi, dolci,<br>che non possono pensare a se stessi<br>come uccelli rintanati tra le piume,<br>ma che sono, in parte, parte della neve,<br>che cade con una devozione così incrollabile verso la terra<br>che tutta l’ansia del mondo sembra svanita,<br>il mondo sembra immerso in un letto<br>così come io sono immersa in un letto,<br>persa tra le braccia del mio amante.<br>Sì, quando nevica così,<br>sento che tutto il mondo si è unito a me<br>nell’isolamento e nel silenzio.</p><cite>Tradotto con ChatGPT</cite></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Carol Ann Duffy</h2>



<p><em>per Judith Radstone</em></p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Accanto alla mia pelle, le sue perle. La mia padrona<br>mi chiede di indossarle, di riscaldarle, fino a sera<br>quando le spazzolerò i capelli. Alle sei, le metto<br>intorno alla sua gola bianca e fredda. Tutto il giorno penso a lei,<br>che riposa nella Stanza Gialla, contemplando la seta o il taffetà.<br>o taffetà, quale abito indossare stasera? Lei si ventila<br>mentre io lavoro volentieri, con il mio lento calore che entra in<br>ogni perla. Il mio collo è allentato, la sua corda.<br>È bellissima. La sogno<br>nel mio letto in mansarda; la immagino ballare<br>con uomini alti, perplessi per il mio odore debole e persistente<br>sotto il suo profumo francese, le sue pietre lattiginose.<br>Le spolvero le spalle con una zampa di coniglio,<br>osservo il morbido rossore che trapela dalla sua pelle<br>come un sospiro indolente. Nel suo specchio<br>le mie labbra rosse si schiudono come se volessi parlare.<br>Luna piena. La carrozza la riporta a casa. Vedo<br>ogni suo movimento nella mia testa…. Spogliarsi,<br>togliersi i gioielli, la sua mano sottile che cerca l&#8217;astuccio, scivolare nuda nel letto, nel modo in cui<br>fa sempre…. E io rimango qui sveglia,<br>sapendo che le perle si stanno raffreddando anche ora<br>nella stanza dove dorme la mia padrona. Tutta la notte<br>sento la loro assenza e brucio.</p><cite>Tradotto con DeepL.com </cite></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Lucille Clifton</h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>tu sei quello<br>per cui sono illuminata.<br>Vieni con la tua verga<br>che si contorce<br>ed è un serpente.<br>Io sono il cespuglio.<br>sto bruciando<br>non sono consumata.</p><cite>Tradotto con DEEPL</cite></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Fleur Adcock</h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Scrivo in lode dell&#8217;atto solitario:<br>del non sentire una lingua invadente<br>forzata nella propria bocca, il respiro<br>soffocato, i capezzoli schiacciati contro<br>la cassa toracica, e quel formicolio metallico<br>sul mento, innescato da un certo nervo strano:<br>dispiacere. Evitare quegli occhi basterebbe—<br>occhi dai quali una giovane ragazza trae vita,<br>ascoltando il fruscio<br>vegetale dentro di sé, mentre lo sguardo di lui<br>agita fronde polipoidi<br>sul fondale oscuro del suo corpo, e i suoi occhi si offuscano.<br>C&#8217;è molto da dire sull&#8217;abbandonare<br>questo esercizio non più nuovo—<br>sul non &#8220;partecipare<br>a un&#8217;esperienza totale&#8221;—quando<br>ci si sente come la signora di Leeds che<br>ha visto <em>The Sound of Music</em> ottantasei volte;<br>o forse, più ancora, come l&#8217;insegnante di teatro<br>che mette in scena <em>Sogno di una notte di mezza estate</em><br>per il settimo anno consecutivo, con<br>un altro cast della 5B.<br>Piramide e Tisbe sono morti, ma<br>il buco nel muro può ancora essere fastidioso.<br>Ti consiglio, dunque, di abbracciarlo senza<br>impedimenti. Nessun bisogno di preparare la scena,<br>travestirsi (o spogliarsi), fare discorsi.<br>Bastano cinque minuti di solitudine—<br>nella vasca da bagno, o per colmare<br>quello spazio tra i giornali della domenica e il pranzo.</p><cite>Tradotto con CHATGPT</cite></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Adrienne Rich</h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Qualunque cosa accada tra noi, il tuo corpo<br>perseguiterà il mio &#8211; tenero, delicato<br>il tuo modo di fare l&#8217;amore, come la fronda mezza arricciata<br>della felce violina nelle foreste<br>appena lavate dal sole. Le tue cosce percorse e generose<br>tra le quali tutto il mio viso è venuto e viene -.<br>l&#8217;innocenza e la saggezza del posto che la mia lingua vi ha trovato…<br>la danza viva e insaziabile dei tuoi capezzoli nella mia bocca…<br>il tuo tocco su di me, fermo, protettivo, che mi cerca<br>la tua lingua forte e le tue dita sottili, che<br>raggiungendo il punto in cui ti ho aspettato per anni<br>nella mia grotta bagnata di rose: qualunque cosa accada, questo è.</p><cite>Tradotto con DeepL.com </cite></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Patrizia Valduga</h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>E anche con lui era come masturbarmi,<br>mai matura, scentrata e senza centro.<br>Di grazia, gli chiedevo, vuoi insegnarmi<br>a venire assieme a te con te dentro?</p></blockquote></figure>



<p><strong>Leggi anche&#8230;</strong></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-poetesse-donne-da-ricordare wp-block-embed-poetesse-donne-da-ricordare"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="USc0lUIKOd"><a href="https://www.poetessedonne.it/magazine/poesie/sul-bacio/">Poesie sul bacio che non si studiano a scuola</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Poesie sul bacio che non si studiano a scuola&#8221; &#8212; Poetesse: Donne Da Ricordare" src="https://www.poetessedonne.it/magazine/poesie/sul-bacio/embed/#?secret=RGCH3estrK#?secret=USc0lUIKOd" data-secret="USc0lUIKOd" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>



<p><strong>Immagine di copertina creata con DALL-E</strong></p>



<p></p>
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		<title>Poesie sulla violenza sulle donne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Nov 2024 13:58:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poesie]]></category>
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					<description><![CDATA[La poesia ha il potere di dare voce a dolori spesso taciuti, esplorando la complessità dell’esperienza femminile con una forza emotiva capace di scardinare pregiudizi e silenzi. Nelle opere di poetesse come Veronica Franco, Koleka Putuma, Rupi Kaur, Warsan Shire, Alda Merini e Sibilla Aleramo, la violenza contro le donne emerge come un tema condiviso [&#8230;]]]></description>
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<p>La poesia ha il potere di dare voce a dolori spesso taciuti, esplorando la complessità dell’esperienza femminile con una forza emotiva capace di scardinare pregiudizi e silenzi. Nelle opere di poetesse come <strong>Veronica Franco, Koleka Putuma, <a href="https://www.poetessedonne.it/americane/rupi-kaur/" data-type="post" data-id="2011">Rupi Kaur</a>, Warsan Shire, Alda Merini e Sibilla Aleramo</strong>, la violenza contro le donne emerge come un tema condiviso e universale, toccato con sensibilità e intensità diverse.</p>



<p>Questo articolo raccoglie alcune delle loro poesie più significative sul tema della violenza, frammenti di un dolore che trascende confini temporali e geografici, e che svela quanto sia <strong>profonda la ferita. </strong></p>



<p>Ogni poesia, nelle sue sfumature, <strong>offre una prospettiva diversa sul tema:</strong> dall&#8217;indignazione per l’ingiustizia di Koleka Putuma alla resilienza di <a href="https://www.poetessedonne.it/italiane/alda-merini/" data-type="post" data-id="3351">Alda Merini</a>, fino alla denuncia del possesso e dell’abuso nella lirica di Warsan Shire. Interessante la testimonianza di<strong> Veronica Franco</strong>, specialmente perché risale al <a href="https://www.poetessedonne.it/magazine/didattica/rinascimento-italiano/" data-type="post" data-id="3595">Rinascimento italiano</a>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Veronica Franco </h2>



<figure class="wp-block-pullquote is-style-solid-color"><blockquote><p>Dunque a la mia presenza vi fu opposto<br>ch’una donna innocente abbiate offesa<br>con lingua acuta e con cor mal disposto;<br>e che, moltiplicando ne l’offesa,<br>quant’è colei piú stata paziente,<br>in voi l’ira si sia tanto piú accesa,<br>sí che, spinto da sdegno, impaziente<br>le man posto l’avreste adosso ancora,<br>se noi vietava alcun, ch’era presente;<br>ma voi la minacciaste forte allora,<br>e giuraste voler tagliarle il viso,<br>osservando del farlo il tempo e l’ora.<br>Strano mi parve udir, d’un uom diviso<br>dai fecciosi costumi del vii volgo,<br>un cotal nuovo inaspettato aviso;<br>e, mentre col pensiero a voi mi volgo,<br>de la virtute amico e de l’onesto,<br>la fede a quel, che mi fu detto, tolgo.<br>Da l’altra parte so quanto è molesto<br>lo spron de l’ira, e come spesso ei mena<br>a quel ch’è vergognoso ed inonesto:<br>né sempre la ragion, che i sensi affrena,<br>a stringer pronto in man si trova il morso,<br>e ’l gran soverchio rompe ogni catena.<br>Se per impeto d’ira il fallo è occorso,<br>non durate nel mal, ma conoscete<br>quanto fuor del de ver siate trascorso.<br>Gli occhi del vostro senno rivolgete,<br>e quanto ingiuriar donne vi sia<br>disdicevole, voi stesso vedete.<br>Povero sesso, con fortuna ria<br>sempre prodotto, perch’ognor soggetto<br>e senza libertá sempre si stia!<br>Né però di noi fu certo il diffetto,<br>che, se ben come Tuoni non seni forzute,<br>come l’uom niente avemo ed intelletto.<br>Né in forza corporal sta la virtute,<br>ma nel vigor de l’alma e de l’ingegno,<br>da cui tutte le cose son sapute;<br>e certa son che in ciò loco men degno<br>non han le donne, ma d’esser maggiori<br>degli uomini dato hanno piú d’un segno.<br>Ma, se di voi si reputiam minori,<br>fors’è perché in modestia ed in sapere<br>di voi siamo piú facili e migliori.<br>E che sia ’l ver, voletelo vedere?<br>che ’l piú savio ancor sia piú paziente<br>par ch’a la ragion quadri ed al devere:<br>del pazzo è proprio Tesser insolente,<br>ma quel sasso del pozzo il savio tragge,<br>ch’altri a gettarlo fu vano e imprudente.<br>E cosí noi, che siam di voi piú sagge,<br>per non contender vi portamo in spalla,<br>com’anco chi ha buon piè porta chi cagge.<br>Ma la copia degli uomini in ciò falla;<br>e la donna, perché non segua il male,<br>s’accomoda e sostien d’esser vassalla.<br>Ché, se mostrar volesse quanto vale,<br>in quanto a la ragion, de l’uom saria<br>di gran lunga maggiore, e non che eguale.<br>Ma l’umana progenie mancheria,<br>se la donna, ostinata in sul duello,<br>foss’a Tuoni, com’ei merta, acerba e ria.<br>Per non guastar il mondo, ch’è si bello<br>per la specie di noi, la donna tace,<br>e si sommette a l’uom tiranno e fello,<br>che poi del regnar tanto si compiace,<br>sí come fanno ’l piú quei che non sanno<br>(ché ’l mondan peso a chi piú sa piú spiace),<br>che gli uomini perciò grand’onor fanno<br>a le donne, perché cessero a loro<br>l’imperio, e sempre a lor serbato l’hanno.<br>Quinci sete, ricami, argento ed oro,<br>gemme, porpora, e qual è di piú pregio<br>si pon in adornarne alto tesoro;<br>e, qual conviensi al nostro senno egregio,<br>non sol son ricchi i nostri adornamenti<br>d’ogni pomposo e piú prezzato fregio,<br>ma gli uomini a noi vengon riverenti,<br>e ne cedono ’l luogo in casa e in strada,<br>in ciò non punto tardi o negligenti.<br>Per questo anco è ch’a lor portar accada<br>berretta in testa, per trarla di noi<br>a qualunque dinanzi ei se ne vada;<br>e, s’ancor son tra lor nimici poi,<br>non lascian d’onorar, sempre ch’occorre,<br>ristesse donne de’ nemici suoi.<br>Da questo argomentando si discorre<br>quanto l’offesa fatta al nostro sesso<br>la civiltá de l’uoin gentile aborre.<br>Né ch’io parli cosí crediate adesso<br>con altro fin, che di mostrarvi quanto<br>l’offender donne sia peccato espresso.<br>Informata ancor son da l’altro canto<br>chi sia colei, di cui mi fu affermato<br>che ingiuriaste e minacciaste tanto:<br>certo questo non merita il suo stato,<br>e l’avervi ’l suo amore a tanti segni<br>in tante occasion manifestato.<br>Cessili l’offese omai , cessili gli sdegni,<br>e tanto piú che d’uom nato gentile<br>questi non sono portamenti degni;<br>ma è profession d’uom basso e vile<br>pugnar con chi non ha diffesa o schermo,<br>se non di ciance e d’ingegno sottile.<br>Perdonatemi in ciò, ch’io troppo affermo<br>le colpe vostre; poi ch’io non intendo<br>comprender voi, piú d’alcun altro, al fermo;<br>ma quel ch’adesso vado discorrendo<br>è quanto ad onta sua colui s’inganni,<br>che vada con le donne contendendo;<br>perch’al sicur di lui son tutti i danni:<br>s’ei vince, mal; e peggio, se vien vinto:<br>il rischio è certo e infiniti gli affanni.<br>Col viso di rossore infuso e tinto,<br>d’essere stato ogni uom d’onor s’accorge<br>di far ingiuria a donne unqua in procinto;<br>e, quanto piú ’l valor viril risorge,<br>tanto piú l’armi fuor da l’ira tratte<br>vergognando al suo loco altri riporge,<br>e si pentisce de le cose fatte<br>in via che, se potesse frastornarle,<br>le ridurria da Tesser primo intatte.<br>Ma, poi che non può adietro ritornarle,<br>con dolci modi a Toffese ripara,<br>e, quanto può, si sforza d’annullarle:<br>ritorna ancor l’amata al doppio cara<br>nel rifar de la pace; e, per turbarsi,<br>piú d’ogni parte l’alma si rischiara.<br>Cosi nel ben vien a moltiplicarsi,<br>e cosí certa son che voi farete,<br>sí come suol da ogni par vostro farsi:<br>e colei certo offesa o non avete,<br>o, se vinto da sdegno trascorreste,<br>Terror di voi non degno emenderete.<br>Ed io di ciò vi prego in fin di queste.</p><cite>Estratto</cite></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Koleka Putuma</h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>questo Paese ci seppellisce prima che nasciamo.<br>ci chiama con i nostri necrologi prima di chiamarci per nome.<br>ci rende.<br>donne con problemi di nervosismo.<br>nervosismo con la guardia alzata.<br>le forze dell&#8217;ordine con un sistema rotto.<br>un sistema rotto con troppo potere.<br>potere nelle autorità con pistole che uccidono i loro coniugi.<br>telefoni con informazioni sulle persone scomparse.<br>dettagli di persone scomparse senza alcun seguito.<br>garage con bambini che dovrebbero essere a scuola.<br>veicoli con prove.<br>prove senza alcun potere di perseguire.<br>uffici postali con armi.<br>Centri commerciali con rapitori.<br>bagni con carneficine.<br>una carneficina senza data di scadenza.<br>locali con drogati.<br>vicoli con poca luce.<br>e. anche. con.<br>tutta la luce. non sareste comunque al sicuro.<br>ubers con panico.<br>taxify con la paranoia.<br>passeggiate con taser. in gruppi. in pubblico.<br>in luoghi che non penseresti possano accadere.<br>tombe con ragazze.<br>prese troppo presto.<br>troppo brutale.<br>Troppo orribili per essere nominati.<br>per documentare. per trovare.<br>da contrassegnare come zone di pericolo.<br>zone di pericolo travestite da spazi sicuri.<br>spazi sicuri con assassini.<br>Assassini che sono materiale per mariti.<br>scuole con pedofili.<br>pedofili laureati a lavoro con i bambini.<br>aule con molestatori.<br>terminali con predatori.<br>cantieri con uomini abbastanza grandi da capire “NO”.<br>chiese con uomini che usano le vostre preghiere per la sicurezza di farvi inginocchiare con le braccia alzate.<br>con le braccia alzate.<br>(ogni 3 ore, uno di noi non ce la fa)<br>questo paese appende la nostra dignità a mezz&#8217;asta.<br>sventola i nostri corpi come lezioni da imparare.<br>come momenti che dovrebbero insegnarci qualcosa.<br>come moduli, test, esperimenti.<br>la mia esistenza non è per il tuo insegnamento<br>per slogare la gola di mia madre a due metri di profondità<br>e compensare il suo dolore con borse di studio e politiche modificate.<br>politiche che hanno preso polvere prima ancora di essere redatte.<br>Questo paese ci seppellisce prima che nasciamo.<br>ci chiama con i nostri necrologi prima di chiamarci con i nostri nomi.<br>con i nostri nomi.</p><cite>Tradotto con DeepL.com </cite></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading">rupi kaur</h2>



<figure class="wp-block-pullquote is-style-solid-color"><blockquote><p>a casa quella sera<br>ho riempito la vasca d&#8217;acqua bollente<br>ci ho buttato menta colta in giardino<br>due cucchiai d&#8217;olio di mandorla<br>latte<br>e miele<br>un pizzico di sale<br>petali di rose del prato del vicino<br>mi sono messa a mollo nella mistura<br>impaziente di lavare via il lerciume<br>la prima ora<br>mi sono spulciata i capelli dagli aghi di pino<br>li ho contati uno due tre<br>messi in fila ben distesi<br>la seconda ora<br>ho pianto<br>mi è scappato un ululato<br>chi l&#8217;avrebbe detto che una ragazza potesse farsi bestia<br>durante la terza ora<br>ho trovato parti di lui su parti di me<br>il sudore non era il mio<br>il bianco fra le gambe<br>non mio<br>i segni dei morsi<br>non miei<br>l&#8217;odore<br>non mio<br>il sangue<br>mio<br>la quarta ora ho pregato<br>mi è sembrato che tu mi scagliassi<br>tanto lontano da me stessa<br>che è da allora che tento di ritrovare la strada.</p></blockquote></figure>



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<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">Warsan Shire</h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>La mattina in cui ti hanno fatto partire<br>si sedette sui gradini di casa,<br>il vestito infilato tra le cosce,<br>un pacchetto di Marlboro Lights<br>vicino ai piedi nudi, a dipingersi le unghie<br>fino a quando lo smalto non si era rappreso.<br>Sua madre telefonò.<br>Cosa vuol dire che ti ha picchiato?<br>Tuo padre mi picchiava sempre<br>ma non l&#8217;ho mai lasciato.<br>Paga le bollette<br>e torna a casa la sera,<br>cosa vuoi di più?<br>Più tardi quella sera lei tolse lo smalto<br>con i denti anteriori finché il letto che avete condiviso per sette anni<br>per sette anni sembrava macchiato di brillantini<br>e sangue.<br>Durante il viaggio verso l&#8217;hotel, ricordi<br>il funerale a cui sei andato da bambino,<br>doppia sepoltura per una coppia che<br>bruciati nella loro camera da letto.<br>La moglie era stata visitata<br>dall&#8217;amante del marito,<br>una donna giovane e bella che ha fatto sfilare<br>il suo corpo nudo nella cucina della coppia,<br>sollevando il vestito per esporre i seni<br>seni screziati da piccoli segni carnosi,<br>una schiena succhiata e piena di lividi, poi si è rivestita e<br>e uscì dalla porta d&#8217;ingresso.<br>La moglie, in attesa che il marito tornasse a casa,<br>si è cosparsa di liquido per accendini. Al suo arrivo<br>gli è saltata addosso, avvolgendogli le gambe intorno al<br>il busto di lui. Il marito, sorpreso dal suo improvviso impulso,<br>portò la moglie in camera da letto, dove<br>a cavalcioni sul letto, gli tenne il viso contro il petto e accese un fiammifero.<br>contro il suo petto e accese un fiammifero.</p><cite>Tradotto con DeepL.com </cite></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Alda Merini</h2>



<figure class="wp-block-pullquote is-style-solid-color"><blockquote><p>Resto immobile e in silenzio.<br>Se la morte fosse un vivere quieto,<br>un bel lasciarsi andare,<br>un&#8217;acqua purissima e delicata<br>o deliberazione di un ventre,<br>io mi sarei già uccisa.<br>Ma poiché la morte è muraglia,<br>dolore, ostinazione violenta,<br>io magicamente resisto.<br>Che tu mi copra di insulti,<br>di pedate, di baci, di abbandoni,<br>che tu mi lasci e poi ritorni senza un perché<br>o senza variare di senso<br>nel largo delle mie ginocchia,<br>a me non importa perché tu mi fai vivere,<br>perché mi ripari da quel gorgo<br>di inaudita dolcezza,<br>da quel miele tumefatto e impreciso<br>che è la morte di ogni poeta.</p></blockquote></figure>



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<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">Sibilla Aleramo</h2>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Rose calpestava nel suo delirio<br>E il corpo bianco che amava.<br>Ad ogni lividura più mi prostravo,<br>oh singhiozzo, invano, oh creatura!<br>Rose calpestava, s’abbatteva il pugno,<br>e folle lo sputo su la fronte che adorava.<br>Feroce il suo male più di tutto il mio martirio,<br>ma, or che son fuggita, ch’io muoia del suo male!</p></blockquote></figure>



<p></p>
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