“Libera dai limiti la mente e colmala del tuo fuoco”
(Phillis Wheatley)
Donna. Nera. Schiava.
Tre caratteristiche adatte a rendere la vita un inferno.
Eppure, Phillis Wheatley quell’inferno ha saputo trasformarlo in opportunità, divenendo un esempio di coraggio e di riscatto personale.
Amava la letteratura e la poesia, e fu costretta a superare l’umiliazione di non essere creduta e a dimostrare che il suotalento era vero e le apparteneva come la sua stessa vita.
Nonostante le umilissime origini e la sofferenza patita durante l’infanzia, riuscì a far valere i propri diritti di donna che scriveva, fino a diventare la prima scrittrice afroamericana a pubblicare un libro.
Le origini e la vita
Nacque intorno al 1753, probabilmente in Senegal o in Gambia.
Rapita da bambina nella sua terra, fu trasportata in America su una nave di schiavi chiamata “Phyllis” e dalla quale prese il nome. Arrivò a Boston nel 1761 e qui fu acquistata da una facoltosa coppia di commercianti, John e Susanna Wheatley.
Cominciò a lavorare come domestica presso la ricca famiglia ma, notando la sua grande intelligenza, i coniugi Wheatley la incoraggiarono a studiare. Fu il loro figlio Nathaniel a occuparsi dell’istruzione di Phillis, insegnandole non solo a leggere e scrivere, ma facendola appassionare ai classici, alla storia, alla geografia e alla Bibbia. Fu battezzata e crebbe come una fervente religiosa.
La sua passione più grande, però, fu la poesia e iniziò a scrivere versi in modo spontaneo e naturale. A circa venti anni aveva pronto un libro da pubblicare ma era inconcepibile, per quei tempi, che una donna nera si interessasse alle lettere.
Fu così che, nel 1772, Phillis si trovò a dover difendere le proprie capacità letterarie, nonché i propri diritti di scrittrice, in un vero e proprio tribunale. Una commissione di illustri personalità di Boston sottopose la giovane donna a un esame attraverso il quale dovette constatare l’autenticità del suo talento, riconoscendo che fosse proprio lei l’autrice delle poesie presentate e rilasciandole un attestato.
Nessuna casa editrice, però, volle pubblicare la sua opera. Solo grazie alla contessa di Huntingdon, Selina Hastings, Phillis Wheatley vide il suo libro pubblicato, nel 1773, a Londra e divenne, così, la prima donna nera e schiava a pubblicare un libro.
Una volta divenuta famosa grazie alla pubblicazione di “Poems on Various Subjects, Religious and Moral”, la donna ottenne la libertà dai suoi padroni ma ella decise di continuare a lavorare presso la famiglia fino alla morte del signor Wheatley.
Sposò, quindi, un uomo anch’egli nero e libero ma arrogante e fannullone il quale, in seguito, l’abbandonò lasciandola in miseria.
Trascorse gli ultimi anni della sua vita in precarie condizioni, vivendo in una zona degradata di Boston con suo figlio. Morì il 5 dicembre 1874, e poche ore dopo anche il figlio morì. Venne sepolta in una tomba anonima, non riuscendo a realizzare il desiderio di pubblicare una seconda raccolta di poesie.
Oggi, la University of Massachusetts di Boston la ricorda con un edificio intitolato a suo nome.
La poetica
Phillis Wheatley impronta la sua poetica prevalentemente su temi religiosi e classici, dedicando, inoltre, molti versi a importanti personalità del periodo.
Non utilizzò molto la poesia per parlare della sua condizione di schiava e questo aspetto del suo modo di fare letteratura divise la critica del tempo. Era apprezzata per il fatto di essere una donna nera e schiava che si dedicava alla poesia, quindi un esempio da seguire. Allo stesso tempo, c’era chi la criticava perché raramente trattava tematiche legate alla schiavitù dei neri.
Tale comportamento, però, non era chiaro. Forse non citava la sua condizione sociale in quanto non aveva la totale libertà di esprimersi come desiderava o forse perché riteneva che la sua disgrazia era solo responsabilità di Dio o del destino. Preferiva, quindi, seguire la forma popolare dell’epoca.
La forma poetica da lei preferita era il distico e componeva principalmente elegie in stile classico.
Il suo successo letterario fu enorme, tanto che Voltaire ebbe a dire che Phillis Wheatley aveva avuto la capacità di dimostrare che anche le persone nere erano capaci di scrivere poesie.
Twas mercy brought me from my Pagan land,
Taught my benighted soul to understand
That there’s a God, that there’s a Savior too:
Once I redemption neither sought nor knew
Some view our sable race with scornful eye,
“Their color is a diabolic die.”
Remember, Christians, Negroes, black as Cain
May be refin’d, and join the angelic train.
Misericordia mi condusse dalla mia terra Pagana,
poesia dal sito Acoma)
Insegnò alla mia anima ottenebrata a comprendere
Che c’è un Dio, e anche un Salvatore:
Un tempo redenzione non cercavo né conoscevo
Alcuni giudicano la nostra scura razza con sprezzo
“Il loro colore è un marchio diabolico.”
Ricordate, Cristiani, i Negri, neri come Caino,
Possono essere affinati, e unirsi alle schiere angeliche.
La lezione di Phillis Wheatley
Ispirazione per scrittrici e scrittori, Phillis Wheatley ha ancora oggi un forte impatto sulla letteratura mondiale. Il suo coraggio e la sua forza di volontà sono stati, e sono, un grande esempio per le donne di colore, ma anche per tutte quelle che vivono in condizioni di inferiorità.
Phillis Wheatley dimostra che ogni donna ha diritto a esprimersi liberamente, anche attraverso l’arte. Nonostante un passato di grande sofferenza come schiava, questa donna non si è arresa davanti agli ostacoli incontrati. Ha dovuto provare il suo talento e lo ha fatto con dignità e sicurezza, consapevole delle proprie potenzialità. Ha dimostrato che le donne possono fare qualsiasi cosa, affermarsi anche in quei campi ritenuti esclusivo dominio degli uomini.
Tante donne, ancora oggi, vivono in condizioni terribili, sottomesse e private dei più elementari diritti, in schiavitù di tutti i tipi.
Phillis Wheatley è stata una donna come poche, una poetessa straordinaria.
Non si è fermata davanti a nulla e ha lottato contro i pregiudizi e le barriere imposte dall’egoismo degli uomini, insegnandoci che i limiti possono essere superati e che la libertà è un bene prezioso da difendere a ogni costo.
Bibliografia consigliata
-“Phillis Wheatley” di Susan R. Gregson (in lingua inglese)
-“Poems on Various Subjects, Religious and Moral” di Phillis Wheatley (in lingua inglese)
- “The Collected Works of Phillis Wheatley” di Phillis Wheatley (in lingua inglese)
Articolo scritto dalla poetessa Federica Sanguigni
Immagine modificata tratta da Scipio Moorhead, Public domain, via Wikimedia Commons




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