Marceline Desbordes Valmore poetessa francese

Marceline Desbordes Valmore: l’oblio di una grande poetessa

Le donne, lo so, non dovrebbero scrivere: ciononostante, io scrivo.

Marceline Desbordes Valmore, “Lettre de Femme”)

Honoré de Balzac definì i suoi versi delicati accostamenti di sonorità dolci e armoniose che evocano la vita della gente semplice.

Charles Baudelaire disse di lei:

“Mme Desbordes-Valmore fu donna, fu sempre donna e non fu nient’altro che donna; ma ebbe un grado straordinario di espressione poetica intrisa di tutte le bellezze naturali della donna.

Paul Verlaine, che la incluse, unica donna, nella sua antologia “I poeti maledetti”, affermò:

“Noi proclamiamo, a voce alta e chiara, che Madame Desbordes-Valmore è senz’altro la sola donna di genio e di talento di questo secolo e di tutti i secoli”

Aggiungendo:

“C’è un suo verso che mi sembra il più straordinario della nostra lingua o di ogni lingua umana:

“seminai la mia gioia in cima a una canna”

Perché, una poetessa così osannata e di forte ispirazione, è finita nel buio nero del dimenticatoio?

La vita tra difficoltà e miserie

Marceline Desbordes Valmore nacque a Douai (Fiandra francese) il 20 giugno 1786. Giovanissima, a causa di problemi familiari, seguì la madre a Guadalupa in cerca di lontani parenti, ma tornò orfana e molto povera, dopo aver attraversato numerose e spiacevoli peripezie. Lavorò come attrice nei teatri di Douai e Rouen e poi si spostò a Parigi.

Ebbe un grande amore da lei mantenuto segreto, ma da molti identificato in Henri de Latouche, con il quale visse una relazione intensa e passionale e da cui nacque una figlia che morì molto piccola. Nel 1817 sposò l’attore François-Prosper Lanchantin, detto Valmore. Da questi fu molto amata ed ebbe altri figli di cui solo uno sopravvisse.

La sua sensibilità profonda e appassionata trovò presto dimora nella poesia.

La tragedia immensa della perdita della sua bambina, insieme ai problemi economici, alla scomparsa di altri familiari e ai turbamenti sentimentali (non dimenticò mai Latouche e forse mai da lui si separò), seminarono nel suo animo lacrime e dolore che fiorirono sotto forma di versi dalla forte carica emotiva. La sua condizione di donna e poetessa nell’Ottocento acuì il tormento interiore che sfociòin una produzione letteraria vasta e ricca di suggestioni. Non ebbe grandi possibilità di studiare ma riuscì, con un sapiente lavoro da autodidatta, a compensare, perfettamente, la scarsa istruzione.

Pubblicò la sua prima raccolta poetica nel 1819, “Élégies et romances”, alla quale ne seguirono altre, tra cui: “Les Pleurs”(1833) e “Pauvres fleurs”(1839).

Compose anche novelle e racconti per bambini, sia in prosa che in versi. Morì di cancro a Parigi nel 1859.

La poesia

Marceline Desbordes Valmore, nonostante sia stata pressoché dimenticata, fu una delle più grandi poetesse francesi, riuscendo a precorrere i maestri della poesia francese moderna e creando uno stile nuovo, lontano dalla tradizione. Uno stile libero e molto attento ai contenuti.

Lo stesso Verlaine trasse non pochi spunti dalle sue poesie.

I temi dominanti i suoi versi sono l’amore, la figura della donna, la maternità, e tutto ciò che un animo sensibile e gentile può racchiudere dentro di sé.

La sua è una poesia semplice, intima, a tratti fragile e nostalgica eppure ardente di un fuoco vivo e potente e in cui ci si può facilmente immedesimare. La sua voce canta l’amore e il dolore, attingendo a piene mani dalla propria vita e restituendo al mondo la grandezza di una poesia palpitante e inconfondibile.

Spesso i suoi versi raggiungono vette di elevata armonia e delicatezza, a volte sono racchiusi in una struggente malinconia la quale, più che evocare una persona o un ricordo, piangono l’amore stesso e la passione.

Le rose di Saadi

Volevo portarti delle rose questa mattina
ma ne avevo raccolte così tante nel mio corsetto
che i nodi troppo stretti non hanno potuto contenerle.
I nodi sono esplosi. Le rose sono volate via
nel vento e al mare sono tutte arrivate.
Hanno seguito l’acqua per non tornare più;
l’onda è apparsa rossa, come in fiamme.
Stasera il mio vestito ancora ne è profumato.
Respirane su di me l’odoroso ricordo.

Bibliografia consigliata

Liriche d’amore di Marceline Desbordes Valmore (a cura di Maria Luisa Spaziani) – Ediz. Gallino

Poesie di Marceline Desbordes Valmore – Ediz. LaVitaFelice

Poésies inédite (1860, postume – lingua francese)

Immagine modificata:

Unknown authorUnknown author, d'après une miniature d'Améline Robilliard, Public domain, via Wikimedia Commons

Autrice: Federica Sanguigni

Redazione Poetesse

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