poesie sull'inverno

Poesie sull’inverno che scaldano l’anima

L’inverno è una stagione di contrasti e riflessione, un momento in cui la natura si addormenta sotto uno strato di neve, e le giornate si accorciano. Le poesie invernali scritte dalle donne sono un’importante parte del canone poetico perché catturano in modo unico l’essenza di questa stagione e permettono di esplorare emozioni profonde e pensieri intensi. In questo articolo, dopo aver indagato le poesie estive, primaverili e autunnali, esploreremo alcune delle più toccanti e ispirate poesie invernali create da autrici di diversi periodi storici, evidenziando come queste opere riflettano il loro rapporto con la natura, la solitudine, la bellezza e l’intimità.

Louise Gluck

Winter Morning (Mattina d’inverno)

Oggi, quando mi sono svegliata, mi sono chiesta:
perché Cristo è morto? Chi conosce
il significato di tali domande?
Era una mattina d’inverno, incredibilmente fredda.
Così i pensieri continuavano,
da ogni domanda ne nasceva
un’altra, come un ramoscello da un ramo,
come un ramo da un tronco nero.

Tradotto con DEEPL

Amelia Rosselli

Non resisti a questo inverno

Cade la neve a falde larghe e piane
da ore e ore, senza mutamento.
Non una voce, non un fil di vento,
non echi a le casupole montane.

Non resisti a quest’inverno
modestamente
quel fango innocente
e con le scarpe in mano
e nudo attraversi
quella piazza,
viaggiare per piazze.

Sylvia Plath

Sylvia Plath, in poesie come “Winter Trees”, trasmette la sensazione e tristezza che spesso caratterizza l’inverno. Il suo uso di immagini oscure evoca un senso di freddo interiore.

Winter trees

Gli inchiostri bagnati dell’alba si dissolvono nel blu.
Sulla loro macchia di nebbia gli alberi
Sembrano un disegno botanico
Ricordi che crescono, anello su anello,
Una serie di matrimoni.
Non conoscendo né aborti né puttane,
Più veri delle donne,
seminano così senza sforzo!
Assaggiando i venti, che sono senza piedi,
con la vita immersa nella storia.
Pieni di ali, ultraterreni.
In questo sono Ledas.
O madre di foglie e di dolcezza
Chi sono queste pietà?
Ombre di colombe che cantano, ma che non contengono nulla.
26 novembre 1962

Traduzione con DEEPL

Ada Negri

Ada Negri, una delle più importanti poetesse italiane, cattura la magia delle campagne italiane durante la stagione fredda.

Sonetto d’inverno

Cade la neve a falde larghe e piane
da ore e ore, senza mutamento.
Non una voce, non un fil di vento,
non echi a le casupole montane.

Nei boschi e su le immote alpi lontane
ogni soffio di vita sembra spento:
sotto il bianco lenzuolo è un sognar lento
di piante, d’erbe e di tristezze umane.

Qui, nel camino, ardon le fiamme a spire:
tu mi sorridi: io penso, amico mio,
che dolcezza ha in quest’ora il nostro nido.

Cerco il tuo labbro che non sa mentire,
mi stringo al cor che non conosce oblio,
m’abbandono tremante al petto fido.

Josefina de La Torre

Josefina de La Torre, poetessa spagnola, trasforma l’inverno in un momento di nostalgia e desiderio.

Alte finestre aperte…

Alte finestre aperte
hanno lasciato ombre di luce
sulla sabbia.
La strada era immobile,
morta del bianco preciso
con dodici ferite invernali.
Tra i rami dei pini
il pensiero girava
le brezze degli ulivi.
Una volta vicino. Lo spazio
vuoto, libero, perso
lungo le braccia.
E quanto è lontano l’attimo,
quattro pareti economiche
immagini a specchio.
Né tu né io. Le finestre
alte, aperte, nude,
suicida nel primo mattino.

Traduzione con DEEPL

Wislawa Szymborska

La poetessa polacca Wislawa Szymborska è celebre per il suo uso di metafore e immagini: l’inverno diventa una metafora per la vita e la morte.

Ricordo di Gennaio

Spranghiamo il mondo con assi di legno,
questo il rimedio all’inverno e al vento.
Nella finestra sventrata dal botto
c’è un raggio di vetro attaccato a stento.
Non serve soffiare su un fuoco restio,
dentro al camino ci sono detriti.
Per un attimo: fiammiferi e legno.
Per sempre: il cielo in lampi infiniti.
Sarà una notte da non chiudere occhio.
Si aspetta immobili di udire ancora.
Dal peso – in strada – delle camionette
il vetro trema per la libertà. Che è ora.
Alle nostre labbra mancano parole.
Agli occhi ecco un’altra città, una visione:
– sciami di bandiere sopra la folla,
ferraglia spasmodica, distruzione.
Neve solcata da zoccoli e ruote:
è la risposta al lamento passato.
Si disgela il cuore (la patria la patria).
Si disserra il pugno pietrificato.
Il sangue sul muro – scaldato – ripalpita.
Gli deve cura – chi gli è riverente.
Il mondo e le fronti rialziamo in silenzio:
– con quale vita affrontare il presente.

Tratto da Canzone Nera, Adelphi, trad. Linda del Sarto

Maya Angelou

Maya Angelou, con la sua voce potente, racconta l’inverno anche nelle piccole cose (es. una zuppa) in cui si riflette l’essere umano.

This winter day

La cucina è la sua prontezza
le cose bianche, verdi e arancioni
perdono il loro sangue nella zuppa.
Un sacrificio rituale che scatena
un odore al mio naso e fa sì che
la mia lingua a marciare
scivolando nel liquido del suo gocciolare.
Il giorno, striato d’argento
di pioggia, si scontra con
la mia finestra e la mia zuppa.

Traduzione con DEEPL

Patrizia Cavalli

Patrizia Cavalli, poetessa italiana contemporanea, ha spesso esplorato l’idea dell’inverno come un tempo di introspezione e auto-riflessione.

Non affidarti alla mia immaginazione

Non affidarti alla mia immaginazione
non ti fidare, io non ti conservo,
non ti metto da parte per l’inverno,
io ti apro e ti mangio in un boccone.

Anne Sexton

Landascape winter

Neve, oltre la groppa dell’elefante,
la mia roccia fuori dalla mia finestra di parole,
dove giace assopito sul prato davanti a casa.
Foglie di quercia, ognuna separata e rosa
al sole del tramonto, come lingue di mucca.
La neve lontana sul pino
che si annida negli aghi
come i tossicodipendenti alla loro dose.
La cassetta delle lettere rigida come un soldato
ma con un cappello da cuoco.
La terra è piena.
Non mangia più.
Eserciti di angeli sono sprofondati su di esso
con i loro morbidi paracadute.
E all’interno della casa
le ceneri vengono infilate nel mio matrimonio,
la furia lambisce le pareti,
i piatti si rompono sugli scaffali,
uno strangolatore ha bisogno della mia gola,
la figlia non mangia più nulla,
la moglie parla di questo
ma solo i cubetti di ghiaccio ascoltano.
Il sudore della paura pompa dentro di me.
Nel sonno ho bagnato il letto,
il letto matrimoniale,
per tre notti di seguito
e presto, presto sarà meglio che io corra fuori
finché sono in tempo.
Eppure, in questo momento,
il mondo esterno sembra ignaro
e la neve è felice e tutto è tranquillo
mentre la notte aspetta la sua colazione.

Tradotto con DeepL.com

Anna de Noailles

L’inverno

È l’inverno inodore e muto…
Radi ciuffi d’erba nel prato
Con i sinuosi getti bucano
La neve lucente e indurata…
Qualche arbusto ancora conserva
Delle vizze foglie giallastre
Che famelico il vento addenta
Come morde il greppo la capra.
Da tanto biancore isolati
Restano gli alberi silenti,
Non sapendo come scambiarsi
I loro segreti innocenti…
– Frondosi boschi che all’estivo
Caldo di foglie tomentose
Sapevate le nozze e il grido
Delle upupe melodiose,
Voi che nella dolce stagione
Stordiva il sentore di gomma
Ora fremete all’orizzonte
Con moti di umana persona.
Siete stremati, siete nudi,
Nulla nell’aria vi protegge
E i cuori teneri o canuti
Disperano sopra la neve.
– Lì presso, fratello orgoglioso,
L’abete avvivato dai raggi
Oscilla le pigne scagliose
Che brillano in mezzo ai suoi aghi…

Traduzione di Marzia Minutelli

Sibilla Aleramo

Ironica e pallida…

Ironica e pallida
da un cielo bianco d’inverno
la luna mi guarda,
è quasi sera,
io sono tanto stanca
e povera come la più povera…
Mendicare ancora, perché?
Son sola e senza più giovinezza,
s’irride ai miei canti,
e pallida e di pietra,
come da un cielo d’inverno,
la vita mi guarda,
è quasi sera…

Alessia Pizzi

Laurea in Filologia Classica con specializzazione in studi di genere a Oxford, Giornalista, fondatrice di CulturaMente e di Poetesse Donne. Nel 2020 ho pubblicato il libro "Qualcuno si ricorderà di noi", dedicato alle poetesse dell'antichità, nel 2023 ho pubblicato "Poesie sul Tavolo".

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