Assediati giochiamo ai dadi / assediati posiamo le armi / e aspettiamo / L’assedio finirà / giochiamo Aiace / l’assedio finirà.
Ancestrale, Goliarda Sapienza
Goliarda Sapienza è una delle voci più radicali e riconoscibili della letteratura italiana del Novecento. Attrice e scrittrice, ha attraversato la cultura del suo tempo con uno sguardo libero, anticonformista, spesso in anticipo rispetto alla ricezione critica. La sua opera più celebre, L’arte della gioia, rifiutata a lungo dagli editori italiani, è divenuta dopo la pubblicazione postuma un caso letterario internazionale: un romanzo-fiume di formazione e autodeterminazione femminile, lucido e incendiario.
Goliarda Sapienza, pur conosciuta soprattutto come narratrice, offre in Ancestrale una poesia intensamente lirica, corporea e musicale: la sua lingua poetica è essenziale, cerca la verità dell’esperienza, dell’identità e del desiderio, senza censurare dolore, contraddizioni e fragilità.
Vita
Goliarda Sapienza nasce a Catania nel 1924, in una famiglia fuori dalle convenzioni: il padre Giuseppe Sapienza, avvocato socialista, e la madre Maria Giudice, militante politica e figura carismatica del femminismo e del movimento operaio. Cresce in un ambiente in cui l’educazione passa attraverso libri, discussioni, libertà intellettuale e una forte fiducia nell’indipendenza.
Si trasferisce giovanissima a Roma, dove studia recitazione all’Accademia d’Arte Drammatica e lavora come attrice in teatro e cinema. Negli anni Cinquanta e Sessanta entra in contatto con il mondo culturale romano, ma vive anche fasi di crisi profonda, culminate in una depressione e in un ricovero: esperienze che segneranno in modo decisivo la sua scrittura autobiografica.
Negli anni Settanta si dedica quasi totalmente alla letteratura. Lavora per lungo tempo a L’arte della gioia, che però non trova editore. Muore a Gaeta nel 1996, prima di vedere riconosciuta la portata della propria opera.
Opere principali
Poesie
Ancestrale (2015, 2025)
Romanzi
- Lettera aperta (1967)
- Il filo di mezzogiorno (1969)
- L’università di Rebibbia (1983)
- Le certezze del dubbio (1987)
- L’arte della gioia (scritto tra anni ’60 e ’70, pubblicato postumo)
- Io, Jean Gabin (2010, postumo)
- Appuntamento a Positano (2015, postumo)
Temi e poetica
La parola-chiave di Sapienza è libertà: libertà sessuale, sociale, mentale. I suoi personaggi femminili non cercano redenzione, ma possibilità: vivere pienamente senza chiedere permesso.
Il corpo è centro di esperienza e conoscenza: desiderio, piacere, maternità rifiutata o scelta, violenza e autodeterminazione. Sapienza scrive l’eros con franchezza e intelligenza, scardinando la sottomissione a qualsiasi codice moralistico.
I versi di Sapienza nascono della propria identità, della libertà di essere, delle ambiguità della personalità e dei sentimenti, di ciò che la società tenta di cancellare o normalizzare. Sapienza smaschera l’ipocrisia della rispettabilità: famiglia, classe, istituzioni. È feroce e ironica contro ogni addomesticamento, anche quello “progressista” che si trasforma in nuova gabbia per l’identità femminile.
PERORAZIONE (Ancestrale, ET Poesia, 2025)
“Non sprecare il tepore del tuo pube
non serrare il tuo passo in gonne strette
di tetra seta, ma lascia
Per favore accenderti i capelli
Dal sole che scantona dietro il muro.
Non vorrei che sorpresa dalla luna
ti trovassi costretta in una notte
a gridare pentita con quel viso
di donna disseccata sopra il tuo”
Stile
La poesia di Goliarda Sapienza è diretta, asciutta, assoluta. I suoi versi rendono persistenti emozioni e sentimenti. Come nella prosa, Sapienza non edulcora nulla: mette a nudo drammi personali, contraddizioni, paure e desideri, restituendo frammenti di realtà liberati da ogni orpello. Ne emerge il ritratto di una donna libera, coraggiosa e senza filtri, radicale nella sua ricerca di bellezza, verità e libertà.
Perché leggerla oggi
Goliarda Sapienza offre una scrittura che non cerca di spiegare le donne: le lascia accadere e le racconta. La sue poesie parlano a chi rifiuta le definizioni semplici. È una letteratura che apre le porte alle ambiguità e alle emozioni più difficili.
Curiosità
- L’arte della gioia è stato a lungo rifiutato in Italia e ha trovato riconoscimento prima all’estero, diventando un caso editoriale e critico.
- La formazione di attrice ha inciso molto sullo stile di Sapienza: scene vive, dialoghi taglienti, una forte presenza del corpo.
- La sua famiglia d’origine era un vero laboratorio politico e culturale, rarissimo per l’Italia dell’epoca.
- Angelo Pellegrino, attore e scrittore e marito di Goliarda Sapienza è il curatore di Ancestrale.
- Nel 2024 la figura di Goliarda Sapienza torna al centro dell’attenzione grazie al film Fuori, diretto da Mario Martone e nella miniserie L’arte della gioia, diretta da Valeria Golino.
Bibliografia
Ancestrale, Goliarda Sapienza, ET Poesia, 2025
Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Goliarda_Sapienza
[Articolo a cura della poetessa Stefania Lucchetti]




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