poesie sull'estate scritte da donne

L’estate in versi scritti dalle donne

L’estate di incanto e ispirazione, specialmente per chi ha “il verso facile”. Dopo le poesie primaverili, autunnali e invernali, ecco alcune delle poesie sull’estate scritte da poetesse, sia italiane che straniere.

Il volto malinconico dell’estate

In questi versi non ritroviamo l’estate felice, come potremmo aspettarcela. Anzi, l’estate calda e rumorosa delle vacanze viene totalmente accantonata per lasciare spazio all’altra faccia della stagione: quella degli amori che finiscono velocemente (Louise Gluck), delle tende abbassate sui negozi (Ada Negri), della piacevole solitudine dentro una vasca da bagno, a giocare con l’acqua (Amy Lowell). Troviamo anche poetesse con una vena più bucolica, come Emily Dickinson e Anite di Tegea, che inneggiano alla natura, dalla frutta che matura agli alberi che riparano dal caldo.

Versi malinconici, quindi, come lo è anche l’estate nella sua intensa brevità, tra passioni cocenti e brezze delicate. In bilico tra ricordo ed emozione, queste poesie sono un viaggio nella percezione squisitamente femminile: ritroviamo gioielli, giochi, sensualità. Per dirla con Patrizia Cavalli, “promessa e nostalgia”.

A me è maggio che mi rovina

Patrizia Cavalli

A me è maggio che mi rovina
e anche settembre, queste due sentinelle
dell’estate: promessa e nostalgia.

Estate

Ada Negri

Nei mesi estivi il solleone
rende i muri così abbaglianti
che a fissarli vien sonno:
tende gialle e rosse
si abbassano sui negozi;
il nastro di cielo
che s’allunga fra due strisce
parallele di tetti
è una lamina di metallo rovente.
Dolce è non far niente,
accucciati sulle pietre roventi,
respirando il caldo.

Summer 

Louise Gluck

Ricorda i giorni della nostra prima felicità,
quanto eravamo forti, quanto eravamo storditi dalla passione,
sdraiati tutto il giorno e poi tutta la notte nel letto stretto,
dormire lì, mangiare lì: era estate,
sembrava che tutto fosse maturato
in una volta sola. E così caldo che giacevamo completamente scoperti.
A volte si alzava il vento; un salice sfiorava la finestra.
Ma in un certo senso eravamo persi, non lo senti?
Il letto era come una zattera; ci sentivo andare alla deriva
lontano dalla nostra natura, verso un luogo dove non avremmo scoperto nulla.
Prima il sole, poi la luna, in frammenti,
pietre attraverso il salice.
Cose che chiunque poteva vedere.
Poi i cerchi si chiusero. Lentamente le notti si raffreddarono;
le foglie pendenti del salice
ingiallirono e caddero. E in ognuno di noi iniziò
un profondo isolamento, anche se non ne abbiamo mai parlato,
dell’assenza di rimpianti.
Eravamo di nuovo artisti, mio marito.
Potevamo riprendere il viaggio.

Traduzione con DeepL

Bath

Amy Lowell

La giornata è fresca e bella, e nell’aria c’è un profumo di tulipani e narciso.
Il sole entra dalla finestra del bagno e scava nell’acqua della vasca da bagno in torni e piani di bianco-verde. Come un gioiello, fende l’acqua e la incrina fino a renderla luminosa.
Piccole macchie di sole si posano sulla superficie dell’acqua e danzano, danzano, e i loro riflessi oscillano deliziosamente sul soffitto; un’agitazione del mio dito li fa vorticare, ruotare. Muovo un piede e i piani di luce nell’acqua si inceppano. Mi sdraio e rido, e lascio che l’acqua verde-bianca, l’acqua del berillo sfaldato dal sole, scorra su di me. Il giorno è quasi troppo luminoso per essere sopportato, l’acqua verde mi copre dal giorno troppo luminoso. Mi sdraierò qui per un po’ e giocherò con l’acqua e con le macchie del sole. Il cielo è azzurro e alto. Un corvo svolazza vicino alla finestra e nell’aria c’è un profumo di tulipani e narciso.

Traduzione con DeepL

L’estate è finita

Emily Dickinson


Sono più miti le mattine
e più scure diventano le noci
e le bacche hanno un viso più rotondo.
La rosa non è più nella città.
L’acero indossa una sciarpa più gaia.
La campagna una gonna scarlatta,
Ed anch’io, per non essere antiquata,
mi metterò un gioiello.

A.P. IX, 313

Anite di Tegea

Chiunque tu sia, siedi all’ombra di questo florido alloro,
bevi nel tempo giusto la dolce acqua del rivo,
sì che alle membra ansanti per la calura d’estate
tu dia ristoro, offrendole al soffio dello Zefiro.

Poesie sul mare

Per restare in tema estivo ecco un altro approfondimento specifico sul mare.

Alessia Pizzi

Laurea in Filologia Classica con specializzazione in studi di genere a Oxford, Giornalista, fondatrice di CulturaMente e di Poetesse Donne. Nel 2020 ho pubblicato il libro "Qualcuno si ricorderà di noi", dedicato alle poetesse dell'antichità, nel 2023 ho pubblicato "Poesie sul Tavolo".

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