Elizabeth Barrett Browning poetessa

Elizabeth Barrett Browning, il potere nella voce poetica

Sei arrivato a me come arriva un sogno

Elizabeth Barrett Browning

Ammirata sia nel vecchio che nel nuovo continente (Emily Dickinson teneva un suo ritratto incorniciato in camera da letto), Elizabeth Barrett Browning (Durham, 6 marzo 1806 – Firenze, 29 giugno 1861) è stata una poetessa molto acclamata, tanto da essere menzionata anche come possibile successore al titolo di poeta laureato alla morte di Wordsworth. A ricevere questo titolo per la prima volta fu Carol Ann Duffy, molti anni dopo: ci sarà da aspettare il 2009.

Ricca e più famosa del marito, questa poetessa ottocentesca sembra scardinare per certi versi tutto quello che siamo abituati a leggere sulla storia delle scrittrici: paradossalmente i suoi problemi di salute le hanno concesso di vivere una vita tranquilla, senza dover pensare a niente in casa, se non alla letteratura.

La sua voce poetica è forte e risoluta, ma anche nelle lettere è possibile riscontrare la precisione del messaggio nella semplicità delle parole. Come Saffo afferma che “la cosa più bella è quella che si ama”, Elizabeth scrive al futuro marito che è arrivato a lei “come arriva un sogno, il migliore dei sogni”, spiegando così l’incanto dell’innamoramento nelle sue lettere.

Una voce femminile molto, molto sicura, molto assertiva, a volte quasi declamatoria. È una voce che ha portato un registro completamente nuovo alla poesia femminile. È una voce – è quel potere e quella forza che Elizabeth Barret Browning porta alla poesia. Credo che pensasse alla tradizione di Saffo, la potentissima poetessa greca antica, e che, per così dire, la rianimasse e la facesse rivivere.

Isobel Armstrong. British Academy

La vita e le opere

In famiglia era chiamata “Ba” e viveva tra “i libri e i sogni” una vita agiata. Sin da piccola rivela la sua intelligenza, iniziando a scrivere versi a 4 anni e studiando quasi tutto da autodidatta, incluse le lingue antiche come il greco e il latino. Da ragazzina compone un’epopea in versi (4 libri di distici in rima), stampata privatamente dal padre: oggi La battaglia di Maratona (1820) è la sua opera più rara. Segue la pubblicazione di An Essay on Mind, with Other Poems (1826) e Prometeo legato (1833, poi sarà ritradotto dopo il matrimonio), traduzione dal greco di Eschilo e poesie varie. La prima vera opera col suo nome sul frontespizio è The Seraphim and Other Poems (1838) dramma poetico in cui due angeli nel cielo raccontano parti dell’Antico e del Nuovo Testamento e commentano la crocifissione. Tale opera sarà seguita da varie edizioni di Poems, dal 1844 in poi.

Elizabeth è molto apprezzata nel panorama culturale dopo la pubblicazione del 1944 e inizia a scambiare lettere con vari intellettuali, tra cui il poeta Robert Browning, che la corteggia nonostante l’opposizione del padre di lei. I due si sposeranno in segreto e vivranno a Firenze, generando anche un figlio. Questo amore, celebrato da uno scambio epistolare ardente, è stato reso famoso dall’opera teatrale The Barretts of Wimpole Street e anche da un paio di film.

I sonetti dal portoghese

“Quando le nostre due anime si ergono erette e forti,
faccia a faccia, in silenzio, si avvicinano sempre di più,
finché le ali che si allungano si infiammano
In entrambi i punti curvi, – quale amaro torto può fare la terra a noi che non dovremmo a lungo
essere qui soddisfatti? Pensate. Nel salire più in alto,
gli angeli ci premevano e aspiravano a far cadere
di far cadere qualche sfera d’oro di canto perfetto
nel nostro profondo e caro silenzio. Rimaniamo
Piuttosto sulla terra, Amato, – dove gli inadatti
umori contrastanti degli uomini si allontanano
e isolano gli spiriti puri, e permettono
un posto dove stare e amare per un giorno,
con l’oscurità e l’ora della morte intorno”.

Sonetto 22, tradotto con DEEPL

Elizabeth pubblica i “Sonetti dal portoghese”, considerati tra le più belle poesie d’amore mai scritte, nel 1850, come nuova edizione arricchta della silloge del 1844: si tratta di quarantaquattro sonetti per Robert Browning. Ed è proprio lui a convincerla a pubblicarli fingendo si tratti di traduzioni per non scioccare la società vittoriana. Anche se in Italia non vengono studiati a scuola, nel libro “Scrittrici!”, edito da Bompiani, viene sottolineato come essi siano presenti in ogni antologia scolastica inglese.

Come ti amo? Permettimi di contare i modi.
Ti amo nella profondità e nell’ampiezza e nell’altezza che la mia anima può raggiungere, quando si sente invisibile
per gli scopi dell’esistenza e la grazia ideale.
Ti amo al livello di ogni necessità quotidiana, nell’assoluta tranquillità, alla luce del sole e della candela.
Ti amo liberamente, come gli uomini lottano per il giusto.
Ti amo puramente, come si allontanano dalla lode. Ti amo con la passione messa in atto
nei miei vecchi dolori e con la fede della mia infanzia.
Ti amo con un amore che sembravo perdere con i miei santi perduti. Ti amo con il respiro,
sorrisi, lacrime, di tutta la mia vita; e, se Dio vuole, ti amerò solo meglio dopo la morte.

Sonetto 23, tradotto con ChatGPT

Aurora Leigh, il romanzo in versi

L’autrice ha scritto anche un romanzo in versi, Aurora Leigh (1857) in cui l’eroina cerca l’indipendenza e il successo letterario nell’età vittoriana: il tema dell’indipendenza femminile è cruciale in questa opera.

Di scriver libri non si vedrà mai la fine,
Ed io, che molto scrissi in versi e prosa
Solo per altri, ora scriverò solo per me;
Scriverò la mia storia per il mio solo bene,
Come quando si dipinge il proprio ritratto
Per un amico che poi lo terrà in un cassetto
Per riguardarlo anche quando non ci amerà
Più, forse per confrontare com’egli era ed è.

Elizabeth Barrett Browning, Aurora Leigh, Le Lettere, Firenze 2002. Traduzione di Bruna Dell’Agnese

The Shakespeare among her sex

Così la definisce il Southern Literary Messenger dopo la morte prematura, ma sono vari i giornali la definirono la più grande poetessa nella letteratura inglese: affrontò molti temi, dall’amore all’emancipazione, passando anche per la critica sociale contro il lavoro minorile o la schiavitù in America. Il marito pubblicò le sue ultime poesie e la quinta edizione delle sue opere dopo la sua morte, ma nel corso delle decadi successive, la poesia di Barrett Browning perse progressivamente l’attrattiva per i lettori.

Nel 1930, Virginia Woolf incoraggiò una riscoperta della poetessa, ma bisognerà aspettare la critica femminista per far riaccendere i riflettori su Elizabeth.

Bibliografia

Scrittrici! K. Mahrenholtz, D. Parisi, Bompiani, 2022

10-Minute Talks: The life and work of Elizabeth Barrett Browning

Elizabeth Barret Browning, Poetry fundation
Alessia Pizzi

Laurea in Filologia Classica con specializzazione in studi di genere a Oxford, Giornalista, fondatrice di CulturaMente e di Poetesse Donne. Nel 2020 ho pubblicato il libro "Qualcuno si ricorderà di noi", dedicato alle poetesse dell'antichità, nel 2023 ho pubblicato "Poesie sul Tavolo".

Leggi tutti gli articoli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *