poesie di natale scritte dalle donne

Poesie di Natale scritte dalle donne

Le poesie di Natale sono utilissime per le scuole, specialmente per i bigliettini e le recite prima delle tante agognate vacanze. Essendo legate ad un tema stagionale e festivo è raro che si cerchino o si leggano poesie sul Natale in momenti diversi dall’inverno: tuttavia, chi ama la poesia sa che ogni occasione è buona per tirare fuori le proprie emozioni, e anzi, proprio una festa come il Natale può rivelarsi il momento giusto per tirare fuori un’ispirazione religiosa, un profondo senso di amore, ma anche un sentimento di sdegno.

Non solo “autori famosi”

Cercando su Google la parola “poesie di Natale” – ma forse basterebbe sbriciare nei nostri vecchi bigliettini d’auguri fatti a scuola, sono sempre i poeti i protagonisti: Rodari, Ungaretti, Quasimodo. Chi di noi non ha studiato a scuola “Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo
di strade…”. Eppure, anche il genio femminile ha dedicato i propri versi alla festività: ne riporto qualche esempio, sia religioso che non, sperando che siano utilizzati nelle scuole anche solo per variare un po’.

Poesie di Natale per i Social

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Ada Negri

Ninna-nanna di Natale

Ninna-nanna… – gelato è il focolare,
fanciul: non ti svegliare.
Per coprirti dal freddo, o mio bambino,
cucio in un vecchio scialle un vestitino.
Ma il lucignolo trema e l’occhio è stanco,
bimbo dal viso bianco.
Chi sa se per domani avrò finito
questo che aspetti povero vestito!…
Ninna-nanna – È la notte di Natale…
Libera nos dal male.
Cade la neve senza vento, fitta:
sgocciola un trave qui, ne la soffitta.
Io ti narrai la storia di Gesù,
bimbo. – Guardavi tu
lontano coi pensosi occhi che sanno
già tristi cose, e tante ne sapranno;
e mi chiedesti: È ver che nacque in una
stalla, ed ebbe per cuna
un po’ di paglia, e andò povero e solo
per noi, nel mondo?… – È vero, o mio figliuolo.
E redimerci volle, ed un feroce
odio il confisse in croce;
e invan, da venti secoli di guerra,
l’ombra de la sua croce empie la terra;
ché sempre il viver nostro si trascina
fra bettola e officina,
fra l’ignoranza e la miseria nera,
fra il vizio, l’ospedale e la galera.
«… Pace ed amor non avrem dunque mai?…
O bimbo!… tu non sai. –
La notte è santa. – Mulinando cade
la neve bianca su le bianche strade;
e domani, con l’alba, le campane
diran: riposo e pane
a gli uomini di buona volontà!… –
Ma menzogna terribile sarà.
Sarà menzogna sino a quando, o figlio,
in ogni aspro giaciglio
simile a questo, in ogni nuda stanza
simile a questa, ove non è speranza,
a l’alba di Natale ogni bambino
che soffra il tuo destino
e mangi pan con lacrime commisto,
si sveglierà con l’anima di Cristo:
e tutte le soffitte avranno un fiero
fanciul che andrà il pensiero
temprando a gli urti de la vita grama,
sino a foggiarne un’invincibil lama:
e un giorno insorgeranno a milioni
con fulmini e con tuoni
questi profeti: e al loro impeto alato
il vecchio mondo crollerà, stroncato:
ed il Vangelo allor sarà sovrana
legge a la vita umana:
e – Pace –, allora, dire si potrà
agli uomini di buona volontà!…
Ne le viscere nostre oppresse e macre
di popolane, sacre
a la fatica ed al servaggio muto,
il miracol di Dio sarà compiuto.
Ed ora, o figlio, del tuo letto al piede,
con inesausta fede
questa leggenda di Natale io dico:
– Cristo del sangue mio, ti benedico. –

Gabriela Mistral

Pini di Natale

Allo scoccare della mezzanotte
nel venire il Benvenuto
coloro che si sono addormentati uomini
si svegliano i pini.
I giganti sono nulla,
i forti tremano,
e la terra sale e sale
attraverso le braccia dei pini…
I grumi dei gladiatori,
di ammiragli e signori della guerra
sarebbero nascosti
che questa notte un Bambino manda…
Pesare gli animali,
le montagne e i fiumi;
ma ora il mondo pesa
quello che pesa l’ago del pino.
L’aria non profuma di frutta
di fiori, né di vento di mare.
Profuma di rami di un giorno,
per il Piccolo Dio, per il Dio Bambino.
Il mondo è verde di rami
perché un pino sta scendendo,
rompe l’aria, colpisce la terra
e posa il suo piede sul divino!

Tradotto con DeepL.com

Anne de Noailles

I paesaggi

Sono i paesaggi freddi dei canti di Natale
E i giardini di maggio delle romanze languide
Che cantano con grazia i peccati veniali
E a tenere indulgenze persuadono gli amanti…
Sono i paesaggi freddi dei canti di Natale!
I melograni in fiore e i boschetti di palme,
Esalando nell’aria inebrianti aromi,
Al crepuscolo attaccano ardenti serenate
Che trattengono a lungo le ragazze ai balconi…
I melograni in fiore e i boschetti di palme!
Il fascino negletto del paesaggio rossastro
Sospira un motivetto delle vecchie spinette;
Pungente l’agrifoglio graffia il tordo bottaccio
E il corallo sbiadisce sulle bacche del berberis…
Il fascino negletto del paesaggio rossastro!
Il fogliame arruffato dei recessi romantici,
Dove la luna scivola nell’acqua mollemente,
Innalza verso il cielo in palpitanti cantici
Dei menzogneri amanti gli eterni giuramenti…
Il fogliame arruffato dei recessi romantici!
E lo squillante riso dei paesaggi dorati
Corre nel granoturco dei piani, sui ruscelli,
Facendo le pannocchie del luppolo agitare
E le api fulve intorno alle gremiti celle…
Il luminoso riso dei paesaggi dorati!

Traduzione di Marzia Minutelli

Cristina Campo

Biglietto di Natale a M.L.S.

Maria Luisa quante volte
raccoglieremo questa nostra vita
nella pietà di un verso, come i Santi
nel loro palmo le città turrite?
La primavera quante volte
turbinerà i miei grani di tristezza
dentro le piogge, fino alle tue orme
sconsolate – a Saint Cloud, sulla Giudecca?
Non basterà tutto un Natale
a scambiarci le favole più miti:
le tuniche d’ortica, i sette mari,
la danza delle spade.
“Mirabilmente il tempo si dispiega…”
ricondurrà nel tempo questo minimo
corso, una donna, un atomo di fuoco:
noi che viviamo senza fine.

Christina Rossetti

La vigilia di Natale

Ho trovato moltissime poesie sul Natale di Christina Rossetti, ma molte non sono tradotte in italiano. Come sempre nella sua poesia c’è una forte ispirazione religiosa. Potete leggerle tutte su poets.org, io ho scelto “La vigilia di Natale” (Christmas Eve) e mi sono fatta aiutare dall’intelligenza artificiale per tradurre il testo: che ne pensate? A volte può essere utile se non abbiamo tempo per tradurre una poesia e vogliamo subito avere un’idea del testo. Penso funzioni meglio del traduttore di Google.

Christmas hath a darkness
    Brighter than the blazing noon,
Christmas hath a chillness
   Warmer than the heat of June,
Christmas hath a beauty
   Lovelier than the world can show:
For Christmas bringeth Jesus,
   Brought for us so low.
Earth, strike up your music,
   Birds that sing and bells that ring;
Heaven hath answering music
   For all Angels soon to sing:
Earth, put on your whitest
   Bridal robe of spotless snow:
For Christmas bringeth Jesus,
   Brought for us so low.

Il Natale ha un’oscurità
più luminosa del mezzogiorno fiammeggiante,
il Natale ha un freddo
più caldo della calura di giugno,
il Natale ha una bellezza
più incantevole di quella che il mondo può mostrare:
perché il Natale ci porta Gesù,
portato così in basso per noi.
Terra, suona la tua musica, uccelli che cantano e campane che suonano; il cielo ha una musica che risponde per tutti gli angeli che presto canteranno: Terra, indossa il tuo abito più bianco abito da sposa di neve immacolata: perché il Natale ci porta Gesù, portato così in basso per noi.

Traduzione con supporto dell’intelligenza artificiale

Anne Sexton

La vigilia di Natale

Oh diamante tagliente, madre mia!
Non potrei contare il costo
di tutti i tuoi volti, dei tuoi umori.
quel regalo che ho perso.
Dolce ragazza, mio letto di morte,
la mia signora dalle dita di gioiello,
il tuo ritratto ha tremolato tutta la notte
dalle lampadine dell’albero.
Il tuo volto calmo come la luna
su un mare mansueto,
ha presieduto alla riunione di famiglia,
i dodici nipoti
che portavi al polso,
un bambino di tre mesi,
un grosso assegno che non hai mai firmato,
il bambino dai capelli rossi che ballava il twist,
le tue figlie anziane, ognuna moglie,
ognuna parla con la cuoca di famiglia,
ognuna evita il tuo ritratto,
ognuna scimmiotta la tua vita.
Più tardi, dopo la festa,
dopo che la casa andò a letto,
mi sono seduto a bere il brandy di Natale,
a guardare il tuo ritratto,
lasciando che l’albero si muovesse dentro e fuori dal fuoco.
Le lampadine vibravano.
Erano un’aureola sulla tua fronte.
Poi erano un alveare,
blu, gialle, verdi, rosse;
ognuna con il proprio succo, ognuna calda e viva
che ti pungevano il viso. Ma tu non ti sei mosso.
Ho continuato a guardare, forzandomi,
aspettando, inesauribile, trentacinque anni.
Volevo che i tuoi occhi, come le ombre
di due piccoli uccelli, cambiassero.
Ma non invecchiavano.
Il sorriso che mi raccoglieva, tutto spirito,
tutto fascino, era invincibile.
Ora dopo ora ho guardato il tuo viso
ma non riuscivo a staccarne le radici.
Poi ho guardato come il sole colpiva
il tuo maglione rosso, il tuo collo appassito,
la tua pelle mal dipinta di rosa carne.
Tu che mi hai portato per il naso,
ti ho visto com’eri.
Poi ho pensato al tuo corpo
come si pensa a un omicidio…
Poi ho detto Maria…
Maria, Maria, perdonami
e poi ho toccato un regalo per il bambino,
l’ultimo che ho allevato prima della tua morte;
e poi ho toccato il mio petto
e poi ho toccato il pavimento
e poi di nuovo il mio seno come se,
in qualche modo, fosse uno dei tuoi.

Tradotto con DEEPL

Patrizia Cavalli

Natale. La festa della luce.
Si ricomincia insomma.
Una paura selvatica.
Cosí si fa casetta
e ci si attruppa caldi
e gonfi, stremati.
Ma anche, chiamati
in segreto dall’inizio,
si vuole uscire
per provare la forza
delle gambe, darsi alla macchia
al freddo – Vediamo
quanto duro coi cinghiali.

Anne Brontë

Musica la mattina di Natale

La poesia di Anne Brontë ha forti influenze religiose e porta all’attenzione il clima gioioso del Natale. Sul finale, tra le rime baciate e l’andamento simile ad un sermone, forse diventa un po’ troppo roboante per i miei gusti.

ci fu canto capace d’ispirare
così divine estasi e alleviare
ogni pena e il cuore ombroso scuotere
come quello del giorno di Natale
portato da una brezza celestiale.
Regni ancora la tenebra, e per ore
si debba ancora attendere il mattino;
da foschi sogni o da sonno profondo
con la voce più angelica del mondo
quella musica ti sa risvegliare,
invita a rallegrarsi, ad adorare;
a festeggiare il luminoso giorno
che gli angeli onorarono in passato,
quando il nostro Signore appena nato
diffondeva la luce a Lui d’intorno;
il potere del Buio sgominando
e la Terra del Male riscattando.
Mentre ascolto la sacra melodia
si leva in alto l’anima rapita
e la musica sfuma in infinita
celeste indefinibile armonia
e diffonde delizie ininterrotte
ai pastori che vegliano la notte.
Con loro la sua nascita festeggio –
sia gloria a Dio nel più alto dei Cieli
e pace in terra agli uomini di cuore;
ci è stato dato un re per Salvatore,
il nostro Dio suo lo reclama, e il male
ha debellato insieme al suo rivale!
Dio senza colpa per noi peccatori
qui disceso a soffrire e sanguinare –
l’Inferno al regno deve rinunciare;
pagato è il prezzo, il mondo ha liberato;
e anche Satana deve confessare
che Cristo il suo diritto ha guadagnato:
nuova pace sorride a noi dai cieli
e Verità celeste senza veli:
dure catene, tolte al prigioniero –
il nostro Redentore è il re sincero;
il suo sangue per gli uomini ha versato
e casa in Cielo ha loro assicurato.

Ho trovato il testo nel sito “Dalla mia finestra”

Emily Dickinson

Prima che venga il ghiaccio sugli stagni

La poesia di Emily Dickinson descrive l’inverno e guarda all’arrivo del Natale con una speranza di miracolo e di cambiamento.

Prima che venga il ghiaccio sugli stagni,
prima che scendano i pattinatori,
e la neve al crepuscolo
illividisca qualche guancia
prima che la campagna s’addormenti,
prima dell’albero di Natale,
mi accadranno miracoli
uno sull’altro!
Quello di cui tocchiamo appena gli orli
nei giorni estivi;
quello che passa appena alla distanza
di un ponte
e canta e parla in una certa maniera
quando nessuno è qua –
L’abito in cui ho versato tante lacrime
potrà ancora bastarmi?

Traduzione di Margherita Guidacci

Alda Merini

Buon Natale

Come sempre la poesia di Alda Merini è uno sguardo onesto sulla realtà: il Natale, giorno di festa in famiglia, non è per tutti una festa sentita: i primi “outsider” sono le persone sole, che probabilmente non amano festeggiare questa giornata, seguiti dai bambini senza genitori, che sono molto diversi dai “mocciosi” che vivono per scartare i regali.

A Natale non si fanno cattivi
pensieri ma chi è solo
lo vorrebbe saltare
questo giorno.
A tutti loro auguro di
vivere un Natale
in compagnia.
Un pensiero lo rivolgo a
tutti quelli che soffrono
per una malattia.
A coloro auguro un
Natale di speranza e di letizia.
Ma quelli che in questo giorno
hanno un posto privilegiato
nel mio cuore
sono i piccoli mocciosi
che vedono il Natale
attraverso le confezioni dei regali.
Agli adulti auguro di esaudire
tutte le loro aspettative.
Per i bambini poveri
che non vivono nel paese dei balocchi
auguro che il Natale
porti una famiglia che li adotti
per farli uscire dalla loro condizione
fatta di miseria e disperazione.
A tutti voi
auguro un Natale con pochi regali
ma con tutti gli ideali realizzati.

Madre Teresa di Calcutta

È Natale 

La sfumatura religiosa è naturalmente presente nella filastrocca di Madre Teresa di Calcutta, ma i consigli che vengono dati valgono senza dubbio per tutto l’anno.

È Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.
È Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.
È Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.
È Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
È Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
È Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.

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Alessia Pizzi

Laurea in Filologia Classica con specializzazione in studi di genere a Oxford, Giornalista, fondatrice di CulturaMente e di Poetesse Donne. Nel 2020 ho pubblicato il libro "Qualcuno si ricorderà di noi", dedicato alle poetesse dell'antichità, nel 2023 ho pubblicato "Poesie sul Tavolo".

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