Le figure retoriche sono gli strumenti attraverso cui il linguaggio poetico si trasforma: le parole vengono ripetute, spostate, omesse o sostituite per creare ritmo, immagini, intensità emotiva e nuovi significati.
In questa sezione trovi un elenco delle principali figure retoriche, con spiegazioni chiare ed esempi tratti esclusivamente dalla poesia scritta da donne.
Un percorso pensato per studiare, insegnare e comprendere la poesia partendo dai testi delle poetesse nazionali e internazionali di tutte le epoche.
Questo spazio nasce dall’incontro tra studio e divulgazione.
Come filologa, ho scelto di raccontare le figure retoriche non attraverso definizioni astratte, ma attraverso i versi delle poetesse: perché è nella poesia che le figure prendono corpo, voce, esperienza. Salva questa pagina tra i preferiti perché è in continuo aggiornamento con nuove figure retoriche: se hai bisogno di qualcosa in particolare, lasciami un commento a fondo pagina.
Cosa sono le figure retoriche
Le figure retoriche sono particolari modalità di uso del linguaggio che si allontanano dall’espressione letterale o dall’ordine grammaticale abituale. Servono a produrre un effetto preciso, come ad esempio, attirare l’attenzione, suscitare emozioni, rafforzare un’idea o rendere un messaggio più incisivo.
Agiscono sul suono, sulla struttura o sul significato delle parole, creando effetti che coinvolgono chi legge o ascolta. Metafore, iperboli e allitterazioni ne sono esempi frequenti, presenti non solo nella poesia e nella letteratura, ma anche nel linguaggio quotidiano e nella comunicazione pubblicitaria. Questi procedimenti sono stati osservati, studiati e sistematizzati fin dall’antichità dalla retorica, l’arte del parlare e dello scrivere in modo consapevole ed efficace.
In retorica e stilistica, una figura retorica è una modificazione intenzionale dell’uso ordinario della lingua. Questa modificazione può riguardare:
- la forma delle parole
- il loro ordine nella frase
- il loro suono
- il loro significato
Le figure retoriche non sono semplici abbellimenti: servono a rendere visibile il pensiero, a dare corpo all’emozione, a guidare chi legge verso un’esperienza più intensa del testo.
I tre tipi di figure retoriche
Le figure retoriche si dividono tradizionalmente in tre grandi categorie, a seconda del livello linguistico su cui agiscono.
Figure retoriche di parola
Agiscono sulla morfologia e sulla sintassi, cioè sulla struttura della frase e sull’ordine delle parole.
Modificano il ritmo del verso e il modo in cui il discorso si sviluppa.
Esempi: anafora, enjambement, iperbato, anastrofe.
Figure retoriche di suono
Agiscono sulla dimensione fonica del linguaggio, creando effetti di musicalità, eco e insistenza sonora.
Esempi: allitterazione, assonanza, consonanza, onomatopea.
Figure retoriche di pensiero
Agiscono sul significato e sul rapporto tra le idee.
Qui il linguaggio suggerisce, accosta, sostituisce, mette in tensione.
Esempi: metafora, similitudine, ossimoro, metonimia, sinestesia.
Le quattro operazioni delle figure retoriche
Tutte le figure retoriche funzionano attraverso quattro operazioni fondamentali:
Addizione
Si aggiungono elementi al discorso (ripetizioni, accumuli).
Serve a rafforzare, insistere, intensificare.
Sottrazione
Si eliminano elementi che normalmente sarebbero presenti.
Il linguaggio diventa più rapido, ellittico, allusivo.
Spostamento
Si altera l’ordine consueto delle parole.
Chi legge è costretto a rallentare e a interpretare.
Sostituzione
Un termine viene sostituito con un altro per analogia, contiguità o contrasto.
È l’operazione più creativa e immaginativa.
Elenco delle principali figure retoriche
La tabella seguente offre una prima panoramica delle figure retoriche più studiate, con indicazione del tipo e dell’operazione linguistica coinvolta.
Ogni figura rimanda a una scheda di approfondimento con esempi poetici.
| Figura retorica | Tipo | Spiegazione breve | Esempio |
|---|---|---|---|
| Metafora | Pensiero | Un termine sostituisce un altro per analogia | Emily Dickinson |
| Similitudine | Pensiero | Confronto esplicito tra due elementi | Saffo |
| Anafora | Parola | Ripetizione di una o più parole iniziali | in scrittura |
| Enjambement | Parola | Prosecuzione del senso nel verso successivo | in scrittura |
| Ossimoro | Pensiero | Accostamento di termini opposti | in scrittura |
| Allitterazione | Suono | Ripetizione di suoni simili | in scrittura |
(La tabella è in continuo aggiornamento.)
Perché studiare le figure retoriche attraverso le poetesse
Studiare le figure retoriche attraverso la poesia femminile significa:
- leggere testi spesso esclusi dai manuali scolastici
- vedere la teoria nascere dalla pratica poetica
- comprendere che le figure non sono artifici, ma necessità espressive
In questa sezione la poesia non serve a “fare esempio”: è il punto di partenza.
Domande frequenti sulle figure retoriche (FAQ)
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Come funzionano le figure retoriche?
Le figure retoriche agiscono su diversi livelli del linguaggio. Alcune intervengono sul suono, creando giochi di ritmo e armonia attraverso ripetizioni o richiami fonici, come accade nell’allitterazione. Altre modificano il significato delle parole, spostandolo o ampliandolo: sono i cosiddetti tropi, come la metafora, la metonimia o l’iperbole. Ci sono poi figure che agiscono sulla struttura della frase, alterando l’ordine abituale o introducendo ripetizioni e omissioni, come l’anafora, il chiasmo o l’ellissi. Infine, alcune figure riguardano il pensiero, cioè l’idea o l’immagine evocata, come l’apostrofe o l’interrogazione retorica, che coinvolgono direttamente chi legge o ascolta.
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Quante sono le figure retoriche?Non esiste un numero fisso di figure retoriche. Le classificazioni variano a seconda dei manuali e degli approcci teorici, ma se ne contano decine, spesso organizzate in tre grandi categorie: figure di suono (fonetiche), di significato (semantiche) e di ordine o costruzione (sintattiche). Metafora, similitudine, iperbole, antitesi e anafora sono solo alcuni esempi di procedimenti che mostrano quanto il linguaggio possa essere ricco, flessibile e creativo.
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Le figure retoriche si trovano solo nella poesia?No. Sono presenti anche nella narrativa, nelle canzoni, nel linguaggio quotidiano e nei testi pubblicitari.
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Qual è la differenza tra figure di parola, di suono e di pensiero?Le figure di parola agiscono sulla struttura della frase, quelle di suono sulla musicalità, quelle di pensiero sul significato.
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Questa sezione è adatta allo studio scolastico?
Sì. È pensata per lo studio, ma con un approccio critico e non puramente nozionistico.
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Quali libri posso usare per studiare le figure retoriche?
Suggerisco “Il parlar figurato” di Bice Mortara Garavelli e “Cicero” di Lucia Biancalana.

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