“Una donna d’ingegno raro e virtù singolare, la sua arte scenica è paragonabile alla poesia.” (Torquato Tasso)
Una poesia dalla forte e femminile emotività
Isabella Canali, meglio conosciuta come Isabella Andreini, nacque a Padova nel 1562 da una famiglia veneziana di modeste condizioni. Fin da giovane mostrò un talento straordinario per la recitazione, lo studio delle lingue e la poesia. A soli quindici anni, dopo aver ricevuto una educazione umanistica, entrò nella Compagnia dei Gelosi, la più celebre compagnia della Commedia dell’Arte: con loro divenne famosa come “prima donna innamorata”. Nel 1578 sposò il collega e attore Francesco Andreini, noto come “Capitan Spavento” nella Commedia dell’Arte, con cui condivise vita e scena, fino a dirigere la compagnia. La coppia era molto apprezzata a corte, tanto da essere convocati per le nozze di Ferdinando de’ Medici a Firenze e da Maria de’ Medici in Francia. Morì a 42 anni di parto, proprio durante il viaggio di ritorno dalla tournée in Francia (1604), lasciando un vuoto enorme nel mondo del teatro rinascimentale. L’eredità drammaturgica della coppia fu poi raccolta e portata avanti da uno dei loro figli, Giovanni Battista, attore e fondatore della compagnia dei Fedeli.
Isabella fu la prima donna a imporsi come vera attrice professionista in un’epoca in cui il palcoscenico era dominato dagli uomini. Fu una donna stimata dai maggiori letterati del suo tempo: Torquato Tasso, Giambattista Marino, Gabriello Chiabrera la lodarono come musa ispiratrice, esempio di donna colta e “dotta comica”. Fu tra le prime donne in Europa a pubblicare testi teatrali e raccolte poetiche, ottenendo riconoscimenti pari a quelli dei colleghi uomini.
Il modello dominante di riferimento delle sue liriche è il petrarchismo, rielaborato in modo personale, teatrale, drammatico e spesso ironico. L’esperienza sentimentale è trattata con passione ma anche lucidità, mostrando un’anima inquieta ma consapevole.
Fondamentale è il ruolo che la donna assume nelle sue liriche, il loro diritto di libertà ed espressione. Isabella difende la dignità intellettuale femminile, consapevole di essere pioniera in un campo dominato dagli uomini.
Pioniera nel mondo della scrittura
Isabella Andreini, oltre a lasciare un’eredità nel mondo teatrale dando nuova dignità alla figura dell’Innamorata nella Commedia Teatrale che prende ora il suo nome, lo fece anche in quello letterario.
“La Mirtilla” (1588, ripubblicata nel 1602): una favola pastorale ispirata al modello tassiano, che si distingue per l’attenzione alle figure femminili, libere, astute e capaci di influenzare gli eventi. Fu la prima opera teatrale pastorale pubblicata da una donna.
“Rime” (1601-1605): una raccolta poetica pubblicata più volte anche postuma, in cui la Andreini mostrò padronanza della lirica petrarchesca, inserendo temi di amore, dolore e riflessione artistica.
“Lettere” (1607): pubblicate dopo la sua morte dal marito Francesco, rivelano la sua intelligenza arguta e la capacità di padroneggiare lo stile epistolare.
“Fragmenti di alcune scritture” (1616/1620): raccolta di componimenti poetici ed epistolari che completano il quadro della sua attività letteraria.
SONETTO II
S’avverrà mai, ch’ad alcun pregio arrive
L’amoroso mio stil nato di pianto,
Sarà vostra la lode, e vostro il vanto
O de l’Anima mia luci alme, e dive.
Voi le fiamme d’Amor nel sen più vive
Rinovellando in me dettate il canto;
Sol voi dettate, in voi sol leggo quanto
Suona la lingua, e là mia penna scrive.
Ma perchè più dolce uso un giorno prenda
L’amaro suon de’ lagrimosi accenti
Bella pietate in voi fiammeggi, e splenda.
Che s’un dì sien men gravi i miei tormenti
Farò, che’l valor vostro alto s’intenda
Da le rive gelate à i lidi ardenti.
(Da Rime di Isabella Andreini Padouana comica gelosa)
Bibliografia Consigliata
Francesca De Angelis, La divina Isabella. Vita straordinaria di una donna del Cinquecento, Roma, Bulzoni, 1991
Cristina Grazioli, Isabella Andreini. Una letterata in scena, Padova, Cleup, 2014
Giovanni Isgrò, La donna, la scena, la scrittura: Isabella Andreini, Palermo, Sellerio, 1995
Johnny L. Bertolio, Controcanone - La letteratura delle donne dalle origini a oggi, Loescher Editore, 2022
Articolo scritto dalla poetessa Jessica Malagreca Palmi
Immagine di copertina creata con AI sulla base di Commons Wikimedia, immagine di pubblico dominio.




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