renee vivien poetessa francese della belle epoque

Renée Vivien, femminismo e simbolismo nella Belle Époque

Si distese su un letto di violette, e morì di una morte profumata, di una morte dolce e lenta che la consolò di aver vissuto.

(Viola, “Dal verde al viola”, Renée Vivien)

Non c’è stata solo una Saffo Andalusa (Wallada) ma anche una Saffo della Belle Époque, ovvero Renée Vivien, una delle figure più emblematiche di questo periodo storico. La sua poesia, carica di passione, si ispira direttamente a Saffo, che tradusse anche.

Biografia in breve

Nata il 11 giugno 1877 a Londra con il nome di Pauline Mary Tarn, Renée Vivien si trasferì a Parigi, che divenne la sua patria del cuore, nonostante i moltissimi viaggi effettuati in Europa, America e Asia. Figlia della cultura vittoriana, Vivien si oppose all’educazione del suo tempo, considerandola una prigione per le donne. La sua omosessualità e la sua vita segnata da amori tumultuosi sono centrali nella sua poetica. Morì giovanissima, a soli 32 anni, il 18 novembre 1909 e l’immaginario comune la impresse nella memoria collettiva anche con una versione mitologica, che la vedeva come “La musa delle violette”, fiore ricorrente nella sua poesia e nella sua vita: anche questo la accomuna molto alla madre letteraria Saffo. Tra le sue esperienze di vita più significative si ricordano l’amicizia con (per menzionare nuovamente le viole) Violet Shillito, che la ispirò nella sua carriera poetica, e la passione travolgente per Natalie Clifford Barney, che fu uno degli amori più significativi della sua esistenza.

Il velluto della terra dalle mute carezze
ti serra, e sulla tua fronte piangono le viole

Vedi Campi in bibliografia, Epitaphe in Cendres et Pouissieres

Le opere principali

La produzione letteraria di Vivien è vasta e in lingua francese, sua lingua di adozione: per questo motivo in questo sito viene censita come poetessa francese, ma geolocalizzata come nata in Inghilterra. Alcune delle sue opere più significative includono, oltre alle poesie, anche traduzioni, un romanzo autobiografico e la prosa poetica:

  • 1901: Études et préludestudes et préludes
  • 1902: Cendres et poussières
  • 1903: Évocations
  • 1903: Du vert au violet (prosa poetica)
  • 1904: La Vénus des aveugles
  • 1904-1905: Une femme m’apparut (romanzo autobiografico)
  • 1904: Les Kitharèdes (traduzioni di otto poetesse greche)
  • Tradusse Saffo nel 1903, riemergendo la poetessa greca in un’interpretazione originale che ampliò la sua figura, portandola al centro della riflessione letteraria contemporanea.

Torno a cercare l’illusione delle cose
di un tempo, per gemere in segreto
e seppellire il nostro amore fra le rose
bianche di rimpianto.
Ricordo tutto delle divine attese,
delle ombre e delle sere febbrili d’una volta…fra sospiri e lacrime ardenti,
ti amavo, Attis!

Vedi Campi in bibliografia, tratto da Évocations

Temi ricorrenti

Vivien si distingue per la sua poetica del femminile, che affronta la figura della donna in ogni sua forma, da Saffo a Giovanna d’Arco, passando per Ofelia e Anna Bolena. La poetessa si oppone al sistema patriarcale, denunciando l’oggettivazione della donna e il suo ruolo subordinato nella società. Il tema dell’omosessualità è centrale nelle sue opere, dove l’amore per le donne è celebrato contro le imposizioni sociali, tra corpi soffici e delicati, quasi simbolici. L’influenza di Baudelaire e della poesia simbolista è infatti forte, ma il suo stile diventa un mezzo per cantare un amore che sfida il patriarcato. Le sue poesie, dense di sofferenza e passione, veicolano un messaggio di resistenza alla tirannia maschilista.

Nei baci lunari, dolcezze biancheggianti.
Al tatto non si offre, su una guancia, la peluria.
Ci è così concesso, se si slaccia la cintura,
di essere sorelle ed al contempo amanti.

Traduzione di Raffaella Fazio

Stile e poetica

La poesia di Renée Vivien si distingue per la sua musicalità e per l’uso di varie tipologie metriche come la strofa saffica, che rielaborò in modo originale, attribuendo una grande armonia e ritmo ai suoi versi. La poetessa si rifà anche alla musica, che per lei è una fonte di ispirazione per tradurre in poesia i suoi sentimenti più profondi. La fusione tra parola e suono è una caratteristica specifica del suo stile, che fa della poesia uno strumento per comunicare emozioni profonde e visioni idealizzate dell’amore. Campi, nel suo libro, sottolinea come il tono delle sue poesie sia lento, quasi contemplativo, specialmente quando descrive la donna amata.

Riconoscimenti e fortuna

Nonostante la sua importanza nell’ambito letterario francese, Renée Vivien è stata a lungo marginalizzata dalla critica ufficiale, in parte per la sua visione anticonformista della femminilità e della sessualità. Tuttavia, negli ultimi decenni, grazie anche alla ripubblicazione delle sue opere e agli studi critici, la sua figura ha ricevuto un crescente riconoscimento. La figura di Renée Vivien è oggi riconosciuta come uno dei simboli più affascinanti della libertà femminile e dell’autodeterminazione sessuale. La sua poesia, che affronta temi come l’omosessualità e la condizione femminile, ha influenzato profondamente il panorama letterario del XX secolo.

Bibliografia

Teresa Campi, Renée Vivien. La Saffo della Belle Époque, Perugia, Odoya, 2023.

Renée Vivien, Dal verde al viola – Eros e lesbismo, Fiabesca.

Alessia Pizzi

Laurea in Filologia Classica con specializzazione in studi di genere a Oxford, Giornalista, fondatrice di CulturaMente e di Poetesse Donne. Nel 2020 ho pubblicato il libro "Qualcuno si ricorderà di noi", dedicato alle poetesse dell'antichità, nel 2023 ho pubblicato "Poesie sul Tavolo".

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