La poesia ve lo dice prima, la poesia ve lo dice meglio
In occasione del sessantesimo anniversario dalla nascita del Gruppo 70, la Galleria d’Arte Moderna di Roma ospita una mostra dal titolo “La poesia ti guarda. Omaggio al Gruppo 70 (1963-2023)”. Aperta al pubblico fino al 15 settembre 2024, l’esposizione celebra uno dei movimenti artistici più influenti del secondo dopoguerra in Italia, noto per aver innovato il panorama della poesia visiva.

Il contesto storico e artistico
Il Gruppo 70, fondato nel 1963, è stato un collettivo di artisti e poeti che hanno operato nel contesto delle neoavanguardie italiane, superando la crisi dell’immagine visiva e della parola poetica attraverso la fusione di elementi verbali e iconografici e dando vita alla cosiddetta “poesia visiva”. Questa corrente si distingue per l’uso di tecniche come il collage e il fotomontaggio, spesso ispirate dalla pubblicità e dalla comunicazione di massa, e per la volontà di integrare poesia e pittura in un unico piano semantico.
La nostra poesia è resistente agli urti
Un percorso espositivo multimediale
La mostra si concentra sugli anni di maggiore attività del Gruppo, dal 1963 al 1968, e include opere di figure chiave come Eugenio Miccini, Lamberto Pignotti, Ketty La Rocca, Lucia Marcucci, Luciano Ori, Roberto Malquori, e Michele Perfetti. Le opere esposte esplorano temi che spaziano dall’ironia nei confronti della famiglia borghese alla critica dei miti machisti e della bellezza imposta dai media, arrivando alla riflessione sulla strumentalizzazione del corpo femminile.

Una riflessione sul presente
L’eredità del Gruppo 70 si estende ben oltre la loro breve vita come collettivo: il loro lavoro ha gettato le basi per una comprensione dell’arte come linguaggio complesso e ibrido, capace di dialogare con la modernità attraverso la contaminazione di codici e linguaggi diversi. Questa attitudine, che rimane distintiva anche nel nostro tempo, rende il loro contributo artistico particolarmente rilevante nell’interpretazione della realtà contemporanea.
[In copertina Ketty La Rocca, Segnaletiche, Foto di Alessia Pizzi]Poesia da vedere, pittura da leggere




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