Duro intelligere e morbido sentire il peggio che ci possa capitare.
Biografia
Raffaella Rossi nasce ad Avellino nel 1983. Vive in un paese di provincia dove svolge la professione di insegnante. Nel 2011 ha pubblicato una raccolta poetica dal titolo “Stagioni e Riti”. Tra le sue ultime pubblicazioni si ricordano Epidermide rara (Eretica 2023) e Ipotermia (Delta 3 edizioni 2024). Dal 2007 si occupa di anche di poesia visiva. Le sue poesie sono presenti nei principali blog e riviste di poesia italiana.
Da cosa nasce il tuo amore per la poesia?
È la mia forma di dialogo preferito, non so pensare a Raffaella senza poesia. Io e la mia poesia siamo in perfetta simbiosi. La poesia mi completa e mi allarga gli orizzonti, mi plasma, mi fa rinascere ogni volta sotto varie e altre sembianze, per me tutto ha un senso poetico, anche l’aria che respiro. Mi sento infinita con la poesia, senza limiti, senza confini. La poesia è una specie di sogno che si vitalizza.
A cosa si ispira la tua poesia?
La vita mi ispira, il tempo che passa, i ricordi, le persone importanti, anche il mio lavoro. Tutto ciò che mi circonda diventa fonte d’ispirazione: se sto bevendo un bicchiere d’acqua riesco subito a percepire che non è solo acqua ma c’è un mistero, qualcosa che mi sta parlando e devo assolutamente materializzarlo su carta. Certo che la fantasia e i sogni sono importanti per il poeta, la routine quotidiana è deleteria per tutti.
Hai pubblicato delle sillogi poetiche? Se sì, quali? Dove è possibile acquistarle?
Sì, per me pubblicare è importante, è un momento di condivisione; da ragazzina era un sogno, quindi ho realizzato qualche sogno. Già nel 2011 ho raccolto vecchie poesie in una silloge dal titolo Stagioni e Riti. Le recenti pubblicazioni sono Epidermide rara, Eretica edizioni 2023 e Ipotermia, Delta 3 edizioni 2024. Vorrei pubblicare ancora. Si trovano nelle librerie e negli stores digitali delle case editrici.
Chi sono i tuoi modelli poetici? Tra questi ci sono delle poetesse? Se sì, quali?
Ho tanti modelli poetici, sono cresciuta con Cesare Pavese, Alda Merini, Eugenio Montale, Ungaretti, tutti i grandi della poesia italiana mi affascinano. Leggo tutto, e poi scelgo chi rileggere: Goliarda Sapienza, Donatella Bisutti, Beatrice Zerbini, Franca Alaimo, Thierry Metz, Chandra Livia Candiani, la Dickinson, ho citato qualche poeta e poetessa che rileggo spesso.
Una poesia di Raffaella
Prendere in prestito il dolore degli altri
non è come ristorarsi con l’acqua
si beve dal calice amaro
come nel Getsemani
(lo allontani il Padre se vuole)
ma è viscerale per me essere umana,
è l’accordo segreto tra me e il cielo
è la truffa che mi ha indebitata
devo pagare la solitudine che mi hai lasciato.
Così oggi mi mortifica anche la cipolla in cucina
chiede perdono per provocarmi il pianto,
sono io a chiederle perdono se dovrò dividerla
e mi perdonino tutti se a volte
non sono stata sufficientemente garbata
se mi ferisce l’occhio addormentato degli altri.
Il calice è pure il mio
ma dall’orlo già sporco
beve solo chi non ha pauratratta da Ipotermia
Commento della Poetessa
Devo riprendere la citazione iniziale della Cavalli : “duro intelligere e morbido sentire, il peggio che ci possa capitare”, è la mia visione del mondo, purtroppo, perché è una visione che spesso porta dolore. Il pensiero che non ti guarda in faccia ma è così duro da dover indagare fino all’osso e scorticarlo, anche se fa male. E poi c’è il sentire morbido, quello che accoglie il dolore degli altri e lo leviga, lo smussa e ti provoca nuovamente una ferita, per essere troppa umana.
Perché le persone dovrebbero leggere le tue poesie?
Una volta ho detto “siamo tutti sulla stessa barca”, lo ribadisco, siamo tutti sulla stessa barca… perciò dovrebbero leggermi. A parte gli scherzi, leggere il poeta della porta accanto è importante perché ti avvicina al mondo della poesia che a molti è sconosciuto. Ci rendiamo conto così che la poesia non è sconosciuta ma vive ovunque, anche al supermercato, a scuola e in ufficio.
Cosa dicono di te gli altri?
Mi ha colpito una recensione per Epidermide rara su Scrittura viva:
c’è una parte in cui ho letto “ L’autrice non cerca gloria, visibilità, autoproclamazione, come purtroppo accade a molti autori che nel cammino poetico si smarriscono lasciandosi ammaliare da ciò che snatura il senso stesso della poesia. Ella lascia il segno delle sue impronte abdicando all’unica ragione che spinge i poeti a proferire: svelare la propria anima senza alcun fine se non quello di donare amore, di comunicarlo in tutte le sue sfaccettature. E il suo è un disvelamento autentico, profondo, vibrante.”
Melania Valenti su Finestre, L’irregolare (riferito ad Ipotermia):
“Tuttavia, le sue poesie non si limitano a rappresentare il dolore dei vinti; c’è un desiderio di guarigione e di ritrovare calore e connessione con il mondo. Questo dualismo tra sofferenza e speranza è, a mio parere, un elemento chiave della raccolta, quell’elemento che si snoda durante la lettura delle singole liriche e che offre al lettore un margine di speranza pur nei momenti in cui la parola raggiunge punte di sofferenza notevoli”
Non voglio appesantire l’intervista, mi fermo e dico grazie.
Raffaella consiglia un libro di poesie
Mmm che domanda difficile, consiglio Ancestrale di Goliarda Sapienza, l’ho amato quel libro, tantissimo.




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