poesie sulla tristezza

Poesie sulla tristezza che meritano di essere conosciute

Le poesie sulla tristezza che circolano online sono quasi sempre le stesse.
Stessi versi, stesse citazioni, stessi autori ripetuti all’infinito: Neruda, Leopardi, Ungaretti. Come se il dolore avesse una sola voce, e per giunta già consumata.

Questa raccolta nasce da un’altra esigenza: portare alla luce poesie tristi poco conosciute, scritte da poetesse che la tradizione ha spesso relegato ai margini, o ridotto a note a piè di pagina.

In questo sito la tristezza non è un sentimento da rendere “bello”, né una malinconia da condividere in due righe. È una esperienza complessa, che attraversa l’amore, il corpo, la perdita, l’isolamento, il tempo.

Le poesie sulla tristezza che leggerai qui non sono famose. Non sono citate nei post motivazionali.
Non funzionano come frasi da effetto.

Sono testi di Anna Achmatova, Antonia Pozzi, Wislawa Szymborska, Ada Negri, Anna de Noailles, poetesse più o meno note alla critica, che meritano di essere lette.

Se stai cercando poesie sulla tristezza autentiche, lontane dai circuiti più battuti, qui troverai parole che non cercano di piacere, ma di dire il vero.

Anna Achmatova

Strinsi le mani sotto il velo oscuro…
«Perché oggi sei pallida?»
Perché d’agra tristezza
l’ho abbeverato fino ad ubriacarlo.
Come dimenticare? Uscì vacillando,
sulla bocca una smorfia di dolore…
Corsi senza sfiorare la ringhiera,
corsi dietro di lui fino al portone.
Soffocando, gridai: «È stato tutto
uno scherzo. Muoio se te ne vai».
Lui sorrise calmo, crudele
e mi disse: «Non startene al vento».

Traduzione di Michele Colucci e Carlo Riccio

Wislawa Szymborska

Sulla tomba che può essere ovunque
ciuffi di fiori di campo.
Vietato calpestare la terra.
È peccato.
La cerco solo con la tristezza
che il mondo conosce da tempo:
– dov’è sotterrato?

Traduzione di Andrea Ceccherelli

Anna de Noailles

Passeggiamo nell’erba in fiore
Dove il sole schiude cammini
Che accarezzano come mani
Le ombre mobili delle fronde.
Respiriamo i languidi odori
Che si sollevano dai calici
E assaporiamo i tristi incanti
Dell’abbandono e dell’ardore.
Le due anime nostre del pari
Si scambino fragranze ascose
E un’attrazione dolorosa
I corpi congiunga e i pensieri…
L’estate alla verde frescura
Si sbriglia, si esalta, si svaga.
Ma l’uomo che a nulla si appaga
I sogni delusi deplora.
Diletto, dolcezza, piacere,
Tra le braccia stanno intricati,
Ma restano i cuori isolati,
Più esausti di un ramo che cede.
Perché quando ancora la sorte
Sorride è in noi tanta tristezza,
Perché un’invincibile ebrezza
Ci sospinge verso la morte?…

Traduzione di Marzia Minutelli

Antonia Pozzi

Tristezza di queste mie mani
troppo pesanti
per non aprire piaghe,
troppo leggère
per lasciare un’impronta –
tristezza di questa mia bocca
che dice le stesse
parole tue
– altre cose intendendo –
e questo è il modo
della più disperata
lontananza.

16 ottobre 1933

Ada Negri

La luna stilla un suo pianto d’oro nel mar di viola:
tacite lagrime d’alba, tristezza di partir sola.
Ad una ad una le stelle sono scomparse lontano:
tristezza d’aver camminato tutta la notte invano.
Si piega, sempre più stanca: affonda, sempre più smorta:
tristezza, innanzi alla vita, sparire senza esser morta.
Pur le conviene obbedire al Sommo che la governa:
nel vuoto che non perdona, tristezza d’essere eterna.

Leggi anche…

Alessia Pizzi

Laurea in Filologia Classica con specializzazione in studi di genere a Oxford, Giornalista, fondatrice di CulturaMente e di Poetesse Donne. Nel 2020 ho pubblicato il libro "Qualcuno si ricorderà di noi", dedicato alle poetesse dell'antichità, nel 2023 ho pubblicato "Poesie sul Tavolo".

Leggi tutti gli articoli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *