maria teresa zanca poetessa

Maria Teresa Zanca

Per tutti la morte ha uno sguardo. Verrà la morte e avrà i tuoi occhi. Sarà come smettere un vizio, come vedere nello specchio riemergere un viso morto, come ascoltare un labbro chiuso. Scenderemo nel gorgo muti.

Cesare Pavese

Biografia

Nasco nel 1958 a Chiavari ma ci resto solo qualche mese: papà era militare di carriera. Scopro cosa vuol dire non avere radici: viaggi e traslochi, abbracci e addii, tappe da bruciare, una valigia sempre pronta in un angolo. Studi a Salerno, Ferrara, Parma, due anni in Canada dove scoprirò poesia, cinema e teatro e per finire Bologna negli anni di piombo. Trovo lavoro grazie alle lingue e continuo a viaggiare. Durante una vacanza in Senegal il mio pianeta solitario si scontra con un asteroide: si chiama Pierre, è francese, ha giá vissuto due vite ma aspettava ancora quella giusta. Mi lascio travolgere dal suo tsunami e parto con lui a Parigi: navigheremo insieme per una ventina d’anni e oggi che il mare é piatto le sue onde travolgenti mi mancano ancora. Dopo più di trent’anni lascio Parigi per Nizza dove vivo tuttora.

Da cosa nasce il tuo amore per la poesia?

Non so perché si comincia a esprimere il proprio dolore non in lacrime ma con parole, non so perché l’ho fatto io e cosa ha fatto scattare la molla all’inizio quando avevo appena sedici anni. La poesia è musica e melodia, la poesia è intensità, breve e penetrante, la poesia può essere dolce come una carezza e violenta come una sberla. La poesia è un dialogo a briglia sciolta con sé stessi che si può anche trasmettere ad altri senza nessun obbligo di risposta. La poesia è la voce dell’anima che libera la mente dalla follia.

A cosa si ispira la tua poesia?

La mia poesia è essenzialmente introspettiva anche se a volte evoca episodi drammatici della cronaca che mi hanno toccata particolarmente. Quando ho incominciato, le mie tematiche principali erano la solitudine, la ricerca d’amore in tutte le sue accezioni, poi è subentrato con il mio soggiorno in Canada il bisogno di esaltare la bellezza sconvolgente della natura, e poi di nuovo, con gli anni, l’amore con tutte le sue sfaccettature, la passione, la delusione, la perdita, il dolore, e la sofferenza, morale e fisica, senza dimenticare il protagonista onnipresente, il tempo e quindi i ricordi, le tracce, le cicatrici, le scie, i profumi…

Hai pubblicato delle sillogi poetiche? Se sì, quali? Dove è possibile acquistarle?

Acquisto possibile su tutti i principali siti, incluso Amazon

  • Robin Edizioni: 2019 Saudade (la mia prima silloge),
  • 2023 aprile e 2023 ottobre Quaderno di Poesie (partecipazione alla raccolta)
  • 4Punte Edizioni: 2023 settembre L’isola delle cose non dette (la mia seconda silloge)
  • NEP Edizioni 2024 febbraio Barlumi d(‘)istanti (la mia terza silloge)
  • Tra carezze d’autunno e parole nel vento e I capolavori in versi (entrambe Grace Edizioni).

Partecipazione a numerose antologie autori diversi: Agenda Ensemble 2024; Alberoandronico, Albo Autori Italiani, Anime con Vista 1&2; Soul; Architetture Poetiche, Corpus, Aquila d’Oro, I Colori dell’Anima; Secondo Mestiere Seconda Opportunità, Kanaga, L’Arte in Versi, Poeti 2000 Italia, Poeti Contemporanei e Classici, Poeti d’Italia, Ricostruisci la mia chiesa, Simposio 2021 Io non ci sto, Spring Poetry, Una Poesia per il mio Papà (alcune attualmente in corso di pubblicazione).

Chi sono i tuoi modelli poetici? Tra questi ci sono delle poetesse? Se sì, quali?

Tra i classici, reminiscenze dei miei studi in Italia, senza dubbio Leopardi e Ungaretti, poi come autori esteri Prévert e William Butler Yeats per citare un esempio, ma senza dubbio i miei idoli indiscussi sono Cesare Pavese e Alda Merini.

Una poesia di Maria Teresa

Vorrei incontrarti
sull’isola
delle cose non dette
in quell’arcipelago
dei gesti incompiuti
e delle cose mai fatte.

Vorrei
prenderti per la mano
e con te passeggiare
pian piano
lungo il viale di quei ricordi
che hanno i colori
del fiordaliso
delicati e tenui
come un dolce sorriso..

Vorrei raccontarti
quello che non ti ho detto
con le parole nuove
che da allora ho scritto.

Vorrei fare con te
quello che non abbiam fatto
e inventare avventure
che assomiglino ai sogni
che da allora bramo
come un riscatto.

Vorrei
semplicemente
avere ancora un momento
per averti accanto
e non soltanto
nella mia mente.

“Vorrei”

Commento della Poetessa


Questa è la lirica che, a scelta dell’editore, ha ispirato il titolo della mia seconda silloge, quella che io definisco tra tutte il mio urlo di dolore, il mio dialogo con l’aldilà. È un canto accorato dedicato ad un’ombra del passato che si vorrebbe ancora avere accanto per dire ciò che non si è riusciti a dire, per fare ciò che non si è avuto il tempo di fare, per continuare ad amare perché da soli l’orizzonte è un vuoto senza fine.

Perché le persone dovrebbero leggere le tue poesie?

Mi permetto di prendere in prestito frasi che mi sono state dette da alcuni lettori che mi hanno profondamente toccata: perché la mia poesia è sincera, colpisce, entra nel cuore e ci resta, perché smuove.

Cosa dicono di te gli altri?

Citazione giuria 3° Premio Concorso Letterario Giugno di San Vigilio per “L’isola delle cose non dette”: Il titolo già è un invito poetico ad ascoltare e vivere la sua poesia. Ognuno custodisce emozioni forti e ferite da dove poter capire la vita, un viaggio quasi “tattile” che parola dopo parola manifesta agli occhi e al cuore quel velo terreno che “pesa” sui nostri passi.

Recensione su Amazon

“Barlumi d(‘)istanti”, terza silloge dell’autrice Maria Teresa Zanca, è un emozionante ed intenso invito a cogliere ed eternare gli attimi di incanto e gioia che la vita ci offre.

Nella prefazione l’autrice ci racconta di un cambiamento nella sua poetica, di una ricerca stilistica che l’ha portata a fermare il tempo in componimenti più brevi e dalla musicalità serrata ma dolce, che culla e accompagna il lettore a rivivere i propri momenti più belli e a non lasciarsi scappare quelli che la vita dona durante il cammino. Anche nei versi che parlano di sconforto e forte dolore, l’amore e la resilienza restano gli ingredienti principali delle splendide poesie di Maria Teresa:

“Dimenticare non vorrei
che amo la vita
anche nei momenti più oscuri
in quei vicoli senza uscita
quando tutto
sembra che ti scivoli fra le dita
e non sai più come arrancare.”

L’amore viene raccontato in ogni sua sfumatura, con grande saggezza ed empatia. Non è mai facile amare, anche perché si è vulnerabili di fronte ad un sentimento di portata eccezionale, che scava e mostra fragilità e insicurezze, mettendo a nudo l’anima:

“Vana
questa brama così insana
di nascondermi e sparire.
Perché poi?
Per non soffrire?
Per paura di scalfire
la corazza da guerriera
che ho penato a costruire?”

Eppure, anche se l’esistenza è costellata da imprevisti e mutamenti, il cuore non smette mai di desiderare, sognare e sperare:

“batte ancora
quella voglia d’infinito
a scandire una vita
assordante d’aurora.”

Nella sinestesia “assordante d’aurora” l’autrice ci mostra tutta la potenza e la luce che sprigiona un’anima affamata di bellezza e di vita. Nulla può davvero scalfirla impedendole di scegliere di essere luce, speranza e amore, perché, finché ci sarà ancora un battito, potranno esserci ancora attimi così luminosi da stravolgere d’emozione.

In questa meravigliosa raccolta potrete leggere anche componimenti che parlano di attualità come “Il mare d’inverno” e “Rosso (Giulia)”, in cui la sensibilità e l’umanità dell’autrice commuovono profondamente ed invitano a riflettere e ad agire concretamente per cambiare una società dove purtroppo le atrocità e le disuguaglianze sono all’ordine del giorno.

Consiglio a tutti di leggere questo prezioso, intimo e coinvolgente libro che entra nell’anima consolandola e riempiendola di forza e luce, dolcezza e consapevolezza.

Maria Teresa consiglia un libro di poesie

Vuoto d'amore di Alda Merini 

Voci di Poetesse

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *