Ma se le donne avessero scritto i libri , / so per certo che sarebbe stato diverso: / ben sanno che a torto sono accusate
(Epistola del Dio D’Amore, C. de Pizan)
In un’epoca in cui alle donne era negato l’accesso al sapere, Christine de Pizan (nata Cristina da Pizzano nel XIV secolo) riuscì non solo a diventare una scrittrice rispettata, ma anche a vivere del proprio lavoro intellettuale.
La prima scrittrice italiana ed europea
Anche se nacque in Italia, produsse primariamente in Francia: la sua figura emerge come un ponte tra Medioevo e Umanesimo e la sua voce riecheggia ancora oggi per la sua modernità. La sua opera, che include poesia, romanzi, trattati filosofici e storici, affronta temi come la condizione femminile, l’amore e la vita di corte.
Le origini italiane
Christine (Venezia, 1364 – Monastero di Poissy, 1430 circa) nasce a Venezia in una famiglia colta: suo padre, Tommaso da Pizzano, era medico, astrologo e professore all’università di Bologna. Quando venne chiamato alla corte del re Carlo V, la famiglia si trasferì a Parigi. Lì, Christine crebbe tra i libri e l’atmosfera intellettuale del Louvre, dove suo padre probabilmente collaborava all’ampliamento della biblioteca reale. Nonostante le resistenze della madre – che la voleva dedita al filatoio – fu il padre a riconoscere e incoraggiare le sue inclinazioni intellettuali.
Le opere più famose
A soli 25 anni, dopo 10 anni di matrimonio felice col notaio Étienne de Castel, Christine si trovò vedova e con tre figli da mantenere. Rimasta senza eredità, si rivolse alla scrittura per necessità.
“Christine racconta un sogno simbolico: si ritrova sola su una nave in tempesta, e si trasforma in un uomo forte e deciso che aggiusta la nave e prende in mano il destino della famiglia. Un’allegoria della sua presa di responsabilità e del suo ingresso nel mondo pubblico.“
Video YouTube – Alessandro Barbero
Iniziò come copista e poetessa di corte, ma presto sviluppò una voce autonoma e forte, affrontando temi storici, politici e soprattutto femminili. Diventa la prima donna a scrivere libri di storia su commissione e la prima professionista della scrittura: le viene commissionato addirittura di scrivere la biografia di Carlo V. Non si ferma qui: crea un vero e proprio “studio editoriale” con copisti, miniatori e illustratori (tra cui almeno una donna, Anastasia). In molti manoscritti si raffigura mentre scrive, con penna d’oca e libri attorno a sé.
Scrive anche di strategia militare, intervistando cavalieri per comporre un trattato sull’arte della guerra. È coinvolta nei dibattiti politici del suo tempo e difende il valore delle tasse per sostenere giustizia e difesa del regno.
La città delle dame
Tra le oltre venti opere scritte, spicca Le Livre de la Cité des Dames (Il libro della Città delle Dame, 1404-05), in cui ribalta la misoginia del tempo, immaginando una città utopica abitata da donne valorose e sagge. Questa opera è ormai tradotta in tutte le lingue occidentali.
“Costruisci tu la città dove le donne saranno onorate”.
La città delle dame
Il libro delle tre virtù
Nel Livre des Trois Vertus, Christine fornisce consigli pratici e morali a donne di tutte le classi sociali: dalle nobildonne alle artigiane, mostrando una consapevolezza rara per l’epoca sul ruolo e sulle difficoltà quotidiane delle donne. Indipendentemente dalla condizione sociale, ciascuna di loro dovrebbe ricevere un’istruzione.
Scritti per la Querelle de la rose
Christine fu una delle prime a opporsi pubblicamente alla misoginia contenuta in opere come Il Roman de la Rose, che criticava aspramente. Partecipò a questa “Querelle de la Rose” con scritti volti a dimostrare che le donne non erano inferiori per natura, ma vittime dell’ignoranza e della mancanza di educazione. Per lei l’istruzione era la chiave della liberazione femminile.
Il poema di Giovanna d’Arco
Nel 1429, ormai ritiratasi in convento, Christine rompe 11 anni di silenzio per scrivere Il poema di Giovanna d’Arco, entusiasta per l’impresa di una giovane donna che guida gli eserciti e salva la Francia. È il suo ultimo scritto, e lo chiude con queste parole:
“Io, Cristina, che ho pianto per 11 anni, ora finalmente rido… una donna sta salvando la Francia.”
Alcune poesie
La poesia fu la prima espressione letteraria di Christine: possiamo trovare una commistione tra temi personali (come la vedovanza) e temi d’occasione (feste, innamoramento). Col tempo Christine iniziò a raccogliere i suoi componimenti in cicli poetici, a volte narrativi, ma sono i componimenti personali quelli più degni di nota.
In uno dei suoi primi virelay, la poetessa sottolinea la distanza che esiste tra la sua poesia e i suoi veri sentimenti:
Questa maschera non rivela dolore;
Tradotte con traduttore AI
I miei occhi possono colmare di lacrime,
Ma nessuno indovinerà l’affanno
Che il mio povero cuore nasconde.
Poiché devo celare il dolore,
Dal momento che non c’è compassione alcuna;
Più grande è la causa da difendere,
Minore è l’amicizia.
Così nessun lamento né supplica
Il mio cuore dolente può mostrare,
E allegria, non lacrime, deve offrire;
Quelle le mie rime giocose nascondono.
Che questa maschera non riveli dolore.
Così è che io nascondo
La vera fonte del mio canto,
Devo invece mostrarmi arguta,
Per celare la ferita che non guarisce.
Che questa maschera non riveli dolore.
Segue un esempio di poesia d’occasione (spesso dedicate a San Valentino o il mese di Maggio) anche per fare la differenza con quelli più personali:
Ora è giunto il grazioso mese di maggio,
Tradotte con traduttore AI
Il lieto, che porta così abbondanti delizie
Che questi prati, i cespugli e i boschi
Sono tutti carichi di verde e di fiori,
E ogni cosa gioisce.
Tra questi campi tutto fiorisce e si fa verde,
E nulla vi è che non dimentichi il suo dolore,
Per la gioia del bel mese di maggio.
Gli uccellini cantano lieti lungo il loro cammino,
Con un solo cuore ogni cosa si rallegra,
Tranne me, ahimè! Grande è il mio dolore,
Poiché sono lontana dal mio amore;
E non posso provare alcuna gioia;
Con l’allegria della stagione, cresce il mio tormento;
Come sapresti, se mai hai amato,
Per la gioia del bel mese di maggio.
E così, tra pianti frequenti, devo piangere
Per colui dal quale non ho alcun conforto;
Le ferite dolorose dell’amore ora più intensamente
Sento: le punture, gli assalti, gli inganni e i capricci,
In questo tempo dolce più che mai ho avvertito;
Poiché tutto sembra congiurare per mutare
Il grande desiderio che un tempo troppo fortemente provai,
Per la gioia del bel mese di maggio.
La sua ballata più celebre, parla proprio della vedovanza e si intitola “Seulette suy et seulette vueil estre”:
Sola son io, e sola desidero restare,
“Seulette suy et seulette vueil estre” – Ballata tradotta con ChatGPT
Sola, il mio dolce amore mi ha lasciata,
Sola son io, senza amico né padrone,
Sola son io, nel dolore e nella rabbia,
Sola son io, inquieta, spossata,
Sola son io, più perduta di chiunque altro,
Sola son io, rimasta senza un amante.
Sola son io, alla porta o alla finestra,
Sola son io, rannicchiata in un angolo,
Sola son io, mi nutro di pianto,
Sola son io, nel soffrire o nel riposo,
Sola son io, e questo più mi piace,
Sola son io, prigioniera nella mia stanza,
Sola son io, rimasta senza un amante.
Sola son io, ovunque, accanto a ogni focolare.
Sola son io, dovunque io vada o stia,
Sola son io, più di ogni altra cosa al mondo,
Sola son io, da tutti abbandonata,
Sola son io, crudelmente umiliata,
Sola son io, spesso in lacrime,
Sola son io, rimasta senza un amante.
Principi, ora il mio dolore è cominciato,
Sola son io, vicina al lutto più profondo,
Sola son io, più cupa del colore più scuro,
Sola son io, rimasta senza un amante.
Sessantatré rondeaux compaiono tra le sue opere, come il virelay, questo genere sembra avere avuto origine come un semplice canto da ballo popolare . Nel XIV secolo, questi rondeaux erano raramente impiegati per trattare argomenti seri, eppure Christine riuscì a raggiungere una notevole abilità e grazia nell’utilizzo di questa forma. Il primo di questi rondeaux esprime, come molte delle sue poesie, il dolore della vedovanza:
Son vedova sola, in nero vestita,
Tradotta con traduttore AI
Con volto afflitto, in veste semplice.
In gran tormento e con un’aria sì mesta,
Porto il dolore che ora mi è caduto addosso.
Non è giusto ch’io resti sgomenta,
Colma di calde lacrime e la lingua muta,
Son vedova sola, in nero vestita.
Da quando il mio amore ho perduto, tradita dalla Morte,
Il dolore si è insinuato e mi ha condotta alla rovina,
Spazzando via i miei giorni felici, fuggita ogni gioia.
Nel disordine sono precipitate tutte le mie fortune—
Son vedova sola, in nero vestita.
Segue un esempio di un amante deluso che si lamenta del chiaro di luna che disturba il suo incontro clandestino con l’amata:
Oh luna, splendi troppo a lungo!
Tradotto con traduttore AI
Per colpa tua perdo quei doni soavi
Che l’Amore prepara per gli amanti fedeli.
La tua luce ferisce con facilità
Il mio povero cuore, dove arde il desiderio,
Oh luna, splendi troppo a lungo!
A causa tua, con grande amarezza,
Perdiamo entrambi, io e la mia amata,
E così ti malediciamo, noi due,
Oh luna! splendi troppo a lungo!
Un incontro con esito più felice è suggerito in un’altra breve poesia:
Amico, vieni da me di nuovo stanotte,
Tradotto con traduttore AI
All’ora che ti dissi l’altro giorno.
Allora potremo gioire nella nostra felicità,
Amico, vieni da me di nuovo stanotte.
Colui che causa il nostro triste destino
Non sarà qui; non tardare,
Amico, vieni da me di nuovo stanotte.
Una voce che attraversa i secoli
Come racconta Charity Cannon Willard nella sua monumentale biografia Christine de Pizan: Her Life and Works, Christine fu una pioniera della scrittura autobiografica, un’intellettuale moderna in un mondo ancora profondamente medievale. Oggi la riscopriamo come antesignana del pensiero femminista e come testimone preziosa di un’epoca di transizione.
Leggerla significa ritrovare una voce che ha saputo parlare di donne, con le donne e per le donne: nel libro Controcanone, Christine viene associata alla parola “filoginia” che si opporrebbe alla “misoginia”. Una voce limpida, coraggiosa, e incredibilmente attuale.
Bibliografia
Scrittrici del Medioevo, Carocci Editore
Alessandro Barbero su Christine de Pizan (Cristina da Pizzano), tratto da una sua conferenza divulgativa.
Christine de Pizan, her life and works. A biography by Charity Cannon Willard
Controcanone, La letteratura delle donne dalle origini a oggi, Johnny L. Bertolio




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