poetessa inglese Christina Rossetti

Christina Rossetti, una voce poetica musicale

Quando sarò morta, mio diletto,

non cantare per me tristi canzoni

e non piantarmi rose sulla fossa

Christina Rossetti

Christina Rossetti nacque a Londra il 5 dicembre 1830, a pochi giorni di distanza da un’altra importante poetessa di lingua inglese: Emily Dickinson. Ultimogenita di una famiglia per tre quarti italiana, crebbe in un clima culturale tanto ricco quanto diverso da quello dei suoi coetanei: il padre era l’esule italiano Gabriele Rossetti, patriota e studioso di Dante; la madre, l’istitutrice Frances Polidori, figlia di Gaetano Polidori, scrittore e traduttore toscano che fu segretario di Alfieri, e di Ann Marie Pierce, istitutrice inglese.

L’alta sacerdotessa dei Preraffaelliti

Sin dall’infanzia la casa di Christina è stata luogo di incontro di singolari personaggi, esuli, patrioti e uomini di cultura che si raccoglievano intorno al padre; quindi, intorno ai suoi 18 anni, una stanza all’ultimo piano dell’appartamento divenne la sede delle riunioni della neofondata Confraternita Preraffaellita, di cui il fratello, Dante Gabriel Rossetti,è stato uno dei principali promotori.

Christina è stata considerata da alcuni critici l’Alta Sacerdotessa dei Preraffaelliti, per aver prestato il suo giovane volto a due famosi dipinti del fratello e per alcuni aspetti della sua poesia come la non-convenzionalità, l’attenzione ai dettagli, il profondo spirito religioso, tipico di quel Medioevo tanto mitizzato, e la malinconia, per quanto il suo atteggiamento e il suo modo di vestire, austero e antiquato, poco avesse a che fare coi i colori vivaci e la raffinata ricercatezza delle raffigurazioni preraffaellite.

Di indole passionale e, da bambina, soggetta ad attacchi di rabbia, abbracciò, come tutto il ramo femminile della sua famiglia, la religione anglicana, all’epoca della sua prima adolescenza attraversata da vivaci spinte riformiste e, sotto quei rigidi precetti, imparò a dominarsi, fino ad assumere un codice di comportamento molto formale e artefatto, che nulla lasciava trapelare sui suoi affetti e le sue emozioni.

Sin da giovane rinunciò a frequentare teatri e opera, non in quanto disdicevoli in sé, ma per non incoraggiare i comportamenti, spesso alquanto rilassati in tema di morale, del mondo dello spettacolo. Smise anche di giocare a scacchi, di cui era appassionata, perché troppo desiderosa di vincere. 

The lowest place (testo e traduzione)

Give me the lowest plase: not that I dare
Ask for that lowest place; but Thou hast died
That I might live anch share
Thy glory by Thy side.
U That lowest plase too high, make one more low
Where I may sit and see
My God and love Thee so.

Dammi l’ultimo posto: non che osi
chiederlo, ma Tu sei morto
perché io viva e divida con Te
la gloria al tuo fianco-
Dammi l’ultimo posto: o se per me
l’ultimo è troppo, creane un altro più giù
dove possa sedere e vedere
il mio Dio e così amarTi [1].[1]
(1863)

Tra dolore e battaglie

In età adulta si impegnò come volontaria presso il Penitenziario di Highgate, che ospitava donne “cadute” e fece sue le battaglie a favore degli animali contro la vivisezione.

Soffrì di frequenti problemi di salute: una prima crisi la colse intorno ai 15 anni, forse angina pectoris, forse una forma ansioso-depressiva; negli anni 1871-73 fu la volta della malattia di Graeve, che ne deformò i tratti somatici e, infine, nell’ultimo periodo della sua vita, dovette essere operata di tumore al seno.

Suo fratello William, il biografo della famiglia, nella sua introduzione all’intera opera poetica[2], pubblicata postuma, sottolinea che “chiunque non capisca che Christina era un’invalida quasi costante e spesso tristemente colpita, vedendo a volte il volto della Morte molto vicino al suo, si potrebbe formare un’idea estremamente errata della sua corporeità, e quindi in un certo senso della sua  condizione spirituale” . In questo modo William spiega il tono malinconico, i frequenti richiami alla morte vista come una liberazione e la visione di questo mondo come un luogo di sofferenza che sono così frequenti nella poesia di Christina.

La biografia della poetessa è piuttosto scarna di eventi: fece un paio di viaggi all’estero, di cui uno nel  Nord Italia, ricevette due proposte di matrimonio, entrambe rifiutate per motivi religiosi (il primo fidanzato, James Collinson aderì alla Chiesa di Roma e il secondo pretendente, con cui mantenne per tutta la vita un rapporto di tenera amicizia, Charles Bagot Cayey, era un libero pensatore) e dedicò l’intera sua vita all’assistenza dell’adorata madre e delle zie materne.

La sua prima opera pubblicata, Il mercato dei folletti, storia di caduta e redenzione grazie all’amore sororale, del 1862 è quella che più l’ha resa famosa, ricca di immagini fresche e sensuali; seguì nel 1865 Il cammino del principe, la raccolta di racconti Commonplace and other stories nel 1870, Sing song, una raccolta di rime per bambini nel 1872, quindi una serie di testi devozionali (Annus domini, Seek and find) e nel 1881 A pageant and other poems e Called to be saints, a cui seguiranno altre opere devozionali e riedizioni delle raccolte già editate.

Christina morità per la recidiva di tumore al seno nel 1894.

Una poesia semplice e melodica

La poesia di Christina è molto soggettiva e vi trovano espressione i suoi diversi stati d’animo: tristezza, speranza, serena felicità. Canta il suo grande Amore per Dio e la sua stanchezza in una vita che trova poco soddisfacente.

Rossetti ha unito nella sua poesia una grande fluidità, evidente dall’uso di parole semplici e monosillabiche con una grande rifinitura artistica, dovuta al suo innato senso  del ritmo e orecchio per la melodia: i contemporanei di lei notavano la voce particolarmente musicale e la chiara scansione delle parole.

Christina ha utilizzato una ampia varietà di stili, un uso irregolare del metro (motivo per il quale il critico John  Ruskin non apprezzò Il mercato dei folletti), ma  Il suo dono più grande è stata una meravigliosa padronanza della lingua inglese.

A birthday (testo e traduzione)

My heart is like a singing bird
Whose nest is in a water’d shoot;
My heart is like an apple-tree
Whose boughs are bent with thickset fruit;
My heart is like a rainbow shell
That paddles in a halcyon sea;
My heart is gladder than all these
Because my love is come to me.
Raise me a dais of silk and down;
Hang it with vair and purple dyes;
Carve it in doves and pomegranates,
And peacocks with a hundred eyes;
Work it in gold and silver grapes,
In leaves and silver fleurs-de-lys;
Because the birthday of my life
Is come, my love is come to me.

È un uccello canoro il mio cuore
che ha fatto il nido su una fresca cima –
un melo ricco di rami è il mio cuore
ricco di frutti come mai fu prima
È come una conchiglia iridescente
su un mare luminoso e trasparente.
Più felice di sempre oggi è il mio cuore
perché è giunto l’amore.
Fatemi un trono di piume e seta
di morbide pellicce e drappi rossi
colombe e melagrane sian scolpite
intrecciate a cento occhi di pavone,
grappoli d’oro e grappoli d’argento
in viluppi di bianchi fiordalisi.
È il compleanno della vita mia,
l’amore è giunto e non andrà più via [3]

In questa poesia, una delle più  antologizzate, le immagini poetiche richiamano i quadri pre-raffaelliti con i loro colori sfarzosi e l’atmosfera sensuale e mistica. D’altro canto, la musicalità, la semplicità, la naturalezza e la spontaneità delle emozioni sono tratti propri della poesia di Christina, e ne rendono inconfondibile la  mano creatrice.

Articolo a cura della poetessa Alessandra Carnovale

Note

[1] Christina Rossetti Il cielo è lontano Poesie 1847-1881 A cura di Giuliana Scudder Fabbri editori, Milano 1995, pag 242-243
William Rossetti scelse la seconda quartina di questa poesia come epitaffio per la tomba della sorella.

[2] Christina Rossetti The poetical works of Christina Georgina Rossetti / with memoir and notes & c. by William Michael Rossetti, LondonMacmillan and Co Ltd, 1904

[3] Christina Rossetti Nostalgia del cielo A cura di Silvio Raffo, Casa Editrice Le Lettere, 2006, pag 49

Bibliografia Consigliata

Bell Mackenzie, Christina Rossetti A biografical and critical study, Roberts Brothers Boston 1898

Rossetti Christina, The poetical works of Christina Georgina Rossetti / with memoir and notes & c. by William Michael Rossetti, LondonMacmillan and Co Ltd, 1904

Rossetti Christina, Il cielo è lontano Poesie 1847-1881, A cura di Giuliana Scudder, Fabbri editori, Milano 1995

Rossetti Christina, Nostalgia del cielo, A cura di Silvio Raffo, Casa Editrice Le Lettere, 2006

Credits immagine (modificata) di Christina Rossetti: Dante Gabriel Rossetti, Public domain, via Wikimedia Commons

Redazione Poetesse

Team editoriale del progetto Poetessedonne.it, specializzato nella divulgazione della poesia femminile.

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