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poesie di natale scritte dalle donne

Poesie di Natale scritte dalle donne

Le poesie di Natale sono utilissime per le scuole, specialmente per i bigliettini e le recite prima delle tante agognate vacanze. Essendo legate ad un tema stagionale e festivo è raro che si cerchino o si leggano poesie sul Natale in momenti diversi dall’inverno: tuttavia, chi ama la poesia sa che ogni occasione è buona per tirare fuori le proprie emozioni, e anzi, proprio una festa come il Natale può rivelarsi il momento giusto per tirare fuori un’ispirazione religiosa, un profondo senso di amore, ma anche un sentimento di sdegno.

Non solo “autori famosi”

Cercando su Google la parola “poesie di Natale” – ma forse basterebbe sbriciare nei nostri vecchi bigliettini d’auguri fatti a scuola, sono sempre i poeti i protagonisti: Rodari, Ungaretti, Quasimodo. Chi di noi non ha studiato a scuola “Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo
di strade…”. Eppure, anche il genio femminile ha dedicato i propri versi alla festività: ne riporto qualche esempio, sia religioso che non, sperando che siano utilizzati nelle scuole anche solo per variare un po’.

Christina Rossetti

La vigilia di Natale

Ho trovato moltissime poesie sul Natale di Christina Rossetti, ma molte non sono tradotte in italiano. Come sempre nella sua poesia c’è una forte ispirazione religiosa. Potete leggerle tutte su poets.org, io ho scelto “La vigilia di Natale” (Christmas Eve) e mi sono fatta aiutare dall’intelligenza artificiale per tradurre il testo: che ne pensate? A volte può essere utile se non abbiamo tempo per tradurre una poesia e vogliamo subito avere un’idea del testo. Penso funzioni meglio del traduttore di Google.

Christmas hath a darkness
    Brighter than the blazing noon,
Christmas hath a chillness
   Warmer than the heat of June,
Christmas hath a beauty
   Lovelier than the world can show:
For Christmas bringeth Jesus,
   Brought for us so low.

Earth, strike up your music,
   Birds that sing and bells that ring;
Heaven hath answering music
   For all Angels soon to sing:
Earth, put on your whitest
   Bridal robe of spotless snow:
For Christmas bringeth Jesus,
   Brought for us so low.

Il Natale ha un’oscurità
più luminosa del mezzogiorno fiammeggiante,
il Natale ha un freddo
più caldo della calura di giugno,
il Natale ha una bellezza
più incantevole di quella che il mondo può mostrare:
perché il Natale ci porta Gesù,
portato così in basso per noi.

Terra, suona la tua musica, uccelli che cantano e campane che suonano; il cielo ha una musica che risponde per tutti gli angeli che presto canteranno: Terra, indossa il tuo abito più bianco abito da sposa di neve immacolata: perché il Natale ci porta Gesù, portato così in basso per noi.

Traduzione con supporto dell’intelligenza artificiale

Anne Brontë

Musica la mattina di Natale

La poesia di Anne Brontë ha forti influenze religiose e porta all’attenzione il clima gioioso del Natale. Sul finale, tra le rime baciate e l’andamento simile ad un sermone, forse diventa un po’ troppo roboante per i miei gusti.

ci fu canto capace d’ispirare

così divine estasi e alleviare

ogni pena e il cuore ombroso scuotere

come quello del giorno di Natale

portato da una brezza celestiale.

Regni ancora la tenebra, e per ore

si debba ancora attendere il mattino;

da foschi sogni o da sonno profondo

con la voce più angelica del mondo

quella musica ti sa risvegliare,

invita a rallegrarsi, ad adorare;

a festeggiare il luminoso giorno

che gli angeli onorarono in passato,

quando il nostro Signore appena nato

diffondeva la luce a Lui d’intorno;

il potere del Buio sgominando

e la Terra del Male riscattando.

Mentre ascolto la sacra melodia

si leva in alto l’anima rapita

e la musica sfuma in infinita

celeste indefinibile armonia

e diffonde delizie ininterrotte

ai pastori che vegliano la notte.

Con loro la sua nascita festeggio –

sia gloria a Dio nel più alto dei Cieli

e pace in terra agli uomini di cuore;

ci è stato dato un re per Salvatore,

il nostro Dio suo lo reclama, e il male

ha debellato insieme al suo rivale!

Dio senza colpa per noi peccatori

qui disceso a soffrire e sanguinare –

l’Inferno al regno deve rinunciare;

pagato è il prezzo, il mondo ha liberato;

e anche Satana deve confessare

che Cristo il suo diritto ha guadagnato:

nuova pace sorride a noi dai cieli

e Verità celeste senza veli:

dure catene, tolte al prigioniero –

il nostro Redentore è il re sincero;

il suo sangue per gli uomini ha versato

e casa in Cielo ha loro assicurato.

Ho trovato il testo nel sito “Dalla mia finestra”

Emily Dickinson

Prima che venga il ghiaccio sugli stagni

La poesia di Emily Dickinson descrive l’inverno e guarda all’arrivo del Natale con una speranza di miracolo e di cambiamento.

Prima che venga il ghiaccio sugli stagni,
prima che scendano i pattinatori,
e la neve al crepuscolo
illividisca qualche guancia

prima che la campagna s’addormenti,
prima dell’albero di Natale,
mi accadranno miracoli
uno sull’altro!

Quello di cui tocchiamo appena gli orli
nei giorni estivi;
quello che passa appena alla distanza
di un ponte

e canta e parla in una certa maniera
quando nessuno è qua –
L’abito in cui ho versato tante lacrime
potrà ancora bastarmi?

Traduzione di Margherita Guidacci

Alda Merini

Buon Natale

Come sempre la poesia di Alda Merini è uno sguardo onesto sulla realtà: il Natale, giorno di festa in famiglia, non è per tutti una festa sentita: i primi “outsider” sono le persone sole, che probabilmente non amano festeggiare questa giornata, seguiti dai bambini senza genitori, che sono molto diversi dai “mocciosi” che vivono per scartare i regali.

A Natale non si fanno cattivi
pensieri ma chi è solo
lo vorrebbe saltare
questo giorno.
A tutti loro auguro di
vivere un Natale
in compagnia.
Un pensiero lo rivolgo a
tutti quelli che soffrono
per una malattia.
A coloro auguro un
Natale di speranza e di letizia.
Ma quelli che in questo giorno
hanno un posto privilegiato
nel mio cuore
sono i piccoli mocciosi
che vedono il Natale
attraverso le confezioni dei regali.
Agli adulti auguro di esaudire
tutte le loro aspettative.
Per i bambini poveri
che non vivono nel paese dei balocchi
auguro che il Natale
porti una famiglia che li adotti
per farli uscire dalla loro condizione
fatta di miseria e disperazione.
A tutti voi
auguro un Natale con pochi regali
ma con tutti gli ideali realizzati.

Madre Teresa di Calcutta

È Natale 

La sfumatura religiosa è naturalmente presente nella filastrocca di Madre Teresa di Calcutta, ma i consigli che vengono dati valgono senza dubbio per tutto l’anno.

È Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.
È Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.
È Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.
È Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
È Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
È Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.